San Raffaele: aiutiamoli a spezzare le catene

Prosegue l’agitazione dei lavoratori dell’ospedale San Raffaele di Milano e del gruppo San Donato. Dopo le iniziative dei mesi scorsi che in qualche modo erano state “raffreddate” dall’emergenza Covid-19, oggi le delegate e delegati si incateneranno davanti la loro sede di lavoro.

I motivi della protesta? Sempre quelli:

  1. la contrarietà al cambio di contratto: la società vuol passare dal contratto nazionale pubblico a quello della sanità privata, naturalmente con un peggioramento economico per i lavoratori;
  2. contro la messa in FIS (Fondo Integrazione Salariale) per ben 782 lavoratori, compreso il personale dell’accettazione che è essenziale per evitare assembramenti nelle accettazioni;
  3. ma anche, contro l’appalto di un reparto Covid ad una società di “professionisti”;
  4. al Policlinico San Donato altri 247 tecnici, amministrativi, OSS in FIS.

Dopo tutti gli sforzi fatti da tutte le figure professionali per operare in condizioni di assoluta emergenza per combattere contro il corona virus, nonostante la mancanza di dispositivi di protezione individuali, l’assenza di tamponi fatti ai lavoratori, i massacranti turni di 12 ore, dopo questo inferno, ecco la ricompensa: un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita!Tutto questo dimostra ancora una volta quanto sia sbagliato e pericoloso il binomio proprietà privata e sanità. Non dimentichiamoci tutti i sussidi pubblici avuti, non dimentichiamo la raccolta fondi che ha portato circa 8 milioni di euro di donazioni.
Già in passato i dipendenti avevano chiesto di rendere pubblico il San Raffaele.
Oggi, proseguendo l’emergenza corona virus, i delegati e delegate trovano ancora una volta una limitazione al loro diritto di manifestare e di difendere i loro diritti e per farlo si incatenano simbolicamente.
Non possiamo che esprimergli tutta la nostra solidarietà, non possiamo che immedesimarci nella loro lotta.
La battaglia dei lavoratori del San Raffaele e del gruppo San Donato, non è solo una rivendicazione di diritti, ma è anche una battaglia contro la barbarie della presenza privata nella sanità! La sanità deve essere completamente pubblica e gratuita. Dove bisogna tutelare la salute, dove bisogna far di tutto per salvare vite, non ci possono essere consigli di amministrazione che spaccano il capello in quattro per racimolare qualche euro in più di profitto. Questo è il capitalismo, un sistema dove speculare sulla salute e sulla vita o la morte appare normale, tutto è lecito se porta profitto. Occorre lottare contro tutto questo, capire che si può e si debba pretendere e conquistare con la lotta una società migliore e radicalmente diversa, non più basata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e delle strutture sanitarie.
Denunciamo pubblicamente le vergognose richieste dei padroni del gruppo San Donato: i loro utili, i loro preziosi profitti li ottengono solo grazie al prezioso impegno di chi vogliono sfruttare ancora di più.
Coraggio lavoratori in lotta! Noi sosteniamo la vostra battaglia, non possiamo essere fisicamente al vostro fianco, ma possiamo cercare di farvi sentire la nostra vicinanza.
Basta con la mala-sanità privata che ha portato alla morte migliaia di lavoratori pensionati nelle RSA!
Lavoratori, cittadini, sosteniamo i lavoratori del San Raffaele e del gruppo San Donato, creiamo comitati di lotta che pretendano che tutta la sanità sia pubblica.

REQUISIZIONE SENZA INDENNIZZO E PASSAGGIO
AL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO DELL’INTERA SANITÀ PRIVATA!
LIBERTÀ DI ASSEMBLEA, SCIOPERO E MANIFESTAZIONE!
La lotta di classe non va in quarantena!

f.i.p. 13/05/2020

Coordinamento comunista toscano (CCT) coordcomtosc@gmail.com
Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) coordcomunistalombardia@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia teoriaeprassi@yahoo.it

Scarica e diffondi il volantino

Qui di seguito l’audio dell’intervista del 13-05-2020 a Radio Onda d’Urto con la delegata Margherita Napoletano

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