Il futuro del pianeta è nelle nostre mani

Riceviamo e pubblichiamo:

Il 12 febbraio 2021 il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno approvato definitivamente il regolamento sul Recovery Fund e la Commissione europea lo stesso giorno ne ha stabilito, con una comunicazione, gli orientamenti tecnici e la corretta applicazione sulla base del principio del “non arrecare un danno significativo contro l’ambiente”.

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“Green pass”: discrimina, divide et impera!  

Con il ‘Covid-19’, è arrivato il vaccino. Per interesse delle multinazionali il governo doveva, in qualche modo, imporre il vaccino senza assumersi la responsabilità di effetti collaterali; senza obbligatorietà, quindi. Ciò significa: chi vuole lo fa, chi non vuole no. Ricordiamo che i contratti tra UE e ‘Big pharma’ sono secretati e senza penali in caso di mancata consegna.

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Il rapporto annuale Inail

Riceviamo e pubblichiamo:

https://www.agoralavoro.it/inail-2020-aziende-irregolari…/

I controlli effettuati da Inail nel 2020 fanno emergere percentuali agghiaccianti di aziende rivelatesi irregolari. Questa una delle cause del numero crescente dei morti sul lavoro.

Sono sconcertanti i dati che emergono dalle recenti indagini Inail. Delle 7.486 imprese controllate dagli ispettori dell’Istituto nel corso del 2020, ben l’86,57% è risultata irregolare. I lavoratori regolarizzati sono stati 41.477 ben il 16,76% in meno rispetto al 2019. Di questo, 39.354 irregolari e 2.123 in nero. Ma non è tutto, in quanto in termini di retribuzioni, sono stati evasi un totale di circa un miliardo e mezzo di euro e richiesti premi per oltre 38 milioni di euro.

Il rapporto annuale Inail

Una delle conseguenze che si cela dietro l’irregolarità contrattuale è l’incremento del numero di morti sul lavoro. Infatti, secondo il rapporto annuale presentato da Inail 2020, l’incremento percentuale dei morti cresce del 29% in più rispetto all’anno precedente, per un totale di 1538 persone. Nello specifico, nel primo trimestre del 2021 si è registrato un incremento del 9,3% (306 morti).

Infortuni e incidenti sul lavoro

A livello di infortuni mortali per cui è stata accertata la causa lavorativa sono stati registrate 799 vittime, il 13,3% in più rispetto ai 705 del 2019. Invece, gli incidenti plurimi, che hanno causato la morte di almeno due lavoratori sono stati 14 (per un totale di 29 decessi).

Covid-19 e contagi

A questi dati, si devono sommare coloro che hanno perso la vita a causa del Covid-19, in particolare nel settore sanitario (639). In termini di contagi invece, dall’inizio della pandemia si sono registrati ben 175.323 contagi sul lavoro. 


COORDINAMENTO LAVORATRICI E LAVORATORI AUTOCONVOCATI PER L’UNITA’ DELLA CLASSE

L’aumento delle bollette pone l’esigenza di rilanciare la lotta per il salario!

Con un’indifferenza tipica di consumati borseggiatori, i ministri del governo Draghi hanno annunciato l’aumento senza precedenti delle bollette della luce e del gas dal 1° ottobre: dal 30 al 40%!

L’aumento ricadrà sui prezzi di molte altre merci, fra cui i generi alimentari, determinando una stangata da circa 1300 euro annui a nucleo familiare. È il salario di un mese che va in fumo.

Il rientro a scuola si fa più difficile per tante famiglie di lavoratori, cassintegrati, precari e disoccupati che non hanno avuto nulla da “economizzare” nei periodi di lockdown, ma solo cassa integrazione e riduzioni di salario. Molti proletari non riusciranno nemmeno a scaldare la casa nel prossimo inverno. Con gli aumenti delle bollette e la crescente inflazione la povertà si estenderà ancor più.

L’aumento comunicato non dipende dal “green” (che già paghiamo in bolletta assieme agli oneri delle imprese elettriche), ma dalla crescita dei prezzi dei prodotti energetici sul mercato mondiale capitalistico. È il frutto delle speculazioni in un periodo di ripresa dei profitti che per i proletari e le masse popolari significa ripresa del carovita, dei licenziamenti, della disoccupazione, dei sottosalari. A condurre all’impoverimento relativo e assoluto del proletariato sono le leggi del capitalismo – che si palesano anche in altri paesi europei – come dimostrano le proteste in Francia e in Spagna.

