Firenze 23 marzo
Riceviamo e rilanciamo
Riceviamo e rilanciamo
Riceviamo e rilanciamo
Venerdì 5 aprile ore 20.45
al Circolo “Partigiani Sempre” Tristano Zecanowski
via del Terminetto 35 – Viareggio
Presentazione del libro: “Correvo pensando ad Anna”
Una storia degli anni settanta
Presente l’autore: Pasquale Abatangelo
È il racconto di una vita vissuta interamente nei conflitti sociali generati dal 1968-69. È la storia di un giovane ribelle che, dopo la strada e il carcere, si incontra con i movimenti rivoluzionari di quegli anni, in una adesione totale e senza riserve.
Le lotte dei prigionieri lo conducono alla militanza prima nei Nuclei Armati Proletari e poi nelle Brigate Rosse. La narrazione si addentra nei 20 anni vissuti in prigione, descrivendo il mondo dei detenuti politici, delle lotte e dei dibattiti interni alle organizzazioni combattenti nel circuito delle carceri speciali, squarciando quel velo pesante che ancora grava sulla stagione in cui l’Italia dovette fare i conti con una “insurrezione armata”.
Riceviamo e rilanciamo
Venerdì 29 marzo ore 18.30
Cantiere sociale versiliese
via Belluomini 18 – Viareggio
Presentazione del libro “La fabbrica dei sogni”
presente l’autrice V.Baronti
Promuovono: Cantiere sociale versiliese, Cro darsene 1945, Circolo ‘Partigiani Sempre’ Tristano Zecanowski
Il libro: “La fabbrica dei sogni” di Valentina Baronti. Edizione ‘Alegre’,
collana diretta da Alberto Prunetti. Working Class. 146 pagg. – 13 €
La trama. La voce narrante è quella di una donna nata in una famiglia contadina e operaia. Il luogo è una fabbrica abbandonata dal padrone, che gli operai si ostinano a non abbandonare: la Gkn di Campi Bisenzio.
Quando Agata incontra questa lotta, dopo il licenziamento di 500 operai e la chiusura dello stabilimento, succede un miracolo: la vita e la scrittura, l’amore e le storie insorgono. E un percorso di generazioni legate da memorie di fame e olivi, di semiasse e dignità, si stende sulla pagina.
Da “una stanza tutta per sé” a “una stanza fabbrica tutta per noi”. Le vite si trasformano tra mobilitazioni, assemblee, convergenza con altri movimenti, azionariato popolare, progetti di riconversione ecologica, intelligenza e cultura collettiva.
Se gli scrittori borghesi hanno colto della fabbrica la serialità della produzione e il tempo morto dell’alienazione, la scrittrice di una famiglia operaia trova, in un progetto fabbrica socialmente integrata e reindustrializzata dal basso, la condizione stessa per raccontarsi, intrecciando questioni di genere e di classe.
Non la fabbrica che inquina, ma la fabbrica dei sogni che si fanno scrittura, speranza.
Riceviamo e rilanciamo
Venerdì 22 marzo ore 18.00
Centro di Documentazione ‘Gino Menconi’
via don Sturzo 85 – Marina di Massa
Presentazione del libro:
“Cultura materiale della Resistenza”
presente l’autore Francesco Marchetti
La storia della Resistenza italiana ricostruita attraverso documenti inediti e lo studio della vita partigiana; delle missioni alleate e degli aviolanci; delle radio e dei mezzi di comunicazione; delle uniformi e dell’equipaggiamento; dei distintivi, dei documenti, dei segni di riconoscimento; delle armi. Un lavoro che disegna nella sua complessità l’intera galassia resistenziale, riunita politicamente nel Comitato di Liberazione e militarmente nel Corpo Volontari della Libertà. Partigiani cattolici, comunisti, autonomi, azionisti, socialisti, uniti per la Liberazione del paese. La Resistenza – con gli Internati Militari, che rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale e rimasero prigionieri dei tedeschi; con i reparti del Regio Esercito che si ribellarono ai nazisti come a Cefalonia, a Roma, in Corsica; con gli italiani che in Montenegro si riunirono nella Divisione “Garibaldi”; con i soldati del Corpo Italiano di Liberazione – costituisce l’asse armato che contrastò i fascisti e i nazisti combattendo per la Liberazione dell’Italia.
Al termine apericena
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Assemblea 29 giugno è mobilitata da quasi 15 anni per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 (32 morti, feriti gravissimi, un territorio distrutto). Siamo al presidio-assemblea per esprimere la solidarietà ai familiari delle Vittime, agli operai feriti nel crollo all’‘Esselunga’ il 16 febbraio scorso, per essere a fianco di chi lotta.
