Al fianco degli operai della GKN! Uniamo le lotte contro i licenziamenti!

Riceviamo e pubblichiamo:

Nove giorni dopo lo sblocco dei licenziamenti – avallato dai sindacati di regime (Cgil, Cisl, Uil) privi ormai d’ogni senso della vergogna – la proprietà della GKN di Firenze, storica fabbrica di componentistica auto, ha proclamato stamani la chiusura della fabbrica e il licenziamento dei 450 lavoratori.
Quattro giorni fa, a Monza, stessa sorte è toccata ai 152 operai della Gianetti Ruote, con l’Amministratore Delegato in fuga scortato dalle forze dell’ordine che lo hanno protetto dalla rabbia dei lavoratori.

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Politecnico 1971, gli architetti coi senza tetto

Riportiamo un interessante articolo tratto da “il Manifesto”

Contestazione a Milano. Nel giugno di cinquant’anni fa otto docenti furono espulsi da Architettura per avere sperimentato «con» gli studenti e ospitato degli sfrattati. Erano Piero Bottoni, Franco Albini, Ludovico Barbiano di Belgioioso, Carlo de Carli, Guido Canella, Aldo Rossi, Vittoriano Viganò. E Paolo Portoghesi, unico sopravvissuto, che qui ricorda

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Unità di classe organizzata contro l’offensiva padronale

La crisi economica, aggravata dalla pandemia ‘Covid-19’, dimostra che il capitalismo è incapace di mitigare le piaghe che genera, peggiorando condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e delle masse popolari.

I 17 mesi di crisi economica, sociale e sanitaria, sono stati pagati da lavoratori e pensionati con decine e decine di migliaia di morti, un milione di posti di lavoro in meno, riduzione di salario, peggioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro con aumento di incidenti mortali e di invalidi. Le condizioni di salute si sono aggravate con la chiusura di reparti di oncologia, cardiologia, ecc. per ovviare alla carenza di personale e posti letto che i tagli dei decenni scorsi avevano determinato. La povertà continua a crescere.

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DOMENICA 27 giugno ore 11.00 – 16.00 a Viareggio

Riceviamo e pubblichiamo:

INCONTRO per UN CONVEGNO SU ‘SALUTE, SICUREZZA e REPRESSIONE’ 

all’aperto, di fronte alla Chiesina dei Pescatori 

(Banchina sud canale Burlamacca in Darsena) 

Perché questo incontro, perché un Convegno?  In queste settimane ancora omicidi sul lavoro e la strage della funivia. Dopo i giorni dell’indignazione, si torna a quella normalità che “elabora” e provoca immani tragedie. Esperienza e realtà mostrano che solo con una reale presa di coscienza, con un’azione permanente e sistematica, con una denuncia dritta alla radice delle reali cause, è possibile strappare risultati significativi e porre il vero problema: difendersi dalla violenza di questo sistema nel miglior modo e lottare per trasformarlo in una società dove la vita, la salute e la sicurezza non siano subordinate al profitto e al mercato. 

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Milano, lunedì 21 giugno: “I servizi all’infanzia che vogliamo”

Il prossimo lunedì 21 giugno i lavoratori dei Servizi all’infanzia del comune di Milano, saranno in piazza per la difesa della buona scuola, per ottenere maggiori risorse e mezzi per poter garantire un miglior servizio.

Questa manifestazione è l’ultimo passo di un percorso iniziato da diversi mesi in piena pandemia, per garantire maggior sicurezza ai lavoratori ed alle bambine/i presenti nei nidi e nelle materne.

Un percorso unitario in cui si è rivendicato la fornitura di adeguati dispositivi di sicurezza (mascherine ffp2, camici di protezione, ecc.) e soprattutto l’assunzione di nuovo personale per ridurre il numero dei bambini presenti nella aule con l’obiettivo di ridurli da 25/26 a 15 e in vista del periodo estivo la fornitura di materiali didattici e ludici.

Inoltre, la carenza di organici ed un piano occupazione che non copre neanche il turn over dei pensionamenti mette in pericolo il servizio pubblico, regalando spazi sempre più ampi alle privatizzazioni. Quindi questo presidio si pone a difesa della scuola pubblica.

Durante la manifestazione, indetta da Usb, Diccap, Sial Cobas, Slai Cobas ed Usi, verrà presentato il “Manifesto per i servizi all’infanzia” 10 punti della nostra “buona scuola”.
L’unità di azione fra varie sigle ha potenziato e reso più efficace la lotta dei lavoratori.


È un appuntamento importante a cui invitiamo di partecipare.


Presidio a Palazzo Marino – Milano

lunedì 21 giugno 2021 ore 16:30 – 19:00

Escalation della violenza padronale

Risposta unitaria di classe!


La mattina del 18 giugno, alla ‘Lidl’ di Briandate, il coordinatore Si Cobas di Novara, Adil Belakhdim di 37 anni, è stato ucciso da un camion che ha forzato il presidio durante lo sciopero nazionale della logistica CONTRO i licenziamenti e la repressione delle lotte, l’accordo bidone dei burocrati sindacali confederali e PER forti aumenti salariali e le libertà sindacali.

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Prima il profitto

Riceviamo e pubblichiamo:

“Prima il profitto” è l’infame realtà sociale e politica alla quale solo la ricostruzione del movimento di lotta della classe lavoratrice potrà porre fine
La vicenda del crollo del ‘Ponte Morandi’, della gestione della rete autostradale, della nazionalizzazione onerosa, dimostra che nell’attuale assetto sociale e politico il profitto domina su ogni altro interesse e necessità. A causa del profitto vengono sacrificate le vite, l’ambiente, si sfrutta, si opprime, si uccide. Le quotidiane, incessanti, morti sul lavoro hanno la stessa causa comune con stragi che quotidianamente ricordano Viareggio, Moby Prince, Ponte Morandi, Stresa/Mottarone come molte altre.

