A chi giovano le elezioni europee

A fine maggio saremo chiamati a votare per le elezioni del parlamento europeo. Per incoraggiare le masse popolari, che da tempo e in maniera sempre crescente si astengono dalle tornate elettorali, i finanzieri internazionali e i grandi industriali, attraverso i loro media, affermano che l’UE è una gran bella cosa poiché dopo la Seconda Guerra mondiale ci sarebbe stato un periodo ininterrotto di pace in Europa. Tutto ciò è decisamente falso. Questi signori dimenticano i piani aggressivi ed espansivi degli USA e della NATO, la guerra di Algeria e il golpe di De Gaulle nel 1958, le lotte di liberazione nazionale dei Paesi Baschi e dell’Irlanda, la rivoluzione in Grecia e la guerra civile nell’ex Jugoslavia; si dimenticano anche di dire che gli eserciti degli stati europei sono coinvolti in quasi tutte le aggressioni imperialiste e neocolonialiste in Africa, in Medio Oriente e in altre parti del mondo; dimenticano di dire che l’esercito italiano è attualmente presente in oltre 34 paesi esteri, malgrado la Costituzione democratico-borghese “ripudi la guerra”.

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Elezioni europee: NON votare Organizzare la LOTTA!

Domenica 26 maggio, saremo chiamati ad esprimerci su quale “cordata” dell’imperialismo siederà al parlamento di Bruxelles dove governa la legge del capitale monopolistico. Unione europea che, in stretto legame con la NATO (alleanza militare che impone le sue Basi nucleari sul nostro territorio e che costa agli italiani 80 milioni di € al giorno!), come in Sardegna, territorio già penalizzato dalla presenza dell’occupazione militare Nato e Usa per un totale di 160.000 ettari e con l’ipotesi di installazione del deposito unico di scorie nucleari, e sostiene gli interventi economici e militari in varie parti del mondo, distruggendo popoli e paesi, saccheggiando le risorse naturali, devastando l’ambiente.
Il voto europeo interno alla crisi capitalista che non accenna a diminuire; capitalismo che organizza la lotta veemente per il predominio dei mercati riversando i suoi effetti sul proletariato: aumento della disoccupazione, della precarietà, dello sfruttamento, dell’impoverimento.Tagli alla sanità e ai servizi, debito pubblico scaricato sulle generazioni future e sui pensionati.
Questo è il capitalismo che impone la società basata sul profitto delle multinazionali e dei monopoli, che stabilisce vincoli di austerità finalizzati alla sua riproduzione avvalendosi dell’UE, della BCE, del FMI. Un capitalismo disposto a soluzioni sempre più reazionarie e ad aggravare i pericoli di nuovi conflitti militari.
L’Unione europea non è riformabile a favore dei lavoratori e dei popoli, né si può “emendare” perché è diretta dal grande capitale e dai centri di potere della finanza.
Non è accettabile trasferire anche in Europa i rappresentanti della borghesia italiana che continua a spartirsi i propri affari sfruttando milioni di lavoratori sia in Italia che all’estero sotto il segno del nazionalismo, del razzismo e del federalismo (Lega, “destre nazionali”, M5S, FI), o in nome dell’europeismo riformista (PD e “sinistre” varia) e che, da anni, aggredisce sistematicamente la condizione degli operai e delle masse popolari, utilizzando ogni sorta di repressione per soffocare ogni forma di resistenza e di opposizione.
L’esperienza e la realtà di questi anni mostrano chiaramente che, oggi, non esiste ‘alternativa’ elettorale per la mancanza di un soggetto politico, il proletariato cosciente ed organizzato nel Partito; il soggetto in grado di rispondere efficacemente alla gravità della situazione.
Respingiamo le false illusioni generate da elezioni; un inganno, una falsa democrazia e un utile economico proficuo per i potenti e i poteri forti a spese dei deboli e dei senza-potere.

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