Da Scandicci a Vicenza: operai in lotta

I lavoratori del settore Moda protestano: a Scandicci nel gruppo Kering (di cui fanno parte anche Balenciaga, Gucci e Yves Saint Laurent) che si rifiuta di dare risposte sulle scelte del Gruppo per cui, il 21 ottobre, è scattato lo sciopero. Sono oltre 7mila i lavoratori della moda e della pelletteria in cassa integrazione, 130 le aziende più piccole che hanno chiuso dopo essere state appaltatrici dei grandi marchi.
Le grandi aziende del lusso che fatturano miliardi pagano i terzisti 20 euro i portafogli che rivendono a 700 e 35 euro borse che rivendono a 1300 euro.
Alla protesta dei dipendenti del gruppo Kering hanno aderito i lavoratori di Bottega Veneta a Montebello Vicentino che hanno scioperato 4 ore dopo che le trattative in corso con il nuovo CEO Luca De Meo per il rinnovo contrattuale che prevede una razionalizzazione ovvero licenziamenti, è allo stallo.
Anche a Milano sono stati organizzati Presidi di protesta.



Quando non delocalizzano la produzione, delocalizzano i diritti

riceviamo e pubblichiamo

Un movimento inesorabile del capitale verso il massimo sfruttamento che va spezzato. Se non così, come?

Scriviamo questa dichiarazione congiunta come Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze e SUDD Cobas.
Per fare irrompere il futuro abbiamo bisogno di rompere il presente.
Per troppo tempo la parola delocalizzazione è stata associata a un corso inesorabile delle cose: una storia scritta dal capitale, dalle sue esigenze, dalla sua corsa verso il binomio “massimo risparmio – massimo profitto”.
È quella corsa che ha portato – negli stessi anni e a pochi chilometri di distanza – all’edificazione di centinaia di nuovi capannoni dello sfruttamento al Macrolotto 2 di Prato e al tentativo di trasformare Gkn in uno scheletro industriale da dare in pasto alla speculazione finanziaria e immobiliare.
La globalizzazione non ci ha portato via il lavoro: è servita a imporre un lavoro più sfruttato ovunque, a svuotare di senso diritti e garanzie.
Le lotte operaie nel distretto pratese si confrontano oggi con le delocalizzazioni in loco: non c’è bisogno di spostare il lavoro dall’altra parte del mondo quando il capitale ha importato qui quelle stesse condizioni e la forza lavoro che deve subirle, disseminandola in migliaia di capannoni anonimi e intercambiabili.
La precarietà non è solo contrattuale: è diventata strutturale, interna al ciclo produttivo.
Le filiere sono giungle di appalti e subappalti precari, svincolati da ogni regolamentazione, per eludere persino un contratto a tempo indeterminato.
Alla mobilità del capitale le lotte rispondono con la mobilità dei picchetti, che inseguono le commesse in fuga alla ricerca di nuovi schiavi.
La lotta operaia di Gkn si confronta oggi con il logoramento di chi prima ha delocalizzato le merci perché non poteva delocalizzare i diritti, e ora prova ad affamare il presidio per speculare su supermercati, hotel, appartamenti di lusso.
Alla fuga del capitale, il Collettivo di fabbrica ha risposto con un piano industriale pubblico e socialmente integrato, sostenuto da un azionariato popolare che coinvolge migliaia di persone pronte a costruire insieme questa vittoria.
Ma il muro di gomma contro la fabbrica socialmente integrata è forte, tanto più perché invisibile e diffuso tra mille complicità.
Per questo abbiamo bisogno di un’altra spallata.
Le nostre lotte non guardano indietro.
Non difendono ciò che già c’è.
Sono cura alla febbre di una produzione veloce, effimera e violenta.
Siamo i corpi in mezzo all’ingranaggio.Resistiamo perché vogliamo far avanzare un’alternativa.
Perché vogliamo scrivere un altro futuro.
Si può fare. Quando riapre la Gkn?

29 giugno 2009 – 29 giugno 2025

riceviamo e volentieri diffondiamo

Sempre a fianco di chi si oppone, resiste, lotta contro sfruttamento e oppressione
Invito alla manifestazione del 29 giugno per il 16° anniversario della strage ferroviaria di Viareggio.
La strage di Viareggio con le sue 32 Vittime, feriti inguaribili, un quartiere distrutto è una testimonianza incancellabile del mondo che non vogliamo e della lotta che continua: sarebbe un grande errore non condurre e sviluppare la lotta per la sicurezza e la salute fino in fondo.
Ma il mondo che non vogliamo è dappertutto.
Contro l’indifferenza, le divisioni e la passività, per la solidarietà, l’unità e la lotta.
Chi difende un sistema basato sul profitto, difende un sistema dove le condizioni di vita e di lavoro peggiorano di anno in anno, le morti sul lavoro aumentano, come le stragi ambientali e industriali, licenziamenti, lavoro precario e a tempo, lavoro nero e povero, aumentano la miseria, le difficoltà a curarci e istruirci, aumentano le guerre, le oppressioni di ogni genere, progetti di sterminio, come quello del popolo palestinese.
Siamo al fianco dei ferrovieri che lottano e scioperano per il nuovo contratto, per condizioni di lavoro dignitose e sicure, che lottano per loro e per tutti.
Sosteniamo i ‘Ferrovieri contro la guerra’ che, coraggiosamente, denunciano blocchi alla circolazione dei treni spacciati da Rfi
come normali lavori. In realtà questi ‘normali lavori’ sono funzionali alla politica bellica dell’allargamento del conflitto.
Una politica di guerra da sempre contro i lavoratori e le lavoratrici.
La Solidarietà è il primo passo verso l’unità
– l’Unità fa la forza – la Lotta fa la differenza

L’appuntamento è alla “Chiesina dei pescatori” in darsena a Viareggio
– h. 18.30 incontro – dibattito su militarizzazione nelle scuole e in ferrovia;- h. 21.30 corteo fino a via Ponchielli, luogo del disastro

Coordinamento 12 ottobre – per la sicurezza e la salute/contro larepressione
(del Coordinamento fanno parte familiari della strage di Viareggio e della Torre Piloti di Genova, attivisti di sindacati di base e conflittuali, attivisti del Coordinamento macchinisti cargo, Associazioni)

giugno 2025

W il 1°Maggio!

riceviamo e diffondiamo


W il 1° Maggio insieme a voi!

