Sull’incontro con il MISE

“Senza fondi pubblici, Qf non sta in piedi e non ci può essere piano di reindustrializzazione”

Vertenza ex Gkn

comunicato del collettivo di fabbrica ex Gkn (QF)

Si è appena concluso l’incontro al tavolo MISE sulla vertenza ex Gkn, un incontro richiesto dallo stesso ministero al proprietario di QF per far chiarezza sul piano di rilancio dello stabilimento di Campi Bisenzio, dopo il nulla di fatto dell’incontro del 31 agosto scorso.
“Senza fondi pubblici, Qf non sta in piedi” sottolinea l’RSU dei lavoratori QF, ex GKN. “Senza un contributo di 3 a 1 da parte del pubblico non c’è piano industriale. Ma a sua volta Qf è oggi una contoterzista senza ricerca e brevetti. A questo punto la collettività deve pretendere che insieme all’intervento con soldi pubblici, ci sia un controllo e un piano pubblico. È così, è come sapevamo, è come diceva il Collettivo di Fabbrica. E se avessero ascoltato il nostro piano di reindustrializzazione ora avremmo una fabbrica socialmente integrata al servizio del territorio. E così alla fine  dovrà essere. Noi siamo la classe operaia che si fa classe dirigente. Sapremo prenderci le nostre responsabilità, senza lagnarsi e con gioia. Firenze, territorio, solidali, ci vediamo presto. Stiamo appiccicati” conclude l’RSU “perché qua rimarremo fino alla fine”.

RSU ex Gkn

Campi Bisenzio, 5 settembre 2022

L’accordo quadro è di fatto disatteso

La Rsu prende atto e non concorda con il rinvio al 5 settembre

Comunicato stampa

La Rsu prende atto e non concorda con il rinvio al 5 settembre.
La Rsu ex Gkn: “le istituzioni smettano di farsi prendere per stanchezza. Da subito assemblee dei lavoratori per stabilire il da farsi”

Si è appena concluso il tavolo MISE sulla vertenza ex-Gkn, nel giorno in cui, come da accordo quadro, si sarebbe dovuto discutere e chiudere il piano industriale più volte indicato dalla proprietà di QF, nella figura del proprietario Francesco Borgomeo.
Ancora una volta si registra un nulla di fatto, con lo spostamento a un ulteriore incontro al MISE per la mattina di lunedì 5 settembre per i necessari chiarimenti, ad oggi mancanti, sul piano industriale e sulle prospettive di reindustrializzazione del sito di Campi Bisenzio.
“La Rsu ha preso atto e non concorda con il rinvio del tavolo, soprattutto su queste basi” sottolinea in una nota l’RSU ex Gkn.
“Oggi, 31 agosto, QF diventa il soggetto reindustrializzatore dell’ex Gkn ma lo fa senza fornire un piano industriale, finanziabilità del progetto e altre evidenze. Il gioco ci pare evidente ed è quello di portare la società di fatto sull’orlo del baratro e del fallimento per poi costringere INPS e Ministero a concedere fondi pubblici – che siano ammortizzatori o altri incentivi.
Il futuro industriale dello stabilimento di Firenze è in mano ai lavoratori/ lavoratrici. Che le istituzioni smettano di farsi prendere per stanchezza ed inizino ad avere un proprio piano. Come collettivo di fabbrica affermiamo che non viviamo sotto ricatto e mai ci vivremo. Sapremo prenderci le nostre responsabilità e salvaguardare il futuro industriale del nostro stabilimento: da subito assemblee dei lavoratori per stabilire il da farsi”.
“L’atteggiamento avuto oggi al tavolo da parte dell’azienda non è solo deludente, è irresponsabile e ha fatto perdere tempo” conclude l’RSU. “Ha fatto perdere otto mesi a famiglie che oggi vengono gettate in uno degli autunni peggiori degli ultimi trent’anni dal punto di vista del carovita”.
[Campi Bisenzio, 31 agosto 2022]

Felixstowe

“Non lo sopporteremo più”

