26 luglio 1948: Avviene la prima scissione sindacale e la nascita di Cisl e Uil. A Gravina durante una manifestazione viene ucciso un bracciante e attivista sindacale di 16 anni.
Autore: AmministratoreUno
Accadde oggi
25 luglio 1943: Mussolini viene sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo che vota l’ordine del giorno Grandi, e successivamente viene arrestato a Villa Savoia e sostituito al governo da Pietro Badoglio. Mussolini sarà liberato successivamente dalle SS.
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22 luglio 1970: Un attentato neofascista fa deragliare la Freccia del Sud presso Gioia Tauro, causando 6 morti e 50 feriti. L’attentato si inserisce nel quadro della Strategia della tensione.
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21 luglio 2001 Genova: viene assaltata la scuola Diaz da 275 agenti di polizia in tenuta antisommossa, provocando il ferimento di 63 delle 93 persone che dormivano all’interno della scuola.
Solidarietà di classe contro la repressione
Martedì 19 luglio, è scattata un’operazione di polizia, su ordine della procura di Piacenza. Arresti domiciliari a dirigenti sindacali della logistica (Usb e Si Cobas). Le accuse sono di “associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio”.
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19 luglio 1960: le dimissioni del governo Tambroni, che tuttavia rimarrà in carica fino al 26 luglio. Il saldo sanguinoso di questo governo è di 11 morti e centinaia di feriti da armi da fuoco.
19 luglio 1985: alle ore 12:22:55 cede un bacino fangoso della Montecatini nella Val di Stava (TN). Lungo il suo percorso la colata di fango provoca la morte di 268 persone. Insieme a quella del Vajont, la tragedia di Stava resta una delle più gravi catastrofi industriali e ambientali verificatesi in Italia.
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18 luglio 1979: il Fronte sandinista di Liberazione nazionale abbatte il regime reazionario di Anastasio Somoza, governa il Nicaragua sino al 1990, poi diviene la maggiore forza politica di opposizione.
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17 luglio 1936: inizio della Guerra civile spagnola, un conflitto armato nato in conseguenza al colpo di Stato del 17 luglio, che vide contrapposte le forze nazionaliste e fasciste, guidate da una giunta militare, contro le forze del governo legittimo della Repubblica spagnola, sostenuta dal Fronte popolare una coalizione di partiti democratici che aveva vinto le elezioni nel febbraio precedente.
17 luglio 1944: morte dell’operaio Bruno Fanciullacci. Proclamato nel 1944 Eroe nazionale dal Comando generale delle Brigate Garibaldi, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Dotato di grande audacia e determinazione, fu uno dei dirigenti dei GAP e fu protagonista di alcune fra le azioni più clamorose della lotta di liberazione a Firenze. L’azione più clamorosa, rimasta fino ad anni recenti oggetto di accese controversie intorno alla responsabilità politica del fatto e alla stessa identità dei partecipanti, fu quella che il GAP guidato da Fanciullacci portò a termine il 15 aprile 1944 uccidendo il filosofo Giovanni Gentile, all’epoca presidente dell’Accademia d’Italia e autorevole esponente del regime fascista repubblichino. L’attentato, che intendeva rispondere all’eccidio fascista del 22 marzo al Campo di Marte, fu rivendicato dalla stampa antifascista clandestina. Lo stesso vale per l’azione del 9 luglio 1944 quando, vestiti da fascisti e da tedeschi, Fanciullacci, Elio Chianesi ed altri dieci gappisti si presentano al carcere femminile di Santa Verdiana e liberarono diciassette giovani antifasciste, che stavano per essere deportate o fucilate.
La rabbia dei fascisti è incontenibile e comincia una caccia accanita a Fanciullacci e ai suoi compagni. Dopo una settimana il gappista cade nella rete: in piazza Santa Croce viene riconosciuto e arrestato. Ricomincia il calvario a Villa Triste dove era già stato torturato per giorni, temendo di non reggere ancora alle torture, ammanettato, si butta da una finestra del secondo piano. Ha il capo fratturato, non sopravviverebbe, ma i fascisti, che temono possa ancora sfuggirgli, infieriscono sul suo corpo a fucilate.
17 luglio 1944: a Firenze viene perpetrato l’eccidio di Piazza Tasso per opera delle milizie fasciste guidate da Giuseppe Bernasconi, braccio destro del famigerato comandante delle SS italiane Mario Carità. Sotto il fuoco degli uomini di Bernasconi rimasero cinque vittime: Ivo Poli (di soli otto anni), Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri. Si contarono inoltre numerosi feriti più o meno gravi. Altri abitanti del quartiere furono catturati e di loro si persero le tracce. Solo molti anni dopo, nel 1952, furono ritrovati i loro corpi sul greto del fiume Arno, nei pressi del parco delle Cascine: erano stati fucilati.
17 luglio 1945: a Postdam, Churchill, Truman e Stalin discutono la denazificazione della Germania.
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15 luglio 1938: viene pubblicato il Manifesto degli scienziati italiani razzisti. Con il documento, dal titolo “Il fascismo e i problemi della razza”, il regime si propone di fornire una base scientifica per le teorie razziste (le Leggi razziali fasciste).
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14 luglio 1948 Roma: Antonio Pallante, studente universitario, spara 4 colpi di pistola a Palmiro Togliatti, di cui 3 lo colpiscono. L’attentato a Togliatti causa una grande mobilitazione, disordini e sciopero generale che, secondo i giornali dell’epoca, sfiorano la guerra civile. Nei giorni 14/15/16 si hanno 20 morti e 600 feriti. Migliaia gli arrestati. Nei mesi successivi 80mila dimostranti nella maggior parte operai e contadini saranno processati, 73 di loro sono condannati a 300 anni di carcere. In Puglia si hanno morti a Taranto e Gravina.
14 luglio 1970: Reggio Calabria: scoppia una rivolta diretta dalla destra fascista del MSI. Nel nome di Reggio capoluogo vengono erette barricate e attaccate le sedi del PSI, del PCI e della Camera del lavoro.
14 luglio 1980: Il tribunale militare di Bari concede la libertà condizionata all’ex maggiore delle SS Reder, condannato all’ergastolo per la strage di Marzabotto.