Massima allerta solidale: Qf verso la liquidazione?

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

1. Quarto mese senza stipendio. Senza tredicesima. L’azienda non ci manda nemmeno le buste paga, i cedolini dello stipendio, da dicembre. Senza benzina per raggiungere i turni per svolgere l’attività vitale di custodia e manutenzione a salvaguardia della fabbrica. 98 decreti ingiuntivi approvati. Con un prototipo di Cargo Bike prodotto con le nostre mani e uno sguardo alla produzione di rinnovabili. Con un progetto di fabbrica pubblica e socialmente integrata. Senza nulla, ma pieni di orgoglio e dignità.

2. Borgomeo si prepara alla liquidazione? Voci insistenti si moltiplicano. Se così fosse, tutti lo sanno sulle nostre teste e alle nostre spalle. Se così fosse, questo sta avvenendo in barba ad ogni trasparenza sociale, contrattuale, sostanziale e formale. Sarebbe l’ennesimo schiaffo a istituzioni e tavoli tra le parti sociali. Il che dovrebbe come minimo fare indignare. L’indignazione, di solito, è un moto della dignità. E da sola, è ben poco. Ma pare che anche quel poco per le istituzioni sia troppo.

3. Ieri sono avvenuti i primi due pignoramenti mobiliari in Qf: da quel che ci è stato detto, è stato pignorato un robot motoman e un macchinario automatico per il controllo qualità denominato “Vision”. Eccellenze industriali, investimenti recenti, di industria 4.0, che giacciono inutilizzate e sprecate. L’azione legale dei lavoratori arriva a fare chiarezza dove un intero sistema istituzionale fallisce. E’ un dato di fatto.

4. Abbiamo presentato i piani industriali il 20 dicembre, dopo 10 giorni di consultazione popolare. Da lì sono partiti ulteriori incontri di approfondimento. La cassa integrazione per riorganizzazione è stata individuata come possibile strumento della messa a disposizione dello stabilimento ai piani di reindustrializzazione dei lavoratori e allo scouting pubblico della Regione. Il 20 gennaio Qf ha aperto la procedura di cassa. La procedura scadeva il 13 febbraio. Senza perdere un attimo, abbiamo dato disponibilità a incontri serrati, giorno e notte se necessario. Qf è sparita e ha dato disponibilità a discutere DAL 21 febbraio. 20 dicembre, 20 gennaio, 21 febbraio: così va avanti da mesi, sprecando mesi come fossero noccioline, di incontro in incontro. Incontri inconcludenti per dare l’impressione che qualcosa si discute, per non discutere di nulla. Borgomeo è uno sprecatore di mesi. Un cinico uso del tempo – deliberato o no, ognuno si faccia un’idea – con l’effetto di provare a indebolire e logorare la vertenza e il Collettivo di fabbrica.

5. Il diritto alla retribuzione è inviolabile. Non esistono “finestre di privazione retributiva” con un contratto a tempo indeterminato. Ed è il soggetto privato, l’impresa, che deve agganciare un eventuale ammortizzatore sociale. Se l’imprenditore privato – per incompetenza o pura negligenza o qualsiasi altro motivo – non è in grado di agganciare l’ammortizzatore sociale, paga il rischio di impresa, pagando gli stipendi. È un banale principio di responsabilità che vale per tutti, per noi, per voi, non per Francesco Borgomeo e per il Ministero del Lavoro, evidentemente. Con l’invenzione della cassa straordinaria retroattiva in deroga, infatti, il Ministero del Lavoro sancirebbe che si può decidere a febbraio 2023 come tu eri al lavoro e come avresti dovuto essere pagato nel 2022 (!!!).

6. Dalle visure, risulta che Pvar è diventata la controllante di Qf/Gkn Firenze al posto di Plar. Anche se il 23% del capitale sociale della Pvar è della Plar. Pvar è la seconda società creata da Borgomeo. La prima era Plar, creata nel 2021. Nel maggio del 2022, è stata creata la Pvar. La Pvar si occupa di “acquisizione di complessi, aziendali qualunque sia il loro oggetto sociale, (…) l’acquisto, la permuta, la vendita, la costruzione, la ristrutturazione di beni immobili”. L’eventuale liquidazione e questo cambio societario alludono forse ad una pura operazione immobiliare?

