Accadde oggi

12 luglio 1921: si conclude a Mosca il terzo congresso dell’Internazionale Comunista.
12 luglio 1944: eccidio di Cibeno: al poligono di tiro di Cibeno (Carpi), 67 internati politici del Campo di concentramento di Fossoli (MO) vengono fucilati dalle SS naziste.
12 luglio 2016: tragedia Bari-Nord: alle 11,05 due treni della Ferrotramviaria, si scontrano frontalmente in Puglia, ad Andria, in un tratto a binario unico ad una velocità di circa 100 km/h, provocando la morte di 23 persone e il ferimento di altre 50.

Accadde oggi

10 luglio 1976: A Seveso (MI) una fuga di diossina (sostanza artificiale estremamente tossica) dall’impianto Icmesa provoca la contaminazione di una vasta area popolata. A migliaia sono costretti ad evacuare la zona abbandonando lavoro e casa. Centinaia gli ustionati e gli intossicati. Morti 3300 animali, 76mila abbattuti. In Italia l’aborto era proibito e molte donne in gravidanza (in grado di farlo) sono andate a praticarlo all’estero.
10 luglio 1983: A Comiso, davanti alla base militare statunitense, continuano le cariche di polizia e carabinieri contro i dimostranti del movimento per la pace.

Accadde oggi

8 luglio 1960: la protesta antifascista scende in piazza a Palermo e Catania. La violenza di polizia e carabinieri provoca 4 morti a Palermo (Giuseppe Malleo di 16 anni, Andrea Cangitano di 14, Francesco Vella e Rosa La Barbera), a Catania Salvatore Novembre, un giovane disoccupato di 20 anni, viene colpito e lasciato morire su un marciapiede, sono decine i feriti fra i manifestanti.
8 luglio 1978: Con tutti i voti del Parlamento (832) ad esclusione dei fascisti del MSI viene eletto Presidente della Repubblica, Sandro Pertini.

Accadde oggi

7 luglio 1960: sull’onda delle manifestazioni di Genova la protesta esplode a Reggio Emilia e ancora una volta la polizia spara su operai, contadini e studenti, uccidendo 5 operai (Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli) e ferendo decine di manifestanti.
7 luglio 1973: All’età di 70 anni muore Pietro Secchia, membro della direzione del PCI e Commissario generale delle brigate Garibaldi nella Resistenza antifascista.

Morti e infortuni, non sono una fatalità

Le chiamano morti bianche, in realtà sono assassini che ogni giorno si aggiungono alla già lunga lista delle morti sul posto di lavoro.
In questi giorni un operaio di circa 50 anni ha perso la vita a Nova Siri in provincia di Matera in seguito ad una caduta da un’impalcatura. Un altro edile ha perso la vita precipitando a terra mentre stava costruendo un muretto a Brenzone del Garda, in provincia di Verona. Un agricoltore di 26 anni è morto ieri dopo essere stato schiacciato dal trattore che stava guidando Un altro operaio, deceduto dopo essere stato travolto da una matassa di ferro che stava scaricando da un camion in un’azienda a Legnago. Nel veronese si tratta della terza vittima in 24 ore.

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Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC) aderisce all’appello del CIPOML contro il vertice Nato di Madrid del 29-30 giugno 2022.

Un’adesione con due riflessioni “critiche”: a) non viene evidenziato e sottolineato che il nemico è in casa nostra; b) la tendenza al consolidarsi di un imperialismo europeo.

Il testo del Cipmol:

Accadde oggi

30 giugno 1944
I partigiani liberano Macerata, Ivrea, Lanzo, Giaveno, Avigliana, Ciriè.
30 giugno 1960
Genova manifestazione di operai e giovani (che diventeranno famosi come “i ragazzi dalle magliette a strisce”).
Gli scontri tra manifestanti (armati di pietre e materiale asportato da cantieri edili) e polizia iniziano in piazza De Ferrari (dove alcuni poliziotti vengono gettati nella fontana) e si allargano ai “caruggi”, dove la popolazione bombarda la polizia con masserizie gettate dalle finestre.
Oltre ai lacrimogeni la polizia utilizza armi da fuoco (pistole e mitra).
Il Movimento Sociale Italiano (nuovo nome del partito fascista a soli 15 anni dalla Liberazione dal nazi-fascismo) torna nelle stanze del potere dando un appoggio esterno decisivo alla formazione di un governo monocolore della Democrazia Cristiana presieduto da Fernando Tambroni. Per “festeggiare” l’entrata nell’area di governo, il MSI annuncia provocatoriamente che terrà il suo congresso nella città di Genova, riconquistando “la piazza” in una delle città più ostili, dove la Resistenza aveva avuto una forte presenza e che aveva pagato pesantemente con partigiani e operai assassinati e deportati.
Appena la notizia del congresso missino si diffonde, l’indignazione dei partigiani, degli operai e degli antifascisti si manifesta con proteste e manifestazioni ovunque, con centinaia di migliaia di persone che scendono nelle piazze di tutta Italia.
Dal nord al sud si svolgono grandi manifestazioni, ovunque represse dalle forze armate dello Stato.
Negli scontri con la polizia dei giorni successivi muoiono. Un contadino a Licata, quattro operai a Reggio Emilia tra i quali un ex partigiano; a Palermo due giovanissimi e un 42enne, a Catania un disoccupato.