A Ivrea il 30 settembre

Notte 30/31 agosto 2023 

Brandizzo: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa, 5 operai travolti dal treno mentre eseguono lavori di manutenzione.
30 agosto 2024, 2025, 2026: tre anniversari della strage operaia. 30 settembre 2026 al Tribunale di Ivrea: udienza preliminare di fronte a una strage conoscibile, prevedibile ed evitabile. 
Un percorso che ha un inizio, il 30 agosto 2023, ma si intreccia con i percorsi di tutte le stragi già avvenute e con lo stillicidio di lavoratori e lavoratrici sistematico e quotidiano che, purtroppo, conosciamo. 
Un percorso per la verità, la giustizia e la sicurezza doloroso e accidentato, che ha bisogno di solidarietà, unità e lotta fuori e dentro al Tribunale. Continuiamo a non dimenticare la strage di Brandizzo – con la nostra presenza davanti al Tribunale di Ivrea; – con l’informazione su quanto avvenuto, avviene e avverrà, sulla strage operaia (nei luoghi di lavoro, nelle assemblee e nelle iniziative, nei quartieri, dovunque si sviluppi la mobilitazione); – con un’adeguata controinformazione che smascheri ogni tentativo di farla pagare alla cosiddetta “ultima ruota del carro” al posto dei VERI RESPONSABILI.
La strage di Brandizzo poteva avvenire ovunque! Indifferenza, passività e rassegnazione, non ci appartengono.
Facciamo sentire la nostra vicinanza e solidarietà ai familiari: presidio al Tribunale di Ivrea dalle ore 10.00

– “Ferrovieri per la sicurezza”, – Assemblea PdM/PdB, – Associazione familiari Viareggio “Il mondo che vorrei”, – Assemblea 29 giugno, – Ferrovieri contro laguerra, – Cassa di solidarietà tra ferrovieri, – rivista CubRail, – Coordinamento 12 ottobre per la salute e la sicurezza/contro la repressione, – Cub Trasporti, – Sol Cobas

25 settembre 2026

Ancora sui bagnini…

Bagnini: una categoria di lavoratori, bistrattata e dimenticata…

In una conferenza stampa, la Lega dei bagnini hanno illustrato una petizione che ha raccolto centinaia di firme sul tema sicurezza e salute. Nel corso della conferenza hanno mostrato chiaramente che: – determinate ordinanze della Capitaneria e dei Comuni sono decisamente fuori luogo, di contrasto alla sicurezza dei bagnanti e degli stessi lavoratori

