Covid-19: “coronavirus” da un punto di vista di classe

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Covid-19: “coronavirus”

da un punto di vista di classe

Crisi economiche, ristrutturazioni produttive, limitazione dei diritti sociali,
salute e sicurezza, ambiente: l’uso capitalista della pandemia
e le prospettive di lotta per una società socialista
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La pandemia da Covid-19 ha accentuato e messo in luce la crisi economica già in corso, i limiti e l’insostenibilità del modo di produzione capitalista e del modello di sviluppo sia a livello economico che sociale e ambientale.
La borghesia non ha alcuna intenzione di rinunciare ai suoi profitti e sta cogliendo l’occasione della pandemia per un’ulteriore ristrutturazione del modello produttivo che questa volta, però, oltre a un deciso peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro del proletariato e delle masse popolari, richiede necessariamente l’attuazione di forme di limitazione delle libertà sociali e di aumento del controllo di massa e degli individui.

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Appello per l’unità di classe: per uno sciopero generale unitario e unico di tutto il sindacalismo di base e conflittuale!

Riceviamo e diffondiamo per la più ampia conoscenza il seguente appello, che è accompagnato da decine di firme di lavoratori/trici e delegati/e.

Anche quest’anno, come in quelli passati, stiamo assistendo ad azioni da parte di dirigenze del sindacalismo di base che rischiano di produrre un autunno con una ulteriore frammentazione dell’azione del sindacalismo conflittuale e la promozione di scioperi generali autoreferenziali ed in concorrenza fra loro.
A fronte delle evidenti difficoltà del sindacalismo conflittuale, del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici, della crisi sanitaria ed economica che il padronato ed il suo regime pretendono di scaricare sulle spalle del proletariato, le dirigenze del sindacalismo di base debbono abbandonare una pratica di divisione e di separazione della azione della classe lavoratrice che va a solo vantaggio del padronato, del governo, dei sindacati di regime.

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Autunno prossimo, cosa bolle in pentola?

Con l’emergenza corona virus ancora in corso, molti proletari si chiedono quale futuro ci aspetta? I mesi passati per molti sono stati pieni di difficoltà con tantissimi lavoratori in cassaintegrazione o gettati per strada a seguito della chiusura di imprese piccolo/medie per l’emergenza sanitaria.
Vediamo nel limite delle nostre capacità di esprimere alcune considerazioni. È indubbio che la crisi innescata dal Covid 19 si è inserita come un punteruolo in un sistema che già da decenni sta sempre più esprimendo chiaramente il marciume da cui è formato. Un bubbone fatto di crisi economica, sociale, politica, ambientale ed etica. Un sistema che per sopravvivere a sé stesso vuole trascinare l’umanità nella sua fossa.

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Brutale aggressione contro i lavoratori della FedEx Tnt

Gravissimo atto repressivo contro i lavoratori della FedEx Tnt, nella notte fra il 10 e 11 giugno.
Durante un presidio di protesta contro il licenziamento di 66 lavoratori somministrati da Adecco, in violazione di un accordo che ne prevedeva la stabilizzazione, i lavoratori venivano violentemente attaccati dalla polizia.
Dopo una prima fase di relativa tranquillità, a seguito delle trattative fra i delegati del sindacato Si Cobas e le forze di polizia, sembrava di poter arrivare a un incontro in Prefettura per un accordo con la controparte.
Inspiegabilmente, a freddo sono partite violentissime cariche poliziesche contro i manifestanti, che nonostante tutto hanno continuato nella loro azione pacifica. Il brutale pestaggio si è fermato dopo l’intervento delle ambulanze e del personale sanitario. Numerosi i feriti, i contusi.
Mentre il mondo protesta contro la barbara uccisione di George Floyd negli Usa, in Italia i lavoratori che si battono per il loro posto di lavoro vengono brutalmente aggrediti dalle ‘forze dell’ordine’.
Questi sono gli strumenti con cui il governo e i padroni intendono risolvere la grave crisi economica! Crisi che coinvolge l’intero sistema capitalista. Credono e sperano di risolverla con i licenziamenti e la forza bruta!
Questo è un attacco all’intera classe operaia, un chiaro e inequivocabile segnale politico del governo e dei padroni di fronte alla lotta contro l’ondata di licenziamenti che si preannuncia.
I comunisti rispondono con la solidarietà di classe ed esprimono la totale condanna dell’azione violenta e repressiva delle forze di polizia.
La nostra solidarietà incondizionata ai lavoratori e al sindacato in lotta.

f.i.p. 14-06-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia
teoriaeprassi@yahoo.it

La lotta di classe non è in quarantena
e non va in ferie!

