1 agosto 1927
Si costituisce l’esercito popolare di Liberazione cinese è l’Armata Rossa guidata dal Partito Comunista della Cina
Autore: amministratore4
accadde oggi
Nel luglio 1964
Tentativo di colpo di Stato denominato Piano Solo – un piano di “emergenza speciale a tutela dell’ordine pubblico” – ad opera del generale Giovanni De Lorenzo durante il suo incarico di comandante dell’Arma dei carabinieri che prevedeva l’arresto di migliaia di dirigenti comunisti.
Nel luglio 1982
Il Comitato unitario per il disarmo e la pace consegna al governo oltre un milione di firme dei siciliani contro l’installazione dei missili Cruise a Comiso.
accadde oggi
Nel luglio 1964
Tentativo di colpo di Stato denominato Piano Solo – un piano di “emergenza speciale a tutela dell’ordine pubblico” – ad opera del generale Giovanni De Lorenzo durante il suo incarico di comandante dell’Arma dei carabinieri che prevedeva l’arresto di migliaia di dirigenti comunisti.
Nel luglio 1982
Il Comitato unitario per il disarmo e la pace consegna al governo oltre un milione di firme dei siciliani contro l’installazione dei missili Cruise a Comiso.
accadde oggi
Nel luglio 1964
Tentativo di colpo di Stato denominato Piano Solo – un piano di “emergenza speciale a tutela dell’ordine pubblico” – ad opera del generale Giovanni De Lorenzo durante il suo incarico di comandante dell’Arma dei carabinieri che prevedeva l’arresto di migliaia di dirigenti comunisti.
Nel luglio 1982
Il Comitato unitario per il disarmo e la pace consegna al governo oltre un milione di firme dei siciliani contro l’installazione dei missili Cruise a Comiso.
accadde oggi
28 luglio 1943
Bari: un reparto dell’esercito schierato a protezione della sede del Partito nazionale fascista, spara sui manifestanti che festeggiano la caduta del fascismo: 20 morti.
accadde oggi
28 luglio 1943
Bari: un reparto dell’esercito schierato a protezione della sede del Partito nazionale fascista, spara sui manifestanti che festeggiano la caduta del fascismo: 20 morti.
Acca di Seano, aggiornamento
Dal Sudd Cobas la revoca del provvedimento del 14 luglio, del Tribunale di Pisa
Il Tribunale di Pisa ha revocato il provvedimento del 14 luglio che ordinava al Sudd Cobas la fine del picchetto alla ACCA di Seano.
La decisione è stata ribaltata di fronte agli argomenti della nostra difesa.
È stata presa dallo stesso giudice che aveva precedentemente emesso il provvedimento «inaudita altera parte», cioè senza contraddittorio. Ieri i nostri legali hanno avuto finalmente la possibilità di smontare pezzo per pezzo le accuse e le tesi delle aziende.
L’offensiva giudiziaria di ACCA e dei pronto moda contro il diritto di sciopero è sempre più una debacle. Intanto i picchetti negli ultimi giorni si sono moltiplicati e, anche sotto l’assedio, quello a Seano non si è mai interrotto. È la forza delle sue ragioni ad alimentare la lotta.

La lotta ACCA è sempre di più una lotta per affermare il primato delle vite umane sulla merce.
E i nostri corpi continuano a essere lo strumento fondamentale per questa affermazione. Gli stessi corpi che in nome della merce sono stati sfruttati, consumati e bastonati oggi sono lì a dirvi: valiamo più della vostra merce e dei vostri profitti.
Attaccano il diritto di sciopero perché vogliono impedire la possibilità stessa di questa affermazione.
Noi la difenderemo sempre con le unghie e con i denti. Davanti agli assalti dei caporali e nelle aule dei tribunali. Ma soprattutto continuando a esercitarla, che è quello che più conta.
MORIRE A 18 ANNI
Riceviamo e pubblichiamo
Fabrizio Pittalis aveva 18 anni, abitava con la famiglia a Orotelli (Nuoro) e studiava agraria all’Istituto di istruzione superiore Don Deodato Meloni di Oristano, che frequentava vivendo in convitto. In attesa del diploma, l’anno prossimo, si era trovato un lavoro estivo. Non il classico “lavoretto”, ma un lavoro vero e proprio nell’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti di Tekno Service Italia a Oniferi (Nuoro). Fabrizio è morto poco dopo le 6 di venerdì 24 luglio nel piazzale dell’azienda, colpito alla testa dalla benna di un mezzo condotto da un collega. Un colpo devastante, che ha ucciso il ragazzo sul posto. La Procura di Nuoro ha indagato per omicidio colposo il titolare dell’azienda e l’operatore alla guida della macchina, ma non ha ritenuto di disporre l’autopsia, riconsegnando il corpo alla famiglia (genitori e due fratelli), per i funerali che si terranno sabato 25 luglio alle 18 nella chiesa dello Spirito Santo di Orotelli. Per l’occasione il sindaco Tonino Bosu ha proclamato il lutto cittadino. «Siamo senza parole, sotto choc – ha detto Bosu all’Unione Sarda – Un ragazzino solare, sempre sorridente. Era appassionato di cavalli, sempre presente alle manifestazioni del paese e componente del gruppo di Sos Thurpos».

Fabrizio Pittalis non è il primo under 20 morto quest’anno sul lavoro in Italia e nemmeno il più giovane: è il sesto nome di una lista che comprende un sedicenne (Alberto Fioretto), un diciassettenne (Youssef Salah), un diciottenne (Andrea Salvati) e due diciannovenni (Ullah Ismat Qiemi e Simone Argenti). Resta da capire – e questo sarà il compito principale degli inquirenti – se avesse ricevuto la formazione per il lavoro che doveva affrontare e quale fosse la sua posizione contrattuale. Massimo Alberti su Radio Popolare racconta che Fabrizio era stato inizialmente notificato alla Cgil come un addetto alle pulizie e successivamente come addetto a carico e scarico. “Non capiamo perché un ragazzino di 18 anni, senza formazione specifica, possa essere stato adibito a una mansione tanto delicata in uno spazio di movimentazione mezzi e merci – ha detto ad Alberti la segretaria Cgil di Nuoro, Domenica Moravera – Qui ci sono problemi anche legati ai contratti a tempo determinato: servono per tamponare le emergenze, ma le aziende spesso non praticano adeguata formazione”.
#fabriziopittalis #mortidilavoro
accadde oggi
26 luglio 1948
Avviene la prima scissione sindacale e la nascita di Cisl e Uil. A Gravina durante una manifestazione viene ucciso un bracciante e attivista sindacale di 16 anni.
accadde oggi
25 luglio 1943
Mussolini viene sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo che vota l’ordine del giorno Grandi, e successivamente viene arrestato a Villa Savoia e sostituito al governo da Pietro Badoglio. Mussolini sarà liberato successivamente dalle SS.