Caduta di Berlino. L’Unione Sovietica annuncia la cattura di Berlino e i soldati sovietici issano la bandiera rossa sul Reichstag.
2 maggio 1950
La Corte d’assise di Viterbo rimette in libertà il fascista Rodolfo Graziani, comandante delle forze armate della Repubblica di Salò. Pochi giorni prima la stessa Corte aveva inflitto tre secoli di carcere a 73 lavoratori condannati per i fatti di Civitavecchia durante la protesta per l’attentato a Togliatti.
2 maggio 2014
A Odessa viene incendiata la casa dei sindacati da parte di manifestanti neonazisti sostenitori del governo filo occidentale. Nella strage trovano la morte 42 persone (34 uomini, 7 donne e un ragazzo di diciassette anni della gioventù comunista)
Al Congresso di Parigi (1889), che diede il via alla seconda Internazionale, il 1° Maggio diventa Festa Internazionale dei Lavoratori nata per celebrare la vittoria della lotta per la giornata lavorativa di 8 ore diventa un momento per ricordare tutte le lotte dei lavoratori.
1 maggio 1947
Portella delle Ginestre la banda criminale di Salvatore Giuliano spara contro i manifestanti e provoca 11 morti e numerosi feriti. La strage dette inizio ad assalti a sedi di partiti di sinistra e camere del lavoro.
1 maggio 1950
A Celano (AQ) la polizia spara sui braccianti che chiedono lavoro e uccidono: Antonio Berardicuti di 35 anni e Agostino Paris di 24. Gli agrari locali ammazzano il comunista Antonio D’Alessandro.
30 aprile 1966 I sindacati confederali indicono uno sciopero di solidarietà con le lotte dei metalmeccanici.
30 aprile 1975 Saigon, un carro armato, avanguardia delle truppe dell’esercito del Vietnam del Nord, entra nel cortile del palazzo presidenziale mentre centinaia e centinaia di militari statunitensi, di diplomatici e collaborazionisti si ammassano nel cortile dell’ambasciata nordamericana aspettando che gli elicotteri li portino via. È la fine della lunga e sanguinosa lotta contro gli invasori yankee, la prima grande sconfitta politica e militare dell’imperialismo USA. Un piccolo popolo sconfigge la potenza egemonica.
volantino ULPC
1° MAGGIO 2026: GIORNATA DI LOTTA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI NON DELEGHIAMO LA DIFESA DEI NOSTRI INTERESSI
Nella prospettiva dei padroni, da oggi al 2030, le spese militari dovranno arrivare al 5% del PIL: soldi sottratti a sanità, scuola, trasporti,servizi sociali. Risorse per guerra, profitti e superprofitti di lorsignori, lontani anni luce dai nostri interessi. Anche quando il governo taglia le accise sui carburanti, non lo fa regalando soldi ai lavoratori: toglie le risorse da sanità e scuola. È un furto, sempre alle nostre tasche. Dall’altra parte i salari non si adeguano all’inflazione, ma sono direttamente penalizzati dal carovita e da salari bloccati; per chi non ha un salario fisso non resta che precarietà e disoccupazione, sfruttamento, lavoro nero e caporalato. E non si deve protestare per la mancanza del lavoro e l’affossamento della dignità! Il governo Meloni-Tajani-Salvini ha disposto un “pacchetto sicurezza” che colpisce chi lotta. Un decreto-legge che prevede il fermo preventivo fino a 12 ore a chi partecipa a una manifestazione; multe da 1.000 a 10.000 € a chi organizza un corteo senza preavviso; arresto in flagranza differita per danneggiamenti durante le proteste; scudo penale per le forze dell’ordine: chi agisce nell’adempimento del dovere non è iscritto nel registro degli indagati. La legge 80/2025, già in vigore, trasforma il blocco stradale in reato penale fino a 2 anni di carcere e punisce l’occupazione di un immobile fino a 7 anni. Vuole ostacolare le lotte della classe operaia penalizzando il blocco delle merci e i picchetti per i diritti e condizioni di lavoro umane. Il diritto di sciopero è sempre più limitato, estendendo le misure sui servizi pubblici essenziali sino alle lotte e agli scioperi nella logistica.La Commissione di Garanzia, a favore dei padroni, ha negato la deroga per gli scioperi pro-Palestina. Il nemico delle classi lavoratrici non è questo o l’altro governo. È il capitalismo che genera guerra, fascismo, miseria e repressione. La sinistra borghese e riformista non è l’alternativa: ha votato Jobs act e leggi antisciopero. L’alternativa è la lotta di classe, internazionalista, militante. Il 1° Maggio non è solo la festa dei lavoratori e delle lavoratrici. È la giornata internazionale di lotta per cambiare il sistema. Organizziamoci, scioperiamo, blocchiamo guerra e repressione.La solidarietà non si arresta. La lotta non si criminalizza. 1° Maggio di classe, internazionalista, antifascista. Contro le spese militari e il riarmo. Contro precarietà, privatizzazioni, carovitae caro-bollette
PER il lavoro, il salario, le pensioni, la salute, i servizi sociali, l’ambiente PER la pace, la solidarietà alla resistenza palestinese e ai popoli in lotta PER il socialismo, alternativa concreta alla guerra e alla barbarie
29 aprile 1945 A piazzale Loreto a Milano vengono esposti i cadaveri di Benito Mussolini, Clara Petacci e gli altri fascisti catturati a Dongo. 29 aprile 1976 All’ospedale Fatebenefratelli di Milano muore lo studente Amoroso di 21 anni accoltellato due giorni prima da un gruppo di neofascisti.
