Il futuro è della classe operaia, non dei padroni!

Nella prefazione del voluminoso libro “Il coraggio del futuro”, Confindustria scrive: “… questo volume che Confindustria offre, vuole essere un contributo per progettare, non subire, il futuro … per uscire da una miopia del presente e guardare ai prossimi anni e decenni, con un’idea ben precisa del nostro paese, di come è oggi e di come potrebbe diventare in futuro…

Il coraggio del futuro del quale parlano i padroni è chiaro: smantellare i contratti, tornare ai cottimi, avere flessibilità totale e mani libere sui licenziamenti, arraffare tutti i miliardi dei finanziamenti UE.
Approfittano della pandemia per arricchirsi ed eliminare le nostre conquiste, mentre le condizioni di lavoro e di vita degli operai peggiorano e milioni di lavoratori si impoveriscono. Le morti sul lavoro e da lavoro non si sono mai fermate.
Il governo Conte spalleggia i padroni in mille modi, dai contributi a fondo perduto agli sgravi fiscali, dai bonus al mantenimento delle misure repressive dei decreti Salvini. Fa promesse che sistematicamente tradisce, oltre ad aver causato la “seconda ondata” perché fra salute e profitti ha scelto di tutelare questi ultimi.
Stato e padroni vogliono affrontare la crisi con un nuovo e poderoso giro di vite perseguendo, per quanto possono, una strategia che tenta di disinnescare il conflitto, soprattutto quando questo di manifesta nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro.
Tutto questo mentre i vertici sindacali non organizzano una vera lotta, ma si mettono alla coda del governo. Hanno paura di essere scaricati e sono quindi sempre più “partecipativi”. Quando proclamano scioperi lo fanno con il “freno a mano tirato”.
La pandemia ha dimostrato che quando gli operai si fermano, l’intera società si blocca. I soldi per gli aumenti salariali, per il lavoro e la salute ci sono. Bisogna colpire profitti, patrimoni e redditi di quella minoranza che possiede la maggioranza della ricchezza del paese. I miliardi stanziati per le spese militari (solo per acquistare gli F35 altri 2,47 mld!) vanno utilizzati per le spese sociali.
Di chi è il futuro?
La gravità della situazione richiede la consapevolezza che il futuro non è di chi sfrutta, licenzia e impone una vita misera, un lavoro incerto e pericoloso, di devastazione e morte. II futuro è di tutti coloro che lottano e lotteranno contro questo stato presente di cose.
Il mezzo per respingere l’offensiva antioperaia sta unicamente nella lotta di classe contro i capitalisti e i loro governi, nella prospettiva di un governo degli operai e degli altri lavoratori sfruttati.
La classe operaia, abbandonando illusioni riformiste e sirene populiste, può e deve mettersi alla testa di tutti i settori sociali scontenti e impoveriti, per imporre soluzioni a difesa degli interessi vitali delle masse lavoratrici, rovesciare la crisi sulle spalle dei padroni, dei miliardari, dei parassiti della società.
Per difendere concretamente diritti, lavoro, salute e sicurezza l’unica soluzione è eliminare i padroni, costruendo una società che garantisca la vita, la salute e l’ambiente.

AVANTI CON LA LOTTA E L’UNITÀ DI CLASSE!

f.i.p 05-11-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordinamentocomunistalombardia@tutanota.com
Coordinamento Comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

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