Le ricette del capitalismo per la propria sopravvivenza
Oltre 6.500 lavoratori migranti – provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka – sono morti in Qatar da quando il paese mediorientale ha ottenuto il diritto di ospitare la Coppa del Mondo di calcio 10 anni fa. Secondo il quotidiano inglese The Guardian – che cita fonti governative – una media di 12 lavoratori migranti provenienti da queste cinque nazioni dell’Asia meridionale sono morti ogni settimana dal dicembre 2010, mentre per le strade di Doha si celebrava la vittoria del Qatar. Il bilancio totale delle vittime potrebbe però essere significativamente più alto visto che queste cifre non includono i decessi di un certo numero di lavoratori provenienti da paesi come Filippine e Kenya, e sono escluse anche le vittime degli ultimi mesi del 2020. Negli ultimi 10 anni, il Qatar ha intrapreso un programma di lavori pubblici senza precedenti, in gran parte in preparazione per il torneo di calcio del 2022. Oltre a sette nuovi stadi, sono stati completati o sono in corso dozzine di grandi progetti, tra cui un nuovo aeroporto, strade, sistemi di trasporto pubblico, hotel e una nuova città, che ospiterà la finale dei Mondiali di calcio. Un sacrificio umano nel nome del profitto e del calcio spettacolo che movimenta miliardi. Altro che sport! Supersfruttamento, morti sul e da lavoro, guerre, distruzione ambientale e fame sono le ricette del capitalismo per la propria sopravvivenza.
Ferrara, 17 antifascisti sono fucilati perché accusati della morte del federale Ghisellini
14 novembre 1943
Milano. Nascono i “Gruppi di Difesa della donna”. Non l’unione di gruppi femminili dei vari partiti, ma un movimento aperto alle donne, di massa, non federativo. Il programma dell’organizzazione fissava alle donne compiti immediati e di prospettiva. Organizzare nelle fabbriche, negli uffici, nelle campagne la resistenza alle violenze tedesche. Assistere le famiglie dei partigiani, dei fucilati, degli internati in Germania e tutte le vittime della reazione nazifascista.
14 novembre 1968
Sciopero generale sindacale contro le gabbie salariali, per le pensioni e le riforme
14 novembre 1973
Atene. Gli studenti del Politecnico occupano l’Università per protestare contro la dittatura militare dei colonnelli. Gli scontri si allargano a parti della città, studenti e operai attaccano le pattuglie dell’esercito. La repressione è pesantissima: 42 morti e centinaia di feriti. È l’inizio della fine del regime militare che si è imposto con un colpo di Stato nel 1967
La caduta del Muro di Berlino si concretizza l’obiettivo dell’anticomunismo si apre una nuova fase di attacco imperialista ai proletari di tutto il mondo ed in particolare in Europa
9 novembre 1938
La Notte dei cristalli. Vengono attaccati e distrutti migliaia tra sinagoghe, negozi, uffici e abitazioni di ebrei e quasi duecento persone vengono uccise
Solidarietà e sostegno alla vertenza/mobilitazione della classe operaia ex Gkn
Oggi, 7 novembre, presidio ai cancelli contro l’arrivo dei camion per svuotare la fabbrica, come comunicato a Rsu e Collettivo di fabbrica il 4 novembre. Al presidio hanno partecipato, nel momento di massima affluenza, 350-400 persone. Molte di più hanno presenziato nelle ore del presidio in cui si è svolta l’assemblea con interventi del Collettivo Gkn, del gruppo solidali, delle realtà sindacali e politiche presenti. I sindacati di base (Cub Firenze – Usb lavoro privato – Cobas lavoro privato), per permettere ai lavoratori la partecipazione e di solidarizzare con gli operai della ex Gkn, hanno indetto unitariamente lo sciopero dei lavoratori del settore privato della provincia di Firenze per l’intera giornata. Grazie alla numerosa presenza in solidarietà – compresi i compagni dell’ULPC – con gli operai, gli annunciati camion non si sono visti. La lotta continua!
