1° MAGGIO 2026: GIORNATA DI LOTTA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI NON DELEGHIAMO LA DIFESA DEI NOSTRI INTERESSI

Nella prospettiva dei padroni, da oggi al 2030, le spese militari dovranno arrivare al 5% del PIL: soldi sottratti a sanità, scuola, trasporti, servizi sociali.
Risorse per guerra, profitti e superprofitti di lorsignori, lontani anni luce dai nostri interessi. Anche quando il governo taglia le accise sui carburanti, non lo fa regalando soldi ai lavoratori: toglie le risorse da sanità e scuola.
È un furto, sempre alle nostre tasche. Dall’altra parte i salari non si adeguano all’inflazione, ma sono direttamente penalizzati dal carovita e da salari bloccati; per chi non ha un salario fisso non resta che precarietà e disoccupazione, sfruttamento, lavoro nero e caporalato. E non si deve protestare per la mancanza del lavoro e l’affossamento della dignità!
Il governo Meloni-Tajani-Salvini ha disposto un “pacchetto sicurezza” che colpisce chi lotta. Un decreto-legge che prevede il fermo preventivo fino a 12 ore a chi partecipa a una manifestazione; multe da 1.000 a 10.000 € a chi organizza un corteo senza preavviso; arresto in flagranza differita per danneggiamenti durante le proteste; scudo penale per le forze dell’ordine: chi agisce nell’adempimento del dovere non è iscritto nel registro degli indagati.
La legge 80/2025, già in vigore, trasforma il blocco stradale in reato penale fino a 2 anni di carcere e punisce l’occupazione di un immobile fino a 7 anni. Vuole ostacolare le lotte della classe operaia penalizzando il blocco delle merci e i picchetti per i diritti e condizioni di lavoro umane. Il diritto di sciopero è sempre più limitato, estendendo le misure sui servizi pubblici essenziali sino alle lotte e agli scioperi nella logistica. La Commissione di Garanzia, a favore dei padroni, ha negato la deroga per gli scioperi pro-Palestina.
Il nemico delle classi lavoratrici non è questo o l’altro governo. È il capitalismo che genera guerra, fascismo, miseria e repressione. La sinistra borghese e riformista non è l’alternativa: ha votato Jobs act e leggi antisciopero. L’alternativa è la lotta di classe, internazionalista, militante.
Il 1° Maggio non è solo la festa dei lavoratori e delle lavoratrici. È la giornata internazionale di lotta per cambiare il sistema.
Organizziamoci, scioperiamo, blocchiamo guerra e repressione. La solidarietà non si arresta. La lotta non si criminalizza.
1° Maggio di classe, internazionalista, antifascista. Contro le spese militari e il riarmo. Contro precarietà, privatizzazioni, carovita e caro-bollette
PER il lavoro, il salario, le pensioni, la salute, i servizi sociali, l’ambiente
PER la pace, la solidarietà alla resistenza palestinese e ai popoli in lotta
PER il socialismo, alternativa concreta alla guerra e alla barbarie
Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)
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