accadde oggi

10 luglio 1976

A Seveso (MI) una fuga di diossina (sostanza artificiale estremamente tossica) dall’impianto Icmesa provoca la contaminazione di una vasta area popolata. A migliaia sono costretti ad evacuare la zona abbandonando lavoro e casa. Centinaia gli ustionati e gli intossicati. Morti 3300 animali, 76mila abbattuti. In Italia l’aborto era proibito e molte donne in gravidanza (in grado di farlo) sono andate a praticarlo all’estero.

10 luglio 1983

A Comiso, davanti alla base militare statunitense, continuano le cariche di polizia e carabinieri contro i dimostranti del movimento per la pace.

accadde oggi

7 luglio 1960

Sull’onda delle manifestazioni di Genova la protesta esplode a Reggio Emilia e ancora una volta la polizia spara su operai, contadini e studenti, uccidendo 5 operai (Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli) e ferendo decine di manifestanti.

7 luglio 1973

All’età di 70 anni muore Pietro Secchia, membro della direzione del PCI e Commissario generale delle brigate Garibaldi nella Resistenza antifascista.

accadde oggi

2 luglio 1948

A San Martino del Rio (RE) scontri tra polizia e manifestanti durante uno sciopero. Un contadino di 22 anni rimane schiacciato da un’autoblindo.

2 luglio 1949

Muore in Russia Georgi Dimitrov, comunista bulgaro Primo ministro della Repubblica popolare di Bulgaria (1946/1949), Segretario generale del Comitato esecutivo dell’Internazionale comunista dal 1935 al 1943.

2 luglio 1960

A Genova, mentre affluiscono partigiani da tutta Italia del nord, il prefetto decide di vietare il congresso del Msi.

accadde oggi

30 giugno 1944

I partigiani liberano Macerata, Ivrea, Lanzo, Giaveno, Avigliana, Ciriè.

30 giugno 1960

Genova manifestazione di operai e giovani (che diventeranno famosi come “i ragazzi dalle magliette a strisce”).
Gli scontri tra manifestanti (armati di pietre e materiale asportato da cantieri edili) e polizia iniziano in piazza De Ferrari (dove alcuni poliziotti vengono gettati nella fontana) e si allargano ai “caruggi”, dove la popolazione bombarda la polizia con masserizie gettate dalle finestre.
Oltre ai lacrimogeni la polizia utilizza armi da fuoco (pistole e mitra).
Il Movimento Sociale Italiano (nuovo nome del partito fascista a soli 15 anni dalla Liberazione dal nazi-fascismo) torna nelle stanze del potere dando un appoggio esterno decisivo alla formazione di un governo monocolore della Democrazia Cristiana presieduto da Fernando Tambroni. Per “festeggiare” l’entrata nell’area di governo, il MSI annuncia provocatoriamente che terrà il suo congresso nella città di Genova, riconquistando “la piazza” in una delle città più ostili, dove la Resistenza aveva avuto una forte presenza e che aveva pagato pesantemente con partigiani e operai assassinati e deportati.
Appena la notizia del congresso missino si diffonde, l’indignazione dei partigiani, degli operai e degli antifascisti si manifesta con proteste e manifestazioni ovunque, con centinaia di migliaia di persone che scendono nelle piazze di tutta Italia.
Dal nord al sud si svolgono grandi manifestazioni, ovunque represse dalle forze armate dello Stato.
Negli scontri con la polizia dei giorni successivi muoiono un contadino a Licata, quattro operai a Reggio Emilia tra i quali un ex partigiano; a Palermo due giovanissimi e un 42enne, a Catania un disoccupato.