accadde oggi

4 ottobre 1993

Il presidente russo Boris Yeltsin ordina ai carri armati dell’esercito di circondare il Parlamento russo, noto come la “Casa Bianca”. L’apice della crisi costituzionale russa si ha quando i dimostranti in difesa del parlamento reagiscono contro le forze di polizia di Yelstin e questi bombardano il parlamento dove si erano rifugiati. Con il decreto 1400 del 21 settembre 1993, Yeltsin aveva dichiarato sciolto il Soviet Supremo. Questo atto era contrario alla Costituzione russa che stabiliva:

“I poteri del Presidente della Federazione Russa non possono essere utilizzati per modificare l’organizzazione nazionale e statale della Federazione Russa, per sciogliere o per interferire con il funzionamento di qualsiasi organo eletto del potere statale. In questo caso, i suoi poteri cessano immediatamente”

accadde oggi

3 ottobre 1935

L’Italia fascista invade l’Etiopia con le truppe guidate dal generale Emilio De Bono, rimpiazzato poi dal maresciallo Badoglio. Nonostante una dura resistenza, le forze etiopi furono soverchiate dalla superiorità numerica e tecnologica degli italiani e il conflitto si concluse con l’ingresso delle forze di Badoglio nella capitale Addis Abeba.
Il regime fascista non bada a spese per il raggiungimento dell’obiettivo: il duce approvò e sollecitò l’invio e l’utilizzo in Etiopia di ogni arma disponibile e non esitò ad autorizzare l’impiego di armi chimiche.
L’obiettivo di Mussolini era di orientare l’emigrazione italiana verso una nuova colonia popolata da italiani e amministrata in regime di apartheid sulla base di una rigorosa separazione razziale.

3 ottobre 1950

I comunisti, guidati da Vo Nguyen Giap attaccano le fortezze coloniali francesi nella parte settentrionale lungo il confine con la Cina (Battaglia della Route Coloniale 4) affermando il potere rivoluzionario nel Vietnam del Nord

accadde oggi

2 ottobre 1968

Una pacifica dimostrazione studentesca a Città del Messico finisce nel Massacro di Tlatelolco. Le stime più attendibili indicano oltre 300 vittime, tutte tra i manifestanti. Gli studenti volevano aumentare la propria visibilità grazie all’attenzione che c’era sulla città a causa dei Giochi olimpici. Dopo 9 settimane di sciopero studentesco, 15.000 studenti di varie università marciarono per le vie della città, protestando contro l’occupazione del campus da parte dell’esercito. Al calare della notte 5.000 studenti e lavoratori, molti dei quali con la propria famiglia, si raccolsero nella Plaza de las tres culturas di Tlatelolco dove avvenne il massacro.

Da Massa Appello alla mobilitazione: 12 e 14 ottobre e 9 novembre

12 ottobre – 14 ottobre – 9 novembre
Presidio ore 9 davanti al Tribunale di Massa
Appello alla mobilitazione

COLPEVOLI DI PALESTINA

Appello alla mobilitazione
Il 12 e il 14 ottobre e il 9 novembre, 80 persone tra giovanə, lavoratorə e sindacalistə, andranno a processo per essersi rifiutatə di accettare che il genocidio di un popolo fosse considerato “normale”.

