accadde oggi

14 novembre: 1943/1968/1973

14 novembre 1943

Ferrara, 17 antifascisti sono fucilati perché accusati della morte del federale Ghisellini

14 novembre 1943

Milano. Nascono i “Gruppi di Difesa della donna”. Non l’unione di gruppi femminili dei vari partiti, ma un movimento aperto alle donne, di massa, non federativo. Il programma dell’organizzazione fissava alle donne compiti immediati e di prospettiva. Organizzare nelle fabbriche, negli uffici, nelle campagne la resistenza alle violenze tedesche. Assistere le famiglie dei partigiani, dei fucilati, degli internati in Germania e tutte le vittime della reazione nazifascista.

14 novembre 1968

Sciopero generale sindacale contro le gabbie salariali, per le pensioni e le riforme

14 novembre 1973

Atene. Gli studenti del Politecnico occupano l’Università per protestare contro la dittatura militare dei colonnelli. Gli scontri si allargano a parti della città, studenti e operai attaccano le pattuglie dell’esercito. La repressione è pesantissima: 42 morti e centinaia di feriti. È l’inizio della fine del regime militare che si è imposto con un colpo di Stato nel 1967

Campi Bisenzio (Fi)

Solidarietà e sostegno
alla vertenza/mobilitazione
della classe operaia ex Gkn

Oggi, 7 novembre, presidio ai cancelli contro l’arrivo dei camion per svuotare la fabbrica, come comunicato a Rsu e Collettivo di fabbrica il 4 novembre.
Al presidio hanno partecipato, nel momento di massima affluenza, 350-400 persone. Molte di più hanno presenziato nelle ore del presidio in cui si è svolta l’assemblea con interventi del Collettivo Gkn, del gruppo solidali, delle realtà sindacali e politiche presenti.
I sindacati di base (Cub Firenze – Usb lavoro privato – Cobas lavoro privato), per permettere ai lavoratori la partecipazione e di solidarizzare con gli operai della ex Gkn, hanno indetto unitariamente lo sciopero dei lavoratori del settore privato della provincia di Firenze per l’intera giornata.
Grazie alla numerosa presenza in solidarietà – compresi i compagni dell’ULPC – con gli operai, gli annunciati camion non si sono visti.
La lotta continua!

accadde oggi

8 novembre 1926
Roma viene arrestato Antonio Gramsci e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, nonostante l’immunità parlamentare di cui godeva in quanto eletto deputato nelle elezioni del 6 aprile 1924.
Gramsci, venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione. Il pubblico ministero concluse la sua requisitoria con questa frase: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare». Verrà rilasciato in fin di vita nel 1935

8 novembre 1943
Villadossola (NO) insorge.
I nazisti massacrano un gruppo di partigiani

8 novembre 1947
A Marsala (TP) la mafia agraria siciliana uccide il sindacalista Vittorio Pipitone compiendo il suo 19° assassinio politico

accadde oggi

8 novembre 1926Roma viene arrestato Antonio Gramsci e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, nonostante l’immunità parlamentare di cui godeva in quanto eletto deputato nelle elezioni del 6 aprile 1924.
Gramsci, venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione. Il pubblico ministero concluse la sua requisitoria con questa frase: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare». Verrà rilasciato in fin di vita nel 1935

accadde oggi

1 novembre 1944
Nasce il Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile di lotta contro i nazifascisti

1 novembre 1993
Entra in vigore il Trattato di Maastricht

3 novembre 1944
Il CVL viene affidato al generale Cadorna, vicecomandanti sono F. Parri e L. Longo

7 novembre 1917
I Bolscevichi assaltano il Palazzo d’Inverno, sede del Governo provvisorio retto da Aleksandr Fëdorovič Kerenskij. È l’inizio della vittoriosa Rivoluzione d’Ottobre che porta al potere il proletariato

7 novembre 1944
A Bologna, medaglia d’oro al V.M. Scontro armato tra nazisti e partigiani: muoiono dodici gappisti e duecento nazifascisti

