La principale normativa in tema di diritto del lavoro, considerata la “Costituzione che entra nelle fabbriche”, a 22 anni dalla sua entrata in vigore (1° gennaio ’48).
Lo Statuto – approvato sulla spinta di una grande stagione di lotte operaie (“autunno caldo”) che rivendicava aumenti salariali egualitari e diritti fondamentali – introdusse modifiche sul piano delle condizioni di lavoro, dei rapporti fra datori di lavoro e lavoratori e nel campo delle rappresentanze sindacali.
Autore: AmministratoreUno
“Fase 2”: l’esempio di lotta degli operai Piaggio
Il governo Conte, attuando la volontà dei padroni, ha riaperto dal 4 maggio le attività manifatturiere e delle costruzioni, senza tenere in conto le esigenze di salute e di sicurezza dei lavoratori e delle loro famiglie.
Più di 4 milioni e mezzo di operai, sotto il ricatto del lavoro e del salario, sono tornati a produrre, in mezzo a mille rischi, merci che nel loro valore incorporano il plusvalore creato dal loro lavoro non retribuito.
Così è stato anche alla Piaggio di Pontedera (PI), dove il padrone Colaninno vuole riempire in fretta i magazzini di motorini in vista dell’estate.
Nakba: una data che l’imperialismo vorrebbe far cadere nell’oblio
Il 15 maggio 1948 è una data chiave per il popolo palestinese, l’inizio della Nakba (catastrofe), coincidente con la proclamazione dello Stato di Israele, avamposto dell’imperialismo occidentale in terra araba.
In realtà in Palestina l’ideologia sionista aveva dal primo momento dell’occupazione della Palestina (verso la fine del 1920) fatto ricorso a pratiche terroristiche, sfociate in un vero e proprio genocidio nel ’47-’48 con assassinii di massa, gli arresti e le torture o le punizioni collettive.
A 72 anni tenere viva la memoria significa anche evidenziare la situazione attuale della Palestina.
San Raffaele: aiutiamoli a spezzare le catene
Prosegue l’agitazione dei lavoratori dell’ospedale San Raffaele di Milano e del gruppo San Donato. Dopo le iniziative dei mesi scorsi che in qualche modo erano state “raffreddate” dall’emergenza Covid-19, oggi le delegate e delegati si incateneranno davanti la loro sede di lavoro.
Continua a leggere “San Raffaele: aiutiamoli a spezzare le catene”I morti nelle Rsa: un assassinio sociale del capitalismo
“Se la società toglie a migliaia di individui il necessario per l’esistenza, se li mette in condizioni nelle quali essi non possono vivere; se mediante la forza della legge li costringe a rimanere in tali condizioni finché non sopraggiunga la morte questo è assassinio, un assassinio contro il quale nessuno può difendersi, che non sembra tale, perché non si vede l’assassino, perché questo assassino sono tutti e nessuno, perché la morte della vittima appare come una morte naturale. Ma è pur sempre un assassinio… ciò che i giornali operai inglesi a pieno diritto chiamano assassinio sociale.”
F. Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, 1845
Le parole che Engels utilizzava per descrivere le condizioni di vita della classe operaia inglesi, ben descrivono quanto è accaduto e sta accadendo nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite), dove migliaia di anziani appartenenti alle classi meno abbienti sono morti e stanno morendo per e da coronavirus.
Nell’ultimo report rilasciato dall’Istituto Superiore della Sanità, risalente al 14 aprile, riguardante specificatamente le residenze per anziani, si parlava di circa 7000 morti, cifra destinata ad essere tragicamente aggiornata, visto l’aumento del numero dei contagiati (i dati aggiornati all’8 maggio evidenziano come nel 58,4% dei casi presi in considerazione per la fascia di popolazione sopra i 70 anni la fonte di contagio è dovuta alle RSA o Case di Riposo.
Solidarietà ai lavoratori della Fruttital (Milano)
Ancora una crisi aziendale a Milano, la Fruttital azienda specializzata nella produzione e distribuzione dell’ortofrutta butta sulla strada tutti i lavoratori del sito. Dopo gli scioperi di marzo, la risposta padronale è stata quella di chiudere con la scusa dell’assenteismo operaio. Nessuna parola, da parte loro, sui 5 casi accertati di Covid e sui 7 lavoratori messi in quarantena dalle autorità sanitarie, nessuna parola sulla mancanza di sicurezza e la penuria dei mezzi di protezione al corona virus.
Proprio la mancanza di sicurezza aveva indotto i lavoratori ed il SOL Cobas allo sciopero e alla presentazione di un dossier in Prefettura.L’intenzione dell’azienda è chiudere il sito milanese e spostare la produzione a Verona.