Ma come avremmo potuto accettare questa normalità?
Una normalità che ogni giorno racconta di disoccupazione o lavoro precario, sottopagato, con ritmi e tempi insostenibili; una normalità che produce 4 morti al giorno, scuole fatiscenti, territori devastati, la negazione del diritto a essere adeguatamente curatə, il non arrivare a fine mese.
Una normalità che è un insulto nei confronti di chi produce la ricchezza del paese (lavoratorə), di chi percepisce una pensione insufficiente per far fronte al carovita, al caro bollette, al caro affitti.
Tuttə siamo sotto un attacco costante e martellante dei padroni e del loro Stato che per il profitto sacrificano la vita di milioni di lavoratorə; centinaia di persone migranti muoiono in mare ogni giorno per fuggire dalla miseria e dalle guerre. Nessun rispetto per la vita umana, per l’ambiente che, depauperato e distrutto, contribuisce a farci ammalare.
Chi lotta, chi sciopera, viene spesso mobbizzato, sospeso e addirittura licenziato, chi occupa case disabitate, spazi o fabbriche abbandonate, chi si batte per la sanità pubblica e per migliorare i servizi pubblici (trasporti, scuole, ecc.) deve essere isolatə, denigratə e repressə.
Vogliono trasformare le lotte sindacali, sociali e ambientali, da diritto in delitto!
Questa è la normalità di un governo che si è caratterizzato per l’emanazione di leggi che inaspriscono le pene previste e introducono nuovi reati, una sequela di leggi e di misure di guerra anche contro lavoratorə, giovanə, donne, poverə, migrantə e carceratə.
Il tentativo di questa ondata repressiva è chiaro: spezzare in due parti il movimento che lo scorso anno ha riempito unitariamente le piazze di tutta Italia (come in gran parte d’Europa e negli USA) con milioni di manifestantə, isolando la sua parte più consapevole, quella che lotta ogni giorno perché la ferocia del potere e del dominio non trionfi e la vita conservi la propria dignità.
Un movimento che può tornare in ogni momento a mobilitarsi e proprio per questo, per il Governo, va stigmatizzato come un pericolo sociale e va colpito.
Noi siamo i “cattivi” che sono scesə in piazza rifiutando la legalità e la normalità del massacro di quel popolo, con la consapevolezza che lo stesso sistema che agisce in Palestina, in ogni parte del mondo genera miseria, oppressione, sfruttamento, devastazione ambientale, morte e repressione.

12 ottobre – 14 ottobre – 9 novembre

Presidio ore 9 davanti al Tribunale di Massa

Colpiscono uno rispondiamo tutti

Il 12 e il 14 ottobre così come il 9 novembre saremo tuttə insieme davanti al Tribunale, per esprimere la nostra solidarietà concreta, la nostra vicinanza, il nostro calore, a quanti sono stati colpiti dalla repressione, per non dimenticare la Palestina e in sostegno alla Resistenza palestinese.

Presidio Permanente per la Palestina e contro il riarmo

Settembre 2026

A MASSA al Tribunale e in Piazza!

riceviamo e volentieri pubblichiamo

12 e 14 OTTOBRE / 9 NOVEMBRE: le date della mobilitazione!

Solidarietà ai denunciati/multati per essersi schierati dalla parte della Resistenza del popolo palestinese

Con decreti sicurezza e altri provvedimenti liberticidi, il governo vuole fermare le lotte, la protesta e il dissenso. Una stretta autoritaria che parte da lontano, in continuità con le misure repressive varate da precedenti governi dello Stato. Gli scioperi, i blocchi stradali e ferroviari, le manifestazioni dello scorso anno, devono essere repressi. L’obiettivo è garantire una sorta di “pacificazione sul fronte interno”, mentre sul fronte esterno il governo è complice dei conflitti imperialisti e del genocidio in Palestina.
Centinaia di compagni e compagne, a Massa, Lucca, Pisa, Viareggio … sono raggiunti da pesanti misure repressive per aver manifestato la solidarietà al popolo palestinese. Per manifestare la vicinanza e la solidarietà attiva, invitiamo a partecipare alle iniziative di Massa.

12 ottobre, 14 ottobre, 9 novembre h. 09.00 al Tribunale

La solidarietà è un’arma, pratichiamola!
Toccano un*, toccano tutt*!

Collettivo “Mario Giannelli” contro la Repressione

accadde oggi

1 ottobre 1946

Si conclude il processo del tribunale internazionale di Norimberga con la condanna dei criminali nazisti coinvolti nella seconda guerra mondiale e nella shoah.