Solidarietà ai lavoratori e al popolo del Burkina Faso

dalla Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni marxisti-leninisti

Comunicato CIPOML

In Burkina Faso è avvenuto un nuovo colpo di Stato, il secondo negli ultimi nove mesi. Il 30 settembre 2022 le forze armate hanno rovesciato il tenente colonnello Paul Henri Sandaogo Damiba, che aveva assunto il potere il 24 gennaio 2022, attraverso un’azione simile. Damiba, un burattino dell’imperialismo francese, aveva istituito un governo caratterizzato dalla corruzione e aveva come agenda nascosta il ritorno al potere dell’ex dittatore Blaise Compaoré, motivo per cui il popolo ha lottato contro di lui. In diverse città, e in particolare ad Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, il 29 e 30 settembre e il 1° ottobre si sono verificate massicce mobilitazioni popolari, per esprimere il rifiuto del governo Damiba e il dominio dell’imperialismo, e come espressione della ricerca di un vero cambiamento a favore dei lavoratori e delle masse popolari.
Questo nuovo colpo di Stato accade nel mezzo di una grave crisi politica e di sicurezza per la popolazione, a causa della guerra civile reazionaria imposta dalle potenze imperialiste – soprattutto l’imperialismo francese – e dalla presenza fin dal 2015 di gruppi terroristici armati – ISIS e Al Qaeda – al loro servizio.
La rimozione di Damiba non è altro che una sostituzione a livello di palazzo, motivo per cui il nostro partito fratello, il Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico chiama il popolo insorto e la gioventù patriottica e rivoluzionaria ad essere vigili e a non farsi illusioni sui nuovi golpisti che provengono dalla stessa matrice del Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione (MPSR) che ha portato Damiba al potere.
La rimozione di Damiba non è altro che una sostituzione a livello di palazzo, motivo per cui il nostro partito fratello, il Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico chiama il popolo insorto e la gioventù patriottica e rivoluzionaria ad essere vigili e a non farsi illusioni sui nuovi golpisti che provengono dalla stessa matrice del Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione (MPSR) che ha portato Damiba al potere.
La Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni marxisti-leninisti, CIPOML, esprime solidarietà ai lavoratori, ai giovani e al popolo del Burkina Faso che si battono per espellere dal loro territorio le truppe dell’imperialismo francese e le bande terroristiche dell’ISIS e di Al Qaeda, per porre fine al dominio delle classi sfruttatrici autoctone.
Solo ponendo fine al dominio imperialista, allo sfruttamento della borghesia reazionaria e dei residui delle forze feudali, gli operai e il popolo del Burkina Faso potranno realizzare la loro emancipazione sociale e nazionale.
Viva la lotta dei lavoratori, dei giovani e del popolo del Burkina Faso!
Solidarietà con il Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico!

Ottobre 2022

Comitato di Coordinamento Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti – CIPOML

Prato. Licenziamenti e brutale violenza

Sgomberato il presidio degli operai licenziati dalla Iron&logistics

Era arrivato per citofono il licenziamento di 22 operai della ‘Iron&Logistics’, azienda di proprietà italiana, che si occupa di stireria e logistica in conto terzi per griffe di moda. I lavoratori si sono presentati in azienda, ma il loro badge d’ingresso non funzionava e al citofono gli è stato comunicato il licenziamento.
Gli operai licenziati – tutti di origine straniera e considerati ‘scomodi’ per avere denunciato il ritardo cronico dei pagamenti del salario e richiesto l’applicazione del contratto – con l’aggravante di essere iscritti a un sindacato (Si Cobas).
Già dai primi giorni di ottobre i lavoratori avevano organizzato la protesta con un presidio sindacale, centro di solidarietà di altri lavoratori. Alle 3 di notte del 21 ottobre polizia, carabinieri, guardia finanza e polizia municipale, sostenuti da 1 elicottero, hanno attaccato le tende del presidio dove gli operai dormivano, e con violenza e cattiveria l’hanno sgomberato distruggendolo e portando 7 lavoratori in questura dove, tra i vari capi di accusa, li aspetta anche una multa di 176 euro per occupazione di suolo pubblico.

Riportiamo il comunicato SiCobas di Prato, uscito immediatamente.

