La solidarietà è preziosa per tutti, da ogni punto di vista, di fronte al fatto che lavoratori e lavoratrici subiscono condizioni di lavoro sempre più difficili, precarie e insicure. Insomma, una vita di stenti, precarietà e insicurezza,anche quando il lavoro c’è. Poi, da un giorno all’altro, con il licenziamento, ti dicono che sei un esubero, che non servi più, che la fabbrica chiude, che non possono pagarti. Per 21 lavoratori Madys (azienda in appalto del cantiere San Lorenzo, che non ricevono lo stipendio da due mesi) è stato il titolare a chiedere le loro dimissioni per dichiarare il fallimento. Quindi le varianti sfavorevoli, per operai, lavoratori e lavoratrici, sono tante e di vario tipo. Ma essere sfruttati e oppressi, sempre e comunque, è certo e anche legittimo, perché per il padronato e lo Stato legittima è la ricerca del massimo profitto: vero motore di questa società. Per questo obiettivo, incessantemente perseguito, tutto il mondo è attraversato costantemente da guerre, ogni genere di calamità, fame, malattie e miseria per tantissimi a fronte di enormi ricchezze per pochi. La nostra forza, di lavoratori e lavoratrici, di sfruttati, di chi è colpito dalla repressione, è la solidarietà: da esprimere edimostrare ai lavoratori Madys che hanno scioperato venerdì 28 marzo (organizzati dal sindacato Usb) bloccando le entrate del cantiere San Lorenzo e vogliono proseguire per ottenere una soluzione positiva rispetto alla loro grave situazione. Anche questa esperienza sta insegnando che l’unità fa la forza e la lotta può fare la differenza.
Invitiamo tutti e tutte, sindacati in primis, a sostenerli:la solidarietà, se si dà, si può ricevere!
“Promotrice di occupazioni abusive ai fini politici” è il reato della compagna, insegnante e laureata in lettere e in linguistica. Per la Lega e FdI è un cattivo esempio e vogliono che non insegni più. Alle ridicole accuse ha risposto e ribadito di avere tutti i requisiti per insegnare.
Gaia ha subìto una condanna nel 2014 per aver lanciato del prezzemolo agli anti-abortisti di fronte all’ospedale. Ha rivendicato: – il fatto che la libertà di pensiero non può e non deve essere messa in discussione; – lo stesso diritto di poter esprimere il proprio pensiero; – di essersi sempre schierata con i più deboli senza rimanere indifferente di fronte a ogni ingiustizia. Il tentativo è chiaro: colpire la lavoratrice Gaia per mettere paura a compagni, compagne e, soprattutto, colleghi/e di lavoro. Unire con l’unità e la lotta ciò che lo Statovuole dividere con la paura e la repressione
Collettivo Mario Giannelli – Contro il DdL 1660 e la repressione Viareggio – Versilia Per contatti e informazioni: collettivomariogiannelli@gmail.com
Il ‘Coordinamento 12 ottobre’ si è costituito per unire le forze dei lavoratori e del sindacalismo conflittuale (sindacati di base e aree alternative/opposizione in Cgil) e lottare per la salute e la sicurezza nei posti di lavoro e nel territorio. Ne fanno parte ferrovieri, lavoratori di altre categorie e familiari delle vittime di stragi; innanzitutto familiari della strage alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009. Siamo a conoscenza del provvedimento di riduzione degli organici dei Vigili del Fuoco (VV.F.) in diversi aeroporti d’Italia, fra cui Genova. Siamo solidali coi VV.F. che si oppongono a questa ennesima scellerata decisione a danno della sicurezza dei lavoratori e della popolazione. La riduzione del numero di VV.F. presso i distaccamenti aeroportuali – come spiegato dai delegati del sindacalismo di base – andrà a scapito della sicurezza a prescindere dal fatto che si rispetti la quantità di estinguente stabilita dalla classificazione ICAO (Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile). La stessa quantità di estinguente, erogata da 2 mezzi anziché da 3, da 10 VV.F. anziché da 12, implica una grave riduzione dei margini di sicurezza. In barba a ogni elementare buon senso, viene imposto in nome del risparmio dei costi, del costo del lavoro. È la stessa legge che si impone in ogni posto di lavoro: i profitti contro i lavoratori, la loro salute, la loro sicurezza, il numero di occupati. 3 anni fa all’aeroporto di Genova morì un lavoratore – storico militante del sindacato di base USB – finendo in mare con la vettura di servizio. Se non fosse stato solo a svolgere il servizio di controllo della pista, forse il suo compagno di lavoro avrebbe potuto salvarlo. Ma è uno spreco di soldi avere due lavoratori per un lavoro che può essere svolto da uno solo! Lo stesso vale oggi per i VV.F.: anni fa erano in 18 per turno all’aeroporto di Genova; poi si passò a 14, poi a 12; oggi i manager di Stato, a dirigenza del CNVVF, vogliono arrivare a 10! Solo con la lotta e l’unità dei lavoratori si può ostacolare questa continua deriva anti-sociale. Per questo ci siamo costituiti nel Coordinamento di lavoratori e siamo al fianco dei VV.F. in lotta contro questo nuovo attacco alle loro condizioni di lavoro!
