
Contro il genocidio
riceviamo e rilanciamo

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via del Terminetto, 35 – Viareggio
presentazione del libro di Diana Carminati
“Come si liquida un popolo” Ediz. ‘Approdi’
la ‘normalizzazione’ della questione palestinese
ore 20.00 buffet sociale di sottoscrizione
Collettivo per la Palestina
Circolo “Partigiani Sempre” T. Zecanowski di Viareggio
Centro di documentazione “G. Menconi” di Massa

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L’operatrice socio-educativa Simonetta Gianolla ha prestato servizio di animazione fino al 30/11/23 a Carrara, in un ente pubblico del Comune, l’RSA ‘Regina Elena’ e nel ‘Centro Alzheimer’ della stessa struttura. Il suo impegno era incentrato nella cura e nel miglioramento della socializzazione degli ospiti e pazienti, collaborando con il personale infermieristico, fisioterapico, o.s.s. ecc. Dopo anni di contratti a partita IVA, utilizzati per non assumerla (risparmiando i contributi), lei che svolgeva un lavoro continuativo nella struttura, allo scadere del contratto (30/11 scorso), è stata “licenziata” senza il rinnovo del contratto. La lavoratrice sta vivendo una drammatica situazione: senza lavoro, senza stipendio e senza diritto a usufruire della Naspi.
Nessun confronto, nessuna spiegazione, dopo anni di lavoro nella pubblica amministrazione. Questi, i “metodi” usati nelle varie realtà lavorative (fabbriche, aziende sanitarie, cooperative, ecc.), e utilizzati a danno di lavoratori e lavoratrici che già operano con estremo disagio e con carichi di lavoro spesso insopportabili (negli ospedali, case di cura, rsa ecc.). Le RSA, ormai da tempo, sono un sistema “chiuso”, con insufficiente controllo da parte delle ASL; i “nodi vengono al pettine”, come accaduto durante la pandemia; per questo le RSA devono essere pubbliche, far parte del Servizio Sanitario Nazionale e, al fine di garantire una continuità affettiva e relazionale ai pazienti, essere luoghi aperti ai loro familiari.
Il Comitato, impegnato da anni in inchieste, denunce, presìdi, mobilitazioni, sul territorio in difesa della sanità pubblica, si unisce alla solidarietà espressa dai suoi colleghi, da pazienti e familiari, dagli ospiti della struttura, con la consapevolezza che uniti e organizzati, i lavoratori, le lavoratrici, cittadini/e, possono resistere e ostacolare politiche di tagli e licenziamenti, contro la privatizzazione della sanità in difesa della sanità pubblica.
Comitato sanità pubblica Versilia, Massa e Carrara
05.12.23

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Giulio Alfredo Maccacaro (1924-1977), medico e scienziato

“La medicina deve essere preventiva, sociale, collettiva, umana
Preventiva nel senso più genuino e intrepido non esaurendosi nella diagnosi precoce di malattie già accettate nel momento in cui sono accertate; promuovendo, invece, e difendendo la salute umana da tutte le offese dell’ambiente di lavoro e di vita fino a piegare queste a quella e non viceversa.
Sociale nel senso che sappia rivolgere e portare il suo intervento nella comunità reale in cui l’uomo vive, opera e realizza se stesso, senza strappare o ignorare, come da sempre, queste sue radici ma riconoscendovi, anzi, la testimonianza dell’assoluta inseparabilità della salute collettiva da quella individuale.
Collettiva nel senso che, superando qualsiasi forma presente o imminente del sistema mutualistico burocratico, parassitario e inefficace, dichiari e realizzi l’assunzione integrale da parte della collettività partecipante del diritto di porsi come soggetto non solo di salute ma anche di sanità.
Umana nella misura in cui – recuperato il colloquio perduto tra una medicina sempre più oggettivante e una sofferenza sempre più soggettivata, ricomposti i frammenti di un atto medico denaturato dalla mercificazione e dalla oblazione al potere – restituisca al malato e al medico la loro integrità che li faccia essere finalmente della stessa parte: quella dell’uomo contro il potere, quella del lavoro contro il capitale”.
riceviamo e volentieri pubblichiamo