I bagnini sono una categoria di lavoratori stagionali. ‘Vivono’ da maggio a ottobre, anche meno mesi. Vivono di precariato ovvero di stagionalità. Sulla costa: Torre del Lago, Viareggio, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi (circa 18 km) vi sono 439 stabilimenti balneari. Una parte di questi a conduzione familiare, dove anche il bagnino è tale. 
I bagnini sono organizzati nella Lega dei bagnini della Versilia. Alla Lega sono iscritti in 160, una realtà lavorativa decisamente autorganizzata. Oltre ad avere, negli ultimi due anni, stabilito contatti e relazioni con i bagnini di altre zone a livello nazionale. Infatti, oltre ai 160 iscritti tra Viareggio e Versilia, alla Lega sono iscritti altri 60 bagnini di Follonica (Li).
Lo scorso anno hanno sottoscritto l’accordo integrativo con i sindacati ai quali sono iscritti un numero esiguo di bagnini: 10-15 a Filcams Cgil, pochissimi a Uil e Cisl. Oltre a bagnini, dichiaratamente di sinistra, ossia compagni, vi sono anche lavoratori di destra. Sia agli uni che agli altri, i sindacati ufficiali non sono ben voluti. I sindacati, per tutelarli … (si fa per dire) pretenderebbero più iscritti, senza ‘sapere’ che la fiducia dei lavoratori si conquista mostrando di saper e voler difendere al meglio la loro condizione di lavoro e di vita, da ogni punto di vista, in particolare su salario e sicurezza. La fiducia e l’adesione non si dà a scatola chiusa, soprattutto in questa fase storico-politica, dove la confusione prevale alla grande e la situazione non è per niente eccellente.
Il presidente della Lega è un compagno. E’ il soggetto più capace e più attivo, spesso messo in discussione dalla componente destrorsa, decisamente minoritaria, ma presente. MInoritaria come anche la stessa componente di sinistra. La maggioranza, oggi, necessita essere influenzata, orientata e diretta, in senso positivo. La collocazione politica del responsabile della Lega è un fatto positivo che ha favorito il rapporto con noi. Ma non è sufficiente. Il rapporto con noi deve essere ancora ‘conquistato’, per essere poi mantenuto e sviluppato. Il ‘mantenuto’ è sicuramente l’aspetto più complicato. 
Un fatto importante. Il 3 settembre hanno tenuto una conferenza stampa che ha avuto un certo effetto, e conseguenze, per illustrare una petizione che ha raccolto centinaia di firme sul tema sicurezza e salute.
La conferenza si è svolta al Luogo della ‘Memoria e Solidarietà’. Ha avuto effetto mediatico e per la gravità della denuncia, immediato intervento di autorità competenti quali Asl e Capitaneria di porto. Nello scritto della petizione e nel corso della conferenza hanno mostrato chiaramente che determinate ordinanze di Capitaneria e Comuni sono folli, che mezzi di intervento per il salvataggio sono inidonei, che le responsabilità dei bagnini (assistenti di salvataggio) sono enormi, anche dal punto di vista penale, che le retribuzioni sono ampiamente al di sotto delle loro responsabilità, del rischio, del disagio e dell’impegno, che hanno il compito di salvare vite umane in pericolo. Pochi giorni fa, un bagnino di Andora (Savona) ha perso la vita nel tentativo di salvare un pericolante, dopo aver salvato la sua compagna. Perdere la propria vita per salvare altre vite!Ultima considerazione: questa categoria di lavoratori, bistrattata e dimenticata, ha e avrebbe un forte potere contrattuale per il tipo di attività professionale che svolge. Noi abbiamo il compito di capire e far capire che l’unità fa la forza, che lotta, mobilitazione e scioperi, possono fare la differenza. Quindi, essere al loro fianco PER l’unità necessaria e PER l’organizzazione adeguata ai livelli di coscienza e alle forme di lotta da esercitare.

Viareggio: sentenza di Cassazione.Le responsabilità di Moretti: tagliare sulla sicurezza!

Mercoledì 8 settembre, sono state depositate le motivazioni (nelle 54 pagine) che confermano le condanne del 25 giugno 2026, da parte della IV Sezione della Suprema Corte. A 17 anni dalla strage ferroviaria del 29 giugno 2009.
32 Vittime e oltre 100 feriti, di cui alcuni gravissimi.
“Tutti gli imputati (condannati in 7 gradi di giudizio) hanno contribuito alla verificazione di eventi di eccezionale gravità”.
Nel motivare le condanne, la Cassazione spiega che i giudici di 2° grado hanno evidenziato: “Non già la gravità delle singole condotte, bensì la straordinaria gravità delle conseguenze derivate da quelle condotte”.
Sulla pena inflitta a Moretti (5 anni), è scritto: “Non è né illegale, né illegittima, ma strettamente commisurata alla gravità delle conseguenze del reato”, sottolineando come gli stessi imputati abbiano: “Compiuto scelte imprudenti, limitando o escludendo investimenti in un settore (trasporto merci) caratterizzato da una particolare pericolosità, pur essendo consapevoli, data la loro esperienza e competenza, della contrarietà di tali scelte ai doveri di sicurezza e del maggior rischio che esse apportavano a tutto il sistema del trasporto ferroviario”.
È stato ribadito che “La tutela della vita e dell’integrità delle persone non può mai essere subordinata agli interessi economici e di bilancio”.
Inoltre, la Corte ha stabilito che “Il risanamento finanziario non costituisce alcuna attenuante laddove viene sacrificata la sicurezza dei cittadini”.
L’immane tragedia di Viareggio è il prodotto di scelte legate al risparmio; fu deciso di non utilizzare un parco carri proprio e Moretti scelse di noleggiarli all’estero. Gli investimenti rilevanti della holding Fs e delle società controllate (Trenitalia e Rfi), anche in materia di sicurezza, passavano dalla sua firma, che decideva di tagliare sulla sicurezza del trasporto merci pericolose e affidarsi a carri esteri, privi di manutenzione e verifiche.
Chi, in questi anni, ha orchestrato una indicibile campagna a sua difesa e, soprattutto, a seguito della definitiva condanna, dovrebbe vergognarsi per tutta la vita.
Chi ha speso parole di solidarietà e pagato pagine di quotidiani per Moretti e lorsignori (amministratori delegati, presidenti, manager etc.), dovrebbe aver avuto un pensiero per le 32 Vittime.
… e sostituire la loro malafede e la loro cattiveria con il semplice ragionamento: ‘al nostro caro amico è andata di lusso!’

