accadde oggi

9 aprile 1948
Proclamazione della Repubblica popolare cecoslovacca che sancì la nazionalizzazione dei principali mezzi di produzione. Il governo Gottwald è formato in prevalenza da comunisti e socialisti.

9 aprile 1969
A Battipaglia le operaie del tabacchificio sono in sciopero contro la minacciata chiusura della fabbrica. La polizia reprime ogni manifestazione. Muoiono Carmine Citro di 19 anni, colpito alla testa da un colpo di pistola, e Teresa Riccardi di 30 anni, colpita in pieno petto mentre era affacciata alla finestra. Il giorno successivo tutta l’Italia scende in sciopero.

accadde oggi

6 aprile 1941

L’Italia fascista con le truppe tedesche e ungheresi, invade la Jugoslavia. Anni terribili durante i quali i soldati italiani di stanza nei territori annessi o occupati, non furono semplici spettatori, ma protagonisti di stragi e crimini di guerra. Una delle pagine più buie della storia nazionale, per questo è stata nascosta e volutamente dimenticata.

accadde oggi

4 aprile 1944

A Trieste entra in funzione il forno crematorio della Risiera di San Sabba dove vengono cremati dalle SS 70 antifascisti fucilato a Opicina.

4 aprile 1949

Firmato a Washington da 12 Stati – 10 appartenenti al continente europeo: Italia, Francia, Regno Unito, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Norvegia e Islanda e 2 al continente nordamericano: Stati Uniti e Canada – il Trattato NATO con lo scopo di costituire un’alleanza militare a carattere difensivo in caso di attacco ad uno dei Paesi parte dell’Alleanza. In realtà si è trattato di un’alleanza creata contro il blocco sovietico che ha poi imposto a tutti i Paesi aderenti la presenza di basi militari-nucleari sui rispettivi territori. Negli anni ’50 fanno il loro ingresso anche Grecia, Turchia e Repubblica federale tedesca e nel 1982 la Spagna. Oggi coinvolge 30 Paesi.

4 aprile 1968

Nella “democratica America” viene assassinato Martin Luther King. I neri e i poveri si mobilitano e marciano verso Washington.

accadde oggi

Mosca 1 aprile 1939

Muore all’improvviso Anton Semenovič Makarenko. Diplomato maestro durante la guerra civile del 1917 si dedica al recupero di ragazzi abbandonati, di strada, alcuni dediti a furti e crimini vari. La pedagogia di Makarenko segue ideali e valori comunisti di ispirazione marxista, nel periodo rivoluzionario e dell’edificazione socialista in Unione Sovietica dopo il 1917, anno della Rivoluzione d’ottobre. In questa prospettiva, lo scopo dell’educazione è quello di formare un cittadino che sappia agire in collettività per il benessere sociale.

1 aprile 2001

Il presidente della Jugoslavia Slobodan Milosevic viene fatto prigioniero da forze speciali di polizia: è ritenuto responsabile di crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia (AIA). Milošević non riconobbe la validità legale del tribunale, fu trovato morto nel carcere dell’Aia la mattina dell’11 marzo 2006. Poco prima della morte Milošević aveva espresso timori che lo stessero avvelenando.

28 marzo: una forte mobilitazione e si va avanti

Il coordinamento inter-sindacale ha lanciato una nuova giornata di mobilitazione il 6 aprile

Partito Comunista degli Operai di Francia

La decima giornata di scioperi e manifestazioni ha mostrato chiaramente che non era questo il momento per dichiarare la fine della mobilitazione.
I settori in sciopero c’erano: energia, SNCF [ferrovie francesi – ndt], trattamento rifiuti, anche se è difficile allargare il movimento di sciopero o far aderire a scioperi ripetuti.
C’erano giovani, studenti e liceali, con università e scuole bloccate. La repressione dei manifestanti che si opponevano ai bacini, erano in molti a Sainte Soline sabato, era denunciata su molti cartelli, in connessione con la denuncia della violenza della polizia, in particolare quella degli agenti di polizia BRAV-M [Brigate di Repressione delle Azioni Violente – Motorizzate, unità di polizia create nel 2019 per reprimere i Gilet Gialli; sono oggetto di inchieste giudiziarie per atti di particolare violenza sui manifestanti – ndt]. Cresce la richiesta di scioglimento di queste unità. Aumentano i controlli della polizia e il lancio di lacrimogeni, soprattutto nelle città, dove molti giovani partecipano a manifestazioni e azioni.
L’ampiezza delle manifestazioni, ancora una volta particolarmente forti nelle città grandi, medie e anche piccole, ha dimostrato che la “pausa” non era all’ordine del giorno [la “pausa” consiste nella proposta di congelare per un mese e mezzo l’art. 7 della riforma delle pensioni, articolo che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni, e di nominare dei mediatori al fine di raggiungere un compromesso sociale con il governo – ndt].
A fine mattinata, questa proposta, lanciata dal leader della CFDT, L. Berger, era già stata dibattuta nelle file dei manifestanti, e ancor di più, nelle manifestazioni e nelle discussioni del pomeriggio. Ha attraversato il congresso confederale della CGT, che si sta tenendo a Clermont Ferrand, dove l’intervento di P. Martinez a sostegno della proposta di Berger non è “passato” tra i delegati [la proposta di “pausa” è stata ripresa anche dal sindacato FO Force Ouvriere – ndt].

Il rigetto di questa riforma, soprattutto dei 64enni, rimane molto forte tra i lavoratori e anche più in generale, e viene respinto il rifiuto di Macron di tenerne conto.
Quanto alla criminalizzazione della protesta sociale, a colpi di candelotti di ogni genere, manganelli a pioggia e arresti, essa è ampiamente denunciata, soprattutto dai giovani.
I legami di solidarietà che si sono intessuti tra i partecipanti alle azioni di blocco e ai picchetti, si stanno rafforzando. È un fattore importante per questo movimento e per le lotte future.
In diverse aziende, volantini recanti le sigle del sindacato CGT aziendale e quelli di altri sindacati CGT di altri settori, incitavano allo sciopero e alla manifestazione di questo 28 marzo.
Vediamo anche nei giovani il desiderio di approfondire la comprensione delle implicazioni di questa riforma sui giovani stessi e sui loro “nonni e nonne”, per convincere chi li circonda ad aderire al movimento, allargando la protesta a tutta la società.
Molti lavoratori si organizzano per poter partecipare alle azioni e soprattutto alle manifestazioni che scandiscono questo movimento, scioperando nelle giornate di mobilitazione. Ciò dimostra che stanno proiettando in un movimento di lungo periodo, senza rinunciare a rivendicare il ritiro della riforma.
Il coordinamento inter-sindacale ha lanciato una nuova giornata di mobilitazione il 6 aprile.
Come diciamo alla fine del volantino del partito distribuito in tutte le città dove siamo organizzati o abbiamo dei compagni: “no, non è finita”.

PCOF, 29.03.2023

Un articolo(traduzione a cura di ULPC)

(da un articolo tratto da http://www.pcof.net, traduzione a cura di ULPC)