Non lasciamoci ingannare dall’ipocrita clima di “unità nazionale”. Il governo Draghi non risolverà nessun problema che affligge i lavoratori, come dimostra lo sblocco dei licenziamenti, degli sfratti, dei subappalti e le centinaia di vertenze irrisolte che vedono decine di migliaia di operai a rischio di essere sbattuti per strada, la repressione di chi lotta….

L’attuale governo è un comitato di affari del grande capitale, dei monopoli come Eni, Enel, etc. Difende i loro interessi, non quelli dei proletari, e procede come un carro armato sulla strada del neoliberismo e dell’autoritarismo.

Se per il governo il problema bollette si riduce negli aiuti da elargire ai capitalisti e a fasce ristrette di popolazione  (3 miliardi che i lavoratori si ritroveranno a pagare con l’aumento delle tasse), per la classe operaia il rifiuto degli aumenti di luce e gas pone oggi l’importanza della mobilitazione collettiva per l’aumento dei salari in tutti i settori e le categorie

Questa è una esigenza insopprimibile a fronte della situazione che vede milioni di lavoratori e lavoratrici, i loro figli, le loro famiglie dover fronteggiare una brutale impennata dei prezzi dei generi di prima necessità.

Uniamo la lotta contro i licenziamenti alla mobilitazione contro l’aumento delle bollette, del carburante e del carovita!

Forti aumenti salariali, cassa integrazione al 100%, più indennità di disoccupazione!

Sacrificare profitti, interessi e rendite, non i salari! Paghino i padroni, i ricchi, i parassiti!

Rispondiamo all’offensiva capitalista con la lotta, l’unità e l’Organizzazione indipendente di classe!

Settembre 2021

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Genova: 14 agosto 2021

A 3 anni dal crollo del ponte ‘Morandi’: una strage di Stato 

Sono passati 3 anni da una strage che si aggiunge alle altre “stragi di Stato”: al crollo della ‘Torre Piloti’ ancora a Genova, a quelle ferroviarie del 29 giugno 2009 a Viareggio, di Andria e Corato in Puglia, di Pioltello, di Lodi, a quella del Moby Prince di Livorno, di S. Giugliano di Puglia, de L’Aquila, di Rigopiano, di Linate, della funivia, del Vajont … ai morti per i disastri ambientali, per le alluvioni (a Genova, 2011 e 2014, con 7 vittime e territorio devastato), ai disastri ambientali per esondazioni di fiumi e laghi come nel lecchese ai disastrosi incendi come in tante parti d’Italia di questa estate.

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Il governo Draghi procede con gli sfratti

I due provvedimenti decisi dal governo Draghi, ossia lo sblocco dei licenziamenti, che sta già producendo i suoi effetti nefasti con la chiusura di interi stabilimenti (Gianetti Ruote, Gkn, Tikmet) e la ripresa delle esecuzioni degli sfratti a partire dal 30 giugno, sono il preludio di una nuova emergenza abitativa.

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Prima il profitto

Riceviamo e pubblichiamo:

“Prima il profitto” è l’infame realtà sociale e politica alla quale solo la ricostruzione del movimento di lotta della classe lavoratrice potrà porre fine
La vicenda del crollo del ‘Ponte Morandi’, della gestione della rete autostradale, della nazionalizzazione onerosa, dimostra che nell’attuale assetto sociale e politico il profitto domina su ogni altro interesse e necessità. A causa del profitto vengono sacrificate le vite, l’ambiente, si sfrutta, si opprime, si uccide. Le quotidiane, incessanti, morti sul lavoro hanno la stessa causa comune con stragi che quotidianamente ricordano Viareggio, Moby Prince, Ponte Morandi, Stresa/Mottarone come molte altre.

Il regime politico fa di tutto per coprire, a ogni disastro, con fiumi di retorica patriottarda – invocando l’unità nazionale – il suo ruolo di tutore di una parte della società – quella che del profitto ne beneficia – a danno della maggioranza.