8 novembre 1926 Roma viene arrestato Antonio Gramsci e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, nonostante l’immunità parlamentare di cui godeva in quanto eletto deputato nelle elezioni del 6 aprile 1924. Gramsci, venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione. Il pubblico ministero concluse la sua requisitoria con questa frase: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare». Verrà rilasciato in fin di vita nel 1935
8 novembre 1943 Villadossola (NO) insorge. I nazisti massacrano un gruppo di partigiani
8 novembre 1947 A Marsala (TP) la mafia agraria siciliana uccide il sindacalista Vittorio Pipitone compiendo il suo 19° assassinio politico
8 novembre 1926Roma viene arrestato Antonio Gramsci e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, nonostante l’immunità parlamentare di cui godeva in quanto eletto deputato nelle elezioni del 6 aprile 1924. Gramsci, venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione. Il pubblico ministero concluse la sua requisitoria con questa frase: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare». Verrà rilasciato in fin di vita nel 1935
1 novembre 1944 Nasce il Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile di lotta contro i nazifascisti
1 novembre 1993 Entra in vigore il Trattato di Maastricht
3 novembre 1944 Il CVL viene affidato al generale Cadorna, vicecomandanti sono F. Parri e L. Longo
7 novembre 1917 I Bolscevichi assaltano il Palazzo d’Inverno, sede del Governo provvisorio retto da Aleksandr Fëdorovič Kerenskij. È l’inizio della vittoriosa Rivoluzione d’Ottobre che porta al potere il proletariato
7 novembre 1944 A Bologna, medaglia d’oro al V.M. Scontro armato tra nazisti e partigiani: muoiono dodici gappisti e duecento nazifascisti
dalla Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni marxisti-leninisti
Comunicato CIPOML
In Burkina Faso è avvenuto un nuovo colpo di Stato, il secondo negli ultimi nove mesi. Il 30 settembre 2022 le forze armate hanno rovesciato il tenente colonnello Paul Henri Sandaogo Damiba, che aveva assunto il potere il 24 gennaio 2022, attraverso un’azione simile. Damiba, un burattino dell’imperialismo francese, aveva istituito un governo caratterizzato dalla corruzione e aveva come agenda nascosta il ritorno al potere dell’ex dittatore Blaise Compaoré, motivo per cui il popolo ha lottato contro di lui. In diverse città, e in particolare ad Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, il 29 e 30 settembre e il 1° ottobre si sono verificate massicce mobilitazioni popolari, per esprimere il rifiuto del governo Damiba e il dominio dell’imperialismo, e come espressione della ricerca di un vero cambiamento a favore dei lavoratori e delle masse popolari. Questo nuovo colpo di Stato accade nel mezzo di una grave crisi politica e di sicurezza per la popolazione, a causa della guerra civile reazionaria imposta dalle potenze imperialiste – soprattutto l’imperialismo francese – e dalla presenza fin dal 2015 di gruppi terroristici armati – ISIS e Al Qaeda – al loro servizio. La rimozione di Damiba non è altro che una sostituzione a livello di palazzo, motivo per cui il nostro partito fratello, il Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico chiama il popolo insorto e la gioventù patriottica e rivoluzionaria ad essere vigili e a non farsi illusioni sui nuovi golpisti che provengono dalla stessa matrice del Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione (MPSR) che ha portato Damiba al potere. La rimozione di Damiba non è altro che una sostituzione a livello di palazzo, motivo per cui il nostro partito fratello, il Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico chiama il popolo insorto e la gioventù patriottica e rivoluzionaria ad essere vigili e a non farsi illusioni sui nuovi golpisti che provengono dalla stessa matrice del Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione (MPSR) che ha portato Damiba al potere. La Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni marxisti-leninisti, CIPOML, esprime solidarietà ai lavoratori, ai giovani e al popolo del Burkina Faso che si battono per espellere dal loro territorio le truppe dell’imperialismo francese e le bande terroristiche dell’ISIS e di Al Qaeda, per porre fine al dominio delle classi sfruttatrici autoctone. Solo ponendo fine al dominio imperialista, allo sfruttamento della borghesia reazionaria e dei residui delle forze feudali, gli operai e il popolo del Burkina Faso potranno realizzare la loro emancipazione sociale e nazionale. Viva la lotta dei lavoratori, dei giovani e del popolo del Burkina Faso! Solidarietà con il Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico!
