FedEx Tnt: la repressione aziendale va a braccetto con quella dello Stato

È in atto da alcuni giorni uno sciopero presso i magazzini FedEx Tnt.
Questi lavoratori non si sono mai fermati, mentre la pandemia dilagava il loro settore continuava l’attività. Ormai, sono diversi i lavoratori che si sono ammalati o deceduti a causa del contagio.
Ora all’inizio della Fase 2 la FedEx Tnt di Peschiera Borromeo ha deciso di lasciare a casa 66 lavoratori principalmente interinali assunti tramite Adecco che avevano aderito agli scioperi indetti dal Si Cobas.
Immediata è stata la risposta dei lavoratori e del sindacato che hanno incrociato le braccia in solidarietà ai loro compagni.Nella giornata di ieri, è arrivata la repressione di Stato. Decine e decine di auto di Polizia, Carabinieri ed Esercito hanno presidiato il magazzino di Peschiera Borromeo, pronti ad intervenire per sgomberare i manifestanti, identificando diversi lavoratori.
Spontaneamente, le manifestazioni si sono allargate a macchia d’olio in tutta Italia.
Questo è il vero volto della Fase 2, licenziamenti e repressione e mancanza di sicurezza. Le affermazioni di Conte che dice, in questo periodo non si può licenziare, sono solo parole vuote.
Esprimiamo la più netta condanna per l’operato dell’azienda e per la repressione di Stato.
Massima solidarietà ai lavoratori e al sindacato in lotta.
Difendiamo in modo intransigente i nostri interessi di lavoratori: siamo noi con il nostro lavoro a creare tutta la ricchezza; uniamoci e organizziamoci per l’unità di classe.

f.i.p. 06-05-2020

Coordinamento Comunista Lombardia (CCL) – coordcomunistalombardia@gmail.com
Coordinamento comunista toscano (CCT) – coordcomtosc@gmail.com
Piattaforma Comunista-per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia – teoriaeprassi@yahoo.it

La lotta di classe non va in quarantena!

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La solidarietà è un arma usiamola! Sosteniamo lavoratrici e lavoratori del San Raffaele in lotta