Il regime politico fa di tutto per coprire, a ogni disastro, con fiumi di retorica patriottarda – invocando l’unità nazionale – il suo ruolo di tutore di una parte della società – quella che del profitto ne beneficia – a danno della maggioranza.

È un regime politico padronale che invoca l’unità fra sfruttati e sfruttatori continuare a opprimere, sfruttare e godere del suo privilegio sociale e del suo dominio politico. Contro questa condizione sociale vi è una sola forza che può opporsi: dei lavoratori e delle lavoratrici. Senza la ricostruzione di un movimento reale delle classi lavoratrici la lotta contro il dominio sociale e politico del profitto è condizionata e limitata. Sono gli operai che ogni giorno cadono sul lavoro perché “eccessive” norme di sicurezza sono lacci e laccioli alla realizzazione dei profitti. Sono i lavoratori che quando provano a denunciare carenze su salute e sicurezza, nelle aziende in cui lavorano, vengono colpiti disciplinarmente, fino al licenziamento per “rottura del rapporto fiduciario”! Il caso occorso all’ex Ilva di Taranto è solo il più eclatante. Nei mesi funesti della pandemia si è assistito a personale sanitario che denunciava omissioni delle aziende sanitarie intervistato a volto coperto e con la voce camuffata, come se fossero mafiosi pentiti.

Il Coordinamento (CLA) si è costituito per rispondere a una emergenza che si affianca ad altre che sempre più affliggono la società: l’emergenza sindacale. I lavoratori sono privi di un vero sindacato di classe che li unisca e li stimoli alla lotta. Sono afflitti dallo scetticismo e dalla rassegnazione, dopo decenni di tradimenti da parte del sindacalismo concertativo e collaborazionista (Cgil, Cisl e Uil). Tutto ciò si riflette nell’incapacità di denunciare e opporsi a pratiche aziendali che, per tutelare i loro profitti, producono morti su lavoro e da lavoro, disastri industriali e ambientali.
La strada individuata dal CLA, come via d’uscita da questa situazione, è dell’unità d’azione delle forze del sindacalismo conflittuale – sindacati di base e aree di opposizioni in Cgil – nate per organizzarsi in alternativa al sindacalismo collaborazionista.

Lo sciopero nazionale nella logistica, proclamato unitariamente da SICobas, AdlCobas e Usb, contro la repressione aziendale e statale della lotta dei lavoratori alla Fedex Tnt è un importante segnale in questa direzione. Il CLA ha individuato nella denuncia e nella mobilitazione per la salute e la sicurezza nei posti di lavoro e nel territorio e contro la repressione un terreno fondamentale sul quale sviluppare un processo di unità d’azione del sindacalismo conflittuale.

Per questo siamo impegnati, da due anni, a partecipare e a promuovere iniziative con familiari delle vittime di stragi avvenute in questi anni.

Temi sui quali terremo un incontro nazionale di preparazione per un Convegno (a settembre-ottobre) domenica 27 giugno a Viareggio dalle ore 11.00 alle ore 16.00 all’aperto nell’area di fronte alla Chiesina dei Pescatori in Darsena.


Genova, 18 giugno 2021
coordautoconvocat2019@gmail.com

Coordinamento Lavoratori/trici Autoconvocati (CLA) per l’unità della classe

in diffusione a Genova

Viareggio – domenica 27 giugno ore 11 – Convegno su salute, sicurezza e repressione

Riceviamo e volentieri publichiamo:

Domenica 27 giugno dalle ore 11.00 alle ore 16.00

Viareggio INCONTRO per UN CONVEGNO SU SALUTE, SICUREZZA e REPRESSIONE

all’aperto nello spazio alla Chiesina dei Pescatori

(Banchina sud canale Burlamacca in Darsena)

L’obiettivo del CLA, da quando si è costituito, è unire le forze militanti del sindacalismo conflittuale, di base e di aree di opposizione in sindacati confederali, lavoratori e lavoratrici iscritti e non iscritti, attivisti, delegati Rsu e Rls, familiari di chi ha perso la vita sul lavoro, per il lavoro, per stragi industriali e ambientali.

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Sblocco dei licenziamenti: organizzare la mobilitazione!

Dopo mesi di demagogia su vaccini e ripresa economica, per nascondere il disastro di politiche criminali sulla pandemia da ‘Covid-19’, il governo Draghi, c.d. di “unità nazionale”, prepara una nuova offensiva contro la classe operaia attraverso lo sblocco dei licenziamenti e dei subappalti.

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Strage ferroviaria annunciata e, dopo 12 anni, ancora impunita …

Riceviamo e pubblichiamo:

Strage ferroviaria annunciata e, dopo 12 anni, ancora impunita …

Ieri, 30 maggio, a Viareggio, si è tenuta la giornata della Memoria, della Solidarietà, della Mobilitazione, dalle ore 10.00 alle ore 19.30, lungo la passeggiata di Viareggio.

Sono intervenuti il presidente, la vice-presidente e familiari dell’Associazione “Il Mondo che vorrei”, ferrovieri Rls costituiti parte civile nel processo, cittadini e cittadine, impegnati in questa battaglia, oramai, da 12 anni.

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