Una manovra di assalto al salario e impoverimento di massa

Con la prossima legge di bilancio nel 2022 le pensioni saranno penalizzate: da “quota 100” a “quota 102”, calcolata con entrambi i requisiti di 64 anni di età e 38 anni di contributi.

Per gli anni successivi si prevedono ulteriori tagli fino al ripristino della legge Fornero, che fissa la pensione a 67 anni, ignorando la diminuzione della speranza di vita causata dalla pandemia ‘Covid-19’.

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La Rivoluzione sociale del proletariato è una questione dell’oggi!

Il 7 novembre di 104 anni fa, la Rivoluzione d’Ottobre aprì una nuova pagina nella storia del genere umano, segnando per la prima volta il passaggio dal vecchio mondo capitalista al nuovo mondo senza sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano.

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Contro il G-20! Lotta e unità per una nuova e superiore società!

Il 30 ottobre si svolgerà a Roma il vertice dei capi di Stato e di governo delle 20 maggiori potenze imperialiste e capitaliste del mondo. I furfanti che si danno appuntamento a Roma sono massimi rappresentanti del sistema che ha generato l’ennesima devastante crisi economica e la pandemia in corso da due anni.

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Le elezioni passano… i problemi veri restano!

La crisi pandemica e la gestione capitalistica dell’emergenza sanitaria dimostrano incapacità e malaffare del sistema di far fronte ai bisogni essenziali della classe lavoratrice e della maggioranza della popolazione. In nessun modo il carattere imprevisto e contingente del ‘Covid-19’ può nascondere, o far passare in secondo piano, le responsabilità dei governi che hanno subordinato la salute e la sicurezza della popolazione agli interessi del profitto e del mercato.

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Messico: solidarietà al Fronte Popolare Rivoluzionario e agli attivisti sociali!

A poco più di un anno dall’assassinio del compagno Tomas Martinez, attivista sociale, difensore dei diritti umani, delle risorse naturali, della terra e del territorio, dirigente statale e nazionale del Fronte Popolare Rivoluzionario (FPR), la repressione antipopolare in Messico registra una recrudescenza.

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Presa di posizione sull’assalto neofascista alla sede nazionale Cgil

Ieri è stata assaltata e devastata la sede nazionale della Cgil a Roma, da parte di neofascisti e reazionari.

Indipendentemente dal giudizio politico, sindacale e sociale, sui gruppi dirigenti della Cgil, condanniamo l’aggressione con fermezza.

Si tratta di un attacco contro lavoratori e lavoratrici, disoccupati, pensionati organizzati nei sindacati.

Una cosa sarà rientrare in possesso, politicamente e fisicamente, di Camere del lavoro e sedi Cgil da parte della classe operaia e del proletariato per l’affermazione di una linea di classe, non concertativa e collaborazionista; altra cosa sono le squallide parate squadristiche contro il movimento operaio e sindacale.

Viva la Resistenza antifascista e antimperialista!

Viva la classe operaia in lotta per i propri diritti e per il socialismo!

10 ottobre 2021

11 ottobre: lotta UNITARIA per un ampio fronte delle forze sindacali e sociali

Per l’11 ottobre è stato proclamato, dalle organizzazioni sindacali di base e conflittuali, uno sciopero nazionale contro le politiche del governo Draghi e dell’UE. Alle iniziative, in varie città, parteciperanno realtà operaie in lotta, come la Gkn, e settori di opposizione in Cgil.

Questo sciopero è in controtendenza rispetto a una pratica divisionista di azioni separate e concorrenziali, per anni praticata dalle dirigenze delle varie organizzazioni sindacali.

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“Green pass”: discrimina, divide et impera!  

Con il ‘Covid-19’, è arrivato il vaccino. Per interesse delle multinazionali il governo doveva, in qualche modo, imporre il vaccino senza assumersi la responsabilità di effetti collaterali; senza obbligatorietà, quindi. Ciò significa: chi vuole lo fa, chi non vuole no. Ricordiamo che i contratti tra UE e ‘Big pharma’ sono secretati e senza penali in caso di mancata consegna.

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L’aumento delle bollette pone l’esigenza di rilanciare la lotta per il salario!

Con un’indifferenza tipica di consumati borseggiatori, i ministri del governo Draghi hanno annunciato l’aumento senza precedenti delle bollette della luce e del gas dal 1° ottobre: dal 30 al 40%!

L’aumento ricadrà sui prezzi di molte altre merci, fra cui i generi alimentari, determinando una stangata da circa 1300 euro annui a nucleo familiare. È il salario di un mese che va in fumo.

Il rientro a scuola si fa più difficile per tante famiglie di lavoratori, cassintegrati, precari e disoccupati che non hanno avuto nulla da “economizzare” nei periodi di lockdown, ma solo cassa integrazione e riduzioni di salario. Molti proletari non riusciranno nemmeno a scaldare la casa nel prossimo inverno. Con gli aumenti delle bollette e la crescente inflazione la povertà si estenderà ancor più.

L’aumento comunicato non dipende dal “green” (che già paghiamo in bolletta assieme agli oneri delle imprese elettriche), ma dalla crescita dei prezzi dei prodotti energetici sul mercato mondiale capitalistico. È il frutto delle speculazioni in un periodo di ripresa dei profitti che per i proletari e le masse popolari significa ripresa del carovita, dei licenziamenti, della disoccupazione, dei sottosalari. A condurre all’impoverimento relativo e assoluto del proletariato sono le leggi del capitalismo – che si palesano anche in altri paesi europei – come dimostrano le proteste in Francia e in Spagna.

