accadde oggi

3 maggio 1949

Roma: il governo firma l’accordo sull’ingresso dell’Italia nella NATO

3 maggio 1968

Parigi, prime cariche della polizia contro studenti in protesta: è l’inizio del Maggio francese

3 maggio 2005

Dopo 35 anni, la Corte di Cassazione assolve tutti gli imputati della strage di Piazza Fontana e condanna al pagamento delle spese processuali i parenti delle vittime e le parti civili.

accadde oggi

2 maggio 1945

Caduta di Berlino. L’Unione Sovietica annuncia la cattura di Berlino e i soldati sovietici issano la bandiera rossa sul Reichstag.

2 maggio 1950

La Corte d’assise di Viterbo rimette in libertà il fascista Rodolfo Graziani, comandante delle forze armate della Repubblica di Salò. Pochi giorni prima la stessa Corte aveva inflitto tre secoli di carcere a 73 lavoratori condannati per i fatti di Civitavecchia durante la protesta per l’attentato a Togliatti.

2 maggio 2014

A Odessa viene incendiata la casa dei sindacati da parte di manifestanti neonazisti sostenitori del governo filo occidentale. Nella strage trovano la morte 42 persone (34 uomini, 7 donne e un ragazzo di diciassette anni della gioventù comunista)

accadde oggi

1° Maggio

Nel 1866 fu approvata, a Chicago in Illinois, la legge sulle 8 ore di lavoro, in vigore il 1° Maggio 1867, giorno in cui fu organizzata una imponente manifestazione. Nel 1882, a New York, vi fu una protesta e, nel 1884, venne approvata la risoluzione per la ricorrenza annuale. Al Congresso Internazionale di Parigi nel 1889, diventò Festa Internazionale dei Lavoratori

1 Maggio 1947

Portella delle Ginestre la banda criminale di Salvatore Giuliano spara contro i manifestanti e provoca 11 morti e numerosi feriti. La strage dette inizio ad assalti a sedi di partiti di sinistra e camere del lavoro.

1 Maggio 1950

A Celano (AQ) la polizia spara sui braccianti che chiedono lavoro e uccidono: Antonio Berardicuti di 35 anni e Agostino Paris di 24. Gli agrari locali ammazzano il comunista Antonio D’Alessandro.

accadde oggi

30 aprile 1966

I sindacati confederali indicono uno sciopero di solidarietà con le lotte dei metalmeccanici.

30 aprile 1975

Saigon, un carro armato, avanguardia delle truppe dell’esercito del Vietnam del Nord, entra nel cortile del palazzo presidenziale mentre centinaia e centinaia di militari statunitensi, di diplomatici e collaborazionisti si ammassano nel cortile dell’ambasciata nordamericana aspettando che gli elicotteri li portino via. È la fine della lunga e sanguinosa lotta contro gli invasori yankee, la prima grande sconfitta politica e militare dell’imperialismo USA. Un piccolo popolo sconfigge la potenza egemonica.