“Tende, tavoli, striscioni, bandiere, gazebi: un presidio sindacale distrutto, come spazzatura. 7 persone svegliate mentre stavano dormendo, da 4 reparti antisommossa e un elicottero, infilate nelle volanti con violenza, come spazzatura. La coordinatrice sindacale Sarah Caudiero, arrivata sul posto, presa e portata in Questura.
A Prato oggi si è consumato un fatto di una vergogna inaudita. I presidi sindacali in questa città venivano distrutti dalle squadracce fasciste nel Ventennio, e negli scorsi anni dalle squadracce delle aziende con tirapugni e mazze da baseball. Oggi questo lavoro se l’è assunto la Questura.
Forse ancora non hanno capito che questi lavoratori non sono spazzatura. Che iscriversi al sindacato è un diritto, anche nel distretto tessile. Che a testa bassa in fabbrica non ci si entra più. Che siamo uniti, forti, che tocca uno tocca tutti non sono parole ma la realtà quotidiana degli operai.
Tintoria Fada, DL, Sunshine, GM, 2020, Superlativa, Panificio Toscano, Pelletteria Rcl, Gdi, Arcobaleno, Digi Accessori, Texprint, Ritorcitura Duemila, D-Tex, ImportaEsporta, Chen Lumei. Questa mattina lo sciopero provinciale in solidarietà alle persone fermate ha coinvolto tutto il distretto ed è arrivato sotto i portoni della questura di Prato, dove questa forza ha fatto sì che le 8 persone venissero rilasciate.
Ma la giornata di lotta continua, perché questo fatto è troppo grave, e proporzionata sarà la risposta dei lavoratori, con il sorriso in faccia che non ci toglieranno mai. Oggi, domani, fino alla vittoria. Come sempre.
Seguiteci per scoprire dove continuerà questa grande giornata di lotta e raggiungerci!”
Si Cobas

Terremoto dell’Aquila

Per il tribunale civile è “colpa anche dei morti… hanno continuato a dormire nei loro letti”
Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Questa è l’aberrante conclusione del tribunale civile dell’Aquila, che ha riconosciuto una “corresponsabilità del 30%“ in capo alle 24 vittime del crollo di via Fossa seguito al terremoto che il 6 aprile 2009 (giorno della scossa principale) fece 309 morti e  1.600 feriti.
Per i giudici dell’Aquila “ E’ fondata l’eccezione di concorso di colpa delle vittime, costituendo obiettivamente una condotta incauta quella di trattenersi a dormire nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte del 6 aprile”. Quindi i risarcimenti dovuti ai parenti delle vittime devono essere ridotti del 30%.
Ricordiamo che nel 2014 erano stati processati e condannati in 1° grado i componenti della Commissione Grandi Rischi (che faceva capo alla presidenza del Consiglio dei ministri), compresi i vertici della Protezione Civile, per aver  “rassicurato” la popolazione in merito alla gravità degli eventi sismici che si stavano verificando sul territorio.  La sentenza fu poi ribaltata in appello e in Corte di Cassazione, che riconobbero colpevole il solo vice-capo della Protezione Civile De Bernardinis, braccio destro di Guido Bertolaso, per aver affermato in una intervista parole che i giudici definirono “negligenti e imprudenti”: egli  venne condannato a 2 anni.  Bertolaso venne invece assolto.
In numerosissime occasioni abbiamo detto quanto qui ribadiamo:  la legge NON è uguale per tutti, la ‘giustizia’ è di classe, difende i padroni e chi rappresenta i loro interessi, gli organi dello Stato e chi ne fa parte.
Valga per tutti l’esempio di Mauro Moretti, amministratore delegato  delle  Ferrovie, condannato – per ora – per la strage di Viareggio ma liquidato con 9 milioni di euro e promosso a guidare la Leonardo S.p.A., di cui il Ministero dell’Economia detiene il 30% delle azioni,  e poi passato alla presidenza della sua Fondazione.
Se le migliaia di morti sul lavoro hanno già vissuto l’ingiustizia sulla loro pelle nei processi penali , dove ben raramente i padroni vengono condannati, in genere a pene irrisorie, con questa sentenza ci lanciano un altro messaggio: anche in sede civile vale lo stesso principio.
Ma questo non ci deve scoraggiare, in questa barbara società capitalista fondata sul profitto  e sul sangue di lavoratori e cittadini il nostro terreno più importante non sono i tribunali ma la lotta, e continueremo a lottare senza delegare a nessuno – tanto meno ai giudici – la difesa dei nostri interessi: la salute, la vita umana e un futuro degno di essere vissuto, senza più morti di lavoro e stragi di civili.

Sesto S.Giovanni, 12.10.2022
via Magenta, 88
20099 Sesto S. Giovanni  MI / tel+fax 0226224099
c/o Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”