Nel frattempo, i lavoratori hanno fatto un’assemblea davanti ai cancelli, poi nel piazzale infine hanno occupato la fabbrica. Purtroppo, a seguito dell’intervento della Polizia non è stato possibile fermare il trasferimento dei macchinari, ma il Comitato Operaio di Occupazione prosegue l’occupazione di Fruttital per simboleggiare la volontà di un riscatto imminente ed una nuova speranza per tutti in un futuro diverso fondato sulla sollevazione e la dignità di cui gli operai per primi possono essere degni rappresentanti.
Ancora una volta i padroni vogliono far pagare la crisi ai lavoratori, come sempre non si fanno scrupoli a lasciare a casa e mettere sul lastrico più di 60 famiglie.
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i lavoratori e al sindacato SOL Cobas in lotta.
Condanniamo fermamente lo sciacallaggio aziendale.
Difendiamo in modo intransigente i nostri interessi di lavoratori: siamo noi con il nostro lavoro a creare tutta la ricchezza; uniamoci e organizziamoci per l’unità di classe.
f.i.p. 06-05-2020
Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia –teoriaeprassi@yahoo.it
La lotta di classe non va in quarantena!
FedEx Tnt: la repressione aziendale va a braccetto con quella dello Stato
È in atto da alcuni giorni uno sciopero presso i magazzini FedEx Tnt.
Questi lavoratori non si sono mai fermati, mentre la pandemia dilagava il loro settore continuava l’attività. Ormai, sono diversi i lavoratori che si sono ammalati o deceduti a causa del contagio.
Ora all’inizio della Fase 2 la FedEx Tnt di Peschiera Borromeo ha deciso di lasciare a casa 66 lavoratori principalmente interinali assunti tramite Adecco che avevano aderito agli scioperi indetti dal Si Cobas.
Immediata è stata la risposta dei lavoratori e del sindacato che hanno incrociato le braccia in solidarietà ai loro compagni.Nella giornata di ieri, è arrivata la repressione di Stato. Decine e decine di auto di Polizia, Carabinieri ed Esercito hanno presidiato il magazzino di Peschiera Borromeo, pronti ad intervenire per sgomberare i manifestanti, identificando diversi lavoratori.
Spontaneamente, le manifestazioni si sono allargate a macchia d’olio in tutta Italia.
Questo è il vero volto della Fase 2, licenziamenti e repressione e mancanza di sicurezza. Le affermazioni di Conte che dice, in questo periodo non si può licenziare, sono solo parole vuote.
Esprimiamo la più netta condanna per l’operato dell’azienda e per la repressione di Stato.
Massima solidarietà ai lavoratori e al sindacato in lotta.
Difendiamo in modo intransigente i nostri interessi di lavoratori: siamo noi con il nostro lavoro a creare tutta la ricchezza; uniamoci e organizziamoci per l’unità di classe.
f.i.p. 06-05-2020
Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it
La lotta di classe non va in quarantena!
Tempo perso di Jacques Prévert
Tempo perso

Davanti alla porta dell’officina
l’operaio s’arresta di scatto
il bel tempo l’ha tirato per la giacca
e come egli si volta
e osserva il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
strizza l’occhio
familiarmente
Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone?
Jacques Prévert
Ospaaal, manifesti fra l’internazionalismo e l’arte
Il 3 gennaio del 1966 si aprì un avvenimento di fondamentale importanza per i paesi in lotta per l’indipendenza dal colonialismo: la Conferenza Tricontinentale.
Per la prima volta leader e rappresentanti di movimenti indipendentisti di Asia, Africa ed America Latina si incontrarono per discutere della loro condizione e delle loro prospettive per il futuro. Nel corso di questo evento epocale nacque un’organizzazione: l’OSPAAAL, Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Asia, Africa ed America Latina.
Gli obiettivi dell’OSPAAAL erano quelli di coordinare, appoggiare e dare impulso alla solidarietà attiva e rivoluzionaria tra i popoli del Terzo Mondo.
Nel grande tumulto degli anni della Guerra Fredda, l’OSPAAAL rappresentò un punto d’incontro per tutti coloro che si opponevano “all’imperialismo” degli Stati Uniti, finendo per raccogliere al proprio interno leader e rappresentanti di movimenti indipendentisti e rivoluzionari dei tre continenti. Alcuni di questi leader furono tra i più importanti rappresentanti del comunismo dell’epoca come ad esempio Ho Chi Min, Kim Il Sung, altri invece non erano ufficialmente appartenenti a questa corrente, ma cercavano una via alternativa per garantire indipendenza e stabilità ai propri stati, dopo secoli di sottomissione al colonialismo.
La sede ufficiale dell’Organizzazione fu posta a Cuba, patria dell’anti imperialismo e centro della Rivoluzione Cubana.
Gli anni ‘60 furono un periodo estremamente fiorente per l’internazionalismo rivoluzionario cubano, ed in quegli anni presero potere alcuni dei leader più nazionalisti e radicali dell’epoca: Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara. Cuba si eresse come esempio, divenne un simbolo di libertà e diffuse la convinzione che cambiare e conquistare la propria autonomia era possibile.