1 ottobre 1949

Il rivoluzionario Mao Tse Tung dichiara la costituzione della Repubblica Popolare cinese, lo Stato socialista guidato dal Partito comunista sulla base del marxismo-leninismo.

accadde oggi

30 settembre 1943
L’insurrezione di Napoli contro fascisti e tedeschi nelle 4 giornate di lotta armata e popolare si avvia alla conclusione con la fuga di fascisti e nazisti. Oltre all’importantissimo risultato morale e politico dell’insurrezione, le quattro giornate di Napoli ebbero anche il merito di impedire che i tedeschi riducessero la città «in cenere e fango» prima della ritirata, come Hitler aveva ordinato e impedì che il piano di deportazione di massa organizzato dal colonnello Scholl avesse successo.

accadde oggi

29 settembre 1944
Strage di Marzabotto, uno dei più gravi crimini di guerra compiuti contro la popolazione civile: 1830 vittime. Dopo l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema avvenuta il 12 agosto 1944.
Inizia quella che viene ricordata come “la marcia della morte” che – attraversando Versilia e Lunigiana – giunse nel bolognese. Lo scopo di Albert Kesserling alla guida delle SS e di militari italiani fascisti travestiti da truppa tedesca, con funzione di guide, informatori e becchini era fare “terra bruciata” attorno alle formazioni partigiane nelle retrovie della linea gotica sterminando le popolazioni che le appoggiavano.

29 settembre 1944
Le SS del maggiore Reder uccidono 226 partigiani della Brigata “Stella Rossa”.

A Ivrea il 30 settembre

Notte 30/31 agosto 2023 

Brandizzo: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa, 5 operai travolti dal treno mentre eseguono lavori di manutenzione.
30 agosto 2024, 2025, 2026: tre anniversari della strage operaia. 30 settembre 2026 al Tribunale di Ivrea: udienza preliminare di fronte a una strage conoscibile, prevedibile ed evitabile. 
Un percorso che ha un inizio, il 30 agosto 2023, ma si intreccia con i percorsi di tutte le stragi già avvenute e con lo stillicidio di lavoratori e lavoratrici sistematico e quotidiano che, purtroppo, conosciamo. 
Un percorso per la verità, la giustizia e la sicurezza doloroso e accidentato, che ha bisogno di solidarietà, unità e lotta fuori e dentro al Tribunale. Continuiamo a non dimenticare la strage di Brandizzo – con la nostra presenza davanti al Tribunale di Ivrea; – con l’informazione su quanto avvenuto, avviene e avverrà, sulla strage operaia (nei luoghi di lavoro, nelle assemblee e nelle iniziative, nei quartieri, dovunque si sviluppi la mobilitazione); – con un’adeguata controinformazione che smascheri ogni tentativo di farla pagare alla cosiddetta “ultima ruota del carro” al posto dei VERI RESPONSABILI.
La strage di Brandizzo poteva avvenire ovunque! Indifferenza, passività e rassegnazione, non ci appartengono.
Facciamo sentire la nostra vicinanza e solidarietà ai familiari: presidio al Tribunale di Ivrea dalle ore 10.00

– “Ferrovieri per la sicurezza”, – Assemblea PdM/PdB, – Associazione familiari Viareggio “Il mondo che vorrei”, – Assemblea 29 giugno, – Ferrovieri contro laguerra, – Cassa di solidarietà tra ferrovieri, – rivista CubRail, – Coordinamento 12 ottobre per la salute e la sicurezza/contro la repressione, – Cub Trasporti, – Sol Cobas

25 settembre 2026

accadde oggi

27 settembre 1943

Iniziano le Quattro Giornate di Napoli. Nella città occupata dai tedeschi scoppia un’insurrezione popolare che nel giro di 4 giorni obbliga gli occupanti a lasciare la città.

27 settembre 1975
Spagna. Vengono fucilati dal regime franchista 5 militanti antifascisti Josè Humberto Baena, Josè Luis Sanchez Bravo, Ramon Garcia Sanz ( militanti del Fronte Rivoluzionario Patriottico e antifascista FRAP), Juan Paredes Manot (Txiki) e Angel Otaegui (militanti ETA).