7. Firenze, sta succedendo di nuovo. Come alla Bekaert, come all’Electrolux. Sta succedendo ora. “Ma noi siamo ancora qua, eh già!”. Possiamo essere l’ennesimo episodio di ciò che è già avvenuto. O il precedente di quello che finalmente può cambiare. Ed è forse per questo che ci assediano: non si possono permettere un precedente. Ed è questo invece quello che ci stiamo giocando in questa vicenda. Noi ci stiamo giocando lo stipendio e il posto di lavoro. Voi tutte e tutti vi state giocando un precedente in grado di scompigliare l’intera politica di deindustrializzazione e impoverimento del paese.

8. Gli assedi a volte si rompono. Le maschere a volte cadono. La verità a volte riesce ad arrivare prima della bugia. E a volte la fabbrica riparte. Magari pubblica e socialmente integrata, mutualistica, in linea con una vera transizione ecologica. Massima allerta solidale, perché è il punto più buio della notte. Il punto più duro che però di solito precede l’alba. Massima allerta solidale, ognuno al proprio posto in questa vicenda.

#insorgiamo

Regionali: il “partito” astensionista strappa la maggioranza assoluta

Infatti, in Lombardia si è recato alle urne il 41% degli aventi diritto al voto, nel Lazio il 37%. Ai non votanti si devono aggiungere le schede bianche e nulle, da parte di elettori ed elettrici che non intendono delegare a partiti, movimenti e liste civiche, della kermesse elettorale. Se le elezioni avessero le stesse modalità del referendum, che per essere valido deve registrare almeno il 50% + 1 di votanti del corpo elettorale, sarebbero sonoramente bocciate.
Questi, se la suonano e se la cantano, ma in tanti, in troppi, non intendono più stare a sentire la loro musica.
Oltre il 60% degli aventi diritto al voto ha espresso, disertando le urne, dissenso e opposizione che, purtroppo, ancora non riescono a trasferirsi nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle scuole, nelle piazze.
Le forze politiche e partitiche che tanto blaterano sulle loro maggioranze, quando va loro bene, governano e gestiscono il proprio potere con il 25%.
Nella Regione Lombardia si conferma una destra che ha disastrato la sanità pubblica; nel Lazio ‘vince’ l’avv. Rocca, presidente nazionale della Croce rossa, che favorirà ancora di più la privatizzazione della sanità in regione.
C’è continuità di questo governo con quelli del passato nell’amministrare il capitalismo, le imposizioni Ue, la complicità con Usa, Israele e Nato. È altrettanto vero che questo paese è sempre più nelle mani di una destra che vuole imporre l’oscurantismo civile e culturale e, soprattutto, rafforzare l’infame propaganda anticomunista.
Secondo il tripartito governativo – nonostante le loro contraddizioni – le “vittorie” di Roma e Milano rafforzano i 5 anni di governo, il tempo per poter attuare le controriforme quali presidenzialismo e autonomia differenziata.
A meno che i loro progetti autoritari, reazionari e repressivi, non siano ostacolati e respinti al mittente dal movimento operaio e popolare, protagonista e artefice della trasformazione dell’attuale sistema di sfruttamento e oppressione per le classi lavoratrici, i pensionati, i proletari.
La realtà è che i lavoratori possono vivere senza padroni
La verità è che i padroni non possono esistere senza chi lavora

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

16 febbraio 2023

Un altro massacro sionista. Palestina libera!

La nostra solidarietà significa lottare nel nostro Paese contro ogni governo che si manifesta amico del governo israeliano

Nella sua attività di rastrellamento in Cisgiordania occupata da quando le incursioni si sono intensificate dallo scorso anno, l’esercito al servizio dello Stato sionista ha ucciso – il 26 gennaio – nel campo profughi di Jenin almeno 10 palestinesi tra i quali un’anziana donna, e altri 20 feriti tra i quali 4 gravemente.

