9 gennaio 1950. Eccidio delle Fonderie Riunite di Modena. Sei operai sono uccisimodena 9 gennaio 1950 dalle forze dell’ordine durante lo sciopero indetto dalla CGIL per protestare contro i licenziamenti di oltre 500 operai metalmeccanici delle Fonderie Riunite. Per impedire l’occupazione della fabbrica, gli agenti della Polizia di Stato spararono contro i manifestanti, uccidendo sei operai (tra i 21 e 43 anni) e ferendo circa 200.

Accadde oggi

8 gennaio 2021. La vergognosa sentenza della IV sezione della Corte di Cassazione sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, cancella l’incidente sul lavoro, assolve le imprese, prescrive l’omicidio colposo, rinvia a un appello-bis i condannati, estromette i 6 ferrovieri delegati alla sicurezza costituiti parte civile a fianco dei familiari e li condanna a oltre 80mila € di spese legali e processuali.

Accadde oggi

31 dicembre 1968 Versilia. Contestazione alla Bussola di Focette, molto frequentata e alla moda in quegli anni, simbolo della ricca borghesia. Una manifestazione per contestare un’ostentazione di ricchezza che viene percepito come uno schiaffo alle condizioni di vita della grande maggioranza dei cittadini. La carica dei carabinieri, provoca scontri che durano tutta la notte. Alla fine i feriti saranno quattordici, tra cui lo studente Soriano Ceccanti, colpito da un colpo d’arma da fuoco alla base del collo e che resterà paralizzato. Soriano racconta, tra l’altro, “…Noi eravamo lì per una protesta pacifica, contestavamo le sovrastrutture della società, le apparenze, la società borghese ed il benessere, di cui La Bussola era un esempio. A un certo punto, attaccati, cominciamo a difenderci. La polizia allora reagisce e spara.
31 dicembre 1943. Iniziano scioperi operai contro l’occupazione tedesca e i grandi rastrellamenti nazisti che mietono vittime su vittime.

Accadde oggi

28 dicembre 1943 I 7 fratelli Cervi: Gelindo (1901); Antenore (1906); Aldo (1909); Ferdinando (1911); Agostino (1916); Ovidio (1918) ed Ettore (1921), figli di Alcide Cervi e di Genoeffa Cocconi, contadini partigiani e ribelli, dopo la prigionia in un carcere duro, a poco più di tre mesi dall’8 settembre, vengono fucilati dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia.