Meno promesse! Più personale, subito!

Riceviamo e pubblichiamo:

In Toscana mancano 6.000 infermieri, 400 medici dell’emergenza e del 118, ma mancano anche anestesisti, chirurghi, pediatri, cardiologi, medici di medicina generale, oss, radiologi, tecnici di laboratorio, ecc.

Una situazione esplosiva che con il blocco delle assunzioni, la sospensione di operatori non vaccinati, malati e quarantena dal Covid-19, rende insostenibile lo svolgimento delle attività sanitarie. Il peggioramento delle condizioni di lavoro con l’aumento dei carichi individuali, alimentato da un sentimento di sfiducia per un possibile miglioramento della situazione, ha spinto numerosi medici ad abbandonare gli ospedali in favore del privato o ad anticipare il pensionamento.

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Sanità: liste d’attesa o in attesa … della lista?!

Riceviamo e pubblichiamo:

Il servizio sanitario pubblico deve avere come fine la cura dei/lle cittadini/e, come espresso dalla legge 833/1978: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale …”. Vediamo, ad es., la problematica delle le liste d’attesa per accedere alle prestazioni sanitarie, sia urgenti che ordinarie.

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Non si può difendere la Sanità pubblica senza tutelare le condizioni di lavoro del personale!

Dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici!

Riceviamo e pubblichiamo:

Proprio un anno fa (ottobre 2020), Giani si esibiva con le solite dichiarazioni: “stiamo lavorando al massimo per uscire quanto prima da questa emergenza sanitaria! Il sistema sanitario funziona e riesce a dare risposte se i grandi investimenti nell’edilizia sanitaria e nell’ammodernamento delle tecnologie si coniuga con le energie di donne e uomini che vi lavorano!”

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