Il Coordinamento “12 ottobre” per la sicurezza e la salute e contro la repressione è una realtà formata da familiari di stragi, da realtà sindacali, da attivisti: di sindacati di base e conflittuali, di aree alternative e di opposizione, del Coordinamento macchininisti cargo, e da associazioni e comitati quali Assemblea 29 giugno e Medicina Democratica.
Siamo, da tempo, impegnati su temi fondamentali: dalle morti sul lavoro e da lavoro alle stragi industriali, operaie e ambientali, alla repressione che colpisce, principalmente, chi dissente, protesta e lotta.
La realtà è drammatica e va affrontata con una consapevolezza superiore rispetto al passato: – nel perseguire con convinzione la ‘lotta’ per l’unità della classe contro una frantumazione inutile e dannosa; – per lavorare affinché la difesa della vita e della salute sia assunta come patrimonio di lotta dell’intero movimento di lavoratori e lavoratrici.
Al continuo e generale peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, per voi, si è aggiunta una realtà di sfruttamento altissimo contigua allo schiavismo. Alla continua azione padronale, alla paura, diffusa ad arte nella nostra classe, si è aggiunta anche la repressione fisica di “vecchio stampo” e in prospettiva, per le forme di lotta attuate anche da voi, la repressione di nuovo tipo: grazie al Decreto legge 48 (ex DdL 1660).
Senza dimenticare l’azione di persuasione, da parte di sindacati di regime, padroni, governi e Stato (verso i lavoratori e le lavoratrici) che l’unità e la lotta sono inutili e la solidarietà è roba d’altri tempi, da riporre nella soffitta della storia. Per questi motivi, oggi 1° Maggio, siamo qui con voi e salutiamo con affetto i lavoratori e le lavoratrici che hanno fatto della lotta, dell’unità e della solidarietà, la miglior difesa della propria vita, della vita di chi lavora oggi e di chi lavorerà domani.
Il vostro è un progetto che ha inizio, che parte da un luogo preciso, che ha una storia propria, ma tempo, luogo e storia, definiti sono utili per iniziare un lungo percorso che non assegni confini all’unità, confini alla lotta, confini alla solidarietà e alla mobilitazione.

La solidarietà è il primo passo verso l’unità

L’unità fa la forza, la lotta fa la differenza

1° Maggio 2025

Viareggio

riceviamo e volentieri diffondiamo

Giovedì 24 aprile ore 17

15° anniversario dell’Associazione dei familiari della strage ferroviaria di Viareggio “Il Mondo che vorrei” (24 aprile 2010)

c/o il Luogo della Memoria e della Solidarietà – Viareggio
via Aurelia sud/via della Vetraia 20

Incontro e tesseramento 2025

ore 19.30 buffet

Saremo felici di avervi con noi per i 15 anni dell’Associazione

Il Mondo che vorrei

A fianco degli operai della ditta ‘Madys’

riceviamo e volentieri pubblichiamo

La solidarietà è una potente arma: pratichiamola!

La solidarietà è preziosa per tutti, da ogni punto di vista, di fronte al fatto che lavoratori e lavoratrici subiscono condizioni di lavoro sempre più difficili, precarie e insicure.
Insomma, una vita di stenti, precarietà e insicurezza, anche quando il lavoro c’è.
Poi, da un giorno all’altro, con il licenziamento, ti dicono che sei un esubero, che non servi più, che la fabbrica chiude, che non possono pagarti.
Per 21 lavoratori Madys (azienda in appalto del cantiere San Lorenzo, che non ricevono lo stipendio da due mesi) è stato il titolare a chiedere le loro dimissioni per dichiarare il fallimento. Quindi le varianti sfavorevoli, per operai, lavoratori e lavoratrici, sono tante e di vario tipo.
Ma essere sfruttati e oppressi, sempre e comunque, è certo e anche legittimo, perché per il padronato e lo Stato legittima è la ricerca del massimo profitto: vero motore di questa società. Per questo obiettivo, incessantemente perseguito, tutto il mondo è attraversato costantemente da guerre, ogni genere di calamità, fame, malattie e miseria per tantissimi a fronte di enormi ricchezze per pochi.
La nostra forza, di lavoratori e lavoratrici, di sfruttati, di chi è colpito dalla repressione, è la solidarietà: da esprimere e dimostrare ai lavoratori Madys che hanno scioperato venerdì 28 marzo (organizzati dal sindacato Usb) bloccando le entrate del cantiere San Lorenzo e vogliono proseguire per ottenere una soluzione positiva rispetto alla loro grave situazione.
Anche questa esperienza sta insegnando che l’unità fa la forza e la lotta può fare la differenza.

Invitiamo tutti e tutte, sindacati in primis, a sostenerli: la solidarietà, se si dà, si può ricevere!

Collettivo Mario Giannelli contro il DdL1660 e la repressione
Per contatti e informazioni: collettivomariogiannelli@gmail.com

Viareggio-Versilia, 31 marzo 2025