Meno promesse! Più personale, subito!

Riceviamo e pubblichiamo:

In Toscana mancano 6.000 infermieri, 400 medici dell’emergenza e del 118, ma mancano anche anestesisti, chirurghi, pediatri, cardiologi, medici di medicina generale, oss, radiologi, tecnici di laboratorio, ecc.

Una situazione esplosiva che con il blocco delle assunzioni, la sospensione di operatori non vaccinati, malati e quarantena dal Covid-19, rende insostenibile lo svolgimento delle attività sanitarie. Il peggioramento delle condizioni di lavoro con l’aumento dei carichi individuali, alimentato da un sentimento di sfiducia per un possibile miglioramento della situazione, ha spinto numerosi medici ad abbandonare gli ospedali in favore del privato o ad anticipare il pensionamento.

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Sanità: liste d’attesa o in attesa … della lista?!

Riceviamo e pubblichiamo:

Il servizio sanitario pubblico deve avere come fine la cura dei/lle cittadini/e, come espresso dalla legge 833/1978: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale …”. Vediamo, ad es., la problematica delle le liste d’attesa per accedere alle prestazioni sanitarie, sia urgenti che ordinarie.

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“Green pass”: discrimina, divide et impera!  

Con il ‘Covid-19’, è arrivato il vaccino. Per interesse delle multinazionali il governo doveva, in qualche modo, imporre il vaccino senza assumersi la responsabilità di effetti collaterali; senza obbligatorietà, quindi. Ciò significa: chi vuole lo fa, chi non vuole no. Ricordiamo che i contratti tra UE e ‘Big pharma’ sono secretati e senza penali in caso di mancata consegna.

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21 novembre, Giornata nazionale di mobilitazione a sostegno della Campagna del “Coordinamento nazionale DICO 32”

Riceviamo e diffondiamo:

PER il diritto alla salute, alla sanità pubblica, all’ambiente salubre!
La salute non è una MERCE, la sanità non è un’AZIENDA!
ASSUNZIONI di personale immediate e adeguate!
Salute e sicurezza per pazienti, cittadini/e, lavoratori/trici
Covid-19: quasi 50.000 decessi, oltre 200 vittime di operatori/trici sanità

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Un immane massacro di Stato

Trasformare la denuncia in mobilitazione!

In un mese il nostro paese è stato travolto dalla seconda ondata pandemica. Siamo a circa 40 mila nuovi positivi e più di 750 morti al giorno. E il picco deve ancora arrivare.
La situazione è fuori controllo. È saltato il tracciamento, i servizi territoriali e le Asl sono in tilt, gli ospedali al collasso. Si diffondono esodi di disperazione alla ricerca di un posto letto. Nelle RSA prosegue la strage di anziani. Numerosi medici, infermieri e altri lavoratori sono costretti a lavorare pur essendo risultati positivi. I pronto soccorso, le corsie, i drive in sono gironi infernali. Si muore di Covid nei cessi e sulle panchine…
Le classi e gli strati sociali più oppressi e sfruttati, tra cui la massa dei disoccupati, degli operai precari e sottopagati, i pensionati poveri, sono le principali vittime del Covid-19.

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Sosteniamo lo sciopero nazionale delle operatrici e degli operatori sociali

Oggi sciopero… riceviamo e pubblichiamo

Il Coordinamento lavoratori e lavoratrici autoconvocati per l’unità della classe (CLA) esprime la propria solidarietà alle operatrici e agli operatori sociali che scioperano il 13 novembre contro le esternalizzazioni, gli appalti al massimo ribasso e contratti separati del privato sociale che rendono intollerabili le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici e scadenti i servizi per gli utenti, spesso soggetti fragili, a cui non è garantita la continuità dell’assistenza e della cura.

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Presentazione del libro “Lo spillover del profitto” e dell’opuscolo Covid 19: “coronavirus” da un punto di vista di classe

Per chi non può essere presente, in fondo alla pagina vi è il link per seguire l’evento in diretta su YouTube.

Ora la guerra permanente si è svolta finora in aree capitalistiche semi-periferiche, come il Medio Oriente, l’Africa o l’Afghanistan, per cui sorge il sospetto che la pandemia da coronavirus possa costituire un surrogato della guerra permanente che coinvolge invece i paesi capitalisticamente sviluppati.

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Covid-19: “coronavirus” da un punto di vista di classe

È in distribuzione il documento

Covid-19: “coronavirus”

da un punto di vista di classe

Crisi economiche, ristrutturazioni produttive, limitazione dei diritti sociali,
salute e sicurezza, ambiente: l’uso capitalista della pandemia
e le prospettive di lotta per una società socialista
PresentazioneDocumento

La pandemia da Covid-19 ha accentuato e messo in luce la crisi economica già in corso, i limiti e l’insostenibilità del modo di produzione capitalista e del modello di sviluppo sia a livello economico che sociale e ambientale.
La borghesia non ha alcuna intenzione di rinunciare ai suoi profitti e sta cogliendo l’occasione della pandemia per un’ulteriore ristrutturazione del modello produttivo che questa volta, però, oltre a un deciso peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro del proletariato e delle masse popolari, richiede necessariamente l’attuazione di forme di limitazione delle libertà sociali e di aumento del controllo di massa e degli individui.

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San Raffaele: aiutiamoli a spezzare le catene

Prosegue l’agitazione dei lavoratori dell’ospedale San Raffaele di Milano e del gruppo San Donato. Dopo le iniziative dei mesi scorsi che in qualche modo erano state “raffreddate” dall’emergenza Covid-19, oggi le delegate e delegati si incateneranno davanti la loro sede di lavoro.

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I morti nelle Rsa: un assassinio sociale del capitalismo

“Se la società toglie a migliaia di individui il necessario per l’esistenza, se li mette in condizioni nelle quali essi non possono vivere; se mediante la forza della legge li costringe a rimanere in tali condizioni finché non sopraggiunga la morte questo è assassinio, un assassinio contro il quale nessuno può difendersi, che non sembra tale, perché non si vede l’assassino, perché questo assassino sono tutti e nessuno, perché la morte della vittima appare come una morte naturale. Ma è pur sempre un assassinio… ciò che i giornali operai inglesi a pieno diritto chiamano assassinio sociale.”

F. Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, 1845

Le parole che Engels utilizzava per descrivere le condizioni di vita della classe operaia inglesi, ben descrivono quanto è accaduto e sta accadendo nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite), dove migliaia di anziani appartenenti alle classi meno abbienti sono morti e stanno morendo per e da coronavirus.
Nell’ultimo report rilasciato dall’Istituto Superiore della Sanità, risalente al 14 aprile, riguardante specificatamente le residenze per anziani, si parlava di circa 7000 morti, cifra destinata ad essere tragicamente aggiornata, visto l’aumento del numero dei contagiati (i dati aggiornati all’8 maggio evidenziano come nel 58,4% dei casi presi in considerazione per la fascia di popolazione sopra i 70 anni la fonte di contagio è dovuta alle RSA o Case di Riposo.

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