Dall’occupazione israeliana del 1967 centinaia di giovani vengono uccisi, i palestinesi sono prigionieri in casa propria e obbligati al controllo ai check point, sono privati dell’acqua soprattutto quella necessaria per l’agricoltura, e di medicine, intere famiglie sono divise da un enorme muro di cemento.
Tutti i giorni i soldati sfondano le porte, arrestano e spesso uccidono. Nei giorni scorsi è successo alla compagna Stefania di Pisa, ospite di una famiglia palestinese: prelevata ed espulsa mentre veniva ucciso un ragazzo di 14 anni; è stato arrestato un giovane del campo profughi di Aida che è stato più volte in Italia per parlare delle condizioni dei palestinesi. E le carceri sono piene anche di giovanissimi (dai 9 anni in su) e di ragazze. Sono rinchiusi, in pessime condizioni e sotto continua repressione, in attesa di conoscere le accuse e la data del processo.
È sufficiente difendere i diritti umani per essere tacciati di terrorismo o antisemitismo. Persino le ONG sono definite “organizzazioni terroristiche” perché darebbero una copertura delle attività del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP)
Ai comunisti, ai resistenti, al popolo palestinese oppresso va tutta la nostra solidarietà, che per noi significa lottare nel nostro Paese contro ogni governo che si manifesta amico del governo israeliano, che porta avanti programmi di cooperazione bilaterale attraverso le Università, gli enti di ricerca, i vari settori imprenditoriali fino alle relazioni economiche che rafforzano la formidabile macchina da guerra di Israele.

Unione di lotta per il Partito Comunista (ULPC)

21 gennaio 1921: 102 anni fa nasce il Partito Comunista d’Italia!

difendere le radici teoriche

Ricordare la nascita del Partito Comunista è un momento fondamentale nella battaglia politica per la sua ricostruzione. Richiamarsi alla sua fondazione significa difendere le radici teoriche che sono la base del pensiero rivoluzionario; una necessità oggi imprescindibile di fronte alla dispersione e allo sbandamento ideologico della classe e dei comunisti.

La scissione dal Psi mise nero su bianco principi basilari: la società capitalista non si può riformare, tanto meno si può attendere l’“ora X” in cui il proletariato sarà guidato alla rivoluzione. Contro riformismo parlamentare e massimalismo parolaio si coagulò la frazione comunista.
Far tesoro degli insegnamenti tramandati, fare il bilancio dell’esperienza, capire la sconfitta temporanea del socialismo, per intervenire nel presente.
Il capitalismo produce sempre più sfruttamento, rapina, sopraffazione, guerra, devastazione ambientale. Le disuguaglianze sociali si acuiscono, come emerso nelle recenti crisi economiche, sociali e sanitarie. La competizione tra imperialismi spinge alla crescente militarizzazione, venti di guerra si fanno sempre più forti, l’estrazione di materie prime e nuove forme di colonizzazione si intensificano.
Assumere 102 anni di storia, collegarsi allo spirito e alla coerenza che vi dettero vita, intraprendendo un paziente, laborioso e metodico, processo di ricomposizione dei comunisti, in grado di orientare gli organismi o i singoli, coscienti che il Partito non lo si inventa da oggi a domani, non lo si autoproclama, ma sarà il punto d’arrivo di un percorso/processo attraverso la costituzione di un’Organizzazione intermedia capace di assolvere a questo compito storico.

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

Meloni: solo governo di destra?

Uscire dalla barbarie

Dopo anni di governi (da Monti a Letta), all’insegna del trasformismo e dell’inciucio, fino ai governi Lega-M5S, Pd-M5S e di ‘larghe intese’ (Draghi), le elezioni del 25 settembre, partorite da un sistema truffaldino che niente ha da invidiare alla legge truffa del ’53, hanno consegnato la ‘vittoria’ a FdI. Con l’astensione al 37% e le schede bianche e nulle, i contrari alla casta politica sfiorano il 40%. Questa, la vera spina nel fianco della politica parlamentare, di maggioranza e opposizione.

