Doccia fredda alla Caterpillar

Si è chiusa da pochi giorni la vertenza Elica di Fabriano (con 150 uscite volontarie) che nelle Marche se ne apre una nuova. La Caterpillar ha annunciato la chiusura dello stabilimento.

Proprio alla vigilia delle feste, mentre il governo continua a decantare una ripresa economica che vede solo dai suoi palazzi. Ripresa di cui evidentemente non è così sicuro, visto che con la scusa dei no green pass cerca di vietare tutte le manifestazioni nei centri cittadini.

La multinazionale statunitense è presente a Jesi da 25 anni e produce cilindri idraulici per macchinari di movimentazione terra. L’ennesima multinazionale tanto cara ai politici che aspirano agli investimenti stranieri.

Una doccia fredda per i lavoratori che non avevano alcun sentore della decisione perché la produzione, di qualità, rispettava i tempi di consegna.

Il direttore che ha provato a spiegare la scelta dell’azienda ai 270 (compresi gli interinali) lavoratori è stato assalito dalle contestazioni e se n’è andato.

Gli operai sono usciti organizzando un presidio davanti alla fabbrica e volantinaggi per le strade della città per spiegare la grave ricaduta sul territorio. È stato previsto uno sciopero ed assemblea permanente e l’adesione allo sciopero generale indetto da Cgil-Uil. Poi penseranno ad altre iniziative per impedire il licenziamento collettivo.

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