L’indipendenza doveva essere ottenuta attraverso la rivoluzione armata e Cuba utilizzò
ogni mezzo propagandistico a sua disposizione per diffondere questa lezione.La rivista Tricontinentale divenne uno di questi mezzi, celebrando la Rivoluzione Cubana e presentandola come soluzione a tutti i problemi.
Il termine “rivoluzione” assume un’accezione completamente nuova rispetto alla visione negativa da sempre sostenuta. Essa diventa costruzione di un progetto di giustizia, civiltà e cultura, sinonimo di rinascita e possibilità.
Per tre decenni il manifesto dell’OSPAAAL si è distinto sia per la sua eccezionale ideo-estetica-comunicativa sia per la sua efficacia rinnovatrice nell’utilizzo delle sue risorse grafiche e per la fedeltà adottata nel suo impegno sociale con i diseredati del mondo .
A suo favore c’è la facoltà di evocare e innalzare alti valori etici e morali, insieme alla virtù di promuovere idee giuste e altruiste e, allo stesso tempo, rafforzare l’internazionalismo solidale terzomondista che ne fu sua base.
Nella sua concezione grafica ha predominato l’eclettismo stilistico, la giustapposizione culturale e il sistematico incremento del suo lessico complessivo .
Risulta impressionante la diversità dei popoli ai quali ha diretto il suo messaggio, la varietà tematica affrontata, la molteplicità delle influenze assunte criticamente, l’usufrutto della simbologia culturale dell’Occidente con carattere di appartenenza e la metabolizzazione dei suoi significati liberati dalle loro condizionanti primogeniture.
L’emissone comunicativa carente di ingenuità ha permesso la sua percezione e il giudizio sia di intellettuali che di analfabeti di nazionalità e culture diverse dei cinque continenti .
Riassumendo, il manifesto dell’OSPAAAL è stato paradigma del multiculturalismo, un leale esponente ideo-estetico dei principi rivoluzionari dell’Organizzazione che gli ha dato vita e che è considerata su scala internazionale fra le agenzie di propaganda più prolifica ed efficace.
Fase 2: niente sicurezza, niente produzione!
Il governo Conte, attuando la volontà di Confindustria, ha deciso di riaprire, da lunedì 4 maggio, le attività manifatturiere e delle costruzioni.
Più di quattro milioni e mezzo di operai, con il ricatto del lavoro e del salario, sono costretti a lavorare per produrre il plusvalore, fonte del profitto capitalistico e dei redditi delle classi sfruttatrici.
Questo, il contenuto essenziale della c.d. “Fase 2”, che presenta rischi concreti di una diffusione dei contagi fra operai e loro familiari, con il coinvolgimento del territorio.
L’esperienza di questi mesi, dalle fabbriche agli ospedali, ha dimostrato che la classe dominante ha esposto lavoratori e lavoratrici al virus per salvaguardare a ogni costo i profitti e il suo sistema; obbligandoli persino a lavorare senza gli adeguati mezzi di protezione.
Le aree maggiormente colpite sono quelle in cui la produzione non si è mai fermata, a forza di esenzioni e deroghe, seguendo le “leggi della giungla” del capitalismo.
Se qualche misura è stata adottata è grazie alle proteste e agli scioperi contro la mancanza di dispositivi di protezione e la sanificazione, per la chiusura di attività non essenziali e per “ammortizzatori sociali”.
Anche la pandemia in corso ha dimostrato che quando si ferma la classe operaia si ferma tutto. Impariamo da questa esperienza per riprendere fiducia nella nostra forza!
Per difendere la salute e la sicurezza, il lavoro e il salario, per non essere carne da macello agli interessi di un pugno di parassiti, abbiamo lo strumento della lotta di classe, unitaria e organizzata. Non sacrifichiamo la nostra vita sull’altare del profitto capitalistico!
Imponiamo l’adozione dei mezzi necessari a salvaguardare la sicurezza e la salute, in fabbrica e sui mezzi di trasporto. Con la salute si lavora, senza NO!
Organizzarsi nei posti di lavoro, sviluppare i collegamenti tra le fabbriche e nel territorio, strappare ogni ambito sindacale dalle mani delle burocrazie e riprendere l’iniziativa per la difesa contro le criminali politiche di padroni, Stato e governo.
La nostra solidarietà agli scioperi e alle lotte contro l’assenza di sicurezza, le inadempienze, le rappresaglie padronali, le imposizioni governative.
Il nostro appoggio alle denunce sulle violazioni delle norme di sicurezza, sulle irregolarità e le malefatte padronali.
La situazione impone la mobilitazione, l’unità e la solidarietà di classe, per far ricadere il peso della epidemia e della crisi sui padroni e i ricchi!
Coordinamento comunista toscano (CCT) coordcomtosc@gmail.com
Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) coordcomunistalombardia@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia teoriaeprassi@yahoo.it

