Brandizzo (To) in vista del 30 settembre

riceviamo e pubblichiamo ciò che viene “ignorato” dalla grande stampa

Ieri 30 agosto, a tre anni dalla tragedia, nella notte del 30-31 agosto 2023, PER non dimenticare i 5 operai travolti dal treno con l’assemblea PER la sicurezza in ferrovia e nei luoghi di lavoro.
Un’assemblea-presidìo, di fronte alla stazione, molto partecipata con l’impegno a essere presenti il 30 settembre prossimo al Tribunale di Ivrea dove si terrà l’udienza preliminare. A fianco, in solidarietà e a sostegno, dei familiari.

Segue il volantino diffuso ieri.

Profitto contro sicurezza!

Solidarietà alle famiglie delle Vittime

Innnazitutto, esprimiamo la nostra solidarietà ai familiari degli operai che hanno perso la vita. La notte del 30 agosto 2023, 5 operai delle ditte d’appalto in Rfi (Rete ferroviaria italiana) muoiono travolti da un treno. Il profitto, per sua natura, tende a eludere ogni misura di sicurezza.

Il 10 gennaio 2024, a soli 4 mesi dalla strage, RFI – con la complicità di sindacati firmatari – riorganizza la manutenzione dell’infrastruttura: più spazio alle ditte in appalto e subappalto, meno controlli diretti, preposto alla sicurezza responsabile in primis. Ogni appalto diventa una potenziale ‘Brandizzo’.
Si riducono i controlli su personale e orari, si flessibilizzano i turni fino a ritmi insostenibili, che aumentano stress, malattie e infortuni. I neoassunti vengono messi in ruoli di comando: la combinazione tra inesperienza e pressioni aziendali è pericolosa.
E aumentano le sanzioni contro chi si rifiuta di lavorare in condizioni non sicure.
Questa riorganizzazione è definita “Modello Brandizzo” e dobbiamo continuare a lottare contro di essa.
Gli incidenti, mortali e non, continuano. I vertici sanno che la prossima strage è dietro l’angolo quanto lo sappiamo noi – ma accettano il rischio, perché i morti sono nostri, non sono loro.
Come l’AD M.Moretti è stato riconosciuto responsabile della strage ferroviaria di Viareggio, battiamoci affinché la responsabilità su Brandizzo ricada sull’AD di Rfi dell’epoca, Strisciuglio. Il manutentore non aveva certo interesse ad anticipare i tempi della lavorazione, ma lo aveva chi su di lui fa e faceva pressione. Per questo è tra gli imputati nel processo che si apre a fine settembre.
Come le stesse famiglie delle vittime, siamo indignati: nominarlo oggi amministratore delegato del Gruppo FSI, ossia averlo promosso, è un’offesa alle vittime e un segnale di futura impunità. Non accettiamo che il profitto valga più della vita di chi lavora sui binari, ridotta a un costo d’impresa calcolabile.

PER Brandizzo: Verità, Giustizia, Sicurezza!

Promotori:
Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione (ANLM); Ancora in Marcia; Cub-Trasporti; Cub-Rail; SGB, Assemblea nazionale Pdm-Pdb; Ferrovieri contro la guerra; Associazione familiari di Viareggio “Il Mondo che vorrei”; Assemblea 29 giugno di Viareggio; Coordinamento 12 ottobre per la sicurezza e la salute, contro la repressione

