Verso la liberazione della Palestina dal sionismo e dai sionisti: israele trema!

È la prima volta che la Resistenza palestinese attacca per prima. in tutti questi anni, ciò che sta succedendo attorno alla striscia di Gaza, non si era mai visto. Di solito la resistenza armata e le milizie partigiane nella Cisgiordania hanno operato soltanto per difendersi, lanciando missili e con azioni di guerriglia.

Gaza era circondata da tantissimi coloni, 21 km di colonie sono state costruite in questi anni. Ora la zona è stata liberata. Più di 1000 combattenti sono penetrati in queste colonie ed hanno ucciso centinai di coloni sionisti armati, centinaia di soldati che li proteggevano, una settantina sono stati fatti prigionieri e portati a Gaza.

Tutte le forze politiche della Resistenza hanno fatto appello al proprio popolo, ai militanti, ai gruppi organizzati di tutta la Palestina storica a sollevarsi contro i sionisti. L’appello viene rivolto anche ai combattenti Hezbollah del Libano, all’esercito siriano ed iraniano.

Dopo la cocente sconfitta subita dai servizi di sicurezza il panico, la confusione, l’incertezza regna in queste ore in tutta israele.

Secondo le dichiarazioni del Ministero della Sanità palestinese, l’entità sionista ha risposto con raid aerei su Gaza uccidendo più di 300 palestinesi, più del 99% civili e provocando quasi 2000 feriti.

Mentre scriviamo questo breve comunicato la situazione è in movimento: si registrano manifestazioni in tutta la Palestina storica, azioni di guerriglia in Cisgiordania, ai confini con la Giordania, a Gerusalemme dove una pattuglia di soldati è sparita nel nulla. Anche in Libano le forze di Hezbollah hanno distrutto tre fattorie sioniste, perfino in Egitto alcuni militanti palestinesi hanno ucciso alcuni sionisti.

É da tempo che affermiamo che la Resistenza palestinese si stava rafforzando. Lo avevamo visto in tanti mesi di guerriglia palestinese armata che ha operato continui attacchi contro i coloni sionisti super armati, le forze di polizia e forze dell’esercito israeliano in molte città della Cisgiordania e nella zona di Gerusalemme; con migliaia di razzi scagliati contro le città israeliane. Questi fatti ci danno ragione circa l’ottimismo della crescita in quantità e qualità della Resistenza. Questa crescita riguarda principalmente l’aspetto politico più importante: l’unità di azione e il coordinamento di tutte le forze della Resistenza.

Una cosa è certa, con questa operazione l’entità sionista si trova nella situazione inedita di dover fronteggiare la Resistenza palestinese all’interno di quelli che considera essere i “suoi” confini, senza riuscire, almeno per ora, a frenarla efficacemente: è definitivamente caduto il mito dello Stato sionista invincibile, è un ulteriore segno della sua irreversibile decadenza.

Il mondo è in ebollizione i paesi affamati dall’imperialismo cominciano ad alzare la testa e si rivoltano contro il proprio oppressore. Questo è il caso della Palestina.

Respingiamo la condanna unanime che passa attraverso i mass-media dei paesi occidentali che per decenni hanno consentito ai governi israeliani l’occupazione della Palestina e ogni tipo di oppressione della popolazione.

Questo comunicato, visto che la situazione cambia continuamente, non può essere un bilancio approfondito. Tra qualche giorno potremo fare alcune considerazioni politiche.

Viva la lotta di liberazione del popolo palestinese

Viva la Resistenza palestinese

Distruggere il sionismo e i sionisti

A cura della Commissione Internazionale Unione di Lotta per il Partito comunista

https://unionedilottaperilpartitocomunista.org – unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

Ottobre 2023

Verso la liberazione della Palestina dal sionismo e dai sionisti: israele trema!