Ottobre 2022
Comitato di Coordinamento Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti – CIPOML
Sgomberato il presidio degli operai licenziati dalla Iron&logistics
Era arrivato per citofono il licenziamento di 22 operai della ‘Iron&Logistics’, azienda di proprietà italiana, che si occupa di stireria e logistica in conto terzi per griffe di moda. I lavoratori si sono presentati in azienda, ma il loro badge d’ingresso non funzionava e al citofono gli è stato comunicato il licenziamento. Gli operai licenziati – tutti di origine straniera e considerati ‘scomodi’ per avere denunciato il ritardo cronico dei pagamenti del salario e richiesto l’applicazione del contratto – con l’aggravante di essere iscritti a un sindacato (Si Cobas). Già dai primi giorni di ottobre i lavoratori avevano organizzato la protesta con un presidio sindacale, centro di solidarietà di altri lavoratori. Alle 3 di notte del 21 ottobre polizia, carabinieri, guardia finanza e polizia municipale, sostenuti da 1 elicottero, hanno attaccato le tende del presidio dove gli operai dormivano, e con violenza e cattiveria l’hanno sgomberato distruggendolo e portando 7 lavoratori in questura dove, tra i vari capi di accusa, li aspetta anche una multa di 176 euro per occupazione di suolo pubblico.
Riportiamo il comunicato SiCobas di Prato, uscito immediatamente.
“Tende, tavoli, striscioni, bandiere, gazebi: un presidio sindacale distrutto, come spazzatura. 7 persone svegliate mentre stavano dormendo, da 4 reparti antisommossa e un elicottero, infilate nelle volanti con violenza, come spazzatura. La coordinatrice sindacale Sarah Caudiero, arrivata sul posto, presa e portata in Questura. A Prato oggi si è consumato un fatto di una vergogna inaudita. I presidi sindacali in questa città venivano distrutti dalle squadracce fasciste nel Ventennio, e negli scorsi anni dalle squadracce delle aziende con tirapugni e mazze da baseball. Oggi questo lavoro se l’è assunto la Questura. Forse ancora non hanno capito che questi lavoratori non sono spazzatura. Che iscriversi al sindacato è un diritto, anche nel distretto tessile. Che a testa bassa in fabbrica non ci si entra più. Che siamo uniti, forti, che tocca uno tocca tutti non sono parole ma la realtà quotidiana degli operai. Tintoria Fada, DL, Sunshine, GM, 2020, Superlativa, Panificio Toscano, Pelletteria Rcl, Gdi, Arcobaleno, Digi Accessori, Texprint, Ritorcitura Duemila, D-Tex, ImportaEsporta, Chen Lumei. Questa mattina lo sciopero provinciale in solidarietà alle persone fermate ha coinvolto tutto il distretto ed è arrivato sotto i portoni della questura di Prato, dove questa forza ha fatto sì che le 8 persone venissero rilasciate. Ma la giornata di lotta continua, perché questo fatto è troppo grave, e proporzionata sarà la risposta dei lavoratori, con il sorriso in faccia che non ci toglieranno mai. Oggi, domani, fino alla vittoria. Come sempre. Seguiteci per scoprire dove continuerà questa grande giornata di lotta e raggiungerci!” Si Cobas