Un governo dell’oligarchia finanziaria per salvare i monopoli e rovinare lavoratori e lavoratrici

La crisi politica aperta a gennaio è indicativa della degenerazione della borghesia. Si tratta dello scontro fra diversi gruppi della classe dominante per la spartizione del bottino dei fondi europei e sulle politiche da seguire per gestire il debito pubblico. Scontro che appare destinato a ricomporsi sotto l’egida dell’oligarchia finanziaria, ben rappresentata da Draghi, e con le … poltrone.

Quali le premesse di questa crisi? In Italia si sono indebolite le posizioni dei partiti politici della classe dominante e il ceto medio, anche nella rappresentazione del “populismo”, si è dimostrato incapace di svolgere qualsiasi compito storico, per essere strumento della mobilitazione reazionaria.

Nella situazione di pandemia e profonda recessione la borghesia, alle prese con il calo di profitti e l’inasprimento della concorrenza internazionale, ha la necessità di salvaguardare i monopoli dalla bancarotta; di conseguenza, incontra maggiori difficoltà nel legare politicamente a sé larghi settori della piccola borghesia e del proletariato.

Da mesi la pressione politica sul governo Conte 2 era salita, con fratture nella coalizione, aumentate con la legge di bilancio e la situazione è precipitata, in piena “seconda ondata” pandemica, in una lotta intestina fra le frazioni di borghesia sull’utilizzo dei 209 miliardi di euro del Recovery Plan.

Sono emerse le ambizioni dei monopoli dei settori strategici che esigono liquidità, che vogliono impadronirsi della maggior parte di questi fondi europei per rinnovare il capitale fisso, favorendo la concentrazione della produzione e dei servizi nelle loro mani. Lo spregiudicato politicante Renzi è il grimaldello di questi gruppi economici e finanziari per far saltare il banco. Mattarella ha completato l’operazione ‘offrendo’ l’incarico al capitale finanziario.

La situazione ha spinto i gruppi dominanti a licenziare il governo Conte 2, che non garantiva totalmente le loro esigenze perché era costretto a tener conto di interessi dei ceti medi, e a imporre il “governo del presidente” diretto dall’ex governatore di Bankitalia, ex presidente della BCE, esperto in derivati finanziari per i profitti delle banche d’affari. Alla faccia del super partes!

Con il neoliberista Draghi, vi sarà un governo più autoritario, reazionario e antioperaio del precedente, espressione della borghesia imperialista che, per sostenere l’aumento del debito pubblico, dovrà approvare misure di macelleria sociale, abbandonando metodi pseudo-democratici, governando per decreti e rafforzando le armi di repressione contro la classe operaia, il movimento sindacale e i movimenti sociali.

In nome di un programma di salvezza “a ogni costo” del grande capitale si preparano nuove offensive ai salari e alle pensioni dei lavoratori, licenziamenti di massa e cancellazione di diritti, ancora tagli alle spese pubbliche, privatizzazioni, liberalizzazioni e aumento delle tasse per rovesciare sulla classe operaia e le masse popolari le conseguenze della crisi capitalista e la montagna del debito pubblico.

In questa situazione, assieme alla povertà, alla disoccupazione, alle disuguaglianze e alle ingiustizie, cresce il malcontento e la sfiducia di massa nei confronti di tutti i partiti borghesi e piccolo borghesi, delle direzioni sindacali collaborazioniste, delle istituzioni e degli apparati dello Stato.

Occorre trasformare il malcontento e lo scoraggiamento in solidarietà di classe e mobilitazione popolare di massa, nella fiducia della forza del proletariato e dell’organizzazione indipendente di classe.

Queste, le condizioni per non subire passivamente l’offensiva borghese, per unire le resistenze e le opposizioni sociali, per sviluppare da parte delle classi lavoratrici un ampio movimento diretto dal proletariato, per porre la questione della via rivoluzionaria di uscita dalla barbarie del capitalismo.

Per il lavoro e il salario, la dignità e i diritti, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro!

La crisi e il debito non devono essere pagati dalle classi lavoratrici e dalle masse popolari!

Unità e lotta per la ricostruzione del Partito comunista!

07 febbraio 2021

Unione di lotta per il Partito comunista

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