Coordinamento 12 ottobre/sicurezza salute repressione – Familiari della strage ferroviaria di Viareggio e del crollo della Torre Piloti nel porto di Genova – Coordinamento Lavoratori/trici Autoconvocati (CLA) – Assemblea 29 giugno – Cub-Trasporti – Sindacato Generale di Base (SGB) – Cobas lavoro privato – Sol Cobas – Attivisti e delegati di sindacati di base, del Coordinamento Macchinisti Cargo (CMC), dell’area alternativa/opposizione “Radici del sindacato”, dell’area alternativa/opposizione ‘Rete 25 Aprile’ Basilicata – Medicina Democratica Firenze 17/03/2025
La scultura/statua dedicata a El Che è situata sulla scalinata del ‘Baluardo’ a Carrara. Inaugurata il 31 gennaio, è la prima statua in Italia al Che e la seconda in Europa. La prima si trova a Oviedo in Spagna. L’opera, realizzata dall’artista argentino Jorge Romeo, si compone di marmo bianco con alla sommità, in ferro, il ritratto di Che Guevara, immortalato nel celebre scatto di Alberto Korda. Un obiettivo conquistato, dopo un lavorìo di tre anni assieme alla comunità cubana e argentina. Adesso, questa importante e significativa conquista deve essere mantenuta e sviluppata attraverso la socializzazione e la valorizzazione dei princìpi di libertà, giustizia e uguaglianza, impersonificati ed espressi dal Che nell’arco della sua vita. Jean Paul Sartre (1905-1980), così definì Che Guevara: “Non era solo un intellettuale, era l’essere umano più completo del nostro tempo”. La statua è stata autofinanziata attraverso una sottoscrizione popolare.
Per contribuire e sostenere le prossime attività: Associazione Nelson Mandela c/o banca Bper Viareggio, iban: IT98H0538724800000004245839 specificando per la scultura al Che
al Circolo ‘Partigiani Sempre’ via del Terminetto 35 – Viareggio
Ore 17.30: incontro-dibattito
sul Disegno di Legge 1660, meglio conosciuto come “decreto sicurezza/repressione”, approvato alla Camera il 18 settembre scorso. Un tema di attualità rispetto alla repressione del dissenso, delle proteste, delle lotte, su cui discutere e capire il ‘che fare’ concretamente sul territorio
Ore 20.00 cena di sottoscrizione (13 €) per la stele/statua dedicata al ‘Che’ che verrà installata a Carrara il 31 gennaio 2025
L’iniziativa per il ‘Che’ è promossa
dal Circolo “Partigiani Sempre” Tristano Zecanowski ‘Ciacco’ e dal Centro di Documentazione “Gino Menconi” di Massa
riceviamo e volentieri pubblichiamo, distribuito come volantino alla amnifestazione molto partecipata del 24 aprile
Ogni morte sul lavoro e da lavoro, ogni strage, ogni infortunio, ogni richiesta di verità, ogni richiesta di giustizia, chiede che le cose cambino radicalmente
Lettera aperta di un lavoratore
Leggere e apprendere della morte e degli infortuni dei tanti e delle tante colleghi/e, di qualsiasi categoria, è un dolore immenso. Quando si va a lavorare si deve anche ritornare a casa; purtroppo non è così e avere anche il minimo presagio che chiunque di noi possa non ritornare è una sensazione opprimente. Nel fuori onda di Report del 21 aprile, padron Franchi ha affermato che “si fanno male perché deficienti … ”si riferiva ai lavoratori delle cave. In realtà, sempre viene sostenuta la tesi che la colpa degli incidente è del lavoratore: il famigerato errore umano! Ma chi è in produzione e opera in ambienti di lavoro che sono a stretto contatto con la sicurezza, è consapevole che le dinamiche delle stragi sul lavoro non fanno capo alla responsabilità del singolo lavoratore o di un collettivo che “sbaglia”. La prevenzione dei rischi sul lavoro parte invece dall’alto, dall’organizzazione del lavoro.
Siamo tristi testimoni del fatto che i tempi umani si devono adeguare a quelli delle lavorazioni, con orari di lavoro più lunghi, con riposi più stretti con meno personale, al quale vengono accorpate mansioni su mansioni. “Più si fa più si sbaglia” e, al 15 aprile, i risultati sono che i morti sul lavoro e in itinere sono 380 (dati dell’Osservatorio nazionale di Bologna). Altro tasto negativo riguarda lo stato delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Se queste condizioni non ci sono, o sono assenti in parte, la produzione va fermata affinché i rischi vengano azzerati; anche questo non avviene. Non penso sia sbagliato parlare di una politica di abbandono della sicurezza. In questo momento storico è fondamentale che ogni singola lotta, che ha a cuore la salute e la sicurezza, sia promossa e raccontata da lavoratori/trici, singoli o collettivi di attivisti, Rls, Rsu o sigle sindacali. Questi temi devono trovare spazio ovunque, perché condividere quelle esperienze ci aiuta a prevenire le morti sul lavoro. Altrettanto importante è informare della repressione contro chi lotta, che viene licenziato, sanzionato, intimidito, escluso perché ritiene centrale l’interesse e il benessere collettivo. Anche raccontare le loro vicissitudini fa capire come non ci sia una vera politica per fermare queste stragi, quale il livello di disumanità raggiunto, dell’insensatezza della ricerca del guadagno a fronte del dolore della perdita di vite umane. Chiedo, da lavoratore, di veicolare ovunque questo mio grido di dolore e di ingiustizia, perché in una realtà dove il profitto viene anteposto all’essere umano siamo di fronte al fallimento di questo sistema politico-economico-sociale.
– Associazione “Il Mondo che vorrei” (familiari disastro ferroviario Viareggio) e-mail: info@ilmondochevorreiviareggio.it – Assemblea 29 giugno (costituita dopo la strage del 29 giugno 2009) e-mail: assemblea29giugno@gmail.com 24 aprile 2024