Accadde oggi

9 ottobre 1944. Ventimila nazifascisti attaccano la Repubblica della Val d’Ossola che resiste fino al 23 quando capitola di fronte alla schiacciante superiorità numerica degli avversari.
9 ottobre 1957. A San Donaci (BR) durante una protesta contro il dazio sul vino, la polizia spara e uccide 3 braccianti.
9 ottobre 1963. Disastro del Vajont: una frana caduta nel bacino della diga del Vajont produce una gigantesca onda che supera la diga e si riversa a valle (un pericolo previsto e rimasto inascoltato) causando 3mila morti. Il futuro presidente della Repubblica Leone accetta di difendere i responsabili della Sade che furono assolti o condannati a pene lievissime.

Accadde oggi

8/9 ottobre 1967. La Higuera, Bolivia Ernesto Che Guevara viene catturato l’8 ottobre e ucciso il giorno dopo.
Ma, come disse Fidel: “Perché pensano che uccidendolo avrebbe cessato di esistere come combattente? Oggi è in ogni luogo, ovunque ci sia una giusta causa da difendere. Il suo marchio indelebile è ormai nella storia e il suo sguardo luminoso di un profeta è diventato un simbolo per tutti i poveri di questo mondo”.
Con lui muoiono altri 5 suoi compagni, che ricordiamo:
Alberto Fernández Montes de Oca (Pacho), cubano, ucciso in azione a Quebrada del Yuro l’8 ottobre 1967
Orlando Pantoja Tamayo (Olo), cubano, ucciso in azione a Quebrada del Yuro l’8 ottobre 1967.
René Martínez Tamayo (Arturo), cubano, ucciso in azione a Quebrada del Yuro l’8 ottobre 1967
Juan Pablo Navarro-Lévano Chang (El Chino), peruviano, catturato e giustiziato a La Higuera il 9 ottobre 1967
Simeon Cuba Sarabia (Willy), boliviano, catturato e giustiziato a La Higuera il 9 ottobre 1967.

Accadde oggi

6 ottobre 1976. In Cina, dopo la morte di Mao Tse Tung, la cosiddetta Banda dei quattro – Jiang Qing, Zhang Chunquiao (membro Ufficio politico), Yao Wenyuan (membro Comitato Centrale), Wang Hongwen (vicepresidente) – viene arrestata e accusata di essere gli istigatori della Rivoluzione culturale e di un fantomatico tentato colpo di Stato
6 ottobre 1938. Il Gran consiglio del fascismo sulle leggi razziali pubblica la “Dichiarazione sulla razza” che dà il via alla persecuzione di comunisti, ebrei, rom, omosessuali e vieta il matrimonio di italiani/e con appartenenti alle “razze” camita, semita e altre non ariane

Accadde oggi

4 ottobre 1993. Il presidente russo Boris Yeltsin ordina ai carri armati dell’esercito di circondare il Parlamento russo, noto come la “Casa Bianca”. L’apice della crisi costituzionale russa del 1993 difesa del parlamento reagiscono contro le forze di polizia di Yeltsin. Con il decreto 1400 del 21 settembre 1993, Yeltsin dichiara sciolto il Soviet Supremo. Questo atto era contrario alla Costituzione russa che stabiliva:
“I poteri del Presidente della Federazione Russa non possono essere utilizzati per modificare l’organizzazione nazionale e statale della Federazione Russa, per sciogliere o per interferire con il funzionamento di qualsiasi organo eletto del potere statale. In questo caso, i suoi poteri cessano immediatamente”.

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3 ottobre 1935. L’Italia fascista invade l’Etiopia con le truppe guidate dal generale Emilio De Bono, rimpiazzato poi dal maresciallo Badoglio. Nonostante una dura resistenza, le forze etiopi furono soverchiate dalla superiorità numerica e tecnologica degli italiani e il conflitto si concluse con l’ingresso delle forze di Badoglio nella capitale Addis Abeba
Il regime fascista non bada a spese per il raggiungimento dell’obiettivo: il duce approvò e sollecitò l’invio e l’utilizzo in Etiopia di ogni arma disponibile e non esitò ad autorizzare l’impiego di armi chimiche.
L’obiettivo di Mussolini era di orientare l’emigrazione italiana verso una nuova colonia popolata da italiani e amministrata in regime di apartheid sulla base di una rigorosa separazione razziale.
3 ottobre 1950. I comunisti, guidati da Vo Nguyen Giap attaccano le fortezze coloniali francesi nella parte settentrionale lungo il confine con la Cina (Battaglia della Route Coloniale 4) affermando il potere rivoluzionario nel Vietnam del Nord.

Accadde oggi

2 ottobre 1968. Una pacifica dimostrazione studentesca a Città del Messico finisce nel Massacro di Tlatelolco le stime più attendibili indicano oltre 300 vittime, tutte tra i manifestanti. Gli studenti volevano aumentare la propria visibilità grazie all’attenzione che c’era sulla città a causa dei Giochi olimpici. Dopo 9 settimane di sciopero studentesco, 15.000 studenti di varie università marciarono per le vie della città, protestando contro l’occupazione del campus da parte dell’esercito. Al calare della notte 5.000 studenti e lavoratori, molti dei quali con la propria famiglia, si raccolsero nella Plaza de las tres culturas di Tlatelolco dove avvenne il massacro.

Accadde oggi

30 settembre 1943. L’insurrezione di Napoli contro fascisti e tedeschi nelle 4 giornate di lotta armata e popolare si avvia alla conclusione con la fuga di fascisti e nazisti. Oltre l’importantissimo risultato morale e politico dell’insurrezione, le quattro giornate di Napoli ebbero anche il merito di impedire che i tedeschi riducessero la città «in cenere e fango» prima della ritirata, come Hitler aveva ordinato e impedirono che il piano di deportazione di massa organizzato dal colonnello Scholl avesse successo.

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29 settembre 1944. Strage di Marzabotto, uno dei più gravi crimini di guerra compiuti contro la popolazione civile: 1830 vittime. Dopo l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema avvenuta il 12 agosto 1944. Inizia quella che viene ricordata come “la marcia della morte” che – attraversando Versilia e Lunigiana – giunse nel bolognese. Lo scopo di Albert Kesserling alla guida delle SS e di militari italiani fascisti travestiti da truppa tedesca, con funzione di guide, informatori e becchini era fare “terra bruciata” attorno alle formazioni partigiane nelle retrovie della linea gotica sterminando le popolazioni che le appoggiavano.
29 settembre 1944. Le SS del maggiore Reder uccidono 226 partigiani della Brigata “Stella Rossa”.

Accadde oggi

27 settembre 1943. Iniziano le Quattro Giornate di Napoli. Nella città occupata dai tedeschi scoppia un’insurrezione popolare che nel giro di 4 giorni obbliga gli occupanti a lasciare la città.
27 settembre 1975. Spagna, vengono fucilati dal regime franchista 5 militanti antifascisti Josè Humberto Baena, Josè Luis Sanchez Bravo, Ramon Garcia Sanz ( militanti del Fronte Rivoluzionario Patriottico e antifascista FRAP), Juan Paredes Manot (Txiki) e Angel Otaegui (militanti ETA)