Mentre si discute ancora il DDL Romeo l’oscurantismo vuole già reintrodurre l’INDICE: Una associazione di avvocati (tal Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei da CoDe R.T.D. S.r.l) che si professano tanto contro l’antisemitismo come contro l’antisionismo, ignorandone volutamente le differenze, chiede al provider che ospita la libreria online di sensibili alle foglie la rimozione del libro “Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia” ( https://www.libreriasensibiliallefoglie.com/home/550-sionismo-e-nazismo-facce-della-stessa-medaglia.html) con l’accusa di: “incitamento a, o approvazione di, violenza; discorso d’odio e contenuti discriminatori su base etnica o religiosa, con particolare riferimento a narrazioni antisemite; negazione o grossolana banalizzazione della Shoah; disinformazione che contribuisce alla diffusione dell’odio o alla giustificazione della violenza”. Questo tentativo si inserisce in un contesto nazionale di attacco alla solidarietà verso la Palestina che resiste di cui ne è parte integrante il tentativo di far approvare il Ddl Romeo alla Camera, con l’appoggio determinante del Pd. La repressione colpisce cosi il movimento contrario al genocidio a Gaza e Cisgiordania, che niente ha a che spartire con l’antisemitismo e il razzismo. Un recente esempio è la chiusura della piattaforma indipendente Autistici.org, oltre all’arresto e alla detenzione degli attivisti palestinesi in Italia. Conoscendo il testo, respingiamo ogni accusa di antisemitismo e di negazionismo al mittente e li invitiamo a leggere il libro, perché evidentemente non lo hanno neppure preso in mano per capire cosa ci sia scritto. Ci stupisce che detta associazione invece di accostarsi alla verità storica contro ogni genocidio, si associ al coro di questo governo che, recependo la tradizione e gli insegnamenti del fascismo italiano, sta attualmente difendendo il sionismo e le politiche genocidarie di israele. Il libro vuole ricordare e indagare la storia attraverso fonti certe, con un minuzioso lavoro di indagine ed un ampia bibliografia. Vuole imparare dalla storia, perché le tragedie non si ripetano e perché ne siano individuati i responsabili. Mai più è mai più per tutti.
Unione di Lotta per il Partito Comunista – Comitato Comunista Fosco Dinucci Firenze
Adesioni in via di aggiornamento – invitiamo a rilanciare
Nel 17° anniversario alta è stata la partecipazione alla manifestazione che ha percorso, come ogni anno, le strade della città. Il 1° corteo dopo la definitiva condanna del 25 giugno 2026 e la carcerazione della figura apicale della strage ferroviaria: Mauro Moretti, ex Ad di Rfi, ex Ad della Holding Fs ed ex Ad di Finmeccanica-Leonardo. Dopo 17 anni, 7 gradi di giudizio, 220 udienze. 12 i condannati a pene lievi nonostante le gravi e pesanti responsabilità sulla strage, prevista e annunciata!Condizioni di lavoro e sicurezza che i ferrovieri hanno sempre denunciato! Una strage causata dalla politica di abbandono sulla sicurezza nel trasporto merci, per pendolari e non solo; per aver “risanato” risparmiando in questi comparti in favore dell’Alta velocità. Oltre ad aver criminalmente omesso e violato le più elementari norme di sicurezza. La mobilitazione di questi anni, sistematica e permanente, collettiva e organizzata, ha ‘assicurato’ anche un risultato sul piano processuale, un brandello di giustizia. Il fatto che figure tanto potenti, quanto arroganti e squallide, abbiano subìto una condanna e, almeno per alcuni giorni, “assaporato” la vita carceraria, non è poca cosa da sottovalutare. Sono casi eccezionali e rarissimi, casi che possiamo riprodurre! Dipende, principalmente, da raccogliere e assembleare requisiti fondamentalidella lotta di classe: la denuncia politica e la solidarietà militante, l’unita e l’organizzazione, la lotta e la mobilitazione. La partecipazione popolare, in questo caso, nella situazione concreta, sotto la guida di familiari organizzati, di ferrovieri consapevoli delle loro lotte, di lavoratori e lavoratrici coscienti, di cittadini/e, può garantire un risultato contro lo strapotere della classe dominante, dello Stato, del padronato. L’unità della classe e per la classe è indispensabile per combattere chi subordina la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e nei territori al profitto, alle logiche del mercato e alla produttività. Contro la criminalità organizzata del capitale, PER la lotta di classe, PER il conflitto, PER la lotta generale. L’unica lotta persa è quella che si abbandona! (‘Che’ Guevara) O socialismo o barbarie!