Un mese fa la strage operaia; ogni giorno uno stillicidio di vittime sul lavoro e da lavoro, perché si lavora e si vive in una società dove chi detta i tempi sulle condizioni di lavoro, ha la forza e la spudoratezza di imporre una politica di abbandono su sicurezza e salute, di subordinare diritti essenziali e vitali al mercato, a logiche di competitività e produttività, alla legge del profitto.
Le morti all’‘Esselunga’ non hanno niente a che fare né con il caso, né con la cattiva sorte, e sono distanti anni luce dal cosiddetto ‘errore umano’. Condizioni di lavoro e tempi imposti, materiale utilizzato scadente per risparmiare, turni e ritmi impossibili, viaggi e trasferimenti estenuanti, bassi salari, sono alla base dello sfruttamento e dell’oppressione, sono le vere e uniche cause di simili tragedie.
L’esperienza di Viareggio insegna che ogni organismo che si costituisce (assemblea, coordinamento o comitato) nel condurre la battaglia, deve avere una propria autonomia e indipendenza, deve battersi affinché ogni strage, industriale o ambientale, non sia dimenticata, non resti impunita. Oltre al fatto di lottare permanentemente e sistematicamente per la sicurezza e la salute, forti dei requisiti del movimento operaio e sindacale: la solidarietà, l’unità, la lotta, l’organizzazione, la mobilitazione.Rivendicare condizioni di lavoro dignitose sotto ogni punto di vista, pretendere che indagati/imputati siano quelli ‘giusti’: i veri responsabili della tragedia; dall’Esselunga alle ditte di appalto e subappalto, da chi doveva controllare e vigilare alle autorità preposte che, anche stavolta, si sono mostrate latitanti e/o compiacenti.Questi soggetti, padronali, istituzionali e di Stato, non possono e non debbono continuare a farla franca.
Siamo a disposizione PER:
L’unità fa la forza, la lotta fa la differenza!
Assemblea 29 giugno aderente al Coordinamento 12 ottobre [Al Coordinamento, costituito nella giornata del 12 ottobre 2023 a Bologna, partecipano familiari di stragi, associazioni e comitati, realtà e attivisti sindacali]
Firenze, 16 marzo 2024
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SOLIDARIETA’ ALLE VITTIME DEI MALTRATTAMENTI
Il 12 marzo alle ore 14.00 SIAMO al Tribunale di Pisa dove si tiene l’udienza sui maltrattamenti nella struttura di Montalto di Fauglia che ospita persone autistiche, gestita dalla Fondazione STELLA MARIS. Nell’udienza vengono sentite le dottoresse imputate.
Nell’estate 2016, a seguito della denuncia dei genitori di un giovane, la struttura è stata posta sotto controllo con l’installazione di microcamere e, dopo mesi di intercettazioni, la Procura di Pisa, ha acquisito prove per configurare l’ipotesi di reato per maltrattamenti. Tra gli ospiti della residenza, Mattia morto nel 2018 per soffocamento, in seguito al blocco della glottide dovuto probabilmente al prolungato e eccessivo uso di psicofarmaci.
I continui cambi di terapia avevano comportato disfunzionalità e rischi al momento dei pasti di cui la famiglia non era stata informata. Per questa vicenda è in corso un altro procedimento penale; il processo in 1° grado si è chiuso senza alcuna responsabilità da parte dei medici e della struttura. Il processo per maltrattamenti va avanti da oltre 6 anni con estrema lentezza: le udienze sono diradate con un elevato numero di testimoni.
È il più grande processo sulla disabilità in Italia. Nel periodo della pandemia (caso unico nella storia della giustizia pisana) si è tenuto nel Palazzo dei Congressi di Pisa. 15 sono gli imputati, tra essi le dottoresse che gestivano la struttura e il Direttore Sanitario della Stella Maris. Due sono usciti di scena: un operatore che ha patteggiato la pena e il Direttore generale Roberto Cutajar che, avendo scelto il rito abbreviato, è stato condannato in 1° grado a 2 anni e 8 mesi, e poi assolto in Appello.
I genitori, i tutori e altri testimoni, hanno riportato le violenze subite dai ragazzi di Montalto e documentate dalle videoregistrazioni che testimoniano 280 episodi in 4 mesi: una violenza non episodica, ma strutturale.
