Agli operai della “Bekaert” (ex Pirelli) di Figline Valdarno (Fi)

La nostra incondizionata solidarietà!

Ultimo atto: tutti licenziati alla ‘Bekaert’. Con una lettera inviata ai sindacati, la multinazionale belga che produce fili metallici, ha detto: FINE! Ai primi di marzo i 176 operai rimasti, con la fine della Cig, andranno tutti a casa.

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Sosteniamo lo sciopero nazionale delle operatrici e degli operatori sociali

Oggi sciopero… riceviamo e pubblichiamo

Il Coordinamento lavoratori e lavoratrici autoconvocati per l’unità della classe (CLA) esprime la propria solidarietà alle operatrici e agli operatori sociali che scioperano il 13 novembre contro le esternalizzazioni, gli appalti al massimo ribasso e contratti separati del privato sociale che rendono intollerabili le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici e scadenti i servizi per gli utenti, spesso soggetti fragili, a cui non è garantita la continuità dell’assistenza e della cura.

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7 novembre 1917: il seme è ancora vivo!

Quella della Rivoluzione Socialista d’Ottobre è una data scolpita nella storia. Per la prima volta i proletari, alleandosi e dirigendo i contadini poveri, presero il potere rompendo le catene dello sfruttamento. Importanti le conquiste del popolo sovietico, nel campo sociale e del lavoro come: la giornata lavorativa di sette ore, il diritto alle ferie pagate, la liquidazione (in caso di morte del capo di famiglia la sua pensione viene pagata ai membri della famiglia minorenni o comunque incapaci di lavorare), il diritto alla maternità, la sanità e l’istruzione gratuita, la promozione dell’emancipazione della donna e l’uguaglianza tra uomini e donne.

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Il futuro è della classe operaia, non dei padroni!

Nella prefazione del voluminoso libro “Il coraggio del futuro”, Confindustria scrive: “… questo volume che Confindustria offre, vuole essere un contributo per progettare, non subire, il futuro … per uscire da una miopia del presente e guardare ai prossimi anni e decenni, con un’idea ben precisa del nostro paese, di come è oggi e di come potrebbe diventare in futuro…

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Presentazione del libro “Lo spillover del profitto” e dell’opuscolo Covid 19: “coronavirus” da un punto di vista di classe

Per chi non può essere presente, in fondo alla pagina vi è il link per seguire l’evento in diretta su YouTube.

Ora la guerra permanente si è svolta finora in aree capitalistiche semi-periferiche, come il Medio Oriente, l’Africa o l’Afghanistan, per cui sorge il sospetto che la pandemia da coronavirus possa costituire un surrogato della guerra permanente che coinvolge invece i paesi capitalisticamente sviluppati.

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Il desiderio di unità contro il nemico comune deve prevalere!

La classe operaia, i lavoratori, le lavoratrici sono chiamati ancora una volta alla mobilitazione contro la volontà dei padroni e dei loro governanti, di far pagare agli sfruttati il costo della loro crisi economica e gli effetti della pandemia da Covid19.

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Metalmeccanici: all’attacco padronale un’adeguata risposta di lotta e unità!

Se vi fossero ancora dubbi sulle intenzioni dei padroni, che approfittano della pandemia per ridurre i salari, aumentare lo sfruttamento e distruggere i diritti conquistati in decenni di sacrifici e dure lotte, la rottura dei negoziati per il contratto dei metalmeccanici dovrebbe chiarire le idee a ogni operaio.

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Modena: le denunce non potranno fermare la lotta di classe degli sfruttati

A FIANCO DEGLI OPERAI, DEGLI ATTIVISTI SINDACALI COMBATTIVI

COLPITI DALLA REPRESSIONE!

Con le centinaia di denunce, i fermi, le aggressioni poliziesche e il maxi-processo imbastito contro operai, attivisti e militanti sindacali e sociali, Modena è diventata il laboratorio della repressione contro le lotte proletarie per la salute, il lavoro, contro lo sfruttamento, i licenziamenti e l’illegalità padronale.
L’attacco è nei confronti dell’intera classe: un chiaro segnale politico per cercare di impedire la resistenza e la mobilitazione degli sfruttati contro gli sfruttatori, in una situazione di profonda crisi economica e sanitaria.

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Stato e sanzioni: sicurezza e prevenzione o criminalizzazione del dissenso?

Compagni appartenenti a diverse realtà politiche, sindacali, associative e culturali in questi mesi hanno ricevuto sanzioni (400 euro incrementabili fino a 3000 euro) per presunte violazioni dell’art. 4 Dlg 19/2020 relativo al contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Le contestazioni e le conseguenti pene pecuniarie derivano da accertamenti svolti dalla Digos nel corso delle manifestazioni svoltesi a partire dal 25 Aprile e nei mesi successivi. Il presidio del 27 maggio davanti alla sede della Regione Lombardia è stato il primo momento significativo post segregazione da lockdown in cui è stato possibile manifestare dissenso per le criminali politiche sanitarie e sociali della Regione Lombardia che hanno causato oltre 96.000 casi di malati (un terzo dell’intero paese) e oltre 16.000 decessi (quasi la metà di tutto il paese), il tutto in un contesto ormai ventennale di privatizzazione della sanità pubblica e dell’assistenza che ha decimato le terapie intensive, poco remunerative e interessanti per il profitto privato. Manifestazioni, quella del 27 maggio e le successive, che hanno dovuto accogliere una enorme quantità di persone nonostante lo spazio ristretto concesso; persone, cittadini e compagni, che hanno sentito il dovere di essere presenti per far sentire legittimamente la propria voce per aver perso familiari, hanno lavoro, istruzione dei figli, le più elementari libertà.

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A fianco di Adele: chi non lotta ha già perso!

Riceviamo e volentieri diffondiamo:

Il 27 gennaio scorso siamo stati al fianco dei vigili del fuoco di Genova in presidio di fronte al tribunale a sostegno dei parenti del capo squadra Giorgio Lorefice, morto per l’esplosione di un camion cisterna di Gpl, che l’assicurazione dell’azienda in cui perse la vita aveva dichiarato di considerare negligente, insieme alla sua squadra.

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