comunicato ULPC in solidarietà con i compagni di Supernova colpiti dalla repressione
Il 16 giugno scorso a Marsiglia, in Francia, dopo una serie di perquisizioni e sequestro di materiali nelle loro case e nel Centro Culturale Ghassan Kanafani, sono stati arrestati due compagni di Supernova accusati di apologia del terrorismo; l’accusa è motivata dalla solidarietà alla Resistenza palestinese. Infatti, i compagni arrestati di Supernova sono militanti comunisti, anti-imperialisti e attivisti sindacali impegnati da oltre trent’anni nelle lotte delle classi sfruttate, nel territorio e a fianco dei popoli oppressi, a partire dal popolo palestinese, con al centro la lotta contro il proprio imperialismo francese. Redattori della rivista marxista-leninista Supernova, in ambito internazionale partecipano al Fronte Anti-imperialista che lotta contro l’imperialismo occidentale e la NATO; sul piano sindacale hanno promosso il Collettivo Disoccupati Precari organizzato all’interno dell’Unione Sindacale Solidaires di Marsiglia, che si riunisce proprio nel Centro Culturale Ghassan Kanafani. Questa azione repressiva dello Stato francese è l’ennesima espressione dell’intensificazione del controllo e del disciplinamento sociale, del contrasto violento a ogni forma di organizzazione autonoma di classe e di manifestazione di solidarietà internazionalista. Costituisce, sul piano sociale, una delle risposte alla crisi del centro imperialista che, in Francia come in Italia e in tutto l’occidente, per difendere gli interessi dei propri monopoli, deve sostenere le sue sfere di influenza a livello internazionale attraverso il riarmo, l’economia di guerra, la violenza neocoloniale e l’appoggio ai regimi reazionari nel mondo. Per questo deve pacificare il fronte interno, a partire da ogni forma di antagonismo politico, sindacale e sociale. Per questo ogni forma di internazionalismo proletario, ogni forma di solidarietà con i popoli oppressi diventa intollerabile per l’imperialismo e deve essere criminalizzata, tanto più se la solidarietà è indirizzata al popolo palestinese. Questa azione repressiva, come le analoghe azioni repressive in corso in Italia, al servizio del sionismo, ha lo scopo di colpire i militanti e gli attivisti, in particolare i comunisti, che si schierano contro il genocidio del popolo palestinese perpetrato dall’entità sionista e solidarizzano con la Resistenza palestinese. Nell’esprimere la nostra piena solidarietà di classe ai compagni di Supernova, ci impegniamo a continuare la lotta per l’unità dei lavoratori, per la ricostruzione comunista, per l’internazionalismo proletario, a fianco della Resistenza palestinese e di tutti i popoli oppressi contro l’imperialismo e il sionismo.
Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC) 18 giugno 2026
Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione.
C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo. Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.
