L’aumento delle bollette pone l’esigenza di rilanciare la lotta per il salario!

Con un’indifferenza tipica di consumati borseggiatori, i ministri del governo Draghi hanno annunciato l’aumento senza precedenti delle bollette della luce e del gas dal 1° ottobre: dal 30 al 40%!

L’aumento ricadrà sui prezzi di molte altre merci, fra cui i generi alimentari, determinando una stangata da circa 1300 euro annui a nucleo familiare. È il salario di un mese che va in fumo.

Il rientro a scuola si fa più difficile per tante famiglie di lavoratori, cassintegrati, precari e disoccupati che non hanno avuto nulla da “economizzare” nei periodi di lockdown, ma solo cassa integrazione e riduzioni di salario. Molti proletari non riusciranno nemmeno a scaldare la casa nel prossimo inverno. Con gli aumenti delle bollette e la crescente inflazione la povertà si estenderà ancor più.

L’aumento comunicato non dipende dal “green” (che già paghiamo in bolletta assieme agli oneri delle imprese elettriche), ma dalla crescita dei prezzi dei prodotti energetici sul mercato mondiale capitalistico. È il frutto delle speculazioni in un periodo di ripresa dei profitti che per i proletari e le masse popolari significa ripresa del carovita, dei licenziamenti, della disoccupazione, dei sottosalari. A condurre all’impoverimento relativo e assoluto del proletariato sono le leggi del capitalismo – che si palesano anche in altri paesi europei – come dimostrano le proteste in Francia e in Spagna.

Non lasciamoci ingannare dall’ipocrita clima di “unità nazionale”. Il governo Draghi non risolverà nessun problema che affligge i lavoratori, come dimostra lo sblocco dei licenziamenti, degli sfratti, dei subappalti e le centinaia di vertenze irrisolte che vedono decine di migliaia di operai a rischio di essere sbattuti per strada, la repressione di chi lotta….

L’attuale governo è un comitato di affari del grande capitale, dei monopoli come Eni, Enel, etc. Difende i loro interessi, non quelli dei proletari, e procede come un carro armato sulla strada del neoliberismo e dell’autoritarismo.

Se per il governo il problema bollette si riduce negli aiuti da elargire ai capitalisti e a fasce ristrette di popolazione  (3 miliardi che i lavoratori si ritroveranno a pagare con l’aumento delle tasse), per la classe operaia il rifiuto degli aumenti di luce e gas pone oggi l’importanza della mobilitazione collettiva per l’aumento dei salari in tutti i settori e le categorie

Questa è una esigenza insopprimibile a fronte della situazione che vede milioni di lavoratori e lavoratrici, i loro figli, le loro famiglie dover fronteggiare una brutale impennata dei prezzi dei generi di prima necessità.

Uniamo la lotta contro i licenziamenti alla mobilitazione contro l’aumento delle bollette, del carburante e del carovita!

Forti aumenti salariali, cassa integrazione al 100%, più indennità di disoccupazione!

Sacrificare profitti, interessi e rendite, non i salari! Paghino i padroni, i ricchi, i parassiti!

Rispondiamo all’offensiva capitalista con la lotta, l’unità e l’Organizzazione indipendente di classe!

Settembre 2021

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