Il governo Draghi procede con gli sfratti

I due provvedimenti decisi dal governo Draghi, ossia lo sblocco dei licenziamenti, che sta già producendo i suoi effetti nefasti con la chiusura di interi stabilimenti (Gianetti Ruote, Gkn, Tikmet) e la ripresa delle esecuzioni degli sfratti a partire dal 30 giugno, sono il preludio di una nuova emergenza abitativa.

Continua a leggere “Il governo Draghi procede con gli sfratti”

A 20 anni da Genova … la memoria viva della lotta di classe!

A Prato, il 3 maggio, muore sul lavoro la giovane operaia Luana. I lavoratori della ‘TexPrint’ di Prato, in lotta da mesi per il lavoro, sono aggrediti da squadracce al soldo del padrone. Stessa situazione a Piacenza, contro il presidio dei lavoratori ‘Fedex’. Il 18 giugno viene ucciso ai cancelli della ‘Lidl’ di Novara, Adil, attivista sindacale del SI Cobas. Centinaia di operatori della sanità muoiono durante il ‘Covid-19’, oltre a subire sanzioni e licenziamenti per aver rivendicato sicurezza e salute. 5 operai del porto di Genova sono indagati per aver bloccato il transito di armi destinate alla guerra in Yemen. In questi giorni, 152 licenziamenti alla Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto (MB), 422 alla GKN di Campi Bisenzio (FI).

Continua a leggere “A 20 anni da Genova … la memoria viva della lotta di classe!”

Prepararsi alla lotta! Costruire l’Organizzazione indipendente di classe!

Diciassette mesi di crisi economica, sociale e sanitaria, sono stati pagati da lavoratori e pensionati con decine di migliaia di morti, un milione di posti di lavoro persi, riduzioni di salario, pesanti condizioni di salute e sicurezza nei posti di lavoro, povertà in continua crescita.

La crisi generale e la pandemia ‘Covid-19’ hanno dimostrato che il capitalismo è incapace di lenire le piaghe che genera, ma aggrava continuamente le condizioni di vita e del lavoro degli operai e delle masse lavoratrici.

Continua a leggere “Prepararsi alla lotta! Costruire l’Organizzazione indipendente di classe!”

Sblocco dei licenziamenti: organizzare la mobilitazione!

Dopo mesi di demagogia su vaccini e ripresa economica, per nascondere il disastro di politiche criminali sulla pandemia da ‘Covid-19’, il governo Draghi, c.d. di “unità nazionale”, prepara una nuova offensiva contro la classe operaia attraverso lo sblocco dei licenziamenti e dei subappalti.

Continua a leggere “Sblocco dei licenziamenti: organizzare la mobilitazione!”

Governo Draghi: sviluppare l’opposizione nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle piazze!

Con il voto di fiducia al governo Draghi si è conclusa l’operazione politica finalizzata a sbarazzarsi del governo Conte 2, che non garantiva a pieno le fameliche esigenze del grande capitale.

Continua a leggere “Governo Draghi: sviluppare l’opposizione nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle piazze!”

Un governo dell’oligarchia finanziaria per salvare i monopoli e rovinare lavoratori e lavoratrici

La crisi politica aperta a gennaio è indicativa della degenerazione della borghesia. Si tratta dello scontro fra diversi gruppi della classe dominante per la spartizione del bottino dei fondi europei e sulle politiche da seguire per gestire il debito pubblico. Scontro che appare destinato a ricomporsi sotto l’egida dell’oligarchia finanziaria, ben rappresentata da Draghi, e con le … poltrone.

Continua a leggere “Un governo dell’oligarchia finanziaria per salvare i monopoli e rovinare lavoratori e lavoratrici”

Porcherie e menzogne della democrazia borghese

Riceviamo e pubblichiamo:

Il governo Conte finalmente si è dimesso; le forze politiche della borghesia e della piccola borghesia che lo sostenevano hanno ultimamente tentato di tutto per assicurarne la sopravvivenza,  fino alla tentata formazione di nuovi gruppi parlamentari, a oscure manovre sottobanco, all’acquisto di voti di deputati (il famoso ”mercato delle vacche”).

Continua a leggere “Porcherie e menzogne della democrazia borghese”

2020-2021: bilanci e prospettive

Per gli operai, i lavoratori occupati e pensionati, i disoccupati, le donne e i giovani degli strati popolari, il 2020 è stato l’anno più nero dalla fine della II guerra mondiale.

Continua a leggere “2020-2021: bilanci e prospettive”

12 dicembre ‘69: strage di Stato o Stato delle stragi

La strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, causando 17 morti e 88 feriti, segnò l’avvio della “strategia della tensione”.

Fu opera di gruppi neofascisti con la complicità e la copertura di settori importanti dei partiti di governo, con la regia, il coinvolgimento attivo e la protezione dei servizi segreti italiani e Usa.

