accadde oggi

17 aprile 1975

Giannino Zibecchi, del Comitato di vigilanza antifascista, nel corso del corteo di protesta per l’assassinio di Claudio Varalli che si dirige verso la sede del Msi di via Mancini, viene assassinato dai carabinieri durante una carica con i camion. Lo stesso giorno a Torino, Tonino Micciché di 25 anni, operaio Fiat, viene ucciso con un colpo di pistola alla testa dal fascista Paolo Fiocco.

accadde oggi

16 aprile 1961

L’Avana. Durante il funerale delle vittime dei bombardamenti dei giorni precedenti, Fidel Castro proclama il carattere socialista della Rivoluzione cubana: “Quello che gli imperialisti non ci possono perdonare è la dignità, l’integrità, il valore, la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo di Cuba. … E che questa Rivoluzione socialista la difenderemo con questi fucili! E che questa Rivoluzione socialista la difenderemo con il valore con cui ieri i nostri artiglieri antiaereo hanno mitragliato gli aerei aggressori. E questa Rivoluzione, noi non la difendiamo con mercenari; questa Rivoluzione la difendiamo con gli uomini e le donne del popolo.

16 aprile 1975

Milano: Claudio Varalli, 17 anni, di ritorno da una manifestazione viene ucciso con un colpo di pistola alla tempia da un fascista sanbabilino. Il giorno successivo 30mila persone manifestano contro l’assassinio.

Mobilitarsi in sostegno dei prigionieri politici palestinesi che rischiano la vita con la nuova legge sionista sulla pena morte

comunicato ULPC

Il 30 marzo fa è stata approvata dalla Knesset, parlamento dell’entità teocratica sionista, la legge che permette l’assassinio dei prigionieri politici palestinesi. Questo atto dà “falsa legalità” a tutti gli omicidi perpetrati dall’esercito sionista contro il popolo palestinese, considerato dall’entità sionista “un popolo di scimmie terroriste”, infatti negli ultimi due anni sono stati assassinati più di 80.000 palestinesi considerati pericolosi per la stessa sopravvivenza di israele.
Con questa legge-farsa l’entità sionista vorrebbe eliminare tutte le avanguardie politiche che si trovano nelle carceri sioniste e allo stesso tempo auto assolversi e giustificare il (suo) vero terrorismo cominciato negli anni ‘20 del secolo scorso con la nascita della banda di assassini chiamata Haganà, continuato con la Nakbah del ‘48 e il genocidio in corso.
Ora devono fare un’altra legge per giustificare l’assassinio di migliaia di palestinesi, oltre ai bombardamenti che non sono mai stati fermati, alla faccia della tregua tanto decantata, la morte per fame, per sete, per malattie causate dalla mancanza di medicine e di igiene, cibo, acqua, medicine, strutture ospedaliere e tutto ciò che è necessario per una vita di stenti non entrano a Gaza se i sionisti non vogliono, e per tutte le case dei palestinesi distrutte e gli omicidi dei coloni superarmati spalleggiati dall’esercito colonizzatore in Cisgiordania.
E un’altra legge ancora per gli omicidi mirati di dirigenti politici di Hamas, Hesbollah, Iran e per le migliaia di morti causati con l’invasione e i bombardamenti in Libano e in Iran.
Legge o non legge, il terrorismo i sionisti l’hanno sempre praticato, con la violenza e la guerra ci sono nati, sono insite nella loro logica di dominio; infatti, possiamo affermare che l’esercito sionista del terrore nel ‘48 si è fatto Stato.
Ricordiamo che nei primi anni del ‘900 dopo l’acquisto di un pezzo di terra da parte dell’agenzia ebraica sionista (ente economico), sovvenzionata dai miliardari sionisti di tutto il mondo, veniva costruito intorno un fortino e una torretta con tanto di mitragliatrice per tenere lontani i selvaggi autoctoni.
In questa fase di ulteriore e violenta repressione e colonizzazione sionista, è ancora più vergognosa e meschina la posizione di cane da guardia del sionismo nei territori occupati della Cisgiordania da parte della ANP.
La resistenza palestinese oggi è in difficoltà, non possono rispondere come si deve alle provocazioni sioniste per non far soffrire ancora di più il proprio popolo.
La guerra contro l’Iran di Usa e entità sionista rischia di risolversi con una sconfitta storica, a meno che l’esercito yankee non voglia impantanarsi con l’invasione terrestre in un altro Vietnam, dove ricevettero una sonora batosta dal popolo in armi diretto dal PCV, una batosta dalla quale ancora non si sono ripresi.
La sconfitta dell’imperialismo Usa ed entità sionista in Iran darebbe più forza alla Resistenza palestinese.
Contro la legge della morte continuare la mobilitazione con determinazione e più forza per sostenere i prigionieri politici palestinesi e la gloriosa Resistenza del popolo palestinese, perché fino a quando ci sarà una Resistenza armata la guerra non è conclusa.

SOSTEGNO AI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI
VIVA LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

https://unionedilottaperilpartitocomunista.org ulpc@autoproduzioni.net  

Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione.
C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo. Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.

accadde oggi

10 aprile 1919

A Chinameca viene assassinato in un’imboscata Emiliano Zapata Salazar, figura centrale della rivoluzione messicana e della storia del Messico. Riteneva che i contadini per essere proprietari delle terre che coltivavano scegliessero la lotta armata contro le truppe di Victoriano Huerta: “È meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”.