È la prima volta che la Resistenza palestinese attacca per prima. in tutti questi anni, ciò che sta succedendo attorno alla striscia di Gaza, non si era mai visto. Di solito la resistenza armata e le milizie partigiane nella Cisgiordania hanno operato soltanto per difendersi, lanciando missili e con azioni di guerriglia.
Gaza era circondata da tantissimi coloni, 21 km di colonie sono state costruite in questi anni. Ora la zona è stata liberata. Più di 1000 combattenti sono penetrati in queste colonie ed hanno ucciso centinai di coloni sionisti armati, centinaia di soldati che li proteggevano, una settantina sono stati fatti prigionieri e portati a Gaza.
Tutte le forze politiche della Resistenza hanno fatto appello al proprio popolo, ai militanti, ai gruppi organizzati di tutta la Palestina storica a sollevarsi contro i sionisti. L’appello viene rivolto anche ai combattenti Hezbollah del Libano, all’esercito siriano ed iraniano.
Dopo la cocente sconfitta subita dai servizi di sicurezza il panico, la confusione, l’incertezza regna in queste ore in tutta israele.
Secondo le dichiarazioni del Ministero della Sanità palestinese, l’entità sionista ha risposto con raid aerei su Gaza uccidendo più di 300 palestinesi, più del 99% civili e provocando quasi 2000 feriti.
Mentre scriviamo questo breve comunicato la situazione è in movimento: si registrano manifestazioni in tutta la Palestina storica, azioni di guerriglia in Cisgiordania, ai confini con la Giordania, a Gerusalemme dove una pattuglia di soldati è sparita nel nulla. Anche in Libano le forze di Hezbollah hanno distrutto tre fattorie sioniste, perfino in Egitto alcuni militanti palestinesi hanno ucciso alcuni sionisti.
É da tempo che affermiamo che la Resistenza palestinese si stava rafforzando. Lo avevamo visto in tanti mesi di guerriglia palestinese armata che ha operato continui attacchi contro i coloni sionisti super armati, le forze di polizia e forze dell’esercito israeliano in molte città della Cisgiordania e nella zona di Gerusalemme; con migliaia di razzi scagliati contro le città israeliane. Questi fatti ci danno ragione circa l’ottimismo della crescita in quantità e qualità della Resistenza. Questa crescita riguarda principalmente l’aspetto politico più importante: l’unità di azione e il coordinamento di tutte le forze della Resistenza.
Una cosa è certa, con questa operazione l’entità sionista si trova nella situazione inedita di dover fronteggiare la Resistenza palestinese all’interno di quelli che considera essere i “suoi” confini, senza riuscire, almeno per ora, a frenarla efficacemente: è definitivamente caduto il mito dello Stato sionista invincibile, è un ulteriore segno della sua irreversibile decadenza.
Il mondo è in ebollizione i paesi affamati dall’imperialismo cominciano ad alzare la testa e si rivoltano contro il proprio oppressore. Questo è il caso della Palestina.
Respingiamo la condanna unanime che passa attraverso i mass-media dei paesi occidentali che per decenni hanno consentito ai governi israeliani l’occupazione della Palestina e ogni tipo di oppressione della popolazione.
Questo comunicato, visto che la situazione cambia continuamente, non può essere un bilancio approfondito. Tra qualche giorno potremo fare alcune considerazioni politiche.

Viva la lotta di liberazione del popolo palestinese
Viva la Resistenza palestinese
Distruggere il sionismo e i sionisti

A cura della Commissione Internazionale Unione di Lotta per il Partito comunista

https://unionedilottaperilpartitocomunista.org – unionedilottaperilpartitocomunista@tutanota.com

Ottobre 2023

accadde oggi

9 ottobre 1944

Ventimila nazifascisti attaccano la Repubblica della Val d’Ossola che resiste fino al 23 quando capitola di fronte alla schiacciante superiorità numerica degli avversari.

9 ottobre 1957

A San Donaci (BR) durante una protesta contro il dazio sul vino, la polizia spara e uccide 3 braccianti.

9 ottobre 1963

Disastro del Vajont: una frana caduta nel bacino della diga del Vajont produce una gigantesca onda che supera la diga e si riversa a valle (un pericolo previsto e rimasto inascoltato) causando 3mila morti. Il futuro presidente della Repubblica Leone accetta di difendere i responsabili della Sade che furono assolti o condannati a pene lievissime.

accadde oggi

8 ottobre 1943

In prossimità del fiume Erzen, Terzilio Cardinali, Medaglia d’Oro al Valor militare, costituisce con 170 soldati volontari il “Battaglione Gramsci “ che si unì all’Esercito Albanese di Liberazione Nazionale. I primi duri scontri con i tedeschi decimarono il Battaglione Gramsci ma i 40 sopravvissuti si rifugiarono nelle montagne e continuarono l’azione arruolando altri militari italiani e albanesi sbandati fino ad arrivare al 6 febbraio 1945 ad avere un organico di circa 2000 uomini. La formazione partigiana divenne una Brigata ed operò fino alla completa liberazione dell’Albania.