Uniamo le lotte per il salario alla lotta per la rivoluzione sociale

Dal CIPOML Manifesto per il 1º Maggio

La Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML), saluta i lavoratori di tutto il mondo in occasione del 1° Maggio, data emblematica che simboleggia la lotta condotta dal proletariato internazionale contro lo sfruttamento capitalista, per conquistare la sua emancipazione sociale, per la rivoluzione e il socialismo.
Questa commemorazione si svolge nel contesto di un mondo convulso, in cui si prevede l’arrivo di una nuova crisi economica del capitalismo. Come è successo nelle crisi precedenti, porterà milioni di lavoratori alla disoccupazione, causerà diminuzione dei salari, aumento della povertà, migrazione e altri problemi per le classi lavoratrici; ma sarà anche l’occasione per gli stati dei paesi imperialisti e capitalisti più sviluppati di attuare programmi di salvataggio dei grandi monopoli industriali e finanziari che “presentano difficoltà economiche”, come già stanno facendo riguardo la crisi bancaria che, poche settimane fa, ha affondato diverse banche negli Stati Uniti, in Germania e in Svizzera.
La verità è che i lavoratori e i popoli sono vittime di sfruttamento, oppressione e discriminazione. Perciò combattono le politiche antipopolari applicate dai governi dei rispettivi paesi, volte a favorire gli interessi della grande borghesia e del capitale monopolistico internazionale.
In questo momento, il mondo sta assistendo all’ascesa della lotta delle masse per le loro rivendicazioni e diritti, in cui i lavoratori e i giovani giocano un ruolo di primo piano. L’Europa è diventata l’epicentro di questo scontro di classe. All’interno dei paesi imperialisti e capitalisti più sviluppati la classe operaia alza la voce con forza, difende la sicurezza sociale e i suoi diritti, rivendica cambiamenti urgenti. La lotta degli operai, dei giovani e delle donne dei settori popolari è presente in tutti i continenti. L’ascesa della lotta dei lavoratori dei popoli a livello internazionale dimostra che la contraddizione tra la classe operaia e la borghesia, tra lavoro e capitale, sta guadagnando intensità.
Viviamo in un mondo condizionato dai diversi momenti del conflitto tra le potenze imperialiste, i loro blocchi e i patti economici e militari. La guerra interimperialista che si svolge in Ucraina ne è un’espressione, ma non è l’unica manifestazione. Conflitti armati locali sono in corso in altri paesi, le guerre commerciali, gli apparati militari e gli eserciti si stanno rafforzando, ci sono dispute per il controllo economico e politico dell’intero pianeta. Le lotte fra gli imperialisti, in particolare quella tra Stati Uniti e Cina, ci avvertono del pericolo di una conflagrazione mondiale.
I popoli non possono schierarsi con l’una o l’altra potenza imperialista, con l’una o l’altra alleanza economica e politica degli Stati capitalisti perché rappresentano tutte gli interessi dei grandi monopoli internazionali, del capitale finanziario imperialista. Pertanto ribadiamo la nostra condanna della guerra interimperialista che si sta svolgendo in Ucraina, alziamo le bandiere della pace, che significa lottare in difesa della vita dei lavoratori e dei popoli e mantenere una giusta posizione antimperialista.
La CIPOML esprime la propria solidarietà ai lavoratori e ai popoli vittime dell’aggressione di potenze straniere; in particolare esprimiamo la nostra voce di incoraggiamento al popolo palestinese che da decenni si batte per il diritto di vivere in pace nella terra che gli appartiene e di costituirsi in stato autonomo e sovrano; allo stesso tempo, condanniamo la politica criminale del regime di Benjamin Netanyahu, capo dello Stato sionista di Israele.
Ciò che accade oggi nel mondo, come risultato dell’aggravamento di problemi e fenomeni tipici del sistema capitalista, conferma ancora una volta che questo sistema non ha nulla di buono da offrire ai lavoratori, ai giovani e ai popoli. È un regime di sfruttamento dei lavoratori e di opulenza per la borghesia; è un sistema che vive di guerra contro i popoli, per proteggere il paradiso in cui si riproduce il grande capitale.
I lavoratori non possono continuare ad essere sottoposti al dominio e allo sfruttamento del capitale. La lotta per le rivendicazioni immediate e i diritti politici dei lavoratori e dei popoli sono irrinunciabili, sono fondamentali per la loro stessa esistenza, ma non sono sufficienti per raggiungere l’emancipazione sociale. La CIPOML chiama i lavoratori del mondo ad unirsi alle lotte per il salario, per il lavoro stabile, per la sicurezza sociale, per la terra, per l’acqua e per i tanti altri problemi che ci affliggono, a lottare con lo scopo di abbattere questo sistema di sfruttamento, per porre fine al dominio del capitale, per la conquista del potere, per il trionfo della rivoluzione sociale e del socialismo.

Solo la rivoluzione proletaria porrà fine allo sfruttamento capitalista!
Solo il potere degli operai emanciperà tutta l’umanità!

Comitato di Coordinamento della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti–Leninisti (CIPOML)

1° Maggio 2023

Contro la guerra, per la lotta, l’organizzazione e l’unità della classe: PACE, LAVORO, LIBERTÀ!

