Elezioni del 25 settembre

Estorcere il consenso per imporre l’agenda Draghi con o senza il “migliore

Le istituzioni democratico-borghesi non sono un luogo di confronto neutro, ma sono plasmate intorno alle necessità della produzione capitalistica e della riproduzione del potere borghese. Per tale ragione è necessario sgombrare il campo da qualsiasi illusione che possa essere utilizzata per migliorare le condizioni del proletariato e, più in generale, delle masse popolari e tantomeno che possa essere uno strumento per abbattere il sistema capitalistico, visto che ne sono espressione.

Chi crede nell’utilità delle stesse elezioni mostra un atteggiamento che ha poca coerenza con chi si dichiara comunista. Lo affermiamo nel rispetto di posizioni differenti e di chi è attivamente coinvolto nella tornata elettorale. Le elezioni hanno sistemi elettorali distanti anni luce da una democrazia popolare. Sono vincenti per il potere, sono perdenti per i senza potere.

In una fase dove, sempre meno elettori ed elettrici si recano alle urne, i comunisti dovrebbero impegnarsi per riportarli al seggio? O è più utile allargare la forbice tra Stato e masse popolari? Dobbiamo rincorrere la legittimazione elettorale o concorrere a una sua delegittimazione? La realtà e la fase impongono questa seconda indicazione nei confronti dello Stato e delle proprie rappresentanze istituzionali e partitiche.

Sosteniamo e sviluppiamo un percorso di lotta e unità che deve poggiare su basi di classe, frutto di impegno costante nelle iniziative di lotta indipendentemente da appuntamenti elettorali e che siano funzionali a rafforzare la controffensiva proletaria e la lotta per la ricostruzione del Partito comunista.

Riteniamo, inoltre, che porre la questione della rappresentanza di classe sul piano istituzionale sia un errore se slegato dalla partecipazione attiva della stessa classe, della parte più combattiva e determinata, alla ricostruzione del proprio Partito.

Una deviazione politica che ha condotto all’attuale incapacità di uscire dal circolo vizioso di alleanze strumentalmente elettoralistiche, destinate al fallimento e alla sconfitta perché prive del sostegno di un blocco sociale di classe di riferimento, in grado di imporre nel paese la trasformazione rivoluzionaria nella direzione del socialismo-comunismo.

Per queste ragioni, non partecipiamo alla competizione elettorale del 25 settembre, ritenendo che il voto alle forze politiche presenti nella tornata elettorale sia utile al rafforzamento dei padroni e di politiche antioperaie e antipopolari e contrarie agli interessi delle classi lavoratrici e dei ceti popolari.

Occorre:
– organizzarsi e mobilitarsi sulle questioni sociali e sindacali;
– unirsi e organizzarsi nella lotta per la ricostruzione del Partito comunista.

L’affluenza alle urne legittima lo Stato, il voto utile è organizzarsi
e lottare per gli interessi e i bisogni di classe e della classe!

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

15 settembre 2022

Precisare la diagnosi dopo l’inizio dell’operazione

Dichiarazione congiunta dei partiti comunisti e operai
(elaborata dal RKRP* insieme ai comunisti di Donbass e Ucraina)

Sono trascorsi quattro mesi dall’inizio dell’operazione militare, dichiarata ufficialmente, delle forze armate russe e degli eserciti delle repubbliche del Donbass, contro il regime nazista ucraino. E sebbene la guerra dei nazisti di Kiev contro le repubbliche insorte, DNR e LNR, sia di fatto in corso dal 2014 e, a inizio 2022, avesse già mietuto circa 15.000 vite, per tutti noi è stato abbastanza difficile, basandosi solamente sui sintomi esteriormente visibili, fare una diagnosi accurata delle vere cause della tragedia in corso. La disparità di opinioni ha provocato numerose discussioni e ha persino portato alcuni partiti a conclusioni opposte.

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Solidarietà di classe contro la repressione

Martedì 19 luglio, è scattata un’operazione di polizia, su ordine della procura di Piacenza. Arresti domiciliari a dirigenti sindacali della logistica (Usb e Si Cobas). Le accuse sono di “associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio”.

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Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC) aderisce all’appello del CIPOML contro il vertice Nato di Madrid del 29-30 giugno 2022.

Un’adesione con due riflessioni “critiche”: a) non viene evidenziato e sottolineato che il nemico è in casa nostra; b) la tendenza al consolidarsi di un imperialismo europeo.

Il testo del Cipmol:

La NATO non è mai stata e non è un’organizzazione difensiva

La manifestazione contro la Base di Coltano del 2 giugno sembrava potesse rimettere al centro dell’attenzione del movimento “per la pace” italiano le Basi Nato, la guerra imperialista, il riarmo mondiale, così non è stato.
Giusto essere contro una nuova Base, ma va tenuto conto che il territorio toscano, tra Pisa e Livorno, ospita la più grande Base, Camp Darby, di rifornimento che ha operato e opera nei vari teatri di guerra che da anni si susseguono e che ha avuto un ruolo fondamentale nel depistaggio delle stragi degli anni ‘70/80, nel sostegno al progetto golpista della P2 di Gelli, nell’addestrare i fascisti di Gladio.

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Vertice NATO del 29-30 giugno Appello del WPC per azioni anti-NATO in tutto il mondo

Sì alla pace, no alla NATO! Uscire dalla NATO e dissolverla!


