A 20 anni da Genova … la memoria viva della lotta di classe!

A Prato, il 3 maggio, muore sul lavoro la giovane operaia Luana. I lavoratori della ‘TexPrint’ di Prato, in lotta da mesi per il lavoro, sono aggrediti da squadracce al soldo del padrone. Stessa situazione a Piacenza, contro il presidio dei lavoratori ‘Fedex’. Il 18 giugno viene ucciso ai cancelli della ‘Lidl’ di Novara, Adil, attivista sindacale del SI Cobas. Centinaia di operatori della sanità muoiono durante il ‘Covid-19’, oltre a subire sanzioni e licenziamenti per aver rivendicato sicurezza e salute. 5 operai del porto di Genova sono indagati per aver bloccato il transito di armi destinate alla guerra in Yemen. In questi giorni, 152 licenziamenti alla Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto (MB), 422 alla GKN di Campi Bisenzio (FI).

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Prepararsi alla lotta! Costruire l’Organizzazione indipendente di classe!

Diciassette mesi di crisi economica, sociale e sanitaria, sono stati pagati da lavoratori e pensionati con decine di migliaia di morti, un milione di posti di lavoro persi, riduzioni di salario, pesanti condizioni di salute e sicurezza nei posti di lavoro, povertà in continua crescita.

La crisi generale e la pandemia ‘Covid-19’ hanno dimostrato che il capitalismo è incapace di lenire le piaghe che genera, ma aggrava continuamente le condizioni di vita e del lavoro degli operai e delle masse lavoratrici.

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DOMENICA 27 giugno ore 11.00 – 16.00 a Viareggio

Riceviamo e pubblichiamo:

INCONTRO per UN CONVEGNO SU ‘SALUTE, SICUREZZA e REPRESSIONE’ 

all’aperto, di fronte alla Chiesina dei Pescatori 

(Banchina sud canale Burlamacca in Darsena) 

Perché questo incontro, perché un Convegno?  In queste settimane ancora omicidi sul lavoro e la strage della funivia. Dopo i giorni dell’indignazione, si torna a quella normalità che “elabora” e provoca immani tragedie. Esperienza e realtà mostrano che solo con una reale presa di coscienza, con un’azione permanente e sistematica, con una denuncia dritta alla radice delle reali cause, è possibile strappare risultati significativi e porre il vero problema: difendersi dalla violenza di questo sistema nel miglior modo e lottare per trasformarlo in una società dove la vita, la salute e la sicurezza non siano subordinate al profitto e al mercato. 

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Viareggio – domenica 27 giugno ore 11 – Convegno su salute, sicurezza e repressione

Riceviamo e volentieri publichiamo:

Domenica 27 giugno dalle ore 11.00 alle ore 16.00

Viareggio INCONTRO per UN CONVEGNO SU SALUTE, SICUREZZA e REPRESSIONE

all’aperto nello spazio alla Chiesina dei Pescatori

(Banchina sud canale Burlamacca in Darsena)

L’obiettivo del CLA, da quando si è costituito, è unire le forze militanti del sindacalismo conflittuale, di base e di aree di opposizione in sindacati confederali, lavoratori e lavoratrici iscritti e non iscritti, attivisti, delegati Rsu e Rls, familiari di chi ha perso la vita sul lavoro, per il lavoro, per stragi industriali e ambientali.

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Incontro e discussione per un approfondimento e per un piano d’azione sul tema “salute, sicurezza e repressione sui posti di lavoro”

Riceviamo e pubblichiamo:

Mercoledì 3 marzo ore 20,30

Piattaforma Googlemeet

Costruiamo unitariamente una campagna di opinione e di mobilitazione contro:

  • l’obbligo di fedeltà, art. 2105 del Codice Civile del 1942, e la rottura del ‘rapporto fiduciario’, aspetto fondamentale della repressione padronale e arma con cui vengono sempre più colpiti, sanzionati fino al licenziamento, delegati, attivisti, lavoratori e lavoratrici, che si battono per la sicurezza, la salute, la dignità, diritti e tutele;
  • i codici etici imposti dai Consigli di Amministrazione di aziende e recepiti nei Ccnl per un’attiva e “volontaria” identificazione con la mission aziendale (manipolazione attiva per un consenso… passivo).
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Presentazione del libro “Lo spillover del profitto” e dell’opuscolo Covid 19: “coronavirus” da un punto di vista di classe

Per chi non può essere presente, in fondo alla pagina vi è il link per seguire l’evento in diretta su YouTube.

