Accadeva 71 anni fa… 9 gennaio 1950

Riceviamo e pubblichiamo:

Chi non ha MEMORIA non ha FUTURO!

Non riusciremo MAI a ringraziare così tanto il sacrificio di quegli operai in lotta per i diritti e le conquiste degli anni ‘50, ‘60, ‘70… per il movimento operaio, sindacale, sociale, popolare. Grazie! Non vi dimenticheremo mai!

Continua a leggere “Accadeva 71 anni fa… 9 gennaio 1950”

Contro lo sfruttamento e la violenza del sistema capitalistico, sempre!!!

Il 25 novembre ricorre la “giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
Come ogni anno, vi saranno ipocriti appelli interclassisti contro la violenza maschile e per un maggior protagonismo delle donne, appelli lanciati da coloro che hanno tutto l’interesse a garantire la continuità del sistema capitalistico basato sull’oppressione e sullo sfruttamento.

Continua a leggere “Contro lo sfruttamento e la violenza del sistema capitalistico, sempre!!!”

Il futuro è della classe operaia, non dei padroni!

Nella prefazione del voluminoso libro “Il coraggio del futuro”, Confindustria scrive: “… questo volume che Confindustria offre, vuole essere un contributo per progettare, non subire, il futuro … per uscire da una miopia del presente e guardare ai prossimi anni e decenni, con un’idea ben precisa del nostro paese, di come è oggi e di come potrebbe diventare in futuro…

Continua a leggere “Il futuro è della classe operaia, non dei padroni!”

Metalmeccanici: all’attacco padronale un’adeguata risposta di lotta e unità!

Se vi fossero ancora dubbi sulle intenzioni dei padroni, che approfittano della pandemia per ridurre i salari, aumentare lo sfruttamento e distruggere i diritti conquistati in decenni di sacrifici e dure lotte, la rottura dei negoziati per il contratto dei metalmeccanici dovrebbe chiarire le idee a ogni operaio.

Continua a leggere “Metalmeccanici: all’attacco padronale un’adeguata risposta di lotta e unità!”

Modena: le denunce non potranno fermare la lotta di classe degli sfruttati

A FIANCO DEGLI OPERAI, DEGLI ATTIVISTI SINDACALI COMBATTIVI

COLPITI DALLA REPRESSIONE!

Con le centinaia di denunce, i fermi, le aggressioni poliziesche e il maxi-processo imbastito contro operai, attivisti e militanti sindacali e sociali, Modena è diventata il laboratorio della repressione contro le lotte proletarie per la salute, il lavoro, contro lo sfruttamento, i licenziamenti e l’illegalità padronale.
L’attacco è nei confronti dell’intera classe: un chiaro segnale politico per cercare di impedire la resistenza e la mobilitazione degli sfruttati contro gli sfruttatori, in una situazione di profonda crisi economica e sanitaria.

Continua a leggere “Modena: le denunce non potranno fermare la lotta di classe degli sfruttati”

Stato e sanzioni: sicurezza e prevenzione o criminalizzazione del dissenso?

Compagni appartenenti a diverse realtà politiche, sindacali, associative e culturali in questi mesi hanno ricevuto sanzioni (400 euro incrementabili fino a 3000 euro) per presunte violazioni dell’art. 4 Dlg 19/2020 relativo al contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Le contestazioni e le conseguenti pene pecuniarie derivano da accertamenti svolti dalla Digos nel corso delle manifestazioni svoltesi a partire dal 25 Aprile e nei mesi successivi. Il presidio del 27 maggio davanti alla sede della Regione Lombardia è stato il primo momento significativo post segregazione da lockdown in cui è stato possibile manifestare dissenso per le criminali politiche sanitarie e sociali della Regione Lombardia che hanno causato oltre 96.000 casi di malati (un terzo dell’intero paese) e oltre 16.000 decessi (quasi la metà di tutto il paese), il tutto in un contesto ormai ventennale di privatizzazione della sanità pubblica e dell’assistenza che ha decimato le terapie intensive, poco remunerative e interessanti per il profitto privato. Manifestazioni, quella del 27 maggio e le successive, che hanno dovuto accogliere una enorme quantità di persone nonostante lo spazio ristretto concesso; persone, cittadini e compagni, che hanno sentito il dovere di essere presenti per far sentire legittimamente la propria voce per aver perso familiari, hanno lavoro, istruzione dei figli, le più elementari libertà.

Continua a leggere “Stato e sanzioni: sicurezza e prevenzione o criminalizzazione del dissenso?”

Unità e solidarietà contro lo stato di emergenza e la criminalizzazione delle lotte!

A fronte della pioggia di multe che stanno arrivando in seguito alla violazione delle misure di distanziamento sociale aderiamo ai multati organizzati e rilanciamo il loro comunicato invitando chiunque si sia visto recapitare questi provvedimenti ad aderire alla campagna, a sviluppare la propria solidarietà facendo girare l’appello e a mettersi in contatto con loro per rispondere collettivamente agli attacchi repressivi.

