accadde oggi

25 Aprile 1945

L’esercito nazifascista si arrende e lascia l’Italia dopo le insurrezioni partigiane a Genova, Milano e Torino, ponendo fine all’occupazione tedesca in Italia. L’evento viene ricordato ogni anno con la Festa della Liberazione

25 Aprile 1974

Lisbona: la radio portoghese trasmette la canzone “Grandola, vila morena”, proibita dal regime salazariano. È il segnale concordato che fa scoppiare, nella penisola iberica dominata dal fascismo, la “Rivoluzione dei Garofani” guidata da Vasco Goncalves. Comincia così il processo di de-colonizzazione nei possedimenti portoghesi.

IL 25 APRILE NON È SOLO ‘RICORRENZA’

Dopo anni di sdoganamenti e revisionismo storico, eccoci al governo Meloni-La Russa. Un governo fascistoide, in perfetta sintonia con le ricette antioperaie e antipopolari del precedente governo Draghi. Un apparato governativo di provocazione contro la storia del movimento partigiano e antifascista, giustificate da gaffe, ma in realtà si tratta di sfide per verificare il livello di reazioni nel paese.
Un governo al servizio del capitale che prosegue la sistematica erosione delle conquiste e dei diritti strappati con anni di lotte e di battaglie.
Capire cos’è oggi il post-fascismo è la condizione per una pratica dell’antifascismo militante, di classe, popolare, di fronte a un governo, padronale e filo-atlantico, impegnato nella mobilitazione reazionaria delle masse, dividere e separare i buoni: chi si fa arruolare tra gli sgherri dell’unità nazionale, del nazionalismo, del siamo tutti sulla stessa barca; dai cattivi: chi lotta, sciopera, occupa case libere, spazi o fabbriche che, proprio perché cattivo, deve essere isolato, denigrato e represso.
Chi, invece, sfrutta, licenzia e specula, lo fa nell’interesse generale ed è finanziato con soldi pubblici, chi delocalizza e mette sul lastrico migliaia di lavoratori, chi assume precari per poche giornate di lavoro all’anno e paghe da fame, lo fa per il mercato e la competitività e viene annoverato tra i buoni.
Chi si batte per la sanità pubblica e per migliorare i servizi pubblici (trasporti, scuole ecc.) viene etichettato come antagonista; chi chiude ospedali, taglia medici, operatori sanitari e posti letto, chiude reparti di cure primarie, lo fa per una maggiore efficienza e per il bene collettivo.

Chi denuncia le stragi, i morti sul e da lavoro, è un piantagrane e spesso viene mobbizzato, sospeso, licenziato, mentre i padroni aumentano i ritmi e non rispettano le elementari norme sulla sicurezza, ma vanno sostenuti: il profitto viene prima di tutto.
Chi vive con contratti a termine e chi, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, rischia la chiusura dell’azienda, chi è costretto a lavorare in nero o è senza stipendio da mesi come alla ex-GKN, chi tira a campare con la miseria del reddito di cittadinanza, deve subire la gogna mediatica che li bolla come scansafatiche ed essere sottoposti a ricatti e violenze in nome della “difesa di interessi nazionali” ovvero della classe dominante.
Il nemico è in casa nostra non solo grazie a padroni, multinazionali e banche, ma grazie anche a forze politiche e sindacali che speculano sull’antifascismo per poi invitare la Meloni al congresso nazionale CGIL, giustificando la vergogna con il fatto che rappresenta il governo.
Il Pd, con la nuova segretaria, celebra il 25 Aprile all’insegna del sostegno alla guerra e ai nazi-fascisti ucraini, rappresentati da Zelenskij, con l’invio di armi, con il rafforzamento della fedeltà atlantista verso USA e NATO.
E spingendo sul ruolo imperialista della UE affinché si doti di un suo esercito che, affiancato dalla NATO, possa compiere azioni di polizia militare nei paesi che ritiene a rischio per la propria sicurezza.
Oggi, la lotta antifascista non può prescindere dalla lotta contro la guerra imperialista e i governi al servizio del capitale e deve combinarsi con la battaglia per il lavoro, contro la precarietà, il carovita, le privatizzazioni dei servizi, la militarizzazione e la repressione di Stato.
Impersonificare l’antifascismo e il 25 Aprile nella retorica della difesa di valori della Costituzione, non è anticorpo al fascismo. È possibile con l’organizzazione e il protagonismo della classe operaia e delle masse popolari. Antifascismo e lotta di classe sono legati indissolubilmente.
Il ruolo dei comunisti è denunciare e organizzare, mobilitarsi e mobilitare, unirsi e unire, settori avanzati di classe e del proletariato, accumulare forze nella lotta per la ricostruzione del Partito Comunista.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!
Antifascismo e lotta di classe è sostegno a chi lotta!
Né un soldato, né invio di armi, né finanziamenti, per la guerra!
Fuori le basi USA e NATO dall’Italia!
NO alle guerre imperialiste! NO all’economia di guerra!

