Il Tribunale di Pisa ha revocato il provvedimento del 14 luglio che ordinava al Sudd Cobas la fine del picchetto alla ACCA di Seano.
La decisione è stata ribaltata di fronte agli argomenti della nostra difesa.
È stata presa dallo stesso giudice che aveva precedentemente emesso il provvedimento «inaudita altera parte», cioè senza contraddittorio. Ieri i nostri legali hanno avuto finalmente la possibilità di smontare pezzo per pezzo le accuse e le tesi delle aziende.
L’offensiva giudiziaria di ACCA e dei pronto moda contro il diritto di sciopero è sempre più una debacle. Intanto i picchetti negli ultimi giorni si sono moltiplicati e, anche sotto l’assedio, quello a Seano non si è mai interrotto. È la forza delle sue ragioni ad alimentare la lotta.

La lotta ACCA è sempre di più una lotta per affermare il primato delle vite umane sulla merce.
E i nostri corpi continuano a essere lo strumento fondamentale per questa affermazione. Gli stessi corpi che in nome della merce sono stati sfruttati, consumati e bastonati oggi sono lì a dirvi: valiamo più della vostra merce e dei vostri profitti.
Attaccano il diritto di sciopero perché vogliono impedire la possibilità stessa di questa affermazione.
Noi la difenderemo sempre con le unghie e con i denti. Davanti agli assalti dei caporali e nelle aule dei tribunali. Ma soprattutto continuando a esercitarla, che è quello che più conta.