È un regime politico padronale che invoca l’unità fra sfruttati e sfruttatori continuare a opprimere, sfruttare e godere del suo privilegio sociale e del suo dominio politico. Contro questa condizione sociale vi è una sola forza che può opporsi: dei lavoratori e delle lavoratrici. Senza la ricostruzione di un movimento reale delle classi lavoratrici la lotta contro il dominio sociale e politico del profitto è condizionata e limitata. Sono gli operai che ogni giorno cadono sul lavoro perché “eccessive” norme di sicurezza sono lacci e laccioli alla realizzazione dei profitti. Sono i lavoratori che quando provano a denunciare carenze su salute e sicurezza, nelle aziende in cui lavorano, vengono colpiti disciplinarmente, fino al licenziamento per “rottura del rapporto fiduciario”! Il caso occorso all’ex Ilva di Taranto è solo il più eclatante. Nei mesi funesti della pandemia si è assistito a personale sanitario che denunciava omissioni delle aziende sanitarie intervistato a volto coperto e con la voce camuffata, come se fossero mafiosi pentiti.

Il Coordinamento (CLA) si è costituito per rispondere a una emergenza che si affianca ad altre che sempre più affliggono la società: l’emergenza sindacale. I lavoratori sono privi di un vero sindacato di classe che li unisca e li stimoli alla lotta. Sono afflitti dallo scetticismo e dalla rassegnazione, dopo decenni di tradimenti da parte del sindacalismo concertativo e collaborazionista (Cgil, Cisl e Uil). Tutto ciò si riflette nell’incapacità di denunciare e opporsi a pratiche aziendali che, per tutelare i loro profitti, producono morti su lavoro e da lavoro, disastri industriali e ambientali.
La strada individuata dal CLA, come via d’uscita da questa situazione, è dell’unità d’azione delle forze del sindacalismo conflittuale – sindacati di base e aree di opposizioni in Cgil – nate per organizzarsi in alternativa al sindacalismo collaborazionista.

Lo sciopero nazionale nella logistica, proclamato unitariamente da SICobas, AdlCobas e Usb, contro la repressione aziendale e statale della lotta dei lavoratori alla Fedex Tnt è un importante segnale in questa direzione. Il CLA ha individuato nella denuncia e nella mobilitazione per la salute e la sicurezza nei posti di lavoro e nel territorio e contro la repressione un terreno fondamentale sul quale sviluppare un processo di unità d’azione del sindacalismo conflittuale.

Per questo siamo impegnati, da due anni, a partecipare e a promuovere iniziative con familiari delle vittime di stragi avvenute in questi anni.

Temi sui quali terremo un incontro nazionale di preparazione per un Convegno (a settembre-ottobre) domenica 27 giugno a Viareggio dalle ore 11.00 alle ore 16.00 all’aperto nell’area di fronte alla Chiesina dei Pescatori in Darsena.


Genova, 18 giugno 2021
coordautoconvocat2019@gmail.com

Coordinamento Lavoratori/trici Autoconvocati (CLA) per l’unità della classe

in diffusione a Genova

La logica del capitalismo dietro la strage della funivia

Lo scorso 23 maggio una delle cabine della funivia Stresa-Alpino-Mottarone è precipitata a circa 100 metri dalla stazione di vetta, causando la morte di 14 passeggeri e il ferimento di un bambino.

Il disastro è stato provocato dalla rottura della fune di trazione dell’impianto di risalita. I freni di emergenza non hanno funzionato perché erano stati manomessi consapevolmente, inserendo delle pinze. Ciò ha determinato la folle corsa a ritroso della cabina e lo sgancio dalla fune portante, con lo schianto al suolo.

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Depositi scorie nucleari, un pericolo che ci deve far riflettere

Il 5 gennaio dopo oltre sei anni, durante i quali tutti i documenti erano secretati, è stato reso pubblico dalla Sogin (società pubblica incaricata della dismissione degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi) l’elenco di 67 aree selezionate in Italia, idonee ad ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, su imposizione dell’UE, a seguito della direttiva 2011/70 approvata anche dal nostro Paese, pena la di procedura di infrazione. 

Le regioni individuate come idonee sono: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia.

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Contro il piano nazionale per il deposito di scorie nucleari per la difesa di sicurezza, salute, sanità e ambiente!

Riceviamo e pubblichiamo:

Volantino diffuso questa mattina al mercato di Massarosa (Lu) e nella frazione di Pian del Quercione

Contro il piano nazionale per il deposito di scorie nucleari per la difesa di sicurezza, salute, sanità e ambiente!
Senza dimenticare le 18 Vittime a Pian del Quercione!

Dopo 30 anni dalla chiusura delle centrali nucleari in Italia e dopo 6 anni di lunga attesa, la Società di Stato (Sogin), incaricata dello smantellamento delle centrali nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi in Italia, ha pubblicato l’elenco delle aree individuate come deposito nazionale delle scorie-rifiuti italiani: 67 zone sparse in sette Regioni.

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