Qui di seguito il comunicato

Continua a leggere “Unità e solidarietà contro lo stato di emergenza e la criminalizzazione delle lotte!”

50 anni fa, la legge 300 del 20 maggio 1970

La principale normativa in tema di diritto del lavoro, considerata la “Costituzione che entra nelle fabbriche”, a 22 anni dalla sua entrata in vigore (1° gennaio ’48).
Lo Statuto – approvato sulla spinta di una grande stagione di lotte operaie (“autunno caldo”) che rivendicava aumenti salariali egualitari e diritti fondamentali – introdusse modifiche sul piano delle condizioni di lavoro, dei rapporti fra datori di lavoro e lavoratori e nel campo delle rappresentanze sindacali.

Continua a leggere “50 anni fa, la legge 300 del 20 maggio 1970”

Solidarietà ai lavoratori della Fruttital (Milano)

Ancora una crisi aziendale a Milano, la Fruttital azienda specializzata nella produzione e distribuzione dell’ortofrutta butta sulla strada tutti i lavoratori del sito. Dopo gli scioperi di marzo, la risposta padronale è stata quella di chiudere con la scusa dell’assenteismo operaio. Nessuna parola, da parte loro, sui 5 casi accertati di Covid e sui 7 lavoratori messi in quarantena dalle autorità sanitarie, nessuna parola sulla mancanza di sicurezza e la penuria dei mezzi di protezione al corona virus.
Proprio la mancanza di sicurezza aveva indotto i lavoratori ed il SOL Cobas allo sciopero e alla presentazione di un dossier in Prefettura.L’intenzione dell’azienda è chiudere il sito milanese e spostare la produzione a Verona.
Nel frattempo, i lavoratori hanno fatto un’assemblea davanti ai cancelli, poi nel piazzale infine hanno occupato la fabbrica. Purtroppo, a seguito dell’intervento della Polizia non è stato possibile fermare il trasferimento dei macchinari, ma il Comitato Operaio di Occupazione prosegue l’occupazione di Fruttital per simboleggiare la volontà di un riscatto imminente ed una nuova speranza per tutti in un futuro diverso fondato sulla sollevazione e la dignità di cui gli operai per primi possono essere degni rappresentanti.
Ancora una volta i padroni vogliono far pagare la crisi ai lavoratori, come sempre non si fanno scrupoli a lasciare a casa e mettere sul lastrico più di 60 famiglie.
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i lavoratori e al sindacato SOL Cobas in lotta.
Condanniamo fermamente lo sciacallaggio aziendale.
Difendiamo in modo intransigente i nostri interessi di lavoratori: siamo noi con il nostro lavoro a creare tutta la ricchezza; uniamoci e organizziamoci per l’unità di classe.

f.i.p. 06-05-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia –teoriaeprassi@yahoo.it

La lotta di classe non va in quarantena!

Scarica e diffondi il volantino

FedEx Tnt: la repressione aziendale va a braccetto con quella dello Stato

È in atto da alcuni giorni uno sciopero presso i magazzini FedEx Tnt.
Questi lavoratori non si sono mai fermati, mentre la pandemia dilagava il loro settore continuava l’attività. Ormai, sono diversi i lavoratori che si sono ammalati o deceduti a causa del contagio.
Ora all’inizio della Fase 2 la FedEx Tnt di Peschiera Borromeo ha deciso di lasciare a casa 66 lavoratori principalmente interinali assunti tramite Adecco che avevano aderito agli scioperi indetti dal Si Cobas.
Immediata è stata la risposta dei lavoratori e del sindacato che hanno incrociato le braccia in solidarietà ai loro compagni.Nella giornata di ieri, è arrivata la repressione di Stato. Decine e decine di auto di Polizia, Carabinieri ed Esercito hanno presidiato il magazzino di Peschiera Borromeo, pronti ad intervenire per sgomberare i manifestanti, identificando diversi lavoratori.
Spontaneamente, le manifestazioni si sono allargate a macchia d’olio in tutta Italia.
Questo è il vero volto della Fase 2, licenziamenti e repressione e mancanza di sicurezza. Le affermazioni di Conte che dice, in questo periodo non si può licenziare, sono solo parole vuote.
Esprimiamo la più netta condanna per l’operato dell’azienda e per la repressione di Stato.
Massima solidarietà ai lavoratori e al sindacato in lotta.
Difendiamo in modo intransigente i nostri interessi di lavoratori: siamo noi con il nostro lavoro a creare tutta la ricchezza; uniamoci e organizziamoci per l’unità di classe.

f.i.p. 06-05-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

La lotta di classe non va in quarantena!

Scarica e diffondi il volantino