10 aprile 1991

Livorno. Il traghetto “Moby Prince” si scontra con una petroliera per cause incerte provocando 140 morti. Una delle tante stragi rimaste misteriose e impunite dopo oltre 30 anni.

CON CUBA SOCIALISTA

comunicato ULPC

Cuba e il suo popolo stanno affrontando, in questa fase, una drammatica crisi economica ed energetica, da alti costi umani, che non ha eguali nella storia della rivoluzione cubana.
Dopo il trionfo (1°gennaio 1959) dei “Barbudos”, Cuba, uscita indenne nel corso dei decenni dai ripetuti tentativi dell’imperialismo Usa di eliminare questa esperienza nel cuore dell’America Latina, subisce un ulteriore inasprimento – causa il Bloqueo imposto dagli Usa all’isola caraibica all’inizio del 1962 e mai revocato – delle sanzioni economiche imposte dall’amministrazione Trump, consistenti nel blocco delle forniture di petrolio da qualsiasi paese che intrattenga rapporti commerciali con Cuba.
La fine delle importazioni di greggio – in particolare dal Venezuela – ha determinato il crollo del sistema elettrico nazionale e dell’avanzato sistema sanitario, dei trasporti e altre attività indispensabili per la vita della popolazione.
L’obiettivo dell’amministrazione Usa è provocare un tracollo economico e sociale, sì da creare le condizioni per una destabilizzazione politica dello Stato socialista e favorire un cambio di regime genuflesso ai loro interessi.
Pur di riaffermare la supremazia della dottrina Monroe (l’America Latina come “cortile di casa”), gli Usa contro Cuba mettono in atto una politica genocidaria, che si affianca al genocidio dei complici israeliani contro la popolazione palestinese (causa alla quale Cuba non ha mai cessato di far sentire il sostegno).
Ciò avviene con la connivenza degli stati occidentali, governo italiano compreso – immemore dell’aiuto dei medici cubani per il ‘Covid’ e, oggi, in ospedali calabresi.
L’Europa si adegua alle menzogne diffuse dalla propaganda Usa che vogliono Cuba crocevia del narcotraffico mondiale in combutta con gruppi terroristici islamici.
I governi latino americani, quando non apertamente allineati agli Usa, si muovono con cautela nel sostenere Cuba, tra l’ammirazione verso un paese che ha contribuito a restituire dignità e speranza a questa parte del mondo e il timore delle ritorsioni Usa.
Senza dimenticare che anche l’America Latina, con Cuba, è territorio di reciproche concessioni o mutevoli contrapposizioni tra grandi potenze imperialistiche (Usa, Cina, Russia) in lotta per la ridefinizione di aree di influenza geopolitica, di mercati, di sfruttamento, di materie, risorse e ricchezze.
La resistenza della popolazione cubana e del suo governo contro i piani di dominio dell’imperialismo Usa – che non esclude l’opzione dell’invasione armata per porre fine alla “dittatura comunista” – è stata ed è di esempio per i popoli in lotta per la libertà e il diritto all’autodeterminazione.
La solidarietà verso il popolo cubano di vasti settori popolari, e di tanta parte mondiale, si è attivata con varie iniziative, di carattere umanitario: dalla “Nuestra America Flotilla”, avente lo scopo di forzare, sull’esempio della Flotilla per Gaza, il blocco navale imposto dagli Usa nel Mar dei Caraibi, ai voli aerei, partiti anche dall’Italia, carichi di cibo e medicinali.
Il sostegno a Cuba non può esaurirsi solo con un’azione di tipo umanitario. La solidarietà verso l’isola caraibica si deve alimentare di contenuti politici e ideologici.
La Rivoluzione Cubana ha costituito nella storia delle rivoluzioni socialiste, un’esperienza avanzata di costruzione del socialismo e della futura società comunista; dove la difesa della dignità di un popolo si intreccia con le battaglie antimperialiste di altri popoli; dove la rivendicazione del sentimento patriottico si è saldata ad un internazionalismo proletario manifestatosi in vari aspetti (dall’appoggio militare ai popoli in lotta contro regimi fascisti e razzisti all’invio di medici, insegnanti, ingegneri, per migliorare le condizioni di vita di paesi che volevano sottrarsi al giogo dello sfruttamento capitalistico o dell’oppressione coloniale).
È stato scritto: “Se cade Cuba, cade l’Umanità intera”. È vero! Infatti non cade nelle grinfie del capitalismo e dell’imperialismo un paese e un popolo fiero e resistente; viene meno una speranza che da 67 anni anima il cuore dei comunisti.
In un momento così grave i comunisti debbono rendersi conto di quanto sia indispensabile unire le loro forze per difendere la CUBA SOCIALISTA e RIVOLUZIONARIA.

Viva CUBA SOCIALISTA!
Con FIDEL y con EL CHE!

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

https://unionedilottaperilpartitocomunista.org – ulpc@autoproduzioni.net

Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema: il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione.
C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo. Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.