È nullo il licenziamento di Marco

riceviamo dal Coordinamento 12 ottobre e diffondiamo

Salve, mi scuso del ritardo, avrei voluto comunicarla prima questa bella notizia ma siamo stati impegnati a spicciare cose con il lavoratore. Marco Cianti (lavoratore TEKNEKO Igiene Urbana Monte comparti RM) ha vinto la causa contro il licenziamento che gli era stato emesso il 10 giugno del 2024.
Sono passati ben 18 mesi da allora e marco ha lottato come un leone per smontare la tesi del padrone (Umberto Di Carlo di Avezzano), supportato da un miserabile (Andrea Sciacqua addirittura presidente della Protezione Civile locale!) con la quale lo liquidavano con l’accusa di furto di dati delle utenze dall’isola ecologica dove lui svolgeva la propria mansione essendo categoria protetta nonché papà di una bambina di poco meno di due anni anch’ella disabile.
Ovviamente, l’accusa era totalmente infondata e gli avvocati Carlo Guglielmi e Gabriele Cingolo lo hanno dimostrato smontando una su una le accuse a lui rivolte. Come potrete immaginare le accuse erano pretestuose al solo fine di sbolognare Marco solo perché pretendeva il rispetto dei propri diritti, quali: l’applicazione del contratto di settore ossia il FISE e non il Multiservizi che nulla ha a che vedere con l’igiene Urbana e incontrovertibilmente è più svantaggioso sia sul piano normativo che economico; la bonifica di alcune problematiche di sicurezza nel proprio cantiere. In tutto questo c’è stato un silenzio assordante del sindaco e della Giunta (PD).
Siamo consapevoli che abbiamo vinto la battaglia ma che per vincere la guerra aspettiamo che marco faccia rientri nel suo luogo di lavoro immaginandoci un altro clima e non quello lasciato da lui prima del licenziamento. Giustizia è fatta, ma a pensare quello che marco e la sua famiglia hanno dovuto passare mi vengono ancora i brividi.

Grazie a tutt* per l’attenzione. Spero nella massima divulgazione del testo che ho allegato alla mail.

Grazie ancora

Fabrizio Onofri

Il compagno Fabrizio partecipa all’attività del Coordinamento 12 ottobre PER salute e sicurezza – CONTRO la repressione

accadde oggi

6 dicembre 1990

Un aereo militare fuori controllo vagante per i cieli di Bologna precipita sull’Istituto superiore Salvemini di Casalecchio di Reno. Dodici ragazzi di sedici anni muoiono sul colpo, altri 4 restano gravemente feriti. Della strage nessuno sarà ritenuto colpevole.

6 dicembre 2007

A Torino nell’incendio nello stabilimento della Thyssen Krupp 7 operai muoiono bruciati vivi. Incidenti e morti sul lavoro non sono eventi naturali o dovuti a fatalità ma hanno cause precise imputabili alle imprese, a logiche e leggi del mercato, della competitività, del profitto

Ex Ilva. Da Genova a Taranto la classe operaia in piazza

comunicato ULPC

Solidarietà incondizionata alla classe operaia che lotta

Indispensabile e irrinunciabile il sostegno a chi è mobilitato per il lavoro, il salario, la dignità!

Dopo mesi di scioperi, presìdi, manifestazioni, ieri la fiammata. A Genova, 6.000 operai in marcia per rivendicare: la-vo-ro! La Prefettura, blindata, isolata, protetta con vetri blindati e grate per impedire agli operai di avvicinarsi al palazzo di governo, dopo giorni e giorni di scioperi e proteste. Al simbolico lancio di uova e fumogeni da parte degli operai, la risposta con sparo di lacrimogeni, persino ad altezza d’uomo. Un operaio è rimasto ferito…
Un portavoce della protesta: “Ci hanno provocato, risponderemo fino in fondo!
Oggi, non sarà una giornata tranquilla. Si marcia tutti a braccetto, contro qualsiasi comportamento repressivo”.
Gli operai di Genova e Taranto stanno mostrando e dimostrando che per il lavoro sono disposti a tutto… hanno rimosso gli sbarramenti, hanno effettuato blocchi stradali e ferroviari. Quando la classe operaia si mobilita, nei modi e nelle forme dovute, non fa sconti a nessun governo, istituzioni, Stato.
Oggi, 5 dicembre, a seguito delle giornate di blocco e presidio, gli operai dell’ex Ilva hanno accolto con soddisfazione la notizia da Roma: la linea della lavorazione dello zincato non chiuderà, garantendo il lavoro.
La lettera, letta da un delegato: “Buone notizie? Sì. I problemi finiti? No.
Da domani si rientra a pieno regime.” A determinate condizioni e con adeguate forme di lotta e di mobilitazione, ogni vertenza produce un risultato.
Lavoro, Salario e Dignità, ora e subito (!), per chi produce la ricchezza del paese.
Comunisti/e sono a fianco della classe operaia in lotta, consapevoli che questo paese, ora più di ieri, necessita del Partito Comunista.No all’economia di guerra, al riarmo, alla militarizzazione!
Contro la repressione e le leggi antioperaie e antipolopari!
O socialismo o barbarie!

Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC)

https://unionedilottaperilpartitocomunista.orgulpc@autoproduzioni.net

05 dicembre 2025

Essere radicali, nel senso di andare alla radice del problema che è il capitalismo. La soluzione: la trasformazione dell’attuale formazione economico-sociale nel sistema sociale che cancella sfruttamento e oppressione. C’è bisogno dei comunisti organizzati per trasformare le lotte di difesa, di resistenza, rivendicative, in lotta per il socialismo.