Ben 1900 operai (su 2000) gruisti, operatori di macchinari e stivatori sono in sciopero da giorni nel porto di Felixstowe, uno tra i più importanti della Gran Bretagna.
Rifiutano la strategia nazionale e chiedono aumenti salariali consistenti per affrontare la crescente inflazione che ha raggiunto cifre record e respingono l’aumento offerto dall’azienda – che realizza profitti milionari – “del valore medio di oltre l’8% nell’anno in corso”. Uno sciopero che si aggiunge in un’estate di forti agitazioni sindacali in Inghilterra. Il 20 agosto per uno sciopero dei dipendenti delle Ferrovie inglesi ha circolato un treno su cinque.
È la prima volta, dopo 30 anni, che la classe operaia inglese rialza la testa anche se il sindacato Unite non lo ritiene sufficiente, ma trasmette un grande messaggio di lotta.

Solidarietà di classe contro la repressione

Martedì 19 luglio, è scattata un’operazione di polizia, su ordine della procura di Piacenza. Arresti domiciliari a dirigenti sindacali della logistica (Usb e Si Cobas). Le accuse sono di “associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio”.

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Morti e infortuni, non sono una fatalità

Le chiamano morti bianche, in realtà sono assassini che ogni giorno si aggiungono alla già lunga lista delle morti sul posto di lavoro.
In questi giorni un operaio di circa 50 anni ha perso la vita a Nova Siri in provincia di Matera in seguito ad una caduta da un’impalcatura. Un altro edile ha perso la vita precipitando a terra mentre stava costruendo un muretto a Brenzone del Garda, in provincia di Verona. Un agricoltore di 26 anni è morto ieri dopo essere stato schiacciato dal trattore che stava guidando Un altro operaio, deceduto dopo essere stato travolto da una matassa di ferro che stava scaricando da un camion in un’azienda a Legnago. Nel veronese si tratta della terza vittima in 24 ore.

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Tenetevi liberi! Teniamoci liberi …

L’assemblea nazionale promossa dai lavoratori ex Gkn – con notevole sforzo organizzativo – si è svolta nella bella cornice del parco di Villa Montalvo a Campi Bisenzio con la partecipazione di 500-600 tra lavoratori, organizzazioni politiche e sindacali, associazioni, movimenti e studenti.

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20 maggio: sciopero nazionale. Contro la guerra PER la pace! Contro la disoccupazione PER il lavoro! Contro il carovita PER il salario!

Riceviamo e pubblichiamo:

L’adesione unitaria di numerose organizzazioni del sindacalismo di base e conflittuale allo sciopero nazionale “contro la guerra e l’economia di guerra”, di venerdì 20 maggio, è un risultato significativo.

Si tratta di un’azione sindacale a carattere nazionale e generale contro la guerra: un primo passo verso la costruzione di un movimento contro la guerra da parte delle classi lavoratrici.

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Firenze. Gilbarco licenzia ma non è in crisi

Gilbarco Italia Srl (che fa parte insieme alla capogruppo Gilbarco Veeder-Root della multinazionale americana Vontier) società che fornisce servizi e macchinari alle stazioni di servizio e occupa 167 dipendenti più alcune decine tra lavoratori interinali e consulenti ha preannunciato una riorganizzazione che porterà sul territorio fiorentino a circa 70 esuberi e quindi all’apertura della procedura di licenziamento collettivo.

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Figline Valdarno. Sempre più incertezza alla Fimer ex Power one

In dicembre abbiamo segnalato l’incertezza per 800 lavoratori (manodopera prevalentemente femminile tra i 40 e i 55 anni di età) della Fimer ex Power one, fabbrica che, pur in costante espansione di fatturato, stava per chiudere.

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Per il rilancio del 25-26 marzo, assemblea nazionale dei lavoratori GKN

Per il rilancio del 25-26 marzo, assemblea nazionale dei lavoratori GKN: Tensostruttura del parco di Villa Montalvo di Campi Bisenzio, dalle h 10 alle h 17

Insorgere per convergere, convergere per insorgere. Per questo, per altro, per tutto. Fino a che ce ne sarà Siamo classe dirigente