8/9 ottobre 1967

La Higuera, Bolivia Ernesto Che Guevara viene catturato l’8 ottobre e ucciso il giorno dopo. Ma, come disse Fidel: “Perché pensano che uccidendolo avrebbe cessato di esistere come combattente? Oggi è in ogni luogo, ovunque ci sia una giusta causa da difendere. Il suo marchio indelebile è ormai nella storia e il suo sguardo luminoso di un profeta è diventato un simbolo per tutti i poveri di questo mondo”.
Con lui muoiono altri 5 suoi compagni, che ricordiamo:
Alberto Fernández Montes de Oca (Pacho), cubano, ucciso in azione a Quebrada del Yuro l’8 ottobre 1967
Orlando Pantoja Tamayo (Olo), cubano, ucciso in azione a Quebrada del Yuro l’8 ottobre 1967.
René Martínez Tamayo (Arturo), cubano, ucciso in azione a Quebrada del Yuro l’8 ottobre 1967
Juan Pablo Navarro-Lévano Chang (El Chino), peruviano, catturato e giustiziato a La Higuera il 9 ottobre 1967
Simeon Cuba Sarabia (Willy), boliviano, catturato e giustiziato a La Higuera il 9 ottobre 1967.

Dal pensiero e dall’azione di G.Maccacaro dei “suoi anni”

Giulio Alfredo Maccacaro (1924-1977), medico e scienziato

“La medicina deve essere preventiva, sociale, collettiva, umana
Preventiva nel senso più genuino e intrepido non esaurendosi nella diagnosi precoce di malattie già accettate nel momento in cui sono accertate; promuovendo, invece, e difendendo la salute umana da tutte le offese dell’ambiente di lavoro e di vita fino a piegare queste a quella e non viceversa.
Sociale nel senso che sappia rivolgere e portare il suo intervento nella comunità reale in cui l’uomo vive, opera e realizza se stesso, senza strappare o ignorare, come da sempre, queste sue radici ma riconoscendovi, anzi, la testimonianza dell’assoluta inseparabilità della salute collettiva da quella individuale.
Collettiva nel senso che, superando qualsiasi forma presente o imminente del sistema mutualistico burocratico, parassitario e inefficace, dichiari e realizzi l’assunzione integrale da parte della collettività partecipante del diritto di porsi come soggetto non solo di salute ma anche di sanità.
Umana nella misura in cui – recuperato il colloquio perduto tra una medicina sempre più oggettivante e una sofferenza sempre più soggettivata, ricomposti i frammenti di un atto medico denaturato dalla mercificazione e dalla oblazione al potere – restituisca al malato e al medico la loro integrità che li faccia essere finalmente della stessa parte: quella dell’uomo contro il potere, quella del lavoro contro il capitale”.

accadde oggi

4 ottobre 1993 Il presidente russo Boris Yeltsin ordina ai carri armati dell’esercito di circondare il Parlamento russo, noto come la “Casa Bianca“. L’apice della crisi costituzionale russa si ha quando i dimostranti in difesa del parlamento reagiscono contro le forze di polizia di Yelstin e questi bombardano il parlamento dove si erano rifugiati. Con il decreto 1400 del 21 settembre 1993, Yeltsin aveva dichiarato sciolto il Soviet Supremo. Questo atto era contrario alla Costituzione russa che stabiliva:

“I poteri del Presidente della Federazione Russa non possono essere utilizzati per modificare l’organizzazione nazionale e statale della Federazione Russa, per sciogliere o per interferire con il funzionamento di qualsiasi organo eletto del potere statale. In questo caso, i suoi poteri cessano immediatamente”

accadde oggi

3 ottobre 1935

L’Italia fascista invade l’Etiopia con le truppe guidate dal generale Emilio De Bono, rimpiazzato poi dal maresciallo Badoglio. Nonostante una dura resistenza, le forze etiopi furono soverchiate dalla superiorità numerica e tecnologica degli italiani e il conflitto si concluse con l’ingresso delle forze di Badoglio nella capitale Addis Abeba.
Il regime fascista non bada a spese per il raggiungimento dell’obiettivo: il duce approvò e sollecitò l’invio e l’utilizzo in Etiopia di ogni arma disponibile e non esitò ad autorizzare l’impiego di armi chimiche.
L’obiettivo di Mussolini era di orientare l’emigrazione italiana verso una nuova colonia popolata da italiani e amministrata in regime di apartheid sulla base di una rigorosa separazione razziale.

3 ottobre 1950

I comunisti, guidati da Vo Nguyen Giap attaccano le fortezze coloniali francesi nella parte settentrionale lungo il confine con la Cina (Battaglia della Route Coloniale 4) affermando il potere rivoluzionario nel Vietnam del Nord.