Unione di Lotta per il Partito comunista
https://unionedilottaperilpartitocomunista.org unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

accadde oggi

21 aprile 1937

A Roma muore, a soli 46 anni dopo 11 anni di carcere fascista, Antonio Gramsci, il più grande marxista italiano, segretario del Partito Comunista d’Italia e fondatore de L’Unità.

21 aprile 1949

A Parigi si apre il Primo Congresso dei partigiani della pace, movimento promosso in Italia dal Partito comunista, che si esprimerà attraverso il Consiglio Mondiale per la Pace con sede ad Helsinki.

21 aprile 1967

Grecia: a pochi giorni dalle elezioni generali il colonnello Georgios Papadopoulos guida un colpo di Stato instaurando un regime militare di ispirazione fascista che durerà sette anni. La dittatura dei colonnelli effettuò in continuazione arresti e deportazioni degli oppositori, abolì le libertà politiche e civili e sciolse i partiti.

accadde oggi

20 aprile 1914

Massacro di Ludlow (USA) a seguito della feroce repressione degli scioperi dei minatori da parte delle guardie private dei proprietari delle miniere, guidati dalla Colorado Fuel and Iron Company della famiglia Rockefeller, spalleggiata dalla Guardia nazionale, che si astenne dall’intervenire, assistendo sul posto alla carneficina. Ventuno le persone uccise dai miliziani, fra cui dodici fra donne e bambini: fu l’evento che causò il maggior numero di vittime nella lotta sindacale dei minatori negli Stati Uniti d’America.

20 aprile 1945

Le truppe sovietiche, al comando dei maresciallo Georgij Zukov e Ivan Konev, entrano a Berlino e catturano il grosso delle forze nemiche.

accadde oggi

19 aprile 1961

Playa Girón-Cuba: fallisce il tentativo di rovesciare il governo di Fidel Castro a Cuba, messo in atto dalla CIA per mezzo di un gruppo di esuli cubani anticastristi, fatti sbarcare nella parte sud-ovest dell’isola caraibica.

19 aprile 1968

Valdagno: gli operai degli stabilimenti Marzotto in sciopero resistono alle cariche della polizia e danno vita a una battaglia in tutto il paese che si conclude con 42 arresti.

19 aprile 1975

A Firenze, nel corso di una manifestazione antifascista, la polizia interviene colpendo a morte il militante del PCI Rodolfo Boschi.

accadde oggi

17 aprile 1975

Giannino Zibecchi, del Comitato di vigilanza antifascista, nel corso del corteo di protesta per l’assassinio di Claudio Varalli che si dirige verso la sede del Msi di via Mancini, viene assassinato dai carabinieri durante una carica con i camion. Lo stesso giorno a Torino, Tonino Micciché di 25 anni, operaio Fiat, viene ucciso con un colpo di pistola alla testa dal fascista Paolo Fiocco.