Come ha scritto nella relazione il consulente tecnico, prof. Alfredo Verde: “Leggendo gli atti del presente procedimento abbiamo rinvenuto sicuramente la menzionedi una lunga tradizione di abuso e violenza da parte degli operatori, radicata negli anni, in parte tollerata, in parte ignorata della direzione delle strutture”.
E ancora: “In queste situazioni si sviluppano degenerazioni in cui la violenza e la sopraffazione divengono gli strumenti usati ogni giorno, e l’istituzione perde le sue caratteristiche terapeutiche per divenire un luogo meramente coercitivo e afflittivo.
Il comportamento degli operatori è apparso tipico delle istituzioni totali”.
Per questi motivi e per ricordare le vittime degli abusi psichiatrici, ancora perpetrati ai danni di persone private della libertà personale e non in grado di difendersi da sole, riteniamo doveroso seguire le vicende del processo nell’interesse di tutte/i.
Martedì 12 marzo ore 14.00 PRESIDIO in SOLIDARIETÀ alle VITTIME
c/o il Tribunale di Pisa in Piazza della Repubblica
– Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud – via San Lorenzo 38, 56100 Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org http://www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669
– Comitato sanità pubblica Versilia-Massa-Carrara
[Una delegazione sarà presente anche di mattina: ore 11.00-13.00]
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È tutto vero quanto accaduto venerdì 8 dicembre alle ore 23.00 all’Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, dove è divampato un incendio che ha coinvolto il seminterrato dell’ospedale e altri piani causando la morte di 3 anziani e l’evacuazione di 192 persone di cui 174 pazienti e personale sanitario.
La storia si ripete…
L’impianto antincendio non era aggiornato dal 2016, dopo interventi che avevano riguardato 20 strutture ospedaliere del Lazio. I sindacati sostengono che non erano presenti nella struttura squadre di servizio di guardia antincendio e che in questi anni il personale aveva seguito corsi senza alcuna prova di evacuazione.
Non è chiaro se vi fosse il piano di evacuazione…
A rischiare di essere messi sotto accusa sono i vertici dell’Asl responsabili di inadempienze sulla sicurezza. Quando ogni giorno si contano le morti di lavoratori e lavoratrici, quando si assiste a stragi dove perdono la vita cittadini o, come in questo caso, utenti/pazienti, è chiaro che non si tratta di casualità. Il caso vuole che l’Ospedale fosse una tra le peggiori strutture, nella lista nera e senza fondi.
Un ospedale obsoleto e in abbandono anche se i progetti di ristrutturazione erano aperti da 12 anni (!), mai avviati causa le vicissitudini delle varie ditte.
La MEMORIA ci riporta a un’altra tragedia avvenuta anni fa nella fabbrica dismessa della Thyssen Krupp, dove morirono 7 operai ustionati per mancanza dei dispositivi antincendio. Non può esserci alcuna scusante su quanto accaduto in Ospedale: la tragicità è oltremisura e quando si violano norme sulla sicurezza si opera con scienza e coscienza, cioè consapevoli delle conseguenze.
Inoltre, si apprende che in Regione è in discussione un progetto per la costruzione di un nuovo ospedale nel territorio di Tivoli a 6 km da quello esistente, per un finanziamento di 200 milioni di €. Le strutture vecchie si lasciano morire per investire le risorse nel mattone come avviene, ovunque, con i soldi del PNRR (la stessa vicenda del ‘Monoblocco’ di Carrara è istruttiva…).
L’incendio di Tivoli, così drammatico, è stato trattato sottotono e minimizzato per l’anzianità delle persone decedute. A causare i decessi sarebbe stata l’interruzione delle macchine salvavita per il blackout elettrico e secondo i familiari pare siano state fatte scelte di “priorità” sui pazienti da salvare. La malasanità non ha confini…
Questa situazione ha messo in luce un altro grave problema, taciuto volutamente, quello di disastro ambientale. Quanto bruciato: dalla plastica ai rifiuti ospedalieri, altamente tossici e pericolosi (chemioterapici e altro), ha originato una fonte di inquinamento pericolosa per la salute. Deve, dovrebbe, essere monitorata da organi competenti con la sorveglianza sanitaria.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai familiari delle vittime e ai cittadini di Tivoli, ad oggi, privati dell’ospedale con pesanti ricadute sulla salute, ancor più compromessa da un evento che presenterà il conto in termini di tumori e altre malattie.
Comitato Sanità Pubblica Versilia Massa Carrara
contatti: comitatosanitapubbli@virgilio.it
info@comitatosanitapubblicaversilia.it 13 dicembre 2023