Il Muro del Canto, fra neorealismo, rock, tradizione popolare e denuncia sociale

Il muro del canto è un gruppo romano fondato nel 2010.

Pur provenendo da generi musicali diversi, i componenti del gruppo hanno saputo sviluppare un proprio stile che attinge alla tradizione popolare romana ed al rock con pennellate scure che attingono dalla dura vita quotidiana delle borgate.

La voce profonda di Daniele Coccia, il cantato in romanesco con chiari riferimenti al folk e l’uso della fisarmonica di Alessandro Marinelli caratterizzano uno stile personale e ormai maturo.

Tutto sommato le radici del gruppo affondano nel neorealismo e la Roma dei rioni e delle vecchie borgate. La Roma di Mamma Roma e poi quella dal Canzoniere del Lazio. Come diceva Pasolini, in un certo senso, “tutte le opere neorealistiche si fondano sull’idea che il futuro sarà migliore, in quanto si adempirà una rivoluzione che non si sa bene quale fosse poi…”. Nonostante tutti i suoi limiti storici la grande forza del neorealismo è stata nella sua capacità di saper descrivere senza retorica o falsità borghesi di sorta la classe proletaria e sottoproletaria. La musica del Muro del Canto, cammina su questi solchi le cui tracce indietro nel tempo arrivano fino al dopoguerra.

Il Muro del Canto scende nel cuore delle periferie, va a raccogliere i cocci delle ideologie frantumate del nuovo secolo, a contemplare la sconfitta desolante, lirica ed epica, della gente. Le borgate che hanno lasciato il posto alle nuove periferie, la rabbia antica, la miseria nera, l’individualismo spinto e più implicitamente il nuovo proletario romano come risultato della putredine della colpa borghese.

Esordiscono nel 2010 con il singolo Luce mia a cui è seguito l’EP eponimo. Nel 2011 hanno vinto il Premio Stefano Rosso come migliore arrangiamento del brano E intanto il Sole si nasconde, che viene incisa nel disco Ancora Ridi diventando E intanto er sole se nasconne. tracciando un filo, forte e teso, che lega l’esperienza del Muro al mondo dei cantautori. È la tradizione, il passato, lo sguardo rivolto a chi li ha preceduti, e il brano rivive nel loro arrangiamento moderno e personale grazie anche all’uso del dialetto e alla valida interpretazione di Daniele Coccia con la sua voce pastosa e coinvolgente.  

Nel 2012 pubblicano il loro primo album L’ammazzasette.

I sei musicisti si mostrano abilissimi nel comporre musica che parla di una Roma intima, introspettiva e romantica, ma non solo. Le tematiche affrontate sono molteplici, dal più classico dei sentimenti, qual è l’amore, ad amare riflessioni sul tempo che rapidamente sfugge dalle nostre mani, il tutto narrato in un espressivo dialetto romano che trova spazio nella creativa armonia strumentale, arricchendola e rendendo l’ascolto maggiormente coinvolgente. Ma oltre alle tematiche già citate non mancano le canzoni di denuncia sociale, ricordiamo Il lago che combatte frutto della collaborazione con gli Assalti Frontali. La canzone racconta la storia del lago dell’ex Snia di Roma salvato dalla speculazione edilizia. Oppure Figli come noi ritmo da protesta, opposizione dedicata tutti coloro che troppe volte sono stati vittima degli abusi degli uomini in divisa, realizzato a sostegno di ACAD, “Associazione Contro gli Abusi in Divisa“Palazzinari, il titolo ci dice tutto… con la voce narrante di Alessandro Pieravanti. Cella 33 è un brano impegnato nel raccontare la perdita di dignità dei detenuti nelle carceri nostrane. Fiore de niente, che alla miseria della vita proletaria indica come soluzione la svolta della lotta di classe. Ancora una volta in Domani si apre uno spiraglio di ottimismo verso il futuro attraverso la lotta di classe («Ma se resti legato a catena strilla a tutti che è ora d’anná, verso ‘n giorno che libera tutti, verso er sole dell’umanità»). Fino all’ultimo single Controvento un inno alla resistenza che anticipa l’album in uscita nel 2022. Nel 2014 Daniele Coccia Paifelman, Eric Caldironi e Alessandro Marinelli del Muro del Canto registrano a nome Montelupo il Canzoniere Anarchico 17 brani della tradizione anarchica Italiana prodotto da Goodfellas, con introduzione di Alessio Lega.
A seguire alcuni dei brani più incisivi:

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