Contro lo sfruttamento e la violenza del sistema capitalistico, sempre!!!

Il 25 novembre ricorre la “giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
Come ogni anno, vi saranno ipocriti appelli interclassisti contro la violenza maschile e per un maggior protagonismo delle donne, appelli lanciati da coloro che hanno tutto l’interesse a garantire la continuità del sistema capitalistico basato sull’oppressione e sullo sfruttamento.

Un sistema all’interno del quale alle donne proletarie è riservato un ruolo di ulteriore subalternità, come ha dimostrato e sta dimostrando l’attuale gestione della pandemia.
L’acuirsi della crisi ha fatto avanzare la brutale offensiva da parte della borghesia capitalista, che per garantire i suoi profitti e la sua riproduzione ha ulteriormente compresso i diritti del proletariato, acquisiti dopo dure lotte.
I costi più alti sono stati pagati e continuano ad essere pagati dalle lavoratrici e dalle proletarie, che durante il lockdown hanno visto il moltiplicarsi dei carichi di lavoro domestici – che il sistema patriarcale nel quale siamo tuttora immersi vorrebbe attribuire loro “per natura” – e hanno subito in misura maggiore licenziamenti o drastiche riduzioni di salario.
Nella “nuova normalità” del capitalismo le donne lavoratrici, la componente più attaccabile di un movimento operaio ancora diviso e disorientato, sono considerate le vittime predestinate da sacrificare all’altare del profitto, confinate in una subordinazione perenne, in casa e nei luoghi di lavoro.
Il confinamento le ha inoltre esposte in misura maggiore alla violenza domestica, a fronte della chiusura progressiva delle case rifugio e dei centri antiviolenza per mancanza di finanziamenti da parte delle istituzioni borghesi.
Le stesse istituzioni che ipocritamente affermano di voler eliminare la violenza sulle donne! Nessuna fiducia può essere riposta in esse, che sono parte del problema, non della soluzione.
L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE È UN PROBLEMA DI SISTEMA.
I lavoratori e le lavoratrici hanno la responsabilità devono continuare a battersi contro la violenza maschilista e le pratiche discriminatorie: questa lotta fa parte integrante della lotta di classe.È necessario rompere le catene che la borghesia dominante impone, unendosi e lottando quotidianamente per riacquistare il terreno perduto, organizzandosi per conquistare una società in cui, abolendo lo sfruttamento capitalistico, si potrà anche abolire la duplice oppressione delle donne, la violenza e le discriminazioni esistenti.
PER LE PROLETARIE LA LOTTA NON SI FERMA MAI: IL 25 NOVEMBRE È TUTTI I GIORNI!

f.i.p. 25/11/2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordinamentocomunistalombardia@tutanota.com
Coordinamento Comunista Toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

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