La più grande macchina da guerra della storia, l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO), terrà il suo vertice il 29-30 giugno a Madrid, in Spagna. Un altro vertice in cui i falchi della guerra di 30 Paesi e i loro governi ratificheranno e svilupperanno i loro piani imperialisti come “sceriffo del mondo”.

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No alla militarizzazione no a basi Nato

Giovedì 2 giugno ore 14.30 manifestazione a Coltano

Il governo Draghi, c.d. governo dei “migliori”, sperpera parte dei denari del Recovery Fund (che a causa del colossale debito pubblico ricadrà sulle spalle delle generazioni future) per nuove basi militari: da qui il decreto governativo che autorizza la costruzione della base militare di Coltano (Pi).

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NO alle esercitazioni militari NATO in Sardegna e altrove

Fino al 27 maggio le coste turistiche, con stabilimenti balneari già in attività, dalle spiagge dorate e di incommensurabile bellezza sono assaltate da esercitazioni NATO. Oltre 4.000 tra donne e uomini di sette nazioni della Nato, 65 tra navi da guerra, sommergibili, elicotteri, cacciabombardieri e mezzi anfibi, velivoli. Sono coinvolti, inoltre, decine di studenti e ricercatori universitari «in qualità di consulenti politici, consulenti legali e addetti alla pubblica informazione».

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Carovita e aumento delle bollette… ma basta!

A ogni consumo e ad ogni movimento per vivere o, forse meglio dire, per sopravvivere ci si rende conto che il costo è sempre in aumento.

Salari da fame, 5 milioni di persone in povertà assoluta, 12 milioni in povertà relativa, 3 milioni di precari, disoccupazione e cancellazione di posti di lavoro e diritti conquistati con le lotte, disuguaglianze e ingiustizie crescenti.

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21 gennaio 1921: 101 anni fa nasce il Partito Comunista d’Italia!

Celebrare la nascita del Partito Comunista non è una vuota ricorrenza, ma è un momento importante della battaglia politica per la sua ricostruzione. Richiamarsi alla sua fondazione significa difendere le radici teoriche che stanno alla base del pensiero rivoluzionario, una necessità oggi più che mai imprescindibile di fronte alla fase di dispersione e sbandamento ideologico della classe e dei comunisti.

La scissione dal PSI, infatti, mise nero su bianco dei principi basilari, che la società capitalista non si può riformare, tanto meno si può attendere l’“ora X” in cui il proletariato sarà pronto per essere guidato alla rivoluzione. Queste sono posizioni contro cui si coagulò la frazione comunista: riformismo parlamentare e massimalismo parolaio.

Il PSI era caratterizzato da un gruppo dirigente che si nascondeva dietro roboanti annunci sull’insurrezione proletaria, ma senza alcuna reale volontà di assumerne la direzione. Questo, quanto emerso dal ciclo straordinario delle lotte del Bienno Rosso (1919-1920), quando mancò la guida alla classe per la presa del potere. Fu questa esperienza che spinse i rivoluzionari ad avere coscienza della necessità di formare un partito autenticamente bolscevico in opposizione a ogni forma di opportunismo.

Tale profondità di visione 101 anni fa fece uscire i comunisti dal Teatro Goldoni, dove era in corso il XVII congresso del PSI, e spostarsi al Teatro San Marco, per fondare il Partito Comunista d’Italia al canto dell’Internazionale.

Ma non si deve guardare solo al passato, ricordare il PCd’I non può divenire una rituale celebrazione. Bisogna far tesoro degli insegnamenti che ha tramandato, fare un bilancio definito dell’esperienza, capaci di guardare al presente, all’epoca della sconfitta, seppur temporanea, del socialismo.

Oggi giorno il capitalismo produce sempre più sfruttamento, rapina, sopraffazione, devastazione ambientale. Le disuguaglianze sociali si acuiscono, come è emerso nelle recenti crisi economiche, sociali e sanitarie. La competizione tra imperialismi spinge alla militarizzazione crescente, venti di guerra si fanno sempre più forti, mentre l’estrazione di materie prime e nuove forme di colonizzazione si intensificano.

Di fronte a questo scenario è fondata l’esigenza di rovesciare il sistema capitalistico, ma è una prospettiva faticosa da recuperare. Questa è la sfida che impone il nostro tempo, in cui calarsi.

L’avanguardia politica del proletariato non potrà nascere per scissione, come avvenne nel 1921. Come Unione di lotta riteniamo che bisogna assumere 101 anni di storia, collegarsi allo spirito e alla coerenza che vi hanno dato vita, intraprendendo un paziente, laborioso e metodico, processo di ricomposizione politica dei comunisti, in grado di orientare gli organismi o i singoli, coscienti che il Partito non lo si inventa dall’oggi al domani, non lo si autoproclama, anzi dovrà essere il punto di arrivo di un percorso, attraverso la costituzione di un’Organizzazione intermedia capace di assolvere questo compito storico.

Vi è un unico modo per uscire dalla barbarie capitalistica: con la forza e la volontà degli operai coscienti e organizzati; potrà così nascere una nuova fase di sviluppo della lotta rivoluzionaria per l’emancipazione del proletariato e la costruzione di una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione.

21 gennaio 2022

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