accadde oggi

2 ottobre 1968

Una pacifica dimostrazione studentesca a Città del Messico finisce nel massacro di Tlatelolco. Le stime più attendibili indicano oltre 300 vittime, tutte tra i manifestanti. Gli studenti volevano aumentare la propria visibilità grazie all’attenzione che c’era sulla città a causa dei Giochi olimpici. Dopo 9 settimane di sciopero studentesco, 15.000 studenti di varie Università marciarono per le vie della città, protestando contro l’occupazione del campus da parte dell’esercito. Al calare della notte 5.000 studenti e lavoratori, molti dei quali con la propria famiglia, si raccolsero nella Plaza de las tres culturas di Tlatelolco dove avvenne il massacro.

accadde oggi

30 settembre 1943
L’insurrezione di Napoli contro fascisti e tedeschi nelle 4 giornate di lotta armata e popolare si avvia alla conclusione con la fuga di fascisti e nazisti. Oltre all’importantissimo risultato morale e politico dell’insurrezione, le quattro giornate di Napoli ebbero anche il merito di impedire che i tedeschi riducessero la città «in cenere e fango» prima della ritirata, come Hitler aveva ordinato e impedì che il piano di deportazione di massa organizzato dal colonnello Scholl avesse successo.

accadde oggi

29 settembre 1944
Strage di Marzabotto, uno dei più gravi crimini di guerra compiuti contro la popolazione civile: 1830 vittime. Dopo l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema avvenuta il 12 agosto 1944.
Inizia quella che viene ricordata come “la marcia della morte” che – attraversando Versilia e Lunigiana – giunse nel bolognese. Lo scopo di Albert Kesserling alla guida delle SS e di militari italiani fascisti travestiti da truppa tedesca, con funzione di guide, informatori e becchini era fare “terra bruciata” attorno alle formazioni partigiane nelle retrovie della linea gotica sterminando le popolazioni che le appoggiavano.

29 settembre 1944
Le SS del maggiore Reder uccidono 226 partigiani della Brigata “Stella Rossa”.

SOLIDARIETÀ CON I LAVORATORI GRECI

Lavoratori, giovani e comunisti greci sono in lotta

Il 15 settembre – durante uno sciopero di 24 ore, organizzato da sindacati e organizzazioni di massa hanno manifestato in massa ad Atene in piazza Syntagma – contro un nuovo disegno di legge antioperaio del governo “Nuova democrazia” che prevede una giornata lavorativa di 13 ore e 78 ore alla settimana eventualmente per più di un datore di lavoro; promuove l’estensione indiretta del lavoro fino a 74 anni e contratti a zero ore.
Il disegno di legge contiene anche disposizioni contro il diritto di sciopero.
In pratica, i lavoratori vengono trasformati in macchine di produzione flessibili senza diritti, che devono lavorare fino alla vecchiaia.
Al centro della lotta c’è la decisione di impedire che le loro condizioni di vita e di lavoro vengano schiacciate sotto il tallone di ferro delle leggi del profitto e dello sfruttamento.
La Grecia, come i Paesi europei, deve rispondere alle leggi imposte dall’Unione europea di tagli ai servizi per le popolazioni e di “riforme” micidiali che facciano pagare ai lavoratori europei anche le spese sostenute per mantenere la guerra in Ucraina in appoggio ad un governo di stampo nazista.
Silenzio da parte dei mass media italiani – come per altre informazioni internazionali, ad esempio lo sciopero degli operai del comparto auto negli Stati Uniti – complici di un governo fascistoide che seguirà le stesse orme.
La migliore solidarietà che possiamo esprimere ai lavoratori in lotta in tante parti del mondo è proseguire nel nostro processo contro la frantumazione sia tra i comunisti che tra i lavoratori per rafforzare il movimento operaio al fine di organizzarsi per abbattere il sistema capitalista di sfruttamento e oppressione e costruire una società socialista senza padroni né governi al loro servizio.

Commissione internazionale Unione di lotta per il Partito comunista (ULPC)

settembre 2023

accadde oggi

27 settembre 1943

Iniziano le Quattro Giornate di Napoli. Nella città occupata dai tedeschi scoppia un’insurrezione popolare che nel giro di 4 giorni obbliga gli occupanti a lasciare la città.

27 settembre 1975
Spagna. Vengono fucilati dal regime franchista 5 militanti antifascisti Josè Humberto Baena, Josè Luis Sanchez Bravo, Ramon Garcia Sanz ( militanti del Fronte Rivoluzionario Patriottico e antifascista FRAP), Juan Paredes Manot (Txiki) e Angel Otaegui (militanti ETA).

EX GKN, QF chiede di aprire la procedura di licenziamento

Riceviamo la Lettera inviata di sabato sera alla RSU e alle organizzazioni sindacali che pubblichiamo in solidarietà

Il 30 settembre e 1 ottobre la due giorni per la reindustrializzazione

Campi Bisenzio, 24 settembre 2023
Con una PEC inviata alle 21.01 di sabato sera, QF invia alla RSU e alle organizzazioni sindacali, la richiesta di incontro per informare della volontà di avviare la procedura di licenziamento. Un passaggio formale previsto dagli accordi interni, che in realtà gli operai si aspettavano, data la scadenza della cassa integrazione alla fine dell’anno e il totale silenzio della proprietà negli ultimi mesi.
“Avevamo preavvertito anche il Ministero che i licenziamenti potevano arrivare a giorni, se non ad ore. Il governo quindi, non poteva non sapere e questo tavolo è stato fatto sparire da marzo in poi – dichiara la RSU -. Oggi ci troviamo davanti a più di un paradosso. Quello degli operai che lavorano a un piano di reindustrializzazione, mentre l’imprenditore e il liquidatore rimangono in silenzio, a guardare la fabbrica che nel frattempo si svuota.
Quello di operai che costituiscono una cooperativa e trovano investitori istituzionali per 6 milioni, mentre il tavolo governativo è congelato.
Quello di una proprietà che non paga gli stipendi da quasi un anno e manda in ritardo le informazioni necessarie al pagamento della cassa integrazione, mentre prepara il passaggio dai licenziamenti di fatto ai licenziamenti effettivi. E infine il paradosso di operai e società civile che costruiscono nella convergenza il futuro di uno stabilimento produttivo e di 500 posti di lavoro sul territorio, mentre a una proprietà assente viene permesso di trasformare la fabbrica in uno scheletro vuoto”.
Una comunicazione che arriva nel pieno della costruzione dal basso dell’alternativa. Proprio mentre la cooperativa dei lavoratori è nel pieno della campagna per l’azionariato popolare e sta preparando la due giorni di convergenza sul piano industriale delle cargo bike, il prossimo fine settimana.
“Valuteremo con l’assemblea dei lavoratori le prossime mosse – concludono dalla RSU -. Adesso non ci sono proprio più alibi. Noi abbiamo il piano industriale e tutti gli strumenti per portarlo avanti, mentre chi è arrivato nel dicembre 2021 dicendo di avere già progetti e investitori, oggi svela la sua vera natura, quella di una proprietà che vuole smantellare lo stabilimento, aprendo la strada ad una possibile successiva speculazione immobiliare. Confermiamo quindi l’importanza della due giorni sulla reindustrializzazione del 30 settembre e 1 ottobre”.

accadde oggi

25 settembre 2005

Ferrara. Durante un controllo di polizia il diciottenne Federico Aldrovandi viene pestato ferocemente da 4 poliziotti e muore pochi minuti dopo. Gli agenti sono stati condannati a 3 anni e mezzo di carcere per omicidio colposo: eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi tramutatosi in 6 mesi per mezzo dell’indulto.