Riceviamo e pubblichiamo:Le lavoratrici e i lavoratori del San Raffaele di Milano, rappresentati per la maggioranza dai sindacati di base SGB e USI che hanno saputo promuovere unità d’azione fra i lavoratori, da tempo proclamano scioperi e altre forme di lotta contro la gestione privatistica della sanità, per il rinnovo del contratto di lavoro della sanità privata fermo da 13 anni, per migliori e sicure condizioni di lavoro.Lo sciopero già programmato per il 27 febbraio, il cui obiettivo era il rinnovo  contrattuale mantenendo le retribuzioni dei lavoratori pari a quelle dei lavoratori della sanità pubblica, era stato volontariamente sospeso il 24 febbraio, ossia prima che la normativa emergenziale lo imponesse, di fronte all’urgenza che proprio in quei giorni si stava evidenziando nel settore sanitario. La risposta della proprietà del san Raffaele èstata invece quella di attaccare i diritti dei lavoratori: non solo ha manifestato di voler applicare un contratto peggiorativo a tutti i neoassunti (con retribuzioni inferiori mediamente dell’8%, cancellazione di molti diritti come, ad esempio, quelli legati alla maternità, taglio delle ferie, diritto allo studio e alla contrattazione sindacale), ma ha dichiarato anche di voler aprire la procedura del FIS (Fondo di Integrazione Salariale) per ben 782 amministrativi. Contro tutto ciò il 9 aprile i lavoratori hanno messo in atto un flash mob: per denunciare la mancanza di sicurezza in cui devono lavorare, dei tamponi al personale che ha avuto esposizioni, di DPI (soprattutto nei reparti non Covid in cui alcuni pazienti risultano positivi dopo il ricovero) e turni di 12 ore che aumentano i rischi per tutti, operatori e pazienti. Il 20 aprile, il San Raffaele ha attivato il Fis per 782 lavoratori.
L’Ospedale San Raffaele, che offre un servizio attingendo a risorse pubbliche per il 70%, è parte del gruppo San Donato che in Lombardia possiede anche gli Istituti Clinici Zucchi, il Policlinico San Marco, gli Istituti Clinici Beato Matteo, Villa Aprica e S. Anna, solo per citarne alcuni. La proprietà è nelle mani della famiglia Rotelli. Una famiglia e un’impresa che, al San Raffaele, hanno un fatturato di oltre 600 milioni di euro e che ora pensano di approfittare dell’emergenza coronavirus per aumentare ancor di più il profitto sulle spalle della collettività e dei lavoratori.
L’emergenza sanitaria impone il divieto di sciopero nei servizi essenziali sulla base dei Decreti Legge che proibiscono anche qualsiasi forma di assembramento e manifestazione collettiva.
Nell’emergenza tutte le ordinarie prestazioni ambulatoriali sono state rinviate mantenendo solo le prestazioni urgenti, per evitare il contagio e per avere personale disponibile per le cure ai malati di Covid-19; secondo la proprietà del San Raffaele quindi è necessario applicare nuovi contratti e inoltre i lavoratori dei settori amministrativi sarebbero in esubero e mantenere il livello occupazionale attuale potrebbe mettere a rischio la solidità dell’impresa. La soluzione viene ovviamente offerta dal Decreto Cura Italia con il FIS, a cui la proprietà ha deciso di accedere per i 782 amministrativi, non considerando neppure il tanto sbandierato clima di “unità nazionale” per cui sarebbe opportuno, quantomeno, lasciare le risorse esigue del Fis a lavoratori e aziende realmente in crisi.
Alla proposta dei sindacati in lotta di ritirare la procedura e, in subordine, di integrare ai lavoratori la quota di reddito che verrebbe a mancare con il Fis (con un costo aziendale irrisorio mentre la riduzione di reddito per lavoratore può arrivare a 300 euro al mese) la proprietà ha risposto un secco no, fregiandosi però “di voler riconoscere in modo unilaterale un bonus a una parte dei dipendenti per l’impegno profuso”. Un bonus di 1000 euro agli infermieri e di 500 euro al personale di supporto. E il restante personale? E i tecnici che entrano direttamente a contatto con i malati per le lastre? E il personale di ingegneria clinica che ha lavorato giorno e notte per realizzare reparti di TI inesistenti perché fino ad ora non convenienti per le strutture private? E il personale delle pulizie o del ritiro dei rifiuti speciali che, essendo esternalizzati e non essendo riconosciuti come operatori sanitari, non lavorano neppure con le condizioni minime di sicurezza? Tutti costoro per la proprietà, evidentemente, non profondono impegno sufficiente.
Ma tutto ciò non basta. L’Ospedale San Raffaele, che dice di essere in difficoltà per il calo delle prestazioni ordinarie tanto che Aris e Aiop regionali affermano che “in questo momento non sono in grado di prevedere quali saranno le conseguenze economiche di quanto sta accadendo nel settore”, riceve in tempo record da Regione Lombardia l’accreditamento di nuovi posti letto su cui potrà lucrare alla fine dell’emergenza. E il San Raffaele lascia a casa in Fis gli amministrativi che invece necessitano in grande quantità per garantire il distanziamento lavorativo e sociale e la sicurezza di lavoratori e utenti, smaltendo le lunghe code che normalmente si affrontano nelle sue aree di accettazione. Ma non basta ancora. Il San Raffaele può fare tamponi a privati e aziende al costo di 120 euro l’uno mentre sui tamponi la Regione Lombardia aveva garantito che la priorità sarebbe andata a tutti i lavoratori impegnati nei settori che affrontano direttamente l’emergenza.Evidentemente dalla vicenda delle lavoratrici e dei lavoratori del San Raffaele dobbiamo trarre un immediato insegnamento: nelle loro mani “nulla è andato bene e niente andrà bene”.Nell’epidemia tutte le Istituzioni, centrali e territoriali, anche quando vagamente accennano alla necessità di maggiore attenzione alla sanità (peraltro ne parlano gli stessi che l’hanno distrutta), contrappongono sempre centralismo a regionalismo senza mai mettere in discussione la privatizzazione della sanità e la necessità di una sanità totalmente pubblica e gratuita. L’emergenza ha ampiamente dimostrato che i morti, lavoratori e cittadini, sono OMICIDI DI STATO.
La classe padronale si è già preparata a trarre il maggior beneficio possibile dal “coronavirus”, con il cinismo che la contraddistingue. Il tutto con la complicità di una classe politica subalterna agli interessi del capitale e che legifera a favore dei padroni, soprattutto attaccando il diritto di sciopero e l’agibilità sindacale. E i padroni fanno il loro, permettendosi di non rinnovare i contratti e di imporre accordi peggiorativi, non trattando con le rappresentanze dei lavoratori e non accogliendo le loro proposte per affermare con chiarezza e spregiudicatezza che non le riconoscono come controparte, di giocare al dividi et impera con i lavoratori elargendo bonus a piacimento e per “bontà loro”, di utilizzare gli ammortizzatori sociali per collettivizzare perdite ipotetiche e massimizzare i profitti privati, di usare la crisi per rigenerarsi licenziando discrezionalmente i lavoratori più combattivi per poi sostituirli con altri giovani precari ricattabili, di costringere i lavoratori, con la minaccia della crisi, in condizioni di sempre maggior insicurezza lavorativa, di salute e di vita.
Solidarietà, unità, lotta e organizzazione sono gli strumenti che abbiamo per costruire una risposta all’attacco padronale. Oggi più che mai è necessario sostenere tutte le lotte e unire i lavoratori.