L’obiettivo politico dell’attacco terroristico fu quello di bloccare l’avanzata del movimento operaio e ostacolare progetti politici divergenti dalle strategie atlantiche, mantenendo al potere i circoli dominanti. Destabilizzare per stabilizzare il sistema vigente: questo lo scopo della strage, attraverso la quale è proseguita con “altri mezzi” la tradizionale politica borghese.

I massivi depistaggi (tra cui l’assassinio dell’anarchico Pinelli), l’occultamento delle prove, l’uso del segreto di Stato nelle indagini, la lunga vicenda giudiziaria che si è conclusa senza emettere alcuna condanna per mandanti, organizzatori ed esecutori, hanno messo in luce un fatto inoppugnabile: la classe dominante non ha alcuna volontà di arrivare alla verità e alla giustizia quando a commettere i crimini sono apparati ed esseri che agiscono per i suoi interessi fondamentali, quando sono in ballo assetti di potere e alleanze strategiche.

L’accaduto per la strage di Piazza Fontana si riscontra in tutte le stragi reazionarie e neofasciste precedenti (Portella della Ginestra, 1947) e successive (Gioia Tauro, 1970; via Fatebenefratelli a Milano, 1973; Piazza della Loggia, 1974; treno Italicus, 1974; Ustica, 1980; Stazione Bologna, 1980: treno Rapido 904, 1984); nonché per i tentativi di golpe (Piano Solo, 1964; Borghese, 1970).

Una parte essenziale della storia del nostro paese deve rimanere coperta e i criminali impuniti, perché lo Stato borghese ha la necessità di salvare se stesso, il blocco di potere a “doppio livello e doppia fedeltà” su cui si regge, i suoi apparati speciali (es. Gladio), i suoi più fedeli servitori, le potenze internazionali e le alleanze militari – come la Nato – che garantiscono i profitti, i privilegi e il potere di una minoranza di sfruttatori e oppressori, controllando e gestendo la vita politica italiana.

Questo principio non vale solo per le stragi di carattere fascista, ma anche per tutti gli atti e le strategie volti a diffondere paura e l’insicurezza, nonché per le stragi sul lavoro e ambientali, che hanno causato e causano ogni giorno lutti e disgrazie per la classe operaia e le masse popolari.

L’ennesima riprova viene, in questi giorni, dal processo in Cassazione, sulla strage ferroviaria di Viareggio. Il Procuratore generale (addirittura!) chiede l’annullamento della (mite) condanna a 7 anni per Mauro Moretti, con rinvio in un Appello-bis.

I familiari delle vittime hanno denunciato le manovre in corso per “sollevare” dalle sue pesanti e gravi responsabilità l’ex amministratore delegato Fs Moretti, un personaggio di quello “Stato profondo” in cui si intrecciano organismi legali o meno, interessi economici, finanziari, politici e militari, che esercitano il potere reale.

La vecchia storia, in altre forme, si ripete e si rinnova.

Le stragi impunite sono una chiave importante per comprendere la natura, il ruolo e il carattere dello Stato borghese, le regole della sua politica che è scritta col sangue delle tante vittime: non un organo al di sopra delle classi, non un potere che rappresenta tutto il popolo, non l’uguaglianza di fronte alla legge, ma un comitato che amministra gli affari comuni dei capitalisti e una macchina per mantenere il dominio della borghesia sul proletariato, indipendentemente dalla sua forma di governo.

La lotta per la memoria, la verità e la giustizia, sulle stragi di Stato e da profitto, per denunciare e smascherare i disegni reazionari, per la salute e sicurezza sui posti di lavoro e sul territorio, deve contribuire a far scendere la benda dagli occhi degli sfruttati e degli oppressi, a diffondere la necessità della lotta rivoluzionaria, del potere proletario, il solo che potrà fare finalmente chiarezza sulle stragi e farla finita con gli apparati del terrore antipopolare.

f.i.p. 11-12-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordinamentocomunistalombardia@tutanota.com
Coordinamento Comunista Toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

Referendum: un plebiscito mal riuscito

7 milioni e mezzo di lavoratori, giovani, donne, hanno ragionato con la testa ed espresso il loro rifiuto della legge sul “taglio dei parlamentari”. Era un risultato per nulla scontato, se consideriamo le premesse politiche e le condizioni reali in cui si è svolto il referendum.
La legge è stata votata alla Camera da tutti i partiti di maggioranza e opposizione (553 sì, 14 no e 2 astenuti); il voto è stato ampiamente condizionato dalla demagogia populista, dalla menzogna e dalla frode; le forze socialdemocratiche, riformiste e opportuniste, che si sono opposte per motivi elettoralistici alla legge taglia-parlamentari, non hanno informato le masse sulla natura reazionaria della legge e non hanno fatto nulla per mobilitarle.

Continua a leggere “Referendum: un plebiscito mal riuscito”