accadde oggi

13 dicembre 2011

A Firenze un fascista appartenente a Casa Pound uccide due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor mentre Moustapha Dieng rimane ferito gravemente tanto da rimanere paralizzato. Immediata la risposta degli antifascisti che si sono subito mobilitati scendendo in piazza e ogni anno manifestano a Firenze, città Medaglia d’oro alla Resistenza

accadde oggi

12 dicembre 1969

Strage di piazza Fontana. La strage di Stato. A Milano l’attentato fascista di piazza Fontana nella sede della Banca nazionale dell’Agricoltura che causa 17 morti e 88 feriti segna l’inizio di una lunga stagione denominata strategia della tensione. Era ben vivo un forte e articolato movimento di classe, operaio e proletario che garantiva la difesa e il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita sul versante sindacale, mentre su quello politico garantiva l’espressione politica delle proprie avanguardie, sfidando l’egemonia della classe borghese. Le contestazioni davanti ai cancelli delle fabbriche, le rivendicazioni, le dimostrazioni e i cortei videro l’intervento della polizia armata davanti ai cancelli, le provocazioni dei fascisti e della stessa polizia nelle manifestazioni, la pioggia di denunce ed arresti da parte della magistratura.
Quelle bombe non furono una combinazione, come non lo fu il depistaggio, che cercò da subito i responsabili tra gli anarchici e tralasciò la pista nera dei fascisti, già autori di molti attentati in tutto il ’69. Preso Valpreda e “suicidato” Pinelli, lo Stato, avrebbe voluto mettere la parola fine a quella stagione di lotta.

12 dicembre 1970

Nell’anniversario della strage di Stato a Milano nel corso di una manifestazione antifascista la polizia carica gli studenti: muore Saverio Saltarelli di 23 anni

12 dicembre 1974

Nel corso di una manifestazione degli invalidi di guerra la polizia carica e uccide il pensionato Zunno Minotti e ne ferisce 15

accadde oggi

11 dicembre 1967

Palestina: per difendere i diritti dei palestinesi oppressi dall’occupazione israeliana e per raggiungere l’obiettivo della liberazione della loro patria, viene fondato il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP). È la risposta ai genocidi, ai crimini di lesa umanità, alle mattanze, alle torture, all’impiego di armi proibite e alla politica di sterminio sistematico da parte di Israele contro la Palestina.
Nel suo programma di lotta – la difesa della sovranità e la liberazione della Palestina – il Fronte stabilisce di guidare una rivoluzione con tutti i palestinesi oppressi: contadini, lavoratori, giovani, donne. E fonda una rivista – Al Hadaf – perché, come dice la sua guida George Habbash “un guerrigliero senza cultura rivoluzionaria è come l’ignorante che rivolge il fucile contro se stesso

accadde oggi

9 dicembre 1987
Inizia la prima intifada (che in arabo significa “rivolta”) fu una sollevazione palestinese di massa contro il dominio israeliano che iniziò nel campo profughi di Jabaliya e presto si estese attraverso Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est.

9 dicembre 2024
Strage al deposito ENI di Calenzano, in cui persero la vita cinque lavoratori:
Davide Baronti, Franco Cirelli, Carmelo Corso, Vincenzo Martinelli e Gerardo Pepe.
Vincenzo Martinelli, una delle cinque vittime dell’esplosione nell’impianto Eni di Calenzano, aveva denunciato anomalie due mesi prima della strage. Nella lettera datata 3 ottobre 2024 il camionista descriveva l’accaduto che gli aveva impedito il carico e una contestazione da parte della ditta per mancato trasporto e segnalava anche le “Continue anomalie” riscontrate nel deposito ed a chiedere per iscritto un confronto diretto con i responsabili della sicurezza.
Le dimensioni dell’impianto di Calenzano impressionano: ben 170.300 mq, 24 serbatoi, 5,2 milioni di tonnellate di petrolio raffinati ogni anno. Il sito svolge attività di ricezione, deposito (stoccaggio) e spedizione di benzina, gasolio e petrolio (kerosene) per il settore aereo, prodotti che arrivano tramite due oleodotti collegati con la Raffineria Eni Livorno, per venire quindi stoccati in serbatoi.
L’ennesima tragedia annunciata. Medicina Democratica tramite il suo presidente Marco Caldiroli ricorda che quello di Calenzano “è registrato tra gli impianti a rischio rilevante, direttiva “Seveso” e sottolinea come “l’entità dell’esplosione denota un mancato intervento tempestivo dei sistemi di sicurezza interni e un’impossibilità da parte degli stessi di affrontare l’evento.