Innanzitutto, il nostro ringraziamento per averci invitato al vostro 2° Congresso. Oggi, la nostra delegazione è presente con 5 militanti. Abbiamo partecipato e siamo intervenuti all’assemblea, da voi promossa, del 24 giugno 2024 a Roma; abbiamo contribuito alla promozione dell’assemblea del 25 gennaio 2025 a Bologna. Abbiamo ricevuto le vostre Tesi i primi giorni di aprile, le abbiamo discusse nel nostro corpo militante e pochi giorni fa abbiamo tenuto un incontro con vostri dirigenti per un confronto e per sottolineare alcune ‘criticità’ di approfondimento. Nel complesso e nella sostanza le Tesi sono largamente e ampiamente condivisibili. Seguiamo la vostra quotidiana attività e riteniamo l’azione di propaganda e agitazione efficace e immediata. Nel corso del dibattito di ieri, 22 maggio, sono stati evidenziati due aspetti (l’autocritica e la formazione) che riprendo brevemente. Sul primo. Anche secondo noi, l’autocritica è un elemento fondamentale per i comunisti, è il frutto di un bilancio per comprendere errori, limiti, debolezze, della nostra attività. Errori e limiti da correggere e superare. Il bilancio di ogni esperienza è importante nel processo di critica,trasformazione, lotta. Provare e provare sempre allo stesso modo è la via per ricommettere gli stessi errori; si tratta invece di riprovare, nel voler raggiungere l’obiettivo, nel senso di imparare a ‘provare’ differentemente dalla precedente esperienza. Sul secondo aspetto. La formazione è indispensabile per poter avanzare nella lotta per il Partito. L’Organizzazione comunista, in termini di Partito, necessità di militanti (l’anima e il corpo dell’Organizzazione), dei quadri che svolgono una funzione determinante e irrinunciabile, nel senso di rappresentare i nostri carri armatinella lotta di classe. Mai dimenticare che l’Organizzazione è Tutto, senza la quale non vi è alcuna prospettiva. Il nostro impegno è orientato a unire le forze per dare un segnale significativo contro il pantano della frantumazione che contribuisce a dividere e isolare il movimento comunista. Un segnale forte nella lotta per la ricostruzione del Partito. Da parte nostra vi è la più ampia disponibilità a unire le forze per realizzare un processo di convergenza. Vi salutiamo, vi ringraziamo e vi auguriamo buon lavoro per il vostro 2° Congresso.
sabato 23 maggio 2026
volantino ULPC
1° MAGGIO 2026: GIORNATA DI LOTTA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI NON DELEGHIAMO LA DIFESA DEI NOSTRI INTERESSI
Nella prospettiva dei padroni, da oggi al 2030, le spese militari dovranno arrivare al 5% del PIL: soldi sottratti a sanità, scuola, trasporti,servizi sociali. Risorse per guerra, profitti e superprofitti di lorsignori, lontani anni luce dai nostri interessi. Anche quando il governo taglia le accise sui carburanti, non lo fa regalando soldi ai lavoratori: toglie le risorse da sanità e scuola. È un furto, sempre alle nostre tasche. Dall’altra parte i salari non si adeguano all’inflazione, ma sono direttamente penalizzati dal carovita e da salari bloccati; per chi non ha un salario fisso non resta che precarietà e disoccupazione, sfruttamento, lavoro nero e caporalato. E non si deve protestare per la mancanza del lavoro e l’affossamento della dignità! Il governo Meloni-Tajani-Salvini ha disposto un “pacchetto sicurezza” che colpisce chi lotta. Un decreto-legge che prevede il fermo preventivo fino a 12 ore a chi partecipa a una manifestazione; multe da 1.000 a 10.000 € a chi organizza un corteo senza preavviso; arresto in flagranza differita per danneggiamenti durante le proteste; scudo penale per le forze dell’ordine: chi agisce nell’adempimento del dovere non è iscritto nel registro degli indagati. La legge 80/2025, già in vigore, trasforma il blocco stradale in reato penale fino a 2 anni di carcere e punisce l’occupazione di un immobile fino a 7 anni. Vuole ostacolare le lotte della classe operaia penalizzando il blocco delle merci e i picchetti per i diritti e condizioni di lavoro umane. Il diritto di sciopero è sempre più limitato, estendendo le misure sui servizi pubblici essenziali sino alle lotte e agli scioperi nella logistica.La Commissione di Garanzia, a favore dei padroni, ha negato la deroga per gli scioperi pro-Palestina. Il nemico delle classi lavoratrici non è questo o l’altro governo. È il capitalismo che genera guerra, fascismo, miseria e repressione. La sinistra borghese e riformista non è l’alternativa: ha votato Jobs act e leggi antisciopero. L’alternativa è la lotta di classe, internazionalista, militante. Il 1° Maggio non è solo la festa dei lavoratori e delle lavoratrici. È la giornata internazionale di lotta per cambiare il sistema. Organizziamoci, scioperiamo, blocchiamo guerra e repressione.La solidarietà non si arresta. La lotta non si criminalizza. 1° Maggio di classe, internazionalista, antifascista. Contro le spese militari e il riarmo. Contro precarietà, privatizzazioni, carovitae caro-bollette