La Meloni si è spesa, prima e dopo elezioni,per accreditarsi agli occhi dei vertici di Confindustria e dei grandi monopoli come degna sostituta dell’“uomo forte”, il banchiere Draghi.
La Meloni si è spesa, prima e dopo elezioni,per accreditarsi agli occhi dei vertici di Confindustria e dei grandi monopoli come degna sostituta dell’“uomo forte”, il banchiere Draghi.
FdI è entrato dalla porta principale come vincitore delle elezioni per un suo momento di “riscatto”, agognato da decenni: il diritto di chi “si sente fascista” di non vergognarsi né nascondersi, ma di presentarsi a testa alta.
Questa legittimazione istituzionale della tradizione politica post-fascista è accompagnata da un’offensiva ideologica come la circolare anticomunista diffusa nelle scuole il 9 novembre (anniversario della caduta del muro di Berlino); un segnale che fa il paio con le dichiarazioni di esponenti istituzionali contro il 25 Aprile o al delirio nazionalista e anticomunista del governo in occasione del 10 febbraio (giornata del ricordo).
Punti fondamentali di un governo sono l’economia e la politica estera. Per la Meloni sono gli stessi di Draghi e di chi lo ha preceduto.All’assemblea diConfindustria veneta ha detto:non si può distribuire la ricchezza prima di produrla e lo stato sociale viene dopo la crescita dei profitti. La ricchezza esistente è già assegnata ai miliardari e non si tocca. I lazzaroni del reddito di cittadinanza si trovino un lavoro e che il governo fa propria la visione sociale di Confindustria.
Un governo di ‘ordinarietà’ capitalistica pure nella sfera politica e istituzionale: controriforme come presidenzialismo eautonomia differenziata tra Regioni, con l’accelerazione autoritaria del potere borghese. Un’involuzione reazionaria del sistema politico certificata dalgoverno più a destra della storia repubblicana, di natura sciovinista e xenofoba.
Il governo di destra dovrà servire i padroni e gli sarà concesso lo stesso spazio di manovra dei governi di centro-sinistra. La destra, i diritti civili e umani, li aggredirà fino in fondo perché la guerra tra poveri e dei penultimi contro gli ultimi è parte fondamentale della sua natura ideologica e pratica. Per la destra, libertà di licenziamento e attacco al diritto all’aborto sono tutt’uno, come le scelte guerrafondaie, il servilismo a NATO/USA, il razzismo contro i migranti, la repressione e nuove leggi di polizia.
Attraverso la continuità di programmi si compie ilpassaggio dal governo tecnicamente reazionario al governo reazionariamemente tecnico. Il legame tra fascismo e liberismo si consolida con la guerra.
Proprio la guerra, nel DNA dell’imperialismo, stabilisce pericolosi legami con le forze più retrive e reazionarie dell’esercito, dei servizi segreti, delle forze di polizia, con i nazisti ucraini.
Ogni governo borghese non può che essere peggiore del precedente, fino a quando non vi saranno: mobilitazione operaia e popolare, movimenti di massa e, in particolare, Partito comunista e sindacato di classe. Senza non può esservi risposta adeguata ai governi borghesi, alla Stato del capitale.
Per uscire dalla barbarie capitalistica: lotta cosciente, collettiva e organizzata, della classe operaia e del proletariato, una fase di sviluppo di lotta rivoluzionaria per la costruzione di una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione.

ORA e SEMPRE Resistenza!
21 gennaio 2023
Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

LA REPRESSIONE SIONISTA NON RISPARMIA NESSUNO

SOLIDARIETÀ ALLA COMPAGNA STEFANIA

Lunedì mattina (16/1/2023) con un intervento delle forze di repressione israeliane nel campo profughi di Dheisheh a Betlemme è stata brutalmente arrestata e picchiata la compagna Stefania, dopo alcune ore di detenzione è stata espulsa dalla Palestina.
Da sempre a fianco delle lotte politiche e sociali e alle resistenze dei popoli oppressi, Stefania si trovava in Palestina da alcuni mesi per dare solidarietà attiva alla resistenza del Popolo palestinese.
Nell’operazione dei militari sionisti, che ha visto danneggiate gravemente diverse abitazioni di resistenti palestinesi e picchiato indiscriminatamente donne e bambini, è stato ucciso con un colpo alla testa un ragazzino palestinese di 14 anni.
Obbiettivo dell’intervento era proprio l’arresto di Stefania, il potere sionista che da cento anni occupa i territori della Palestina non ammette testimoni scomodi allo stillicidio di omicidi e soprusi che ogni giorno perpetra contro la popolazione palestinese.
Tutto deve essere messo a tacere, grazie alla complicità del sistema mediatico occidentale che niente trasmette sui crimini commessi dall’entità sionista, non ultimo la disumana condizione delle centinaia di uomini, donne, bambini, detenuti nelle carceri israeliane.
La nostra concreta solidarietà alla compagna Stefania, al popolo palestinese e alla sua resistenza, solo una Palestina libera e socialista può aprire un futuro di convivenza pacifica tra popolazioni, religioni, culture.

