Nakba: una data che l’imperialismo vorrebbe far cadere nell’oblio

Il 15 maggio 1948 è una data chiave per il popolo palestinese, l’inizio della Nakba (catastrofe), coincidente con la proclamazione dello Stato di Israele, avamposto dell’imperialismo occidentale in terra araba.
In realtà in Palestina l’ideologia sionista aveva dal primo momento dell’occupazione della Palestina (verso la fine del 1920) fatto ricorso a pratiche terroristiche, sfociate in un vero e proprio genocidio nel ’47-’48 con assassinii di massa, gli arresti e le torture o le punizioni collettive.
A 72 anni tenere viva la memoria significa anche evidenziare la situazione attuale della Palestina.

La proposta di Trump-Netanyahu definita “accordo del secolo” vorrebbe mettere fine alla decennale lotta di resistenza del popolo palestinese, legalizzando e rendendo permanente l’occupazione israeliana della Cisgiordania e con essa dell’intera Palestina.
I punti salienti del sedicente accordo: “Gerusalemme capitale indivisibile di Israele”, “Annessione delle colonie in Cisgiordania e dell’intera Valle del Giordano”, “No al Diritto al Ritorno per i palestinesi in Palestina”, “(eventuale) Stato palestinese demilitarizzato, senza continuità territoriale e con frontiere controllate da Israele”, “Disarmo totale e incondizionato della Resistenza palestinese”, “Riconoscimento di Israele come Stato degli ebrei”, non lasciano spazio a interpretazioni differenti e spazzano via definitivamente le velleità generate dopo i fallimentari accordi di Oslo del 1993.
Dall’altro canto, la resistenza palestinese, oggi presente per lo più nella striscia di Gaza, continua a rafforzarsi in uno stretto legame con le altre forze della resistenza araba alle mire espansionistiche dell’imperialismo nel medioriente. È appunto nella cornice mediorientale che è nata e va inquadrata la “questione palestinese”.
Dobbiamo anche dire che da due decenni il popolo palestinese si trova con un nemico interno che ha rafforzato i suoi apparati securitari in collaborazione con l’occupante sionista – l’ANP. Questa struttura finanziata dalle forze imperialiste e sioniste è servita per consolidare e rafforzare l’insediamento e l’occupazione sionista della Palestina. Gli USA, le Petromonarchie del Golfo e lo Stato sionista hanno creato una corrotta élite borghese al servizio dell’imperialismo e del sionismo. Il ruolo assegnato a questa struttura è quello di soffocare sul nascere ogni tentativo di resistere al dominio imperialista-sionista attraverso la persecuzione poliziesca dei resistenti e una pressione psicologica volta a suscitare la resa.
Con le ultime elezioni anche i rappresentanti arabi presenti nella Knesset – il parlamento israeliano – hanno “condannato la violenza” delle legittime azioni della resistenza palestinese e proposto soluzioni riformiste e non violente di godimento dei diritti minimi della popolazione palestinese, diventata minoranza nella sua stessa terra.
Un progetto impossibile sotto l’occupazione di un regime colonialista tra i più feroci che l’umanità intera abbia mai conosciuto.
In questo scenario tutto è ancora da scrivere e un ruolo importante lo ha e lo deve avere la solidarietà di classe internazionale, perché è chiaro ormai alle classi subalterne di come il capitalismo e l’imperialismo siano nemici dell’umanità.
Sostenere la lotta per l’autodeterminazione del popolo palestinese e la sua resistenza, auspicando che essa si unifichi in un solo fronte che rifletta le aspirazioni storiche di tutti i palestinesi, significa credere che il distopico sogno sionista di una Palestina senza palestinesi può essere bloccato.
Significa denunciare la politica filosionista del governo italiano, esigere la cancellazione degli accordi militari, commerciali, etc. con lo Stato sionista israeliano, esigere la fine del blocco di Gaza e l’abbattimento del Muro, rilanciare la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, rivendicare la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, mettendo Israele di fronte alle sue responsabilità per i crimini commessi contro il popolo palestinese.

f.i.p. 15 maggio 2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

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