28 aprile 1945 Benito Mussolini, Clara Petacci e altri gerarchi fascisti vengono catturati a Dongo mentre tentavano di scappare all’estero, vengono fucilati da membri della Resistenza italiana a Giulino di Mezzegra.
28 aprile Giornata Mondiale contro l’amianto Ogni anno si celebra la giornata mondiale contro l’amianto. Ogni 5 minuti, una persona nel mondo muore a causa dell’amianto: 120.000 persone ogni anno nel mondo ne sono vittime. I danni provocati all’ambiente e agli esseri umani sono giganteschi. Questa strage ha il suo picco massimo attorno al 2020–2030.
La mattina del 21 aprile 2026, su mandato del giudice De Marco, la procura di Napoli ha disposto la perquisizione nelle abitazioni di sei dirigenti e militanti dei Carc, tra Napoli e Firenze. Le ipotesi di reato sono tanto farlocche quanto pesanti: si fa riferimento all’art. 270 bis del Codice penale (Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico). “Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni […]”Un articolo che fa parte, assieme ad altri, dei reati associativi del Codice penale ‘Rocco’. Un articolo del c.d. ‘decreto Cossiga’, convertito in legge il 6 febbraio 1980, in cui (come si legge) è prevista la pena per il “proporsi” del compimento di un atto: ti punisco e ti condanno non per quello che fai ma per quello che sei. Esprimiamo la solidarietà a compagni colpiti dalle perquisizioni, con la consapevolezza che simili operazioni si inseriscono nel clima di crescente repressione del dissenso, delle proteste, delle mobilitazioni, che coinvolgono e colpiscono, in primo luogo, chi produce e sviluppa il conflitto e la lotta di classe.
Collettivo ‘Mario Giannelli’ contro la repressione – Viareggio-Versilia
(Il Collettivo è dedicato al compagno ‘Marione’ deceduto, a 50 anni, il 22 ottobre 2024. Mario ha dedicato la sua vita a combattere ogni tipo di ingiustizia. Non un minuto di silenzio ma una vita di lotte!)
A Roma muore, a soli 46 anni dopo 11 anni di carcere fascista, Antonio Gramsci, il più grande marxista italiano, segretario del Partito Comunista d’Italia e fondatore de L’Unità. 27 aprile 1966 Durante le elezioni degli organismi rappresentativi universitari, i fascisti assaltano la facoltà di lettere a Roma. Lo studente Paolo Rossi viene ucciso a colpi di spranga.
26 aprile 1937 Il bombardamento della città martire di Guernica fu un’incursione aerea compiuta dalla tedesca Legione Condor con la partecipazione dell’Aviazione Legionaria italiana contro l’omonima città basca durante la guerra civile spagnola. 26 aprile 1945 Insurrezione a Padova. Rimangono uccisi 224 partigiani e 500 tra tedeschi e fascisti repubblichini.
25 aprile 1945 L’esercito nazifascista si arrende e lascia l’Italia dopo le insurrezioni partigiane a Genova, Milano e Torino, ponendo fine all’occupazione tedesca in Italia. L’evento viene ricordato ogni anno con la Festa della Liberazione. 25 aprile 1974 Lisbona: la radio portoghese trasmette la canzone “Grandola, vila morena”, proibita dal regime salazariano. È il segnale concordato che fa scoppiare, nella penisola iberica dominata dal fascismo, la “Rivoluzione dei Garofani” guidata da Vasco Goncalves. Comincia così il processo di de-colonizzazione nei possedimenti portoghesi.