accadde oggi

7 luglio 1960

Sull’onda delle manifestazioni di Genova la protesta esplode a Reggio Emilia e ancora una volta la polizia spara su operai, contadini e studenti, uccidendo 5 operai (Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli) e ferendo decine di manifestanti.

7 luglio 1973
All’età di 70 anni muore Pietro Secchia, membro della direzione del PCI e Commissario generale delle brigate Garibaldi nella Resistenza antifascista.

accadde oggi

2 luglio 1948
A San Martino del Rio (RE) scontri tra polizia e manifestanti durante uno sciopero. Un contadino di 22 anni rimane schiacciato da un’autoblinda.

2 luglio 1949
Muore in Unione Sovietica Georgi Dimitrov, comunista bulgaro Primo ministro della Repubblica popolare di Bulgaria (1946/1949), Segretario generale del Comitato esecutivo dell’Internazionale comunista dal 1935 al 1943.

2 luglio 1960
A Genova, mentre affluiscono partigiani da tutta Italia del nord, il prefetto decide di vietare il congresso del Msi.

accadde oggi

30 giugno 1944

I partigiani liberano Macerata, Ivrea, Lanzo, Giaveno, Avigliana, Ciriè.

30 giugno 1960

Genova manifestazione di operai e giovani (che diventeranno famosi come “i ragazzi dalle magliette a strisce”).
Gli scontri tra manifestanti (armati di pietre e materiale asportato da cantieri edili) e polizia iniziano in piazza De Ferrari (dove alcuni poliziotti vengono gettati nella fontana) e si allargano ai “carruggi”, dove la popolazione bombarda la polizia con masserizie gettate dalle finestre.
Oltre ai lacrimogeni la polizia utilizza pistole e mitra. Il Movimento Sociale Italiano (nuovo nome del partito fascista a soli 15 anni dalla Liberazione dal nazi-fascismo) torna nelle stanze del potere dando un appoggio esterno decisivo alla formazione di un governo monocolore della Democrazia Cristiana presieduto da Fernando Tambroni. Per “festeggiare” l’entrata nell’area di governo, il MSI annuncia provocatoriamente che terrà il suo congresso a Genova, una delle città più ostili, dove la Resistenza aveva avuto una forte presenza e che aveva pagato pesantemente con partigiani e operai assassinati e deportati.
Alla notizia del congresso missino si diffonde l’indignazione dei partigiani, degli operai e degli antifascisti che si manifesta con proteste e manifestazioni ovunque con centinaia di migliaia di persone che scendono nelle piazze di tutta Italia.
Le grandi manifestazioni – dal nord al sud – sono represse dalle forze armate dello Stato. Negli scontri con la polizia dei giorni successivi muoiono un contadino a Licata, quattro operai a Reggio Emilia tra i quali un ex partigiano; a Palermo due giovanissimi e a Catania un 42enne disoccupato.