Ora la guerra permanente si è svolta finora in aree capitalistiche semi-periferiche, come il Medio Oriente, l’Africa o l’Afghanistan, per cui sorge il sospetto che la pandemia da coronavirus possa costituire un surrogato della guerra permanente che coinvolge invece i paesi capitalisticamente sviluppati.

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Modena: le denunce non potranno fermare la lotta di classe degli sfruttati

A FIANCO DEGLI OPERAI, DEGLI ATTIVISTI SINDACALI COMBATTIVI

COLPITI DALLA REPRESSIONE!

Con le centinaia di denunce, i fermi, le aggressioni poliziesche e il maxi-processo imbastito contro operai, attivisti e militanti sindacali e sociali, Modena è diventata il laboratorio della repressione contro le lotte proletarie per la salute, il lavoro, contro lo sfruttamento, i licenziamenti e l’illegalità padronale.
L’attacco è nei confronti dell’intera classe: un chiaro segnale politico per cercare di impedire la resistenza e la mobilitazione degli sfruttati contro gli sfruttatori, in una situazione di profonda crisi economica e sanitaria.

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Stato e sanzioni: sicurezza e prevenzione o criminalizzazione del dissenso?

Compagni appartenenti a diverse realtà politiche, sindacali, associative e culturali in questi mesi hanno ricevuto sanzioni (400 euro incrementabili fino a 3000 euro) per presunte violazioni dell’art. 4 Dlg 19/2020 relativo al contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Le contestazioni e le conseguenti pene pecuniarie derivano da accertamenti svolti dalla Digos nel corso delle manifestazioni svoltesi a partire dal 25 Aprile e nei mesi successivi. Il presidio del 27 maggio davanti alla sede della Regione Lombardia è stato il primo momento significativo post segregazione da lockdown in cui è stato possibile manifestare dissenso per le criminali politiche sanitarie e sociali della Regione Lombardia che hanno causato oltre 96.000 casi di malati (un terzo dell’intero paese) e oltre 16.000 decessi (quasi la metà di tutto il paese), il tutto in un contesto ormai ventennale di privatizzazione della sanità pubblica e dell’assistenza che ha decimato le terapie intensive, poco remunerative e interessanti per il profitto privato. Manifestazioni, quella del 27 maggio e le successive, che hanno dovuto accogliere una enorme quantità di persone nonostante lo spazio ristretto concesso; persone, cittadini e compagni, che hanno sentito il dovere di essere presenti per far sentire legittimamente la propria voce per aver perso familiari, hanno lavoro, istruzione dei figli, le più elementari libertà.

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Milano 3 ottobre: presentazione dell’opuscolo: Covid 19: “Coronavirus” da un punto di vista di classe

L’intero pianeta è stato scosso duramente dalla pandemia da Covid-19. Il blocco forzoso delle attività economiche ha messo sotto i riflettori la crisi economica già in atto aggravandone gli effetti.
Che conseguenze potranno esserci per i lavoratori? Come si organizzeranno il mondo imprenditoriale e lo Stato per far fronte alla nuova situazione?
Con il contributo di operatori/trici della sanità, in prima linea nell’emergenza Covid, abbiamo redatto un documento che vuole essere una riflessione dal punto di vista di classe. Una analisi che cerca di studiare le possibili ripercussioni sociali ma, soprattutto, le prospettive per le lotte economiche e politiche.
Per discutere di tutto questo, vi diamo appuntamento:


Presentazione dell’opuscolo:
Covid-19: ‘coronavirus’
da un punto di vista di classe

Milano, 3 ottobre 2020 alle ore 16:00
c/o Libreria Popolare
Via Alessandro Tadino, 18 – Milano

(MM Porta Venezia e Passante Ferroviario S1 – S2 – S5 – S6 – S12 – S13
MM Lima – Centrale — Tram 5 – 33 – 1 – 60)

Attenzione: a causa delle restrizioni imposte dal coronavirus è necessario prenotare la propria presenza inviando una mail a: info@libreriapopolare.it

Scarica e diffondi la locandina

Unità e solidarietà contro lo stato di emergenza e la criminalizzazione delle lotte!

A fronte della pioggia di multe che stanno arrivando in seguito alla violazione delle misure di distanziamento sociale aderiamo ai multati organizzati e rilanciamo il loro comunicato invitando chiunque si sia visto recapitare questi provvedimenti ad aderire alla campagna, a sviluppare la propria solidarietà facendo girare l’appello e a mettersi in contatto con loro per rispondere collettivamente agli attacchi repressivi.

Qui di seguito il comunicato

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