ULPC – UNIONE DI LOTTA PER IL PARTITO COMUNISTA

18/01/23

Contro la repressione di Stato e il 41bis

Solidarietà ad Anna Beniamino e Alfredo Cospito

Anna Beniamino e Alfredo Cospito, militanti anarchici insurrezionalisti, condannati per strage alla pubblica incolumità a 20 di anni di carcere in regime di alta sorveglianza per un attentato del 2006, da loro non rivendicato, a una caserma di allievi carabinieri che non ha causato né morti né feriti.
Dall’aprile del 2022 la Corte di Cassazione, senza che siano intervenuti nuovi fatti o prove, ha riqualificato l’accusa a strage contro la sicurezza dello Stato che prevede l’ergastolo ostativo, ossia una pena senza fine che non può essere abbreviata né convertita in pene alternative, che non prevede l’accesso ad alcun beneficio di legge, a meno di non collaborare con lo Stato.
Dallo stesso mese ad Alfredo è stato applicato il famigerato art. 41bis, ossia il carcere duro, per il quale è privato di ogni diritto, perfino di leggere, informarsi, studiare, ricevere corrispondenza; due ore d’aria in pochi metri circondato da pareti in cemento; una sola ora di socialità con detenuti sottoposti a medesime restrizioni.
Una condizione da vera tortura psicofisica, una vita priva di qualsiasi prospettiva futura che ha spinto Alfredo, dal 20 ottobre scorso, a iniziare uno sciopero della fame a oltranza, fino a mettere a repentaglio la vita.
Colpisce il fatto che per le stragi sul lavoro, per le morti da lavoro, la carenza di sicurezza nelle fabbriche e nei magazzini che continua a produrre quotidianamente morti e feriti, lo Stato non trovi mai colpevoli né soluzioni a prevenirle.
Colpisce il fatto che per nessuna delle numerose stragi dei decenni scorsi, quelle con un’infinità di vittime, a partire dalla strage di piazza Fontana, sia stato scomodato il reato di strage contro la sicurezza dello Stato.
Colpisce quindi la sproporzione della vicenda di Alfredo, tanto che si sono mobilitati anche intellettuali e giuristi che hanno lanciato appelli per la sospensione del 41bis.
Colpisce, ma non stupisce perlomeno chi ha chiaro il ruolo dello Stato quale strumento della classe al potere, che oggi appare forte perché il movimento dei lavoratori è debole, frammentato e privo di un’organizzazione di classe, sindacale o politica, in grado di difenderne efficacemente gli interessi.
Per questo, consapevoli del fatto che la scelta di Alfredo si inserisce nella più ampia lotta contro la repressione, che aggredisce chi contrasta questo Stato e lotta per un mondo senza sfruttamento, indipendentemente dalle differenti collocazioni ideologiche, politiche e organizzative, esprimiamo la più ampia solidarietà di classe.

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

14 gennaio 2023

unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

Solidarietà ai compagni sotto processo per la scritta“Fontana assassino”

Sotto processo gli accusati di imbrattamento per una scritta

In questi giorni si apre il processo contro membri del ‘Partito dei Carc’, accusati di imbrattamento per la scritta “Fontana assassino” apparsa su un muro di Milano a maggio del 2020.
L’Unione di Lotta per il Partito Comunista, come altre realtà, sono state tra le prime a denunciare la criminale gestione della pandemia da parte del governo e della Regione Lombardia.
Sottolineando che il processo ai compagni è una delle espressioni dell’accelerazione della svolta autoritaria dei governi borghesi, svolta rafforzatasi prima con la pandemia e poi con la guerra in Ucraina, tendente a reprimere ogni voce di opposizione e a implementare un disciplinamento sociale, esprimiamo la solidarietà di classe ai militanti sotto processo.