PER il lavoro, il salario, le pensioni, la salute, i servizi sociali, l’ambiente PER la pace, la solidarietà alla resistenza palestinese e ai popoli in lotta PER il socialismo, alternativa concreta alla guerra e alla barbarie
Il 30 marzo fa è stata approvata dalla Knesset, parlamento dell’entità teocratica sionista, la legge che permette l’assassinio dei prigionieri politici palestinesi. Questo atto dà “falsa legalità” a tutti gli omicidi perpetrati dall’esercito sionista contro il popolo palestinese, considerato dall’entità sionista “un popolo di scimmie terroriste”, infatti negli ultimi due anni sono stati assassinati più di 80.000 palestinesi considerati pericolosi per la stessa sopravvivenza di israele. Con questa legge-farsa l’entità sionista vorrebbe eliminare tutte le avanguardie politiche che si trovano nelle carceri sioniste e allo stesso tempo auto assolversi e giustificare il (suo) vero terrorismo cominciato negli anni ‘20 del secolo scorso con la nascita della banda di assassini chiamata Haganà, continuato con la Nakbah del ‘48 e il genocidio in corso. Ora devono fare un’altra legge per giustificare l’assassinio di migliaia di palestinesi, oltre ai bombardamenti che non sono mai stati fermati, alla faccia della tregua tanto decantata, la morte per fame, per sete, per malattie causate dalla mancanza di medicine e di igiene, cibo, acqua, medicine, strutture ospedaliere e tutto ciò che è necessario per una vita di stenti non entrano a Gaza se i sionisti non vogliono, e per tutte le case dei palestinesi distrutte e gli omicidi dei coloni superarmati spalleggiati dall’esercito colonizzatore in Cisgiordania. E un’altra legge ancora per gli omicidi mirati di dirigenti politici di Hamas, Hesbollah, Iran e per le migliaia di morti causati con l’invasione e i bombardamenti in Libano e in Iran. Legge o non legge, il terrorismo i sionisti l’hanno sempre praticato, con la violenza e la guerra ci sono nati, sono insite nella loro logica di dominio; infatti, possiamo affermare che l’esercito sionista del terrore nel ‘48 si è fatto Stato. Ricordiamo che nei primi anni del ‘900 dopo l’acquisto di un pezzo di terra da parte dell’agenzia ebraica sionista (ente economico), sovvenzionata dai miliardari sionisti di tutto il mondo, veniva costruito intorno un fortino e una torretta con tanto di mitragliatrice per tenere lontani i selvaggi autoctoni. In questa fase di ulteriore e violenta repressione e colonizzazione sionista, è ancora più vergognosa e meschina la posizione di cane da guardia del sionismo nei territori occupati della Cisgiordania da parte della ANP. La resistenza palestinese oggi è in difficoltà, non possono rispondere come si deve alle provocazioni sioniste per non far soffrire ancora di più il proprio popolo. La guerra contro l’Iran di Usa e entità sionista rischia di risolversi con una sconfitta storica, a meno che l’esercito yankee non voglia impantanarsi con l’invasione terrestre in un altro Vietnam, dove ricevettero una sonora batosta dal popolo in armi diretto dal PCV, una batosta dalla quale ancora non si sono ripresi. La sconfitta dell’imperialismo Usa ed entità sionista in Iran darebbe più forza alla Resistenza palestinese. Contro la legge della morte continuare la mobilitazione con determinazione e più forza per sostenere i prigionieri politici palestinesi e la gloriosa Resistenza del popolo palestinese, perché fino a quando ci sarà una Resistenza armata la guerra non è conclusa.
SOSTEGNO AI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI VIVA LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE
Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione. C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo. Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.