Non lasciamoci ingannare dall’ipocrita clima di “unità nazionale”. Il governo Draghi non risolverà nessun problema che affligge i lavoratori, come dimostra lo sblocco dei licenziamenti, degli sfratti, dei subappalti e le centinaia di vertenze irrisolte che vedono decine di migliaia di operai a rischio di essere sbattuti per strada, la repressione di chi lotta….

L’attuale governo è un comitato di affari del grande capitale, dei monopoli come Eni, Enel, etc. Difende i loro interessi, non quelli dei proletari, e procede come un carro armato sulla strada del neoliberismo e dell’autoritarismo.

Se per il governo il problema bollette si riduce negli aiuti da elargire ai capitalisti e a fasce ristrette di popolazione  (3 miliardi che i lavoratori si ritroveranno a pagare con l’aumento delle tasse), per la classe operaia il rifiuto degli aumenti di luce e gas pone oggi l’importanza della mobilitazione collettiva per l’aumento dei salari in tutti i settori e le categorie

Questa è una esigenza insopprimibile a fronte della situazione che vede milioni di lavoratori e lavoratrici, i loro figli, le loro famiglie dover fronteggiare una brutale impennata dei prezzi dei generi di prima necessità.

Uniamo la lotta contro i licenziamenti alla mobilitazione contro l’aumento delle bollette, del carburante e del carovita!

Forti aumenti salariali, cassa integrazione al 100%, più indennità di disoccupazione!

Sacrificare profitti, interessi e rendite, non i salari! Paghino i padroni, i ricchi, i parassiti!

Rispondiamo all’offensiva capitalista con la lotta, l’unità e l’Organizzazione indipendente di classe!

Settembre 2021

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11 settembre 2001-2021: 20 anni di criminale politica di guerra imperialista

20 anni fa, con gli attentati dell’11 settembre, l’imperialismo Usa ebbe il pretesto per scatenare la “guerra al terrore”. Attaccò e invase prima l’Afghanistan, poi l’Iraq; compì operazioni militari in Asia, Africa, Mediterraneo e Medio Oriente, alla testa di una coalizione internazionale in cui la borghesia italiana ha svolto il ruolo di vassallo, mettendo a disposizione truppe, mezzi bellici e risorse economiche.

20 anni di politica guerrafondaia dell’imperialismo Usa hanno avuto costi umani, sociali ed economici immensi, devastato la vita di popoli oppressi, massacrato centinaia di migliaia di civili con bombardamenti, provocato fame, miseria, migrazioni di massa, destabilizzato intere regioni, represso movimenti di resistenza popolare.

La guerra a tempo indeterminato di Bush, che prosegue, è parte della strategia per mantenere l’egemonia mondiale Usa, minacciata dall’ascesa di potenze rivali, come Cina, Russia, Germania, che sopportano sempre meno il dominio Usa e vogliono affermare i propri interessi.

L’implacabile concorrenza per i mercati e le fonti di materie prime, il controllo delle sfere di influenza, il desiderio di scaricare sui rivali le conseguenze delle crisi economiche, fanno sì che le contraddizioni fra gli imperialisti si inaspriscano sempre più, generando guerre e corsa al riarmo, militarizzazione dell’economia e della società.

Negli ultimi decenni la preparazione e la conduzione della “guerra al terrore” – che alimenta i gruppi reazionari e fanatici – è divenuta elemento fondamentale della politica estera della borghesia imperialista. A causa di ciò sì è accentuata l’instabilità dei rapporti internazionali; si sono moltiplicati focolai di crisi e conflitti locali che possono evolvere (causa la crescente aggressività imperialista) in guerre più ampie.

Sul piano politico la guerra si è intensificata con lo sviluppo del nazionalismo e del populismo sovranista, della xenofobia, del fascismo, come nell’incremento di politiche securitarie e repressive. La borghesia ha approfittato della pandemia da ‘Covid-19’ per adottare misure di sorveglianza e legislazioni che riducono le libertà civili e politiche, aumentando il potere delle forze militari.

Non dobbiamo farci alcuna illusione sul ritiro delle truppe dall’Afghanistan, che pure segnano una pesante sconfitta della superpotenza Usa e dei suoi alleati. Finché vi sarà l’imperialismo continuerà a sussistere l’inevitabilità delle guerre di rapina, delle aggressioni ai popoli, della reazione politica.

– Denunciare il terrorismo imperialista e smascherare l’ipocrisia e le menzogne dei sedicenti governi democratici che straparlano di interventi “umanitari” in difesa della “libertà” per nascondere il carattere di classe delle guerre e ingannare le masse.

– Sbarrare la strada ai governi guerrafondai con la lotta e l’unità della classe operaia e dei popoli oppressi.

– Rompere definitivamente con gli opportunisti, i social-pacifisti e chi che predica la difesa della “patria imperialista”. 

NO all’intervento imperialista! Ritiro delle truppe all’estero!

NO alle spese militari! Che i milioni e milioni di € spesi ogni giorno siano utilizzati per la salute, la sanità e l’ambiente a favore dei lavoratori e dei popoli!

Fuori l’Italia dalla NATO! Chiusura delle basi militari Usa, distruzione delle armi nucleari!

Pieno appoggio alle lotte di liberazione nazionali e sociali contro il sistema capitalista-imperialista!

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