Coordinamento Lavoratori/trici Autoconvocati per l’unità della classe (CLA) –
coordautoconvocat2019@gmail.com

21 aprile 2020

Migliaia di anziani morti o contagiati nelle Rsa e nelle case di riposo meritano giustizia

Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo Facebook “Comitato sanità pubblica Versilia contro il depotenziamento dell’Ospedale unico della Versilia“:

I dati di ieri sulle morti nelle Rsa (Residenze socio-sanitarie per anziani) sono saliti a 6.773 di cui 3.045 in Lombardia. Il totale delle vittime da “coronavirus” è 22.745.
I signori Sala, sindaco di Milano, e Fontana governatore della regione Lombardia, quante responsabilità hanno rispetto all’esorbitante numero di decessi???
Il 29 febbraio, Sala propagandava che a Milano era tutto a posto, la sig. Meloni lo stesso dichiarava il 27 febbraio a Roma in uno spot di fronte al Colosseo, il sig. Salvini il 29 febbraio rassicurava che tutto era a posto.
Questi politici/amministratori hanno pesantissime responsabilità, come gli stessi politici e governatori di altre regioni.
Chi nasconde questa triste verità: o è in malafede non rendendosi conto di essere il malcapitato complice oppure è in malafede essendo partecipe per manifesti interessi di bottega (partitocrazia, elettoralismo, personalismi e affari privati).
Il Comitato per la sanità pubblica che gestisce la pagina ha condotto, nel corso di questi anni, una battaglia di informazione, iniziative, denunce nei confronti degli amministratori della regione Toscana; non si capisce o, meglio, si capisce molto bene, perché taluni politicanti sparsi dovunque non spendano una sola parola contro i responsabili delle morti di queste settimane (dalla Lombardia alla Campania).
La politica maldestra dei governi (TU-TTI!) di questi venti anni, le privatizzazioni sfrenate (la Lombardia ne è maestra), le corruzioni e i ladrocinii (Formigoni insegna …), la demolizione del sistema sanitario nazionale pubblico, sono stati i principali alleati del ‘coronavirus’ in termini di vittime, di contagiati, e per gli enormi sacrifici economici, sociali, morali e psicologici dell’intera società.
Una sola e unica parola: ver-go-gna-te-vi e TACETE!
Organizzarsi e mobilitarsi oggi per non recriminare e piangere domani!

Viareggio 18-04-2020

25 novembre 2019: Il patto mancato genesi della II guerra mondiale

Vi presentiamo un video che “racconta” la serata organizzata dal C.i.p. “Georges Politzer” e dal CCL – Coordinamento Comunista Lombardia:

Il patto mancato genesi della II guerra mondiale

30 giugno: Pratobello 50 Annos la marcia

Marcia di rievocazione degli eventi di Pratobello, che si terrà Domenica 30 Giugno a partire dalle ore 17 ad Orgosolo.

Gli eventi che si svolsero nel Giugno del 1969 portarono la popolazione orgolese ad occupare le terre pubbliche attorno al poligono di tiro al fine di impedire le esercitazioni militari. Seguendo lo spirito che guidò le persone nella partecipazione attiva e consapevole, l’obiettivo della giornata sarà rivivere assieme ed attualizzare le motivazioni che guidarono la Lotta, riconducendole all’attivismo attuale presente in Sardegna e coinvolgendo le numerose realtà che oggi nella nostra isola portano avanti cause e battaglie di giustizia sociale, difesa della persona e del territorio.

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10 aprile 2019 – Bombe su Belgrado: vent’anni dopo all’origine delle guerre umanitarie

Vi proponiamo il video della serata in oggetto organizzata dal C.i.p. “Georges Politzer” (oggi aderente a questo percorso), insieme a Jugocoord Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia Onlus e lo Slai Cobas:

Video introduttivo della serata:

Video introduttivo della serata

Video riassuntivo della serata:

20 febbraio 2019 serata per Leonard Peltier

Vi proponiamo il video della serata dedicata all’attivista nativo americano Leonard Peltier organizzata dal C.i.p. “Georges Politzer” con la partecipazione di Naila Clerici dell’Associazione per la solidarietà con i popoli nativi delle Americhe “Soconas Incomindios” e direttrice della rivista Tepee.

Video introduttivo della serata con una presentazione delle opere dipinte da Leonard.

L’arte di Leonard Peltier

Video riassuntivo della serata con una intervista “pomeridiana” con Naila Clerici:

11 novembre 2018: 1818 – 2018 buon compleanno Karl Marx

In data 11 novembre 2018 il C.i.p. “Georges Politzer” e Scintilla Onlus dedicarono un pomeriggio per commemorare il duecentesimo anniversario della nascita di Karl Marx.

Vi proponiamo il video dell’evento:

1818 – 2018 buon compleanno Karl Marx