Cuba e il suo popolo stanno affrontando, in questa fase, una drammatica crisi economica ed energetica, da alti costi umani, che non ha eguali nella storia della rivoluzione cubana. Dopo il trionfo (1°gennaio 1959) dei “Barbudos”, Cuba, uscita indenne nel corso dei decenni dai ripetuti tentativi dell’imperialismo Usa di eliminare questa esperienza nel cuore dell’America Latina, subisce un ulteriore inasprimento – causa il Bloqueo imposto dagli Usa all’isola caraibica all’inizio del 1962 e mai revocato – delle sanzioni economiche imposte dall’amministrazione Trump, consistenti nel blocco delle forniture di petrolio da qualsiasi paese che intrattenga rapporti commerciali con Cuba. La fine delle importazioni di greggio – in particolare dal Venezuela – ha determinato il crollo del sistema elettrico nazionale e dell’avanzato sistema sanitario, dei trasporti e altre attività indispensabili per la vita della popolazione. L’obiettivo dell’amministrazione Usa è provocare un tracollo economico e sociale, sì da creare le condizioni per una destabilizzazione politica dello Stato socialista e favorire un cambio di regime genuflesso ai loro interessi. Pur di riaffermare la supremazia della dottrina Monroe (l’America Latina come “cortile di casa”), gli Usa contro Cuba mettono in atto una politica genocidaria, che si affianca al genocidio dei complici israeliani contro la popolazione palestinese (causa alla quale Cuba non ha mai cessato di far sentire il sostegno). Ciò avviene con la connivenza degli stati occidentali, governo italiano compreso – immemore dell’aiuto dei medici cubani per il ‘Covid’ e, oggi, in ospedali calabresi. L’Europa si adegua alle menzogne diffuse dalla propaganda Usa che vogliono Cuba crocevia del narcotraffico mondiale in combutta con gruppi terroristici islamici. I governi latino americani, quando non apertamente allineati agli Usa, si muovono con cautela nel sostenere Cuba, tra l’ammirazione verso un paese che ha contribuito a restituire dignità e speranza a questa parte del mondo e il timore delle ritorsioni Usa. Senza dimenticare che anche l’America Latina, con Cuba, è territorio di reciproche concessioni o mutevoli contrapposizioni tra grandi potenze imperialistiche (Usa, Cina, Russia) in lotta per la ridefinizione di aree di influenza geopolitica, di mercati, di sfruttamento, di materie, risorse e ricchezze. La resistenza della popolazione cubana e del suo governo contro i piani di dominio dell’imperialismo Usa – che non esclude l’opzione dell’invasione armata per porre fine alla “dittatura comunista” – è stata ed è di esempio per i popoli in lotta per la libertà e il diritto all’autodeterminazione. La solidarietà verso il popolo cubano di vasti settori popolari, e di tanta parte mondiale, si è attivata con varie iniziative, di carattere umanitario: dalla “Nuestra America Flotilla”, avente lo scopo di forzare, sull’esempio della Flotilla per Gaza, il blocco navale imposto dagli Usa nel Mar dei Caraibi, ai voli aerei, partiti anche dall’Italia, carichi di cibo e medicinali. Il sostegno a Cuba non può esaurirsi solo con un’azione di tipo umanitario. La solidarietà verso l’isola caraibica si deve alimentare di contenuti politici e ideologici. La Rivoluzione Cubana ha costituito nella storia delle rivoluzioni socialiste, un’esperienza avanzata di costruzione del socialismo e della futura società comunista; dove la difesa della dignità di un popolo si intreccia con le battaglie antimperialiste di altri popoli; dove la rivendicazione del sentimento patriottico si è saldata ad un internazionalismo proletario manifestatosi in vari aspetti (dall’appoggio militare ai popoli in lotta contro regimi fascisti e razzisti all’invio di medici, insegnanti, ingegneri, per migliorare le condizioni di vita di paesi che volevano sottrarsi al giogo dello sfruttamento capitalistico o dell’oppressione coloniale). È stato scritto: “Se cade Cuba, cade l’Umanità intera”. È vero! Infatti non cade nelle grinfie del capitalismo e dell’imperialismo un paese e un popolo fiero e resistente; viene meno una speranza che da 67 anni anima il cuore dei comunisti. In un momento così grave i comunisti debbono rendersi conto di quanto sia indispensabile unire le loro forze per difendere la CUBA SOCIALISTA e RIVOLUZIONARIA.
Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione. C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo. Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.