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

14 gennaio 2023

unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

Ciò che sfugge ai massmedia

Mentre tutti sono concentrati sulle giustificate manifestazioni contro la repressione e gli arresti in seguito alle proteste delle donne che si rifiutano di seguire le leggi imposte dalla religione di Ali Khamenei – con un occhio particolare ai personaggi del cinema e del calcio – e sulle condanne ed esecuzioni dei giovani che si sono uniti alle lotte, ai massmedia è sfuggito che un numero significativo di lavoratori, tecnici e dipendenti di vari settori dell’industria petrolifera e del gas si sono riuniti in diversi siti nei giacimenti petroliferi dell’Iran meridionale e hanno scioperato.
Chiedono l’applicazione dell’articolo 10 della Legge nazionale sui doveri e le responsabilità del Ministero del petrolio, l’aumento dei salari e del bonus pensionistico e un miglioramento delle condizioni di lavoro.
Queste proteste in diverse aree ricche di petrolio per rivendicazioni sindacali e contro le politiche distruttive e capitaliste segnano la crescente coscienza di classe della classe operaia e dei lavoratori e assumono un significato politico che va appoggiato tanto quanto le lotte sociali perché orientati a colpire gli interessi del regime fino alla caduta decisiva della dittatura teocratica al potere.
Di fronte a questa situazione teniamo conto che la posizione di coloro che vedono in queste proteste unicamente l’aspetto dell’ingerenza USA è frutto di una visione eurocentrica perché un conto è essere giustamente antimperialisti, un conto è accantonare la visione di classe e l’internazionalismo proletario.

 

Approvata la proroga fino al 31 dicembre 2023 dell’invio di armi all’esercito ucraino

I soldi per le armi e la guerra si trovano sempre!

 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la proroga fino al 31 dicembre 2023 dell’invio di armi all’esercito ucraino, in piena continuità col governo Draghi. La risoluzione sarà approvata il 13 dicembre, giorno in cui il ministro della difesa Corsetto spiegherà in aula le motivazioni e i partiti voteranno.
L’Italia è in guerra a fianco degli Usa. Le missioni Nato contro la Russia partono da Pratica di Mare, utilizzando i Gulfstream E.550 che sono basati sulla piattaforma sviluppata dall’azienda statunitense Gulfstream Aerospace, appositamente modificato e potenziato dall’israeliana Elta Systems Ltd e che hanno il compito di spionaggio. Non sono semplicemente dei “radar volanti”, ma possiedono anche compiti di “gestione” delle missioni alleate nei campi di battaglia e di disturbo delle emissioni elettroniche nemiche.
Da Sigonella decollano i droni d’intelligence AGS della NATO e “Global Hawk” di US Air Force e i nuovi pattugliatori marittimi P8A “Poseidon” di US Navy e delle forze aeronavali di Australia e del Regno Unito. I dati sensibili raccolti dai “Poseidon vengono messi a disposizione delle forze armate di Kiev per pianificare le operazioni contro la Russia (esempio l’affondamento dell’incrociatore Moskva a largo di Odessa).  Dal Molin Vicenza, Aviano Pordenone, Ghedi Brescia, Coltano Pisa, Camp Derby tenuta di Tombolo di Pisa, Niscemi Caltanissetta, Cameri Novara l’Italia è armata e militarizzata per gli interessi strategici del Pentagono e della NATO ma anche per i profitti e i dividendi del complesso militare-industriale nazionale e internazionale.
Diventato ormai carta straccia, l’art. 11 della Costituzione anche il neogoverno reazionario e conservatore è in guerra a fianco della Nato, degli Usa della Ue in appoggio ad un governo nazista. E per farlo spende miliardi per l’invio di armi in Ucraina, per il riarmo e le missioni militari all’estero privando i cittadini di un servizio essenziale come la sanità pubblica di qualità. In tutti gli ospedali del Paese quegli eroi al tempo del coronavirus sono costretti a turni disumani per far fronte alla carenza di operatori sanitari e si allungano sempre più le attese di ricovero e le liste d’attesa per effettuare esami. Lo stesso vale per la scuola – gli studenti sono costretti a frequentare plessi scolastici fatiscenti e pericolosi – e per la ricerca. La legge di Bilancio si traduce in un ulteriore impoverimento del proletariato e delle masse popolari. I miliardi del PRNN soni destinati ad alimentare i profitti degli imprenditori e alla realizzazione di grandi opere inutili e dannose.
Resta all’ordine del giorno l’unità e l’organizzazione di classe e la lotta contro lo sfruttamento e l’oppressione capitalista e imperialista per porre fine al sistema barbaro che domina.