50 anni fa, la legge 300 del 20 maggio 1970

La principale normativa in tema di diritto del lavoro, considerata la “Costituzione che entra nelle fabbriche”, a 22 anni dalla sua entrata in vigore (1° gennaio ’48).
Lo Statuto – approvato sulla spinta di una grande stagione di lotte operaie (“autunno caldo”) che rivendicava aumenti salariali egualitari e diritti fondamentali – introdusse modifiche sul piano delle condizioni di lavoro, dei rapporti fra datori di lavoro e lavoratori e nel campo delle rappresentanze sindacali.

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“Fase 2”: l’esempio di lotta degli operai Piaggio

Il governo Conte, attuando la volontà dei padroni, ha riaperto dal 4 maggio le attività manifatturiere e delle costruzioni, senza tenere in conto le esigenze di salute e di sicurezza dei lavoratori e delle loro famiglie.
Più di 4 milioni e mezzo di operai, sotto il ricatto del lavoro e del salario, sono tornati a produrre, in mezzo a mille rischi, merci che nel loro valore incorporano il plusvalore creato dal loro lavoro non retribuito.
Così è stato anche alla Piaggio di Pontedera (PI), dove il padrone Colaninno vuole riempire in fretta i magazzini di motorini in vista dell’estate.

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Solidarietà ai lavoratori della Fruttital (Milano)

Ancora una crisi aziendale a Milano, la Fruttital azienda specializzata nella produzione e distribuzione dell’ortofrutta butta sulla strada tutti i lavoratori del sito. Dopo gli scioperi di marzo, la risposta padronale è stata quella di chiudere con la scusa dell’assenteismo operaio. Nessuna parola, da parte loro, sui 5 casi accertati di Covid e sui 7 lavoratori messi in quarantena dalle autorità sanitarie, nessuna parola sulla mancanza di sicurezza e la penuria dei mezzi di protezione al corona virus.
Proprio la mancanza di sicurezza aveva indotto i lavoratori ed il SOL Cobas allo sciopero e alla presentazione di un dossier in Prefettura.L’intenzione dell’azienda è chiudere il sito milanese e spostare la produzione a Verona.
Nel frattempo, i lavoratori hanno fatto un’assemblea davanti ai cancelli, poi nel piazzale infine hanno occupato la fabbrica. Purtroppo, a seguito dell’intervento della Polizia non è stato possibile fermare il trasferimento dei macchinari, ma il Comitato Operaio di Occupazione prosegue l’occupazione di Fruttital per simboleggiare la volontà di un riscatto imminente ed una nuova speranza per tutti in un futuro diverso fondato sulla sollevazione e la dignità di cui gli operai per primi possono essere degni rappresentanti.
Ancora una volta i padroni vogliono far pagare la crisi ai lavoratori, come sempre non si fanno scrupoli a lasciare a casa e mettere sul lastrico più di 60 famiglie.
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i lavoratori e al sindacato SOL Cobas in lotta.
Condanniamo fermamente lo sciacallaggio aziendale.
Difendiamo in modo intransigente i nostri interessi di lavoratori: siamo noi con il nostro lavoro a creare tutta la ricchezza; uniamoci e organizziamoci per l’unità di classe.

f.i.p. 06-05-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia –teoriaeprassi@yahoo.it

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FedEx Tnt: la repressione aziendale va a braccetto con quella dello Stato

È in atto da alcuni giorni uno sciopero presso i magazzini FedEx Tnt.
Questi lavoratori non si sono mai fermati, mentre la pandemia dilagava il loro settore continuava l’attività. Ormai, sono diversi i lavoratori che si sono ammalati o deceduti a causa del contagio.
Ora all’inizio della Fase 2 la FedEx Tnt di Peschiera Borromeo ha deciso di lasciare a casa 66 lavoratori principalmente interinali assunti tramite Adecco che avevano aderito agli scioperi indetti dal Si Cobas.
Immediata è stata la risposta dei lavoratori e del sindacato che hanno incrociato le braccia in solidarietà ai loro compagni.Nella giornata di ieri, è arrivata la repressione di Stato. Decine e decine di auto di Polizia, Carabinieri ed Esercito hanno presidiato il magazzino di Peschiera Borromeo, pronti ad intervenire per sgomberare i manifestanti, identificando diversi lavoratori.
Spontaneamente, le manifestazioni si sono allargate a macchia d’olio in tutta Italia.
Questo è il vero volto della Fase 2, licenziamenti e repressione e mancanza di sicurezza. Le affermazioni di Conte che dice, in questo periodo non si può licenziare, sono solo parole vuote.
Esprimiamo la più netta condanna per l’operato dell’azienda e per la repressione di Stato.
Massima solidarietà ai lavoratori e al sindacato in lotta.
Difendiamo in modo intransigente i nostri interessi di lavoratori: siamo noi con il nostro lavoro a creare tutta la ricchezza; uniamoci e organizziamoci per l’unità di classe.

f.i.p. 06-05-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

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