1° Maggio – Giornata Internazionale
dei lavoratori e delle lavoratrici

Nel 1866 fu approvata, a Chicago in Illinois, la legge sulle 8 ore di lavoro, in vigore il 1° Maggio 1867, giorno in cui fu organizzata una imponente manifestazione. Nel 1882, a New York, vi fu una protesta e, nel 1884, venne approvata la risoluzione per la ricorrenza annuale. Il 1° Maggio 1886 fu estesa dopo uno sciopero generale a oltranza. Al Congresso Internazionale di Parigi (1889), il 1° Maggio diventò Festa Internazionale dei Lavoratori.
Anche il 1° Maggio di questo anno, come per quello passato, è in corso la guerra in Ucraina, una guerra che produce sangue e distruzione: il prezzo salato dell’“economia di guerra” lo pagano lavoratori, lavoratrici e masse popolari, con aumenti vertiginosi dei beni di prima necessità, con il carovita, licenziamenti, salari bloccati, sfruttamento e condizioni di lavoro insostenibili. Il sangue scorre anche nei luoghi di lavoro: oltre 3 morti al giorno e migliaia di vittime da nocività e da amianto ogni anno. Due giorni fa, il 28 aprile, la data per la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e per le vittime dell’amianto.
In Francia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Grecia, vi sono state e vi sono tuttora lotte e mobilitazioni per superare un’organizzazione sociale fondata sul profitto, sullo sfruttamento, sull’oppressione. In Italia non vi è stata una lotta generale in risposta alla gravità della situazione, ma vi è una tendenza generale alla lotta PER il lavoro, contro disoccupazione e precarietà, PER il salario, PER condizioni di lavoro sostenibili, PER sicurezza e salute, PER sanità e ambiente, PER pensioni, scuola, trasporti, casa, servizi sociali…
Di fronte alle lotte e alle iniziative vi è la repressione contro chi non abbassa la testa; una repressione che aggredisce con licenziamenti, sospensioni, rappresaglie, che si sviluppa con azioni intimidatorie e denigratorie contro il sindacalismo conflittuale e chi si oppone alla guerra, all’invio di armi, alle basi militari USA-NATO.
L’emergenza sanitaria, come altre, ha favorito una sperimentazione di restrizione delle libertà e di controllo sociale con dispositivi giuridici, strutture organizzative, risorse politico-militari, centri di propaganda, di uno sempre più Stato militaresco e autoritario. Un capitalismo in crisi ha bisogno di imporre condizioni lavorative, di sfruttamento e oppressione intollerabili, per mantenere profitti e potere.
Il compito dei comunisti è la lotta contro l’imperialismo in casa nostra, contro la frantumazione, la divisione mirata e dispiegata nella classe dai governi e da uno Stato antioperaio, antipopolare e guerrafondaio. In ogni ambito, politico, sindacale, sociale, necessitano: – la lotta per l’unità e l’azione comune, – la mobilitazione per unire le avanguardie di classe, – l’accumulazione di forze nella lotta per ricostruire l’organizzazione politica, indispensabile alla classe operaia.

Sempre a fianco di chi lotta! Partigiani Sempre!

“Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. (Antonio Gramsci, 27 aprile 2023, 86° anniversario della morte)

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

https://unionedilottaperilpartitocomunista.org unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

accadde oggi

28 aprile 1945

Benito Mussolini, Clara Petacci e altri gerarchi fascisti vengono catturati a Dongo mentre tentavano di scappare all’estero, vengono fucilati da membri della Resistenza italiana a Giulino di Mezzegra.

28 aprile Giornata Mondiale contro l’amianto

Ogni anno si celebra la giornata mondiale contro l’amianto. Ogni 5 minuti, una persona nel mondo muore a causa dell’amianto: 120.000 persone ogni anno nel mondo ne sono vittime. I danni provocati all’ambiente e agli esseri umani sono giganteschi. Questa strage ha il suo picco massimo attorno al 2020–2030.

accadde oggi

27 aprile 1937

A Roma muore, a soli 46 anni dopo 11 anni di carcere fascista, Antonio Gramsci, il più grande marxista italiano, segretario del Partito Comunista d’Italia e fondatore de L’Unità.

27 aprile 1966

Durante le elezioni degli organismi rappresentativi universitari, i fascisti assaltano la facoltà di lettere a Roma. Lo studente Paolo Rossi viene ucciso a colpi di spranga.