MORIRE A 18 ANNI

Riceviamo e pubblichiamo

Fabrizio Pittalis aveva 18 anni, abitava con la famiglia a Orotelli (Nuoro) e studiava agraria all’Istituto di istruzione superiore Don Deodato Meloni di Oristano, che frequentava vivendo in convitto. In attesa del diploma, l’anno prossimo, si era trovato un lavoro estivo. Non il classico “lavoretto”, ma un lavoro vero e proprio nell’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti di Tekno Service Italia a Oniferi (Nuoro). Fabrizio è morto poco dopo le 6 di venerdì 24 luglio nel piazzale dell’azienda, colpito alla testa dalla benna di un mezzo condotto da un collega. Un colpo devastante, che ha ucciso il ragazzo sul posto. La Procura di Nuoro ha indagato per omicidio colposo il titolare dell’azienda e l’operatore alla guida della macchina, ma non ha ritenuto di disporre l’autopsia, riconsegnando il corpo alla famiglia (genitori e due fratelli), per i funerali che si terranno sabato 25 luglio alle 18 nella chiesa dello Spirito Santo di Orotelli. Per l’occasione il sindaco Tonino Bosu ha proclamato il lutto cittadino. «Siamo senza parole, sotto choc – ha detto Bosu all’Unione Sarda – Un ragazzino solare, sempre sorridente. Era appassionato di cavalli, sempre presente alle manifestazioni del paese e componente del gruppo di Sos Thurpos».

Fabrizio Pittalis non è il primo under 20 morto quest’anno sul lavoro in Italia e nemmeno il più giovane: è il sesto nome di una lista che comprende un sedicenne (Alberto Fioretto), un diciassettenne (Youssef Salah), un diciottenne (Andrea Salvati) e due diciannovenni (Ullah Ismat Qiemi e Simone Argenti). Resta da capire – e questo sarà il compito principale degli inquirenti – se avesse ricevuto la formazione per il lavoro che doveva affrontare e quale fosse la sua posizione contrattuale. Massimo Alberti su Radio Popolare racconta che Fabrizio era stato inizialmente notificato alla Cgil come un addetto alle pulizie e successivamente come addetto a carico e scarico. “Non capiamo perché un ragazzino di 18 anni, senza formazione specifica, possa essere stato adibito a una mansione tanto delicata in uno spazio di movimentazione mezzi e merci – ha detto ad Alberti la segretaria Cgil di Nuoro, Domenica Moravera – Qui ci sono problemi anche legati ai contratti a tempo determinato: servono per tamponare le emergenze, ma le aziende spesso non praticano adeguata formazione”.

#fabriziopittalis #mortidilavoro



Dottor Moretti, Le è andata di lusso… la grazia l’ha già ricevuta!

comunicato stampa a firma:
Assemblea “29 Giugno” – Viareggio,
Associazione “Il Mondo che vorrei” Onlus – Viareggio,
Cobas Umbria,
Cobas Commercio e Turismo,
Flaica Cub – Umbria,
Articolo 21 – Presidio Orvietano

A pochi giorni dall’anniversario della strage ferroviaria di Viareggio (29 giugno 2009 – 29 giugno 2026) e dalla conferenza stampa tenuta a Orvieto con la quale abbiamo salutato i rappresentanti di “Assemblea 29 giugno” e dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” (visibile al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=WaaU-NSmPv4&t=1493s), si assiste, a livello nazionale, ad articoli su “giornaloni” e media main stream, a commenti prezzolati in qualche gruppo social web di “eminenti” figure della finanza e dell’economia, parlamentari, amministratori delegati e presidenti di società, servizievoli giornalai e politicanti a libro-paga.
Si mostrano agitati perché ‘toccati’ nel vivo: l’ex cavalier Moretti, un loro capo, è incappato nelle maglie della ‘giustizia’. Tra questi soggetti della peggior specie, c’è persino chi ha avanzato già l’ipotesi della grazia.
La lotta epocale dei familiari delle 32 Vittime, che abbiamo sostenuto dalla prima ora con lo slogan “Poteva succedere ovunque. Orvieto non dimentica Viareggio”,dopo 17 anni di attesa, 7 gradi di giudizio (1° Grado a Lucca, 3 Appelli a Firenze, 3 Cassazioni a Roma), 28 giudici con relative sentenze, 220 udienze sempre presenziate da familiari, ferrovieri, cittadini e cittadine, si è conclusa con la decisione di condanna per i 12 imputati.
Per l’ex Ad di Ferrovie dello Stato e Rfi, Mauro Moretti, che ebbe a dichiarare che Viareggio era stato uno “spiacevolissimo episodio”, è stata confermata la pena a 5 anni di reclusione come pure all’ing. Michele Mario Elia. Le sentenze hanno dato corso con l’esecuzione della carcerazione.
Moretti & company sono stati giudicati e condannati, pur se a pene lievi, per le gravi e pesanti responsabilità, per aver praticato e sviluppato una politica di abbandono sulla sicurezza, soprattutto nel trasporto treni merci e pendolari, per aver risparmiato scelleratamente, in questi comparti, oltre ad aver favorito omissioni, violazioni e inadempienze sulla sicurezza.
Il dottor “spiacevolissimo episodio” in carcere, per alcuni giorni, che “scandalo”!
Così, funziona per i poteri forti che, raramente inciampano. Subito dopo la sentenza definitiva e poco prima di costituirsi nel carcere di Orvieto, tra le varie dichiarazioni rilasciate alla stampa, anche: “Come sto? Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto”, ripresa dai media nazionali.
A differenza: le 32 Vittime MAI torneranno a casa, i feriti gravissimi MAI diventeranno ex ustionati, i familiari delle Vittime MAI finiranno di scontare la loro pena. Il loro dolore MAI andrà in prescrizione!
Siamo al loro fianco, condividendo gli obiettivi di giustizia sociale e di prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, nei territori e in ferrovia.