Unione di Lotta per il Partito Comunista propone a comunisti/e, alle avanguardie nei luoghi di lavoro, a operai avanzati e studenti impegnati nelle lotte, un percorso, processo, progetto per costruire l’Organizzazione, come base e condizione per la ricostruzione del Partito. Per spezzare ogni logica settaria, divisiva, localistica, contro la frantumazione del movimento comunista.

accadde oggi

4 dicembre 1943
In Jugoslavia sulle ceneri del Regno di Jugoslavia nasce la Repubblica socialista federale di Jugoslavia

4 dicembre 1969
USA: i membri delle Pantere nere, Fred Hampton e Mark Clark, vengono uccisi nel sonno durante un’incursione compiuta da 14 poliziotti di Chicago

4 dicembre 1974
Il sindacato promuove uno sciopero generale per la contingenza, il salario, le pensioni, i prezzi alti. Massiccia l’adesione

I magazzinieri Gucci di Milano dicono: ora basta!

Dopo 3 mesi di trattative l’azienda ISS, che gestisce l’appalto dei magazzini Gucci di via Mecenate a Milano, comunica al SOL Cobas che non ci sono i presupposti economici per soddisfare le rivendicazioni salariali dei lavoratori in quanto la committente Gucci, dichiarerebbe di non essere intenzionata e rivedere le tariffe che regolano l’appalto di via Mecenate a Milano.
Due mesi trascorsi a trovare soluzioni eque, per equiparare il salario minimo dei lavoratori ai livelli salariali previsti per tutti gli operai che svolgono il lavoro di facchinaggio, restano così, al momento senza soluzione. Ai lavoratori che, nella capitale della moda e dell’industria del lusso, restano con un salario medio di 1150€ al mese, non resta altra scelta se non quella di riaprire lo stato di agitazione e, con esso, le azioni di sciopero necessarie a denunciare pubblicamente la questione e risolvere positivamente la vertenza.
Se formalmente la vertenza punta su ISS, non di meno si può sorvolare sul ruolo della committenza e su un suo adeguato intervento, a maggior ragione perché ci troviamo di fronte a una situazione in cui è palese la condizione di “somministrazione illegittima di forza lavoro”, dovuta al fatto che, sistematicamente, sono i preposti/dipendenti di Gucci a impartire disposizioni ai magazzinieri dell’appalto.
Facciamo appello… al buon senso di tutti i soggetti coinvolti nella vertenza. Ma soprattutto guardiamo a tutti i lavoratori che lavorano in appalto nel magazzino di via Mecenate, dagli addetti alla sicurezza agli operatori di mensa, passando per gli addetti alle pulizie, che viaggiano con salari da fame e condizioni di lavoro ancora peggiori, a dare sostegno alla vertenza in corso, a unirsi alla lotta, per ottenere i diritti minimi e il rispetto del lavoro e delle persone. In ogni caso, a partire dagli scioperi del 22 e 23 settembre, che hanno dato avvio alla vertenza, una cosa è certa: i lavoratori in lotta non sono più disposti a tornare indietro.
Bilanci aziendali e vita operaia
Gucci fa parte del gruppo Kering, secondo, nel mondo nell’industria della moda e del lusso, solo al gruppo Lvmh. Durante le trattative la parte datoriale ha segnalato come il calo dei profitti da parte del gruppo, in buona parte addebitabili alle scarse vendite di Gucci, sia da impedimento alle richieste salariali dei lavoratori.
Quello che qui ci interessa sottolineare è invece che, nonostante una certa “crisi” del settore, gli utili del gruppo si sono attestati, nel 2024, a 1,19 miliardi di Euro.
Se da una parte è più che logico che, in un periodo di crisi più generale del sistema economico globale capitalista, sempre più schiacciato dalle sue stesse logiche di profitto senza limiti (far soldi con i soldi), ci sia una contrazione delle vendite di beni non primari, dall’altra appare più che evidente che si tratta di una “crisi solo apparente” dato che parliamo di utili che, seppure al di sotto delle previsioni, si attestano comunque su cifre a 9 zeri.
Abbastanza da pretendere, insomma, che la vita di un operaio raggiunga immediatamente la soglia della decenza e della dignità, non più costretti a orari disumani (si giunge fino a 14 ore al giorno per gli addetti alla sicurezza, ad esempio) e con un salario ancor più indecente, tanto da non permettere, letteralmente, di poter affittare una casa a Milano o mantenere decorosamente la famiglia.

accadde oggi

2 dicembre 1956
82 esuli cubani guidati da Fidel Castro sbarcano a La Playa de las Coloradas segnando l’inizio della rivolta che porterà alla cacciata di Fulgenzio Batista nel 1959.

2 dicembre 1968
Avola. Nel corso di una manifestazione di braccianti, la polizia carica il corteo e uccide 2 braccianti Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia e ne ferisce 48. Il giorno dopo in tutta Italia i lavoratori incrociano le braccia per protesta contro l’eccidio.

2 dicembre 1975
Il Pathet Lao (diretto dai comunisti) strappa il potere alla monarchia costituzionale del regno del Laos e fonda la Repubblica popolare democratica del Laos

accadde oggi

1 dicembre 1943
A Firenze entrano in azione i “Gruppi d’azione patriottica” con l’uccisione del comandante del distretto militare

1 dicembre 1955
A Montgomery (Alabama-USA) una donna nera di 42 anni, Rosa Parks attivista per i diritti dei neri, non cede il posto sull’autobus ad un bianco. Viene arrestata per questo atto coraggioso che avviò una protesta storica, partita col boicottaggio dei mezzi pubblici per 381 giorni.

1 dicembre 1970
Il Parlamento italiano approva a legge che regola l’istituto del divorzio

1 dicembre 2013
A Prato nel rogo del capannone fabbrica dormitorio di “Teresa mode” muoiono 7 operai (due le donne) di origini cinesi sacrificati sull’altare del profitto