16 dicembre: contro il governo dei padroni e dei ricchi!

Lo sciopero generale è una necessità per operai, lavoratori e lavoratrici, sottoposti al feroce attacco del governo Draghi attraverso lo sblocco dei licenziamenti e dei subappalti, l’aumento della precarietà, l’intensificazione dello sfruttamento, l’incremento degli omicidi sul (e da) lavoro, l’impennata delle bollette – anche per la politica energetica pro-monopoli della UE – e dei prezzi che tagliano i salari, un nuovo attacco alle pensioni, l’accentuazione dell’ingiustizia fiscale.

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Comunicato sulla presentazione degli Atti del Convegno su “Salute, sicurezza e obbligo di fedeltà”

Riceviamo e pubblichiamo:

Domenica 5 dicembre si è svolta la presentazione degli Atti del Convegno su “Salute, sicurezza e obbligo di fedeltà” del 26 settembre a Firenze. L’iniziativa si è tenuta a Viareggio nel Luogo della ‘Memoria e Solidarietà’, luogo dedicato alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009 e, in generale, alle stragi industriali e ambientali di questo paese.

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Una vera attività sindacale non è tollerata nei luoghi di lavoro…

Riceviamo e pubblichiamo:

Nei giorni scorsi i padroni hanno licenziato 3 delegati sindacali, Paolo Bonardi, Andrea Sarti e Simone Casella, i primi due della Cso di Scandicci, e uno della vigilanza Worsp di Pisa.

I padroni hanno chiaro che cosa è la lotta di classe. Lo sfruttamento indisturbato della forza lavoro è il loro obiettivo. Chi si attiva per difendere gli interessi degli operai deve essere fermato. Non si deve permettere di acquisire forza e prestigio agli operai che non abbassano la testa.

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12 dicembre: strage di Stato e disegni reazionari di oggi

Milano,12 dicembre 1969, le bombe a Piazza Fontana, con 17 vittime e decine di feriti, segnarono l’inizio di una lunga stagione stragista detta “strategia della tensione”.

L’attentato terroristico compiuto da fascisti collegati agli apparati di Stato, con la copertura atlantica, avvenne dopo un periodo di grandi mobilitazioni operaie e popolari, di scioperi e le lotte di piazza. La strage fu la risposta eversiva alla esigenza di cambiamento e di potere della classe operaia e del movimento di classe.

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5 dicembre 2021 presentazione degli Atti del Convegno su “sicurezza, salute, obbligo di fedeltà”

Riceviamo e pubblichiamo:

Presentazione degli Atti del Convegno su “sicurezza, salute, obbligo di fedeltà” domenica 5 dicembre 2021 alle ore 10.30

Viareggio nel luogo della Memoria e della Solidarietà

via Aurelia sud 20 zona Varignano,

a pochi metri da via Ponchielli dove avvenne la strage ferroviaria del 29 giugno 2009,presentazione degli Atti del Convegno tenuto il 26 settembre a Firenze su “sicurezza, salute, obbligo di fedeltà – repressione padronale e di Stato”.

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Riparte la protesta delle ex operaie Piaggio

“È tornato a manifestare il gruppo di precarie “storiche” della Piaggio, la cui assunzione non è rinnovata da tre anni e rivendicare il diritto all’assunzione. Una nuova protesta di donne che chiedono giustizia per loro e per tutti quei precari “usa e getta” di oggi e di domani.

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In lotta alla “Leonardo” di La Spezia

Due ore di sciopero e presidi ai cancelli dello stabilimento ‘Leonardo’ (aerospazio, difesa, sicurezza), ex Oto Melara di La Spezia, che conta oltre 1.000 dipendenti e produce carri armati e cannoni 76/62 (il più diffuso sulle navi da guerra).

L’assemblea dei lavoratori ha ritenuto che i 4 stabilimenti (Spezia, Brescia, Livorno e Pozzuoli) con le linee di business (navale, terrestre, underwater e munizionamento) debbano proseguire in sinergia e unite. L’assemblea non accetta ipotesi di possibili spacchettamenti o di cessione ad aziende estere. Interessata all’operazione il colosso franco-tedesco ‘Knds’.

La trincea delle donne in difesa dell’occupazione

A Gaggio Montano (BO) sono tante le donne che – nonostante il freddo – continuano il presidio ad oltranza davanti allo stabilimento SaGa Coffee (Philips), la fabbrica di macchine del caffè, che il gruppo Evoca vuole delocalizzare in Romania e in Spagna, anche se i camion hanno già iniziato a caricare tutto.
A Gaggio bruciano ancora le ferite della vertenza Saeco, quando lo stabilimento ‘gemello’ della SaGa Coffee (ex Saeco Vending, produttrice di macchine professionali da ufficio, di proprietà di Evoca dal 2017), subì un taglio di 243 dipendenti: all’epoca le operaie presidiarono l’ingresso per 73 giorni, fino ad un accordo drammatico.
Un’altra vertenza con al centro la delocalizzazione, come quella che da mesi sta andando avanti alla GKN di Campi Bisenzio.
Ci aspettiamo poco – dicono le operaie dopo 20-30 di lavoro, che rappresentano l’80% delle maestranze -, ma si combatte. “Questa lotta fa bene a noi e a chi si troverà in questa situazione domani”. Questa è la strategia comune a tutti i padroni, avvantaggiati dallo sblocco dei licenziamenti e sempre alla ricerca del massimo profitto, andando a sfruttare la classe operaia di un altro paese dopo aver spremuto per anni quella locale lasciando sul lastrico 222 dipendenti. E, ancora una volta, ad essere colpite sono le donne, anche se la solidarietà portata da tutta la città di Bologna è tanta.

Lo sblocco dei licenziamenti produce i suoi frutti anche a ‘Carrefour Italia’

La multinazionale francese della grande distribuzione ha formalizzato la procedura di licenziamento collettivo in 9 regioni: 769 lavoratori e lavoratrici: 261 in 27 ipermercati, 313 in 67 market, 168 in 10 cash&carry e altri in diversi uffici.

Portuali in sciopero a Livorno

Lo sciopero di 48 ore (18-19 novembre) per i diritti dei lavoratori del porto: stop all’utilizzo dei marittimi alle dipendenze delle compagnie di navigazione per mansioni svolte dai portuali, condizioni di maggiore sicurezza e salute, contenimento dello straordinario, superamento del precariato, riconoscimento del lavoro usurante – ha praticamente bloccato i porti di Livorno e Piombino con adesioni al 100%. “In alcune realtà si sa quando lavori con un preavviso di 3 ore: così sei ostaggio e vivi solo per lavorare”, “Oggi ci siamo visti come una comunità: ora le imprese devono uscire dal guscio”, dicono i lavoratori.

Dai dati sindacali, nel porto di Livorno i  lavoratori sono 1.600; il porto è tra le prime ‘industrie’ della Toscana.