Assemblea “29 Giugno” – Viareggio
Associazione “Il Mondo che vorrei” Onlus – Viareggio
Cobas Umbria
Cobas Commercio e Turismo
Flaica Cub – Umbria
Articolo 21 – Presidio Orvietano

Genova, 16 luglio 2026 

riceviamo il volantino distribuito in occasione della sentenza sul Ponte Morandi

Viareggio: presente alla sentenza di 1° grado del ‘Ponte Morandi’ (14 agosto 2018): 43 Vittime e decine di feriti.
Siamo qui, al Tribunale, PER esprimere la nostra solidarietà e il sostegno ai familiari delle vittime.
La solidarietà si dà e si riceve. È una potente arma contro la rassegnazione, la passività, la delega… Esercitiamola, in primo luogo, nei confronti dei familiari di stragi operaie, industriali e ambientali, e dei morti sul lavoro e da lavoro.
Il 25 giugno 2026, le condanne nel processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio. Dopo 17 anni: 250 udienze, 7 gradi di giudizio, 28 giudici.
Le condanne definite e definitive a pene da 4 a 6 anni per le figure apicali delle società coinvolte; in primis l’ex Ad delle ferrovie, Mauro Moretti. Il 25 giugno si è consegnato nel carcere di Orvieto.
In questo caso, sicuramente un’eccezione, poteri forti, centri di potere della casta, delle lobbies, non l’hanno fatta franca.
La rituale e ordinaria impunità è stata loro negata! Le responsabilità sono state accertate anche penalmente, pur se a pene lievi, di fronte all’immane tragedia: 32 Vittime e feriti gravissimi che mai saranno ex ustionati. Dopo Viareggio, altre stragi di lavoratori e passeggeri: Andria e Corato (Puglia, 2016), Pioltello (Mi, 2018), Livraga (Lodi, 2020), Brandizzo (To, 2023) …
A Viareggio, la mobilitazione popolare ha prodotto il ‘risultato’. Una strage che non è stata dimenticata e che ha strappato un brandello di giustizia.
Uniti e organizzati per impedire ogni altra strage (industriale, operaia, ambientale), ogni te nei luoghi di lavoro e nel territorio.

L’UNITÀ fa la forza! La LOTTA la differenza!

– Associazione “Il Mondo che vorrei” (Familiari di Viareggio)

– Assemblea 29 giugno (Ferrovieri e cittadini/e di Viareggio)

Viareggio, 29 giugno

In occasione dell’anniversario della Strage di Viareggio

Migliaia di persone a Viareggio per il 17esimo anniversario della strage ferroviaria che causò la morte di 32 persone.
È proprio grazie al coraggio e alla mobilitazione straordinaria dei parenti delle vittime e dei ferrovieri che, dopo quasi un ventennio di lotte e un processo infinito, è stato possibile ottenere la condanna definitiva dell’ex AD delle Ferrovie dello Stato, oggi finalmente in carcere.
La battaglia per ottenere giustizia per la strage di Viareggio è un esempio di dignità da cui dobbiamo imparare: dimostra che è possibile alzare la testa e combattere contro un sistema che assolve sistematicamente i veri responsabili dei crimini del capitalismo.

Fronte della